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Pubblicato inSintomi

Il mal d’orecchio (otalgia): sintomi, cause sottostanti e cosa prendere

L’otalgia, comunemente chiamata mal d’orecchio, è caratterizzata da sensazioni dolorose a carico dell’orecchio, la cui gravità e intensità dipendono dalla causa sottostante.

mal d'orecchio

Il mal d’orecchio, in termini medici otalgia, è un dolore che può avere intensità molto diverse e che nella metà circa dei casi negli adulti non nasce affatto dall’orecchio: origina dai denti, dalla mandibola, dalla gola o dal collo, e viene percepito nell’orecchio perché quelle strutture condividono le stesse vie nervose. Distinguere da dove arriva il dolore è il primo passo, e alcuni segni permettono di farlo con buona approssimazione anche prima della visita.

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Quando il mal d’orecchio richiede una valutazione urgente

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Andare in pronto soccorso se il mal d’orecchio si presenta con:

  • gonfiore, arrossamento e dolore dell’osso dietro l’orecchio, con l’orecchio che appare spinto in avanti
  • asimmetria del volto o difficoltà a chiudere un occhio
  • febbre alta con rigidità del collo, confusione o sonnolenza marcata
  • perdita improvvisa dell’udito da un orecchio, anche senza dolore intenso
  • vertigini violente con vomito che impediscono di stare in piedi
  • mal d’orecchio dopo un trauma cranico, con fuoriuscita di sangue o liquido chiaro

Va inoltre valutato senza rinvii, ma senza urgenza, il mal d’orecchio persistente in un adulto con orecchio obiettivamente normale, soprattutto se fumatore o consumatore abituale di alcol, o se accompagnato da raucedine, difficoltà a deglutire, calo di peso o un linfonodo ingrossato nel collo. In questo quadro l’otalgia è un dolore riflesso e l’esame dell’orecchio da solo non basta: serve una valutazione otorinolaringoiatrica completa delle vie aerodigestive superiori.

Come capire da dove viene il mal d’orecchio

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Esiste una manovra semplice che orienta più di qualsiasi altra osservazione: tirare delicatamente il padiglione auricolare verso l’alto e indietro, o premere sulla piccola sporgenza davanti al condotto. Se questo gesto riproduce o intensifica nettamente il dolore, il problema è quasi sempre nell’orecchio esterno. Se invece non cambia nulla, l’origine è più profonda o extra-auricolare.

Quadro Come si riconosce Contesto tipico
Otite esterna Dolore alla trazione del padiglione, senso di condotto chiuso, a volte secrezione. Udito ovattato ma conservato. Dopo bagni in piscina o al mare, uso di cotton fioc, auricolari
Otite media acuta Dolore profondo e pulsante, spesso notturno, con febbre. La trazione del padiglione non lo modifica. Nei giorni successivi a un raffreddore, soprattutto nei bambini
Perforazione timpanica Dolore intenso che si attenua bruscamente, seguito da fuoriuscita di liquido o pus e calo dell’udito. Evoluzione di un’otite media, oppure trauma
Tappo di cerume Orecchio ovattato e senso di pienezza più che dolore vero. Peggiora dopo la doccia, quando il cerume si gonfia. Uso di cotton fioc, produzione abbondante di cerume
Disfunzione tubarica Orecchio tappato che si apre deglutendo o sbadigliando, con rumore di schiocco. Raffreddore, sinusite, allergie
Barotrauma Dolore acuto comparso in discesa aerea o in immersione, con orecchio tappato che non si compensa. Volo o immersione con naso chiuso
Dolore dall’articolazione mandibolare Dolore davanti all’orecchio che peggiora masticando, con scrosci o blocchi della mandibola. Orecchio normale. Bruxismo, tensione, malocclusione
Origine dentale Dolore sordo, continuo, peggiora di notte e con caldo o freddo sul dente. Carie profonda, ascesso, dente del giudizio
Origine faringea Il mal d’orecchio compare deglutendo, insieme al mal di gola. Tonsillitefaringite

Le cause del mal d’orecchio

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Otalgia primaria: il problema è nell’orecchio

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L’otite media acuta è la causa più frequente nel bambino: i microrganismi delle vie aeree raggiungono l’orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio, il canale che collega naso e orecchio. Nei bambini questo canale è più corto, più orizzontale e più facilmente ostruibile che nell’adulto, e questo spiega perché la maggior parte dei bambini sperimenti almeno un’otite nei primi anni di vita, quasi sempre come complicanza di un raffreddore o di una influenza.

