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L’angioma cavernoso (o cavernoma)

A cura di
Alberto
Lerario

L'angioma cavernoso è una massa tumorale benigna costituita da un ammasso di vasi sanguigni che si addensano tra loro

Cos’è un angioma cavernoso?

Un angioma cavernoso è un tumore benigno formato da un gruppo di vasi sanguigni che si addensano a formare una massa simile alla forma di un lampone. Le pareti di questi vasi sono molto sottili, motivo per cui a volte questi emangiomi si rompono, provocando varie complicazioni. 

Gli angiomi cavernosi o cavernomi possono formare in vari punti del corpo, tra cui:

  • occhi
  • cuore
  • milza
  • fegato
  • vie respiratorie
  • cervello

In caso si formi nell’encefalo o nel midollo spinale, si chiama angioma cavernoso cerebrale, o anche cavernoma cerebrale

Questa neoplasia si può formare dovunque nel sistema nervoso centrale, ma da un punto di vista statistico le parti più colpite risultano essere: 

  • telencefalo (cervello)
  • tronco encefalico 

I cavernomi del midollo nella colonna vertebrale sono piuttosto rari

Cause del cavernoma cerebrale

Trattandosi di neoplasia le cause rimangono ancora non del tutto chiare. Come molti altri tumori che colpiscono il nostro organismo infatti, anche il cavernoma cerebrale pare essere riconducibile ad alcuni fattori di rischio genetici, ma mancano al momento studi conclusivi in merito.

Tra i fattori di rischio genetico quello che pare essere preponderante è quello della familiarità. Secondo alcuni studi, anch’essi da confermare con ricerche ulteriori, un individuo figlio di un genitore con angioma cavernoso cerebrale ha il 50% di possibilità di sviluppare la neoplasia

È stata inoltre proposta una correlazione tra radioterapia e cavernoma. Questa correlazione tuttavia è ancora molto dubbia, poiché non è stato possibile verificare le condizioni dei pazienti con cavernoma precedentemente alla radioterapia. In altre parole non si sa davvero se gli individui abbiano sviluppato il cavernoma solo dopo la radioterapia. 

Cosa comporta un angioma cavernoso alla testa?

Da un punto di vista epidemiologico il cavernoma è probabilmente molto più diffuso di quello che si pensa.

Questo perché da analisi fatte per altri motivi è risultato che almeno una persona su 600 presenta un cavernoma cerebrale asintomatico

L’assenza di sintomi rende quindi la sua scoperta causale. Quando invece i sintomi ci sono, la loro entità e portata dipende da due fattori: 

  • la posizione della neoplasia nell’encefalo
  • le dimensioni della stessa

Se le dimensioni sono ragguardevoli infatti il tumore può andare a creare pressione nella zona circostante e, in base alle funzioni che detta zona ha, causare sintomi. 

Tra i principali che vale la pena ricordare abbiamo:

  • possibilità di crisi epilettiche
  • mal di testa di vario tipo
  • difficoltà cognitive come mancanza di attenzione, perdita di memoria a breve termine
  • problemi di vista, sia a livello di come le informazioni vengono processate, sia a livello di controllo degli occhi
  • problemi di udito, con acufeni, ipoacusia o perdita di equilibrio con nausea legati a disturbi dell’orecchio interno
  • paralisi parziale dei muscoli facciali
  • difficoltà di controllo degli sfinteri
  • ipoestesia (riduzione della sensibilità) in una parte del corpo

La particolare sottigliezza delle pareti dei vasi di cui sono composti può essere causa di facile rottura degli stessi. 

Questo comporta la conseguente emorragia che, a seconda della sua entitòm può avere vari sintomi. