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Pubblicato inPatologie

Il tumore ai reni

Tumore ai reni: cos’è, sintomi e trattamenti. Una panoramica completa per conoscere le cause, i fattori di rischio e le opzioni terapeutiche.

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Cos’è il tumore ai reni?

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Il tumore ai reni è una neoplasia che origina dalla proliferazione di cellule renali anomale.

I reni sono posizionati nella parte posteriore dell’addome ai lati della colonna vertebrale lombare e in quanto filtri selettivi svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio idroelettrico e nella depurazione del sangue da scorie metaboliche che eliminano attraverso le urine. Inoltre sono importanti per il mantenimento di una normale mineralizzazione dell’osso e influenzano la produzione midollare di globuli rossi.

Talora i reni possono essere colpiti da tumore, una patologia subdola e pericolosa che comporta una crescita incontrollata di cellule che, proliferando in modo anomalo, possono comprometterne la funzionalità, rappresentando anche una minaccia globale alla salute.

I tumori più comuni si sviluppano dalle cellule che rivestono l’interno dei tubuli renali, ma possono anche originare da altri tessuti renali o dalla capsula esterna che li avvolge.

RIcordiamo che l’unità funzionale del rene e’ il Nefrone che è costituito da una capsula che contiene una matassa di capillari (il glomerulo) da cui origina la pre-urina: questa verrà quindi convogliata e rimaneggiata in un lungo tubulo da cui scaturirà l’urina definitiva.

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Tipi di tumore ai reni

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Si distinguono sei tipi di tumore renale. Il più diffuso nella popolazione adulta è il carcinoma a cellule renali, mentre il più diffuso in età pediatrica è il tumore di Wilms.

Tipo Descrizione
Carcinoma a cellule renali Rappresenta circa il 90% di tutti i tumori maligni del rene nell’adulto. Origina dai tubuli renali ed è spesso scoperto in modo occasionale durante esami eseguiti per altri motivi
Carcinoma a cellule chiare È il sottotipo più comune del carcinoma a cellule renali e costituisce circa il 70–75% dei casi. È caratterizzato da cellule con citoplasma chiaro e da una marcata vascolarizzazione
Carcinoma papillare Seconda forma per frequenza, rappresenta circa il 10–15% dei carcinomi a cellule renali. Può presentarsi in due varianti istologiche con comportamento biologico differente
Carcinoma cromofobo Forma meno comune, pari a circa il 5% dei carcinomi renali. È in genere a crescita lenta e associata a una prognosi più favorevole
Carcinoma dei dotti collettori Tumore molto raro, che rappresenta meno dell’1% dei tumori renali. È una forma aggressiva e spesso diagnosticata in fase avanzata
Tumore di Wilms Neoplasia tipica dell’età pediatrica, costituisce circa il 90% dei tumori renali nei bambini ed è oggi frequentemente curabile grazie a diagnosi precoci e terapie combinate

 

Quali sono le cause e i fattori di rischio?

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Non sono ancora chiare le cause esatte del tumore al rene, ma sono stati identificati diversi fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare questa neoplasia.

Uno dei principali fattori di rischio è il fumo di sigaretta, a cui si aggiunge l’obesità, con un uguale impatto in entrambi i sessi.

Tra gli altri fattori vi sono:

  • l’ipertensione arteriosa
  • la malattia renale cronica con sviluppo di cisti
  • la malattia renale policistica ereditaria
  • l’assunzione prolungata di farmaci anti-infiammatori non steroidei
  • I’infezione epatica cronica da virus C
  • una storia di calcolosi renale con prevalenza di sviluppo nel sesso maschile
  • l’esposizione cronica a sostanze chimiche  (asbesto, cadmio, derivati del petrolio).

I tumori renali, in particolare quelli a cellule chiare sembrano dipendere da fattori genetici con riguardo ad una delezione del cromosoma 3. La sindrome di von Hippel-Lindau, causata da mutazioni nel gene VHL, è un esempio di condizione genetica che predispone allo sviluppo di tumori renali e altre neoplasie.

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Quali sono i sintomi di un tumore al rene?

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Il tumore al rene spesso non presenta sintomi specifici nelle sue fasi iniziali, rendendo difficile una diagnosi precoce. Quando il tumore è ancora localizzato e di piccole dimensioni, può essere infatti completamente asintomatico e venire scoperto casualmente durante esami di routine o per altre patologie.

Tuttavia, quando il tumore cresce e progredisce, iniziano a manifestarsi segni e sintomi più evidenti. I sintomi classici di un tumore al rene in stadio avanzato includono:

  • una massa palpabile nell’addome
  • ematuria, ovvero la presenza di sangue nelle urine. Può variare da microscopica, visibile solo attraverso esami di laboratorio, a macroscopica, visibile a occhio nudo
  • dolore localizzato nella regione lombare.

Oltre ai sintomi locali, il tumore al rene può provocare sintomi sistemici o paraneoplastici, che influenzano tutto l’organismo. Questi includono perdita di peso non intenzionale, affaticamento marcato, febbre persistente, anemia (meno frequenti eritrocitosi e trombocitosi), ipertensione e ipercalcemia (elevati livelli di calcio nel sangue).

Le metastasi del tumore renale, che si diffondono principalmente attraverso i vasi sanguigni e linfatici, possono causare sintomi aggiuntivi a seconda dell’organo colpito. Ad esempio, metastasi polmonari possono provocare tosse persistente e difficoltà respiratorie, mentre metastasi ossee possono causare dolore e fratture.

Quanto può crescere il tumore?

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Generalmente i tumori renali tendono a crescere lentamente nelle prime fasi, ma possono accelerare la loro crescita una volta raggiunte determinate dimensioni o stadi di sviluppo.
Alcuni tumori possono rimanere relativamente stabili per anni, mentre altri possono crescere rapidamente e diffondersi ad altri organi.

I carcinomi a cellule chiare, la forma più comune di tumore renale, hanno una crescita che può essere sia lenta che rapida, a seconda della loro biologia molecolare.

La crescita e la progressione del tumore possono essere influenzate da diversi fattori, tra cui la presenza di mutazioni genetiche specifiche, l’ambiente tumorale e la risposta immunitaria del paziente.

Quanto si vive con un tumore ai reni?

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La sopravvivenza in caso di tumore al rene dipende da diversi fattori, tra cui tipo istologico, stadio alla diagnosi e risposta alle terapie; fermo restando che una diagnosi tempestiva è un elemento sempre determinante.

Nei tumori localizzati la prognosi è spesso favorevole: il carcinoma a cellule chiare in fase iniziale presenta tassi di sopravvivenza a 5 anni superiori al 90% dopo trattamento chirurgico.

Il carcinoma papillare e quello cromofobo tendono ad avere un andamento meno aggressivo e, se diagnosticati precocemente, sono associati a buone aspettative di vita. Al contrario, forme rare come il carcinoma dei dotti collettori hanno una prognosi più severa, perché spesso vengono individuate in fase avanzata.

Nei bambini, il tumore di Wilms ha oggi una prognosi molto positiva, con alte percentuali di guarigione grazie a terapie integrate.

Come si riconosce un tumore al rene?

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La diagnosi del tumore al rene richiede un approccio multidisciplinare che include esami di imaging, test di laboratorio e valutazioni cliniche.

La prima indicazione di un possibile tumore renale può derivare da esami di routine o da sintomi clinici che spingono a ulteriori indagini.
L’ecografia addominale è spesso il primo esame utilizzato per valutare la presenza di una massa renale. Questo esame non invasivo permette di distinguere tra masse solide, che potrebbero indicare un tumore, e cisti renali, generalmente benigne.

Se l’ecografia rileva una massa sospetta, si procede con ulteriori esami di imaging come la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica (RM), la seconda come alternativa per coloro che non tollerano il mezzo di contrasto iodato o hanno problemi di insufficienza renale.
Queste procedure offrono immagini dettagliate della struttura renale e aiutano a determinare la natura della massa, l’estensione del tumore e la presenza di eventuali metastasi.

Altri esami strumentali di completamento sono una Rx o TAC del torace. Una scintigrafia ossea per la ricerca di eventuali metastasi in alternativa ad una PET, più sensibile ma più costosa.

Non esistono marcatori tumorali specifici per il tumore renale, ma esami del sangue e delle urine possono fornire informazioni utili. Test ematologici possono rivelare anemia, ipercalcemia e altre anomalie che suggeriscono la presenza di un tumore. Inoltre, l’analisi delle urine può evidenziare ematuria microscopica, un segno precoce di patologia renale.

In qualche caso può essere necessaria una biopsia renale per confermare la diagnosi.
Infine, la stadiazione del tumore, basata sui risultati di tutti questi esami, è fondamentale per pianificare il trattamento più appropriato. La stadiazione TNM (Tumore, Linfonodi, Metastasi) fornisce una valutazione precisa dell’estensione del tumore e del suo impatto, guidando le decisioni terapeutiche e prognostiche.

Come si toglie un tumore al rene?

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La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione, la tipologia e lo stadio del tumore, la salute generale del paziente e la sua storia medica. Un team multidisciplinare di specialisti, composto da oncologi, urologi, radiologi e altri professionisti sanitari, collabora per elaborare un piano di trattamento individualizzato.

L’obiettivo primario è quello di ottimizzare i risultati clinici, contrastando la progressione del tumore e migliorando la qualità della vita del paziente.

Approccio chirurgico Quando è indicato
Nefrectomia parziale Prevede l’asportazione del solo tumore, mantenendo il tessuto renale sano. È preferibile nei tumori piccoli e localizzati e quando è importante preservare la funzione del rene
Nefrectomia radicale Consiste nella rimozione completa del rene ed è indicata quando il tumore è di grandi dimensioni, interessa più aree del rene o non consente un intervento conservativo
Chirurgia laparoscopica Può essere applicata sia alla nefrectomia parziale sia a quella radicale ed è spesso preferita perché permette un recupero più rapido e minori disturbi dopo l’intervento
Chirurgia robot-assistita Indicata soprattutto negli interventi più complessi, consente una maggiore precisione nella rimozione del tumore e nella ricostruzione del rene
Chirurgia citoriduttiva In casi selezionati di malattia già diffusa, può essere valutata per ridurre la massa tumorale e favorire l’efficacia delle terapie successive
Tecniche mininvasive complementari In situazioni specifiche, come tumori molto piccoli o pazienti fragili, possono essere considerate procedure mirate che trattano il tumore senza rimuovere il rene

Trattamento in caso di metastasi

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Quando il tumore al rene è già metastatizzato, il trattamento si concentra principalmente sul controllo della malattia e sul miglioramento della qualità di vita del paziente.

La chemioterapia classica è generalmente inefficace per i tumori renali. Tuttavia, le terapie a bersaglio molecolare e l’immunoterapia hanno dimostrato notevoli successi nel trattamento del carcinoma renale avanzato.

Le terapie adiuvanti più note sono:

  • Pembrulizumab e il meno preferibile, per risultato e tossicità, Sutinib
  • Le immunoterapia prevedono l’impiego di Atezolizumab o Nivolumab
  • Everolimus trova un buon impiego nei pazienti affetti da Sclerosi Tuberosa con neoplasia renale.