Genitori in Gruppo: ri-conoscersi, ascoltarsi, sentirsi

Partecipare a un'esperienza terapeutica di gruppo può essere un valido alleato nella propria esperienza genitoriale.

Genitori in Gruppo: ri-conoscersi, ascoltarsi, sentirsi

Partecipare a un’esperienza terapeutica di gruppo può essere un valido alleato nella propria esperienza genitoriale. In questo articolo, la dottoressa Daniela Baionetta, psicologa psicoterapeuta dell’area genitori e famiglie di Santagostino, ci parla di cosa significhi essere genitori, come può aiutare vivere un’esperienza di gruppo e che cosa significhi nella pratica.

Cosa vuol dire essere genitori?

Essere genitori è un’esperienza dinamica, che mette in crisi incessantemente ogni certezza
precedentemente sperimentata ed è troppo spesso profondamente faticosa, sofferente ma
soprattutto frequentemente solitaria. Essere un “genitore sufficientemente buono”, negare la possibilità di fallire o compiere errori, nascondere il proprio senso di impotenza e la propria frustrazione, è di fatto un’aspettativa
culturalmente condivisa, spesso condita da mandati idealizzati. Significa assumersi un compito
“impossibile”: prendersi la piena responsabilità della salute fisica e psichica e dell’educazione del
figlio e al contempo renderlo un “adulto adeguato”, meglio se pure felice!

Cosa può fare la famiglia?

Nel ciclo vitale fisiologico di una famiglia invece ogni fase porta con sé nuove sfide, emozioni
ambivalenti e innumerevoli incertezze: cogliere in maniera precoce elementi di vulnerabilità e
fattori di rischio rappresenta il primo passo per sostenere in modo efficace la genitorialità e
promuovere, così, anche lo sviluppo armonico dei propri figli.

Cosa possono fare i contesti di cura?

Accogliere le domande di aiuto e supporto dei genitori, aiutarli a ridefinire il loro ruolo e sostenerli al fine di sviluppare uno stile genitoriale sicuro rappresenta un mandato invece indispensabile per
chi opera nei nostri contesti di cura. L’obiettivo è lavorare per rendere i genitori consapevoli
della propria modalità educativa, dei limiti e delle risorse della propria relazione con i figli perché
essa influenza positivamente o negativamente lo sviluppo armonico della famiglia.

Come può aiutare l’esperienza di gruppo?

In un tempo in cui la solitudine educativa è frequente, di continue trasformazioni, il gruppo può
diventare un luogo di cura e trasformazione, dove ogni voce conta e ogni storia aiuta.
Ecco che si rende necessario un percorso riservato ai genitori che possa rappresentare uno spazio
prezioso di sostegno, confronto e consapevolezza.
Nel gruppo #SOS GENITORI, i genitori scoprono di non essere soli: condividendo vissuti, difficoltà
quotidiane e successi, creano una rete di supporto emotivo ed esperienziale.
La guida del terapeuta aiuta a rileggere le dinamiche familiari, a migliorare la comunicazione con i
figli e a trovare strategie educative più efficaci.

Cosa significa partecipare a un gruppo?

Partecipare a un gruppo significa anche:

  • acquisire nuovi strumenti relazionali, rafforzando l’autostima genitoriale;
  • ritrovare uno spazio per sé, spesso trascurato nella routine familiare;
  • rendersi consapevoli delle emozioni provate dai figli ed essere in grado di accogliere le
    proprie in modo autentico.

Appartenere ad un gruppo significa legittimare la propria fatica, renderla visibile in un contesto
di “ascolto e riconoscimento” privo di giudizio.
Il setting gruppale supporta il potenziamento dell’’autoefficacia educativa, determinata dalla
capacità del genitore di praticare una funzione efficace e dalla percezione che ha di se stesso in
questo ruolo. In tal senso, la presenza di un professionista psicoterapeuta come mediatore aiuta
a generare uno spazio di riflessione condivisa, prendersi cura non solo del benessere dei figli, ma
anche quello degli adulti che li accompagnano nella crescita.
Lavorare in gruppo non offre soluzioni preconfezionate, ma accompagna i genitori nel trovare
risposte autentiche, sostenibili e rispettose della propria storia familiare.

Perchè partecipare a SOS Genitori?

Ecco perché partecipare può fare la differenza:

  • Per scoprire di non essere soli: trovare genitori che vivono esperienze simili crea un senso di
    appartenenza che alleggerisce il peso delle responsabilità quotidiane;
  • Per riflettere con uno sguardo diverso: la guida di un professionista aiuta a comprendere le
    dinamiche familiari con maggiore consapevolezza e a migliorare la relazione con i figli.
  • Per apprendere strategie educative inedite ed efficaci: il gruppo diventa un laboratorio in cui
    sperimentare strumenti nuovi per gestire i conflitti, comunicare meglio, favorire l’autonomia dei
    figli.
  • Per prendersi cura di sé: essere genitori non annulla il bisogno di sentirsi ascoltati, valorizzati e
    sostenuti. Il benessere dei figli passa anche attraverso il benessere dei loro adulti di riferimento.
    L’area specialistica Genitori e Famiglie di Santagostino Psiche promuove percorsi di gruppo
    dedicati ai genitori, pensati come spazi di ascolto, confronto e crescita condivisa.