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La carie ai denti, che cos’è e come curarla

La carie ai denti è una malattia di carattere infettivo causata dai batteri che si accumulano sulla superficie dentale in presenza di residui di cibo

Che cos’è una carie?

La carie è una patologia infettiva che colpisce i denti ed è caratterizzata, almeno in una prima fase, dal danneggiamento dello smalto. Se trascurata, può estendersi anche ai livelli più profondi del dente fino a comprometterne la sopravvivenza stessa. La carie si manifesta principalmente con una sintomatologia dolorosa ed è innescata dalla placca batterica presente sulla superficie dei denti, che si forma in presenza di residui di cibo.

Le cause di una carie non sono ancora tutte note, ma ci sono fattori esogeni ed endogeni che possono favorirne lo sviluppo. 

Tra le cause esogene, ci sono:

  • alimentazione: eccessivo consumo di zuccheri (dolci o bevande zuccherate)
  • scarso apporto di fluoro
  • fumo di sigarette

Tra le cause endogene, invece, le principali sono:

  • salivazione insufficiente
  • struttura del dente debole

Come si fa a capire se si ha una carie?

La principale manifestazione sintomatologica della carie è il dolore, la cui intensità, però, dipende dal grado di infezione. La carie ha quattro stadi di sviluppo:

  • carie di primo grado: può essere anche asintomatica ed è caratterizzata dall’erosione della parte più esterne del dente, ovvero lo smalto
  • carie di secondo grado: i batteri penetrano più in profondità e arrivano alla dentina, uno strato più morbido rispetto allo smalto. Già nelle carie di secondo grado, sono visibili fori sulla superficie dentale, i denti sono più sensibili e dolenti
  • carie di terzo grado: i batteri arrivano alla polpa dentale, dove ci sono vasi sanguigni e nervi
  • carie di quarto grado: a questo stadio, il processo carioso può arrivare a estendersi fino all’osso e compromettere la sopravvivenza del dente

La diagnosi di una carie viene fatta dal dentista attraverso strumenti specifici utilizzati per individuare eventuali fori presenti sullo smalto del dente. Negli stadi più avanzati della carie, in cui i batteri raggiungono la polpa, possono essere necessarie delle radiografie per valutarne la gravità.

Come si fa a togliere la carie?

Il dentista interviene sulla carie rimuovendo le parti necrotiche e otturando, in un secondo momento, i fori causati dall’infezione. Per fare questo, vengono applicati materiali modellabili a seconda della forma della cavità. I materiali più utilizzati sono amalgame di vari metalli tra cui mercurio, argento, ma anche zinco, rame e stagno. Sono molto utilizzati anche i composti di microparticelle e resine.

Nel caso la carie sia ancora in uno stadio iniziale non grave, possono essere sufficienti dei trattamenti periodici a base di fluoro. Per le infezioni più gravi, in cui i batteri sono penetrati fino alla polpa, bisogna asportare tutta la parte infetta.

Qualora il dente sia eccessivamente danneggiato, l’odontoiatra può ricorrere alle corone, ovvero rivestimenti in lega (costituita da vari materiali che possono essere resine o ceramiche), da applicare a scopo conservativo per rafforzare la struttura dentale. 

Sulle lesioni da carie viene praticata la disinfezione e, come visto, il riempimento con materiali biocompatibili che impediscano ulteriori proliferazioni batteriche. In alcuni casi, quelli più gravi in cui l’infezione ha raggiunto la polpa, può essere necessario devitalizzare il dente o rimuoverlo completamente.

Quanto tempo ci vuole a curare un dente cariato?

Per la cura della carie, nei casi meno gravi, è sufficiente l’applicazione di un’otturazione. Questo intervento richiede al più un’ora, al contrario delle infezioni più gravi che vanno trattate accuratamente e richiedono tempistiche più lunghe.

Come prevenire le carie?

Il modo migliore per combattere le carie e, in generale, curare la salute della bocca resta comunque la prevenzione. A tal proposito, è fondamentale seguire alcuni accorgimenti di igiene dentale e di corretta educazione alla salute orale.

Innanzitutto, la salute dei denti passa dall’uso quotidiano di spazzolino, dentifricio, filo interdentale e colluttorio.

Il filo interdentale, in particolare, può arrivare a rimuovere fino al 70% della placca batterica e, di conseguenza, prevenire carie interdentali o anche infiammazioni delle gengive. L’uso del filo interdentale o, in alternativa, dello scovolino deve essere una pratica quotidiana e non saltuaria.

Visto che le carie, negli stadi iniziali e meno gravi, possono essere asintomatiche, è molto importante effettuare controlli periodici dal dentista per valutare lo stato di salute generale dei denti e individuare tempestivamente eventuali problemi o patologie per poterli trattare al meglio.

Oltre alla corretta igiene orale a domicilio, è utile sottoporsi anche a sedute di igiene orale professionali, almeno uno o due volte all’anno, con interventi di detartrasi e sbiancamento. La salute dei denti, infine, passa anche da un’alimentazione corretta. Bisogna limitare il consumo di bevande zuccherate o dolci che aumentano il rischio di sviluppare carie e, in generale, quei cibi che più facilmente tendono a formare depositi tra i denti.