Salute mentale in Italia: cresce il disagio psicologico, ma il costo della terapia resta un ostacolo

Salute mentale e accesso alla psicoterapia: un'indagine UniSalute rivela che stress, ansia e costi elevati continuano a frenare molte persone dal chiedere aiuto.

Salute mentale in Italia: cresce il disagio psicologico, ma il costo della terapia resta un ostacolo

Salute mentale e accesso alla psicoterapia: cosa emerge dall’indagine UniSalute 2026

La salute mentale è sempre più al centro del dibattito pubblico, ma per molti italiani accedere a un percorso psicologico continua a essere difficile. A evidenziarlo è una recente indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, che ha analizzato percezioni, bisogni e comportamenti legati al benessere psicologico nelle città di Milano, Bologna e Napoli.

I dati raccontano una realtà complessa: da un lato cresce la consapevolezza dell’importanza della salute mentale, dall’altro il costo delle sedute rappresenta ancora una barriera significativa per una parte importante della popolazione.

Meno della metà delle persone valuta positivamente il proprio benessere psicologico

Secondo la ricerca, meno della metà dei cittadini di Napoli (47%) e Bologna (49%) descrive il proprio stato psicologico come “buono” o “ottimo”. A Milano il dato sale leggermente, ma si ferma comunque al 55%.

In tutte e tre le città, lo stress viene identificato come il principale fattore che influenza la salute mentale:

  • 53% dei milanesi
  • 52% dei napoletani
  • 51% dei bolognesi

Numeri che confermano quanto il benessere psicologico sia oggi messo alla prova da ritmi di vita intensi, pressioni lavorative, incertezza economica e difficoltà personali.

Sempre più persone riferiscono un peggioramento della propria salute mentale

Un altro dato significativo riguarda il confronto con l’anno precedente.

  • Il 24% dei napoletani afferma di stare peggio rispetto a un anno fa.
  • Il 21% dei milanesi percepisce un peggioramento del proprio stato psicologico.
  • Il 20% dei bolognesi riporta la stessa sensazione.

Tra le emozioni più frequentemente sperimentate negli ultimi dodici mesi emergono soprattutto preoccupazione e ansia.

A Napoli, il 42% degli intervistati indica la preoccupazione come emozione prevalente e il 36% l’ansia. A Bologna entrambe raggiungono il 32%, mentre a Milano la preoccupazione coinvolge il 38% del campione e l’ansia il 28%.

Le emozioni positive, come ottimismo, fiducia e speranza, risultano generalmente meno presenti.

Perché molte persone non si rivolgono a uno psicologo?

Nonostante il crescente disagio psicologico, il ricorso a psicologi e psicoterapeuti rimane limitato.

Nell’ultimo anno ha svolto almeno una seduta:

  • il 29% dei bolognesi;
  • il 23% dei milanesi;
  • il 23% dei napoletani.

Tra le ragioni principali emerge certamente la percezione di non averne bisogno. Tuttavia, l’aspetto economico rappresenta il secondo grande ostacolo.

Dichiara infatti che il costo delle sedute costituisce una barriera:

  • il 36% dei napoletani;
  • il 32% dei bolognesi;
  • il 29% dei milanesi.

Questi dati mostrano come l’accesso alle cure psicologiche sia ancora influenzato da fattori economici, rendendo il supporto professionale meno accessibile per molte persone.

Il costo della psicoterapia: una barriera ancora concreta

L’indagine evidenzia che gran parte di chi intraprende un percorso psicologico sostiene personalmente le spese delle sedute.

La quota di persone che paga interamente il percorso è pari al:

  • 57% a Bologna;
  • 47% a Napoli;
  • 38% a Milano.

Al contrario, solo una minoranza beneficia di strumenti di sanità integrativa o coperture dedicate al benessere psicologico.

Questo dato solleva una riflessione importante: quando il supporto psicologico viene percepito come un costo difficile da sostenere, il rischio è quello di rimandare la richiesta di aiuto fino a quando il disagio diventa più intenso e difficile da gestire.

Chi inizia un percorso psicologico è generalmente soddisfatto

Un elemento particolarmente interessante della ricerca riguarda il livello di soddisfazione di chi ha già intrapreso un percorso con uno psicologo o uno psicoterapeuta.

Si dichiara molto o estremamente soddisfatto:

  • il 66% dei bolognesi;
  • il 63% dei milanesi;
  • il 51% dei napoletani.

Inoltre, la maggioranza di coloro che stanno già seguendo un percorso ritiene altamente probabile continuarlo nei successivi dodici mesi.

Questo suggerisce che, una volta superate le barriere iniziali, molte persone percepiscono benefici concreti dal lavoro terapeutico.

Telepsicologia e sedute online: un’opportunità sempre più apprezzata

Un altro aspetto emerso dall’indagine riguarda la crescente apertura verso le sedute psicologiche online.

Dichiara di aver già utilizzato o di essere interessato a utilizzare servizi di psicoterapia da remoto:

  • l’80% dei bolognesi;
  • il 72% dei napoletani;
  • il 70% dei milanesi.

La telepsicologia può contribuire a ridurre alcuni ostacoli pratici all’accesso alle cure, come i tempi di spostamento, la distanza geografica o la difficoltà di conciliare gli appuntamenti con gli impegni quotidiani.

Pur non sostituendo necessariamente il percorso in presenza, rappresenta oggi una possibilità concreta per ampliare l’accessibilità ai servizi di salute mentale.

La salute mentale non dovrebbe essere un lusso

I risultati dell’indagine mostrano una realtà che merita attenzione: molte persone sperimentano livelli significativi di stress, ansia e preoccupazione, ma non sempre riescono ad accedere al supporto professionale di cui potrebbero beneficiare.

Investire nella salute mentale significa investire nella qualità della vita, nelle relazioni, nel lavoro e nel benessere complessivo della persona. Per questo motivo è fondamentale continuare a promuovere una cultura della prevenzione psicologica e favorire strumenti che rendano il sostegno professionale più accessibile e sostenibile.

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un passo importante verso una maggiore consapevolezza e cura di sé.