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Fibrinogeno, che cos’è e quando fare il test

Il fibrinogeno è una proteina sintetizzata nel fegato che viene monitorata per valutare la capacità di coagulazione del sangue nelle persone

Il fibrinogeno è una proteina sintetizzata nel fegato che svolge una funzione essenziale nei processi di coagulazione del sangue

Le analisi di questa glicoproteina possono essere sia qualitative che quantitative. Nel primo caso, si va a monitorare il comportamento del fibrinogeno durante la coagulazione, nel secondo si misura la sua concentrazione ematica.

Vediamo allora come funzionano i test, quando vengono prescritti e come interpretare i risultati.

Nome

Fibrinogeno

Codice Regionale

90651

Che cos’è il fibrinogeno?

Il fibrinogeno è un fattore della coagulazione, il fattore I per la precisione. Come molte altre proteine adibite a questa funzione, viene sintetizzato all’interno del fegato e rilasciato nel sangue insieme ad altri fattori dei processi coagulativi.

Solitamente ciò avviene in presenza di un danno ai tessuti dell’organismo che innesca il processo di coagulazione. Quest’ultimo termina con la formazione del coagulo e, di conseguenza, con l’interruzione del sanguinamento.

Il fibrinogeno entra in gioco verso la fine della cascata coagulativa, quando viene convertito in fibrina, la quale intrecciandosi con altri filamenti di fibrina costituirà una rete. Filamenti di fibrina e piastrine, infine, formeranno un coagulo stabile. Il coagulo permane fino a quando la ferita non guarisce completamente.

A cosa serve l’esame del fibrinogeno?

L’esame del fibrinogeno fa parte di quell’insieme di analisi che servono a valutare le capacità di coagulazione dell’organismo. Nel caso di questa glicoproteina, i test possono essere principalmente di due tipi:

  • Test di attività, ovvero finalizzato a valutare l’attività del fibrinogeno e, quindi, il tempo necessario perché venga convertito in fibrina e formi il coagulo
  • Quantitativo, nel caso in cui si intenda misurare semplicemente la concentrazione di questa proteina nel sangue

Il test qualitativo viene condotto su un campione di plasma al quale viene aggiunta una quantità standard di trombina, un enzima che favorisce la coagulazione del sangue. Il fibrinogeno presente sarà tanto più attivo quanto minore sarà il tempo necessario a formare un coagulo.

Quando e perché viene prescritto l’esame del fibrinogeno?

Il dosaggio del fibrinogeno può essere richiesto nell’ambito del pacchetto di esami finalizzati a valutare possibili anomalie nella coagulazione come l’ipercoagulabilità, che può comportare nel soggetto episodi trombotici.

Funzionalità e concentrazione del fibrinogeno possono fornire dati utili a stimare il rischio che il paziente possa sviluppare patologie cardiovascolari.

Ci sono poi una serie di condizioni o alterazioni che possono spingere il medico a prescrivere il test del fibrinogeno. Tra le ragioni principali ci sono:

  • Episodi di sanguinamento prolungati e inspiegabili (epistassi, sanguinamenti delle gengive, ecchimosi frequenti)
  • Risultati alterati nei test relativi al tempo di protrombina (Pt) e tempo di tromboplastina parziale (Ptt)
  • Coagulazione intravascolare disseminata (Cid), una sindrome caratterizzata da iperattività delle proteine coinvolte nei processi coagulativi
  • Disfunzioni o carenze di carattere ereditario dei fattori della coagulazione

Qual è il campione richiesto?

Il campione di sangue necessario per effettuare il test del fibrinogeno è quello venoso.

Come ci si prepara all’esame?

Non è richiesta alcuna preparazione particolare per effettuare le analisi del fibrinogeno. Solitamente il prelievo viene fatto al mattino ed è il medico a suggerire se sia necessario o meno osservare il digiuno nelle ore che precedono il test.

Cos’è il fibrinogeno alto?

Il valore medio della concentrazione di fibrinogeno nel sangue in una persona sana che non presenta particolari patologie dovrebbe attestarsi intorno ai 225 milligrammi per decilitro.

Quando questa glicoproteina a presente in quantità elevate a livello ematico vi è un rischio maggiore di sviluppare patologie cardiovascolari quali:

Valori di fibrinogeno elevati in corrispondenza di un aumento delle proteine cosiddette di fase acuta quali, ad esempio, Proteina C Reattiva (PCR) o protrombina, sono associati solitamente a processi infiammatori in corso nell’organismo. Possono altresì essere dovuti ai postumi di un intervento chirurgico o presentarsi nel corso di una gravidanza.

Tra le altre condizioni o patologie che possono comportare livelli elevati di fibrinogeno nel sangue ci possono essere:

Come si fa ad abbassare il fibrinogeno?

Per abbassare i livelli di fibrinogeno nel sangue qualora siano superiori alla norma e, di conseguenza, tenere sotto controllo i fattori di rischio per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, è sufficiente adottare stili di vita sani.

Innanzitutto, è necessario curare l’alimentazione e praticare attività fisica per prevenire l’obesità e tutte le conseguenze negative di una vita eccessivamente sedentaria. 

Il tabagismo è un altro dei fattori che può provocare un aumento anomalo del fibrinogeno, per cui smettere di fumare è un ottimo modo per normalizzare i livelli ematici di questa glicoproteina. Anche bere tanto nel corso della giornata può essere utile in tal senso.

Tuttavia, anche livelli di fibrinogeno inferiori alla norma possono essere uno degli indici di condizioni patologiche (che necessitano sempre di ulteriori approfondimenti per la diagnosi) quali:

  • Epatopatie che comportano l’impossibilità o una ridotta capacità di sintetizzare le proteine utili ai processi coagulativi
  • Cid
  • Deficit ereditari che comportano una produzione di fibrinogeno inferiore alla norma
  • Anemia
  • Emofilia
  • Patologie del fegato
  • Fibrinolisi
  • Eclampsia, una delle complicanze più gravi durante la gravidanza che si può manifestare con convulsioni, deficit associati alla vista e stato mentale confuso

Altre informazioni utili da sapere

  • I risultati del test del fibrinogeno possono essere influenzati da trasfusioni di sangue effettuate nel mese che precede il prelievo
  • L’alterazione della concentrazione ematica di fibrinogeno può essere dovuta anche ad alcuni farmaci, tra i quali gli steroidi anabolizzanti, capaci di abbassare i livelli di questa proteina nel sangue
  • Aumenti della concentrazione di fibrinogeno possono verificarsi nel corso di una gravidanza o con l’assunzione di estrogeni