L’otite esterna interessa invece il condotto uditivo ed è tipicamente estiva, favorita dall’umidità che ristagna dopo i bagni e dalle microlesioni provocate dai cotton fioc. Anche dermatite ed eczema del condotto possono innescarla. Completano il quadro il tappo di cerume, i traumi del timpano e le forme da funghi, più frequenti dopo terapie antibiotiche locali prolungate.

Otalgia secondaria: il dolore arriva da fuori

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Nell’adulto è la situazione più comune. L’orecchio riceve fibre sensitive da cinque nervi cranici e cervicali che innervano anche denti, mandibola, faringe, laringe e collo: un’irritazione in una qualunque di queste sedi può essere percepita come mal d’orecchio, con orecchio del tutto sano all’esame. Le origini più frequenti sono la disfunzione dell’articolazione temporomandibolare, i problemi dentari, le faringiti e tonsilliti, le contratture muscolari di collo e spalle, la nevralgia del trigemino e, più raramente ma non trascurabile, le neoplasie del distretto testa-collo.

Cosa fare subito

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In attesa della visita, alcune misure sono utili e sicure: il paracetamolo o l’ibuprofene a dosaggio corretto per età e peso controllano bene il dolore e sono la prima cosa da fare, non l’ultima. Il calore secco applicato sull’orecchio dà sollievo nell’otite media; nell’otite esterna è spesso più efficace il freddo. Dormire con la testa sollevata riduce la pressione nell’orecchio medio e attenua il dolore notturno. Nel barotrauma, deglutire, sbadigliare o masticare aiuta a riaprire la tuba.

Da non fare mai: introdurre cotton fioc, forcine o altri oggetti nel condotto, perché spingono il cerume in profondità e possono lesionare il timpano; versare olio, acqua ossigenata o gocce non prescritte quando il timpano potrebbe essere perforato, cioè ogni volta che c’è fuoriuscita di liquido; usare le candele auricolari, prive di efficacia e causa documentata di ustioni; assumere antibiotici avanzati da terapie precedenti; bagnare l’orecchio se c’è secrezione in corso.

Il mal d’orecchio nel bambino

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Il bambino piccolo non sa localizzare il dolore: i segni sono il pianto inconsolabile che peggiora da sdraiato, il portarsi la mano all’orecchio, il rifiuto della poppata perché la suzione aumenta il dolore, il sonno interrotto e l’irritabilità dopo alcuni giorni di raffreddore.

Va contattato il pediatra senza attendere se il bambino ha meno di sei mesi, se la febbre supera i 39 gradi o dura oltre due giorni, se esce liquido dall’orecchio, se il bambino è insolitamente abbattuto o non si consola, o se il dolore interessa entrambe le orecchie. Negli altri casi, molte otiti medie nel bambino sopra i due anni si risolvono spontaneamente e l’approccio raccomandato prevede il controllo del dolore e una rivalutazione dopo 48-72 ore, riservando l’antibiotico ai casi che non migliorano o che presentano criteri specifici. È una scelta che spetta al pediatra: l’antibiotico non va iniziato di iniziativa.

Diagnosi e trattamento

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La visita otorinolaringoiatrica parte dall’otoscopia, che permette di vedere condotto e timpano e da sola risolve la maggior parte dei quesiti. La timpanometria misura la mobilità del timpano ed è utile per documentare il versamento nell’orecchio medio; l’audiometria valuta l’udito quando c’è un calo. Gli esami per immagini come TC e risonanza sono riservati ai casi complicati o quando l’orecchio è normale e va cercata l’origine del dolore riflesso.

Il trattamento segue la causa. L’otite esterna si tratta con gocce, che sono la via più efficace perché agiscono direttamente sul condotto. L’otite media acuta richiede in primo luogo il controllo del dolore, e l’antibiotico per bocca nei casi indicati. Il tappo di cerume si rimuove ambulatorialmente, non con i rimedi domestici. L’otalgia secondaria si risolve trattando l’origine: il dente, l’articolazione mandibolare, la gola. Nelle otiti medie ricorrenti o con versamento persistente si valuta l’inserimento di un drenaggio transtimpanico.

Domande frequenti sul mal d’orecchio

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Quanto dura il mal d’orecchio?

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Nell’otite media acuta il dolore è più intenso nelle prime 24-48 ore e si attenua nettamente entro tre giorni, mentre la sensazione di orecchio ovattato può persistere per settimane perché il liquido nell’orecchio medio si riassorbe lentamente. L’otite esterna migliora in genere entro tre-cinque giorni dall’inizio delle gocce. Il mal d’orecchio da origine mandibolare o dentale non si risolve finché non si tratta la causa e può durare mesi. Un mal d’orecchio che dura oltre una settimana senza migliorare va sempre valutato.

Il mal d’orecchio può passare da solo?

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Sì, e accade spesso: molte otiti medie del bambino sopra i due anni si risolvono spontaneamente in pochi giorni, così come le forme legate a un raffreddore o a una disfunzione tubarica transitoria. Questo non vale però per l’otite esterna conclamata, che tende a peggiorare senza trattamento, né per il dolore riflesso, che persiste finché la causa resta. Il criterio pratico è il tempo: se non c’è miglioramento entro 48-72 ore, o se il dolore aumenta, serve una valutazione.

Serve sempre l’antibiotico?

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No, e nella maggior parte dei casi non serve. Molte otiti sono virali, e anche diverse otiti medie batteriche guariscono spontaneamente. L’antibiotico è indicato nei bambini sotto i due anni, nelle forme bilaterali, in presenza di secrezione dall’orecchio, nei quadri con febbre alta e compromissione generale, e in chi non migliora dopo due-tre giorni di sola terapia del dolore. La decisione spetta al medico dopo aver visto il timpano.

Posso usare gocce auricolari senza prescrizione?

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È sconsigliato, perché la scelta dipende dall’integrità del timpano. Alcune gocce sono controindicate se il timpano è perforato e possono danneggiare l’orecchio interno. Poiché la perforazione non è riconoscibile senza otoscopio, e il segno indiretto — la fuoriuscita di liquido — non è sempre presente, la regola pratica è non instillare nulla nell’orecchio prima che qualcuno abbia guardato dentro.

Perché il mal d’orecchio peggiora di notte?

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Da sdraiati cambia la distribuzione dei liquidi nella testa e aumenta la pressione nell’orecchio medio, mentre la tuba di Eustachio drena peggio. Si aggiunge il fatto che di notte mancano le distrazioni e la percezione del dolore si amplifica. Dormire con il busto sollevato di trenta gradi e assumere l’antidolorifico prima di coricarsi sono i due accorgimenti che funzionano meglio.

Come si previene il mal d’orecchio in piscina o al mare?

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Asciugare bene l’orecchio dopo il bagno inclinando la testa da un lato e tamponando l’esterno, senza introdurre nulla nel condotto. Evitare i cotton fioc, che rimuovono il cerume nella sua funzione protettiva e creano microlesioni. Chi ha episodi ricorrenti di otite esterna può valutare con lo specialista l’uso di tappi su misura o di soluzioni acidificanti dopo il bagno. Chi ha un timpano perforato o un drenaggio deve proteggere l’orecchio dall’acqua secondo le indicazioni ricevute.