- Quando chiamare il 112
- Che cos’è la tachicardia
- Come misurarsi il polso
- Le cause della tachicardia
- Tachicardia da ansia: come distinguerla
- Cosa fare durante un episodio
- Diagnosi
- Trattamento
- Prevenzione
- Domande frequenti sulla tachicardia
Si parla di tachicardia quando il cuore batte più di 100 volte al minuto a riposo. Non è una malattia in sé ma un segno, e nella maggior parte dei casi ha una spiegazione benigna: emozione, febbre, sforzo, caffè, una notte insonne. Conta però saper riconoscere le poche situazioni in cui la tachicardia va affrontata subito, e distinguerle da quelle in cui basta togliere la causa.
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Quando chiamare il 112
↑ topChiamare il 112 se la tachicardia si accompagna a:
- dolore o oppressione al petto
- svenimento, o sensazione imminente di svenire
- difficoltà a respirare che compare a riposo
- confusione, difficoltà a parlare, debolezza a un lato del corpo
- battito rapidissimo e irregolare in una persona con una cardiopatia nota
Se una persona perde conoscenza e non respira normalmente, va chiamato il 112 e iniziate immediatamente le compressioni toraciche. Il defibrillatore semiautomatico va usato appena disponibile, non come ultima risorsa: nell’arresto cardiaco ogni minuto di ritardo riduce in modo sostanziale le probabilità di sopravvivenza. L’apparecchio analizza da solo il ritmo e eroga la scarica soltanto se serve, quindi non può essere usato in modo dannoso da chi lo applica seguendo le istruzioni vocali.
Meritano invece una visita cardiologica programmata, senza urgenza, gli episodi di tachicardia che iniziano e finiscono di colpo, come un interruttore, quelli che si ripetono con una certa regolarità, quelli che compaiono durante lo sforzo fisico anziché dopo, e la tachicardia in chi ha familiarità per morte improvvisa in età giovane.
Che cos’è la tachicardia
↑ topLa frequenza cardiaca a riposo di un adulto sano è compresa fra 60 e 100 battiti al minuto. Sopra i 100 a riposo si parla di tachicardia; sotto i 60 di bradicardia. Sono però soglie convenzionali, e vanno lette con qualche precisazione: negli atleti allenati una frequenza di 45-50 battiti è normale, nei bambini i valori fisiologici sono più alti che negli adulti, e in gravidanza la frequenza aumenta in modo atteso di 10-20 battiti.
Va poi distinta la tachicardia dal cardiopalmo, che è la percezione soggettiva del proprio battito. Si possono avvertire palpitazioni con una frequenza del tutto normale, e viceversa avere una tachicardia importante senza accorgersene. Sono due cose diverse e vale la pena riferirle separatamente al medico.
Come misurarsi il polso
↑ topÈ l’informazione più utile da portare in visita e si ottiene in un minuto. Appoggiare indice e medio — mai il pollice, che ha una pulsazione propria — sul lato interno del polso, sotto la base del pollice, oppure sul collo di fianco al pizzo della laringe. Contare i battiti per 30 secondi e moltiplicare per due; se il ritmo sembra irregolare, contare per un minuto intero.
Oltre al numero, conta annotare tre cose: se il ritmo è regolare o irregolare, se l’episodio è iniziato gradualmente o di scatto, e quanto è durato. Un battito che parte e si ferma bruscamente orienta verso un’aritmia vera; uno che sale e scende in modo progressivo è più tipico della tachicardia sinusale da ansia, febbre o sforzo.
Le cause della tachicardia
↑ top| Categoria | Cause | Come si riconosce |
|---|---|---|
| Fisiologiche | Sforzo, emozione, dolore, caldo, digestione abbondante, gravidanza | Ritmo regolare, esordio e risoluzione graduali, causa evidente |
| Sostanze | Caffeina, nicotina, alcol, energy drink, cocaina e altre sostanze stimolanti | Rapporto temporale con l’assunzione |
| Farmaci | Broncodilatatori, decongestionanti nasali, alcuni antidepressivi, ormoni tiroidei, cortisonici | Comparsa dopo l’inizio o l’aumento di una terapia |
| Metaboliche | Ipertiroidismo, anemia, febbre, disidratazione, ipoglicemia, squilibri di potassio e magnesio | Tachicardia persistente, presente anche a riposo, con altri sintomi generali |
| Psicologiche | Ansia, attacchi di panico, stress prolungato | Insieme a respiro corto, formicolii, sensazione di irrealtà |
| Aritmie | Fibrillazione atriale, flutter atriale, tachicardia parossistica sopraventricolare, tachicardia ventricolare | Esordio e termine improvvisi, spesso ritmo irregolare |
| Cardiache strutturali | Cardiopatia ischemica, cardiomiopatie, valvulopatie, insufficienza cardiaca | Tachicardia associata a fatica, gonfiore alle gambe, affanno da sforzo |
Le aritmie in breve
↑ topLa fibrillazione atriale è l’aritmia più frequente nell’adulto e si riconosce per il battito completamente irregolare, senza alcuna cadenza. È importante perché favorisce la formazione di coaguli negli atri e aumenta il rischio di ictus: per questo, una volta diagnosticata, la valutazione della terapia anticoagulante è centrale.
La tachicardia parossistica sopraventricolare compare tipicamente in persone giovani e senza cardiopatia: parte all’improvviso, il cuore va a 150-200 al minuto in modo regolare, e si ferma altrettanto bruscamente. È fastidiosa e spaventa molto, ma raramente pericolosa, ed è trattabile in via definitiva con l’ablazione.
La tachicardia ventricolare origina dai ventricoli e ha un significato clinico diverso: compare in genere su un cuore già malato e può degenerare in fibrillazione ventricolare, che è la causa più frequente di arresto cardiaco. Richiede sempre valutazione specialistica.
Tachicardia da ansia: come distinguerla
↑ topÈ la domanda più frequente e la distinzione non è sempre netta, ma alcuni elementi orientano.
| Più probabile ansia | Più probabile aritmia | |
|---|---|---|
| Esordio | Graduale, con l’accumularsi della tensione | Improvviso, “a interruttore” |
| Ritmo | Regolare, frequenza in genere 100-130 | Spesso irregolare, oppure regolare ma molto rapido, 150-200 |
| Fine dell’episodio | Si attenua lentamente, risponde al respiro lento | Si interrompe di colpo |
| Sintomi associati | Formicolii a mani e bocca, nodo alla gola, senso di irrealtà, paura di morire | Svenimento, dolore toracico, affanno marcato |
| Contesto | Situazioni riconoscibili, luoghi affollati, dopo eventi stressanti | Anche a riposo, nel sonno, senza alcun innesco |
Un criterio pratico: la tachicardia da ansia migliora se ci si concentra sul respiro, allungando l’espirazione. Un’aritmia vera non si modifica respirando. Resta il fatto che la prima volta che compare una tachicardia importante va documentata con un elettrocardiogramma, perché attribuirla all’ansia senza averla mai registrata è la scorciatoia che fa perdere le diagnosi.
Cosa fare durante un episodio
↑ topSe non ci sono segnali di allarme, la prima cosa è fermarsi e sedersi. Il respiro lento e profondo, con l’espirazione più lunga dell’inspirazione, attiva il sistema nervoso parasimpatico e tende a rallentare il battito. Bere acqua fresca aiuta se c’è disidratazione.
Le manovre vagali — come espirare a glottide chiusa spingendo come per andare di corpo, o applicare qualcosa di freddo sul viso — sono efficaci in alcune aritmie sopraventricolari, ma vanno eseguite solo dopo che un medico ha inquadrato il tipo di tachicardia e ha spiegato come farle. Non vanno usate al primo episodio né quando la causa è sconosciuta.
Il massaggio del seno carotideo, cioè la pressione sul collo, non va mai eseguito da soli né da persone non addestrate: può causare un rallentamento eccessivo del battito e, in chi ha placche nelle carotidi, favorire un ictus. È una manovra medica.
Diagnosi
↑ topIl problema clinico principale è che la tachicardia, quando arriva la visita, spesso è già passata. Da qui la sequenza degli esami.
- Elettrocardiogramma — registra il ritmo nel momento in cui viene eseguito. Dirimente se l’episodio è in corso, poco informativo altrimenti, anche se può mostrare segni indiretti.
- Holter cardiaco — registrazione continua per 24 o 48 ore, o più a lungo con dispositivi dedicati. È l’esame chiave quando gli episodi sono frequenti.
- Elettrocardiogramma da sforzo — indicato quando la tachicardia compare durante l’attività fisica.
- Ecocardiogramma — valuta la struttura del cuore e serve a stabilire se esiste una cardiopatia sottostante.
- Esami del sangue — emocromo, funzionalità tiroidea, elettroliti. Individuano le cause metaboliche, che sono frequenti e reversibili.
Sugli smartwatch vale una nota. I dispositivi che registrano un tracciato a una derivazione hanno una discreta capacità di individuare la fibrillazione atriale, e una registrazione ottenuta durante un episodio è un’informazione utile da mostrare al cardiologo. Non sostituiscono però l’elettrocardiogramma diagnostico, danno falsi positivi soprattutto durante il movimento, e non sono strumenti su cui basare da soli una decisione. Il rilevamento della sola frequenza dai sensori ottici è ancora meno affidabile.
Trattamento
↑ topIl principio è che si tratta la causa, non il numero. Nella tachicardia sinusale — quella da febbre, anemia, ipertiroidismo, ansia, disidratazione — correggere la condizione di base fa rientrare la frequenza senza bisogno di farmaci per il cuore.
Quando esiste un’aritmia vera, le opzioni sono i farmaci antiaritmici, che rallentano o regolarizzano il ritmo; la cardioversione, elettrica o farmacologica, per ripristinare il ritmo normale in ospedale; l’ablazione transcatetere, che elimina il circuito elettrico responsabile ed è risolutiva in molte tachicardie sopraventricolari; e il defibrillatore impiantabile nei pazienti a rischio di aritmie ventricolari maligne. Nella fibrillazione atriale si aggiunge la valutazione della terapia anticoagulante, che è la parte che incide di più sulla prognosi.
Prevenzione
↑ topLe misure che fanno la differenza sono poche e note: limitare caffeina, alcol ed energy drink, che sono i tre inneschi più frequenti negli episodi occasionali; dormire con regolarità, perché la privazione di sonno è un fattore scatenante ben documentato per la fibrillazione atriale; mantenere l’attività fisica, che abbassa la frequenza a riposo; controllare pressione, peso, colesterolo e glicemia. Va infine considerato che le apnee notturne sono associate in modo forte alla fibrillazione atriale e restano spesso non diagnosticate: chi russa in modo importante e si sveglia stanco dovrebbe parlarne al medico.
Domande frequenti sulla tachicardia
↑ topQuando la tachicardia è pericolosa?
↑ topQuando si accompagna a dolore al petto, svenimento, affanno a riposo o segni neurologici: in questi casi va chiamato il 112. È inoltre da valutare senza rinvii la tachicardia che compare durante lo sforzo, quella in chi ha già una cardiopatia e quella con familiarità per morte improvvisa in giovane età. Al di fuori di questi casi, un episodio isolato con causa riconoscibile — caffè, emozione, febbre — non è di per sé allarmante.
Quanti battiti al minuto sono troppi?
↑ topOltre 100 a riposo si parla di tachicardia, ma il numero da solo dice poco. Contano il contesto e i sintomi: 130 battiti dopo una rampa di scale sono normali, 130 battiti seduti sul divano no. Frequenze oltre 150 a riposo, o qualsiasi frequenza accompagnata da svenimento o dolore toracico, richiedono valutazione immediata.
La tachicardia può venire di notte?
↑ topSì, e ha alcune spiegazioni ricorrenti. Le apnee notturne provocano risvegli con battito accelerato e sono una causa frequente e sottodiagnosticata. Anche il reflusso gastroesofageo, gli attacchi di panico notturni, l’alcol assunto la sera e i cali di glicemia possono provocarla. Una tachicardia che sveglia regolarmente dal sonno va comunque riferita al medico, perché alcune aritmie hanno proprio questo comportamento.
Bere caffè provoca tachicardia?
↑ topPuò farlo, con grande variabilità individuale: la velocità con cui si metabolizza la caffeina è determinata anche geneticamente, e c’è chi tollera tre caffè e chi reagisce a uno. Vanno considerati anche il tè, le bevande a base di cola, il cioccolato fondente, gli energy drink e diversi integratori pre-allenamento, che sommati superano facilmente la soglia. Chi ha episodi ricorrenti può provare a sospendere per due settimane e osservare.
La tachicardia fa dimagrire o è segno di tiroide?
↑ topUna tachicardia persistente associata a calo di peso senza dieta, sudorazione eccessiva, tremore alle mani, insofferenza al caldo e nervosismo è un quadro compatibile con l’ipertiroidismo, ed è una delle cause più facilmente individuabili e trattabili. Bastano gli esami della funzionalità tiroidea per verificarlo, ed è ragionevole includerli negli accertamenti di una tachicardia che dura da settimane.
Si può fare sport con la tachicardia?
↑ topDipende dalla causa, e va stabilito dopo l’inquadramento. Nelle forme legate ad ansia o a fattori transitori l’attività fisica è utile e va incoraggiata, perché nel tempo riduce la frequenza a riposo. Quando invece la tachicardia compare durante lo sforzo, o è documentata un’aritmia, l’attività va sospesa fino alla valutazione cardiologica e alla certificazione di idoneità. Chiunque abbia avuto uno svenimento sotto sforzo deve fermarsi e farsi valutare prima di riprendere.