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Insulinemia, che cos’è e a cosa serve

L’insulinemia è il test che misura la concentrazione dell’insulina nel sangue, ossia l’ormone deputato al controllo dei livelli ematici di glucosio

Che cos’è l’insulinemia?

L’insulinemia è il test che indica la concentrazione di insulina nel sangue. L’insulina è un ormone che viene prodotto dal pancreas e serve a regolare l’utilizzo del glucosio come fonte di energia da parte delle cellule dell’organismo. Ecco perché questo esame può essere particolarmente utile a individuare le cause di eventuali alterazioni dei livelli ematici di glucosio. La funzione principale dell’insulina, infatti, è quella di ridurre la concentrazione ematica di glucosio.

Quando e perché viene prescritto questo test?

Il test dell’insulina viene richiesto, solitamente, in presenza di livelli insolitamente bassi di glucosio nel sangue (ipoglicemia), che possono indicare disfunzioni provocate, ad esempio, da un’insulinoma, un tumore benigno che comporta una produzione eccessiva di insulina.

In questa eventualità, il clinico può richiedere l’insulinemia in seguito alla rimozione chirurgica del tumore al fine di monitorare l’efficacia del trattamente ed escludere eventuali recidive.

Lo stato di ipoglicemia si manifesta principalmente con sintomi quali:

  • Vertigini
  • Sensazione di svenimento
  • Sudorazione
  • Palpitazioni
  • Senso di fame
  • Stato confusionale
  • Vista offuscata 

Nei casi più gravi di ipoglicemia il soggetto può avere convulsioni e perdere lo stato di coscienza.

Tra le altre ragioni che possono spingere il medico a richiedere il dosaggio dell’insulina ci sono il sospetto di:

Il test dell’insulina può essere prescritto anche nel caso in cui si voglia monitorare lo stato di salute di un paziente sottoposto a intervento chirurgico per il trapianto delle isole pancreatiche adibite alla produzione di insulina.

Qual è il campione richiesto?

Il campione di sangue necessario per effettuare il test dell’insulina è quello venoso.

Come ci si prepara all'esame?

Per poter effettuare il test dell’insulina e avere dei risultati attendibili può essere richiesto di osservare il digiuno almeno nelle otto ore che precedono il prelievo. 

Quali sono i valori normali di insulina?

Sono considerati valori normali di insulina quelli compresi tra le 4 e le 24 micro-unità ogni millilitro di sangue. Tuttavia, come succede per quasi tutti gli analiti, il range di riferimento può variare a seconda di diversi parametri come l’età, il sesso, ma anche la strumentazione utilizzata nei singoli laboratori. Per questa ragione, è sempre opportuno controllare i valori di riferimento presenti sul referto.

Cosa significa quando l’insulina è alta?

Livelli alti di insulina nel sangue possono essere dovuti ad una molteplicità di cause. Ad esempio, in presenza di insulino resistenza, una buona parte delle cellule non riesce a rispondere in modo corretto all’azione di questo ormone. Di conseguenza, l’organismo reagisce stimolando ulteriormente la secrezione di insulina. L’iperinsulinemia (livelli elevati di insulina nel sangue), sul lungo termine, rischia di andare a compromettere il funzionamento dei tessuti che sono ancora sensibili all’azione dell’insulina provocando complicanze anche gravi. 

Oltre all’insulino resistenza, ci sono anche altre condizioni cliniche associate all’iperinsulinemia come, ad esempio, la sindrome metabolica o il diabete di tipo 2, la sindrome di Cushing o l’acromegalia. Livelli ematici di insulina superiori alla norma sono riscontrabili anche in pazienti obesi, intolleranti al galattosio o al fruttosio o, ancora, in soggetti che assumono corticosteroidi o contraccettivi orali.

Cosa succede con l’insulinemia bassa?

In presenza, invece, di livelli bassi di insulina nel sangue, le cause potrebbero essere imputabili a patologie del pancreas come, ad esempio, la pancreatite di tipo cronico, la fibrosi cistica o, ancora, un tumore del pancreas. Possono essere associati a livelli di insulina inferiori alla norma anche il diabete di tipo 1 e l’ipopituitarismo.

Livelli insufficienti di insulina possono comportare iperglicemia, ossia una concentrazione di glucosio nel sangue superiore ai valori normali. Questa condizione si può manifestare con una molteplicità di sintomi. I principali sono aumento della sete, della fame e della minzione giornaliera. Altri segnali associabili all’iperglicemia sono la nausea, la sonnolenza, la disidratazione, l’alito fruttato o, ancora, la perdita di peso.

Altre informazioni da sapere

  • L’insulina utilizzata oggi a scopo terapeutico è realizzata artificialmente attraverso una sintesi biochimica in modo tale che sia perfettamente compatibile con quella dell’uomo. In passato, invece, per la terapia sostitutiva ci si è serviti dell’insulina di origine animale, tipicamente quella prodotta dalle cellule del pancreas dei maiali o delle mucche.
  • A differenza della glicemia, l’insulina non può essere misurata a domicilio, ma necessita delle strumentazioni di laboratorio e di personale specializzato.
  • Siccome la natura dell’insulina è proteica, questa non può essere assunta per via orale, ma va iniettata, in quanto verrebbe degradata dallo stomaco prima di poter essere assorbita.
  • Gli anticorpi anti-insulina possono alterare i risultati dei test, per cui, in questi casi, il clinico può richiedere anche l’esame del peptide C, un frammento peptidico che fa parte della pro pre-insulina, ossia la proteina che precorre l’insulina. Se da un lato, infatti, il test dell’insulina riflette sia quella endogena sia quella esogena, il peptide C riflette solamente quella endogena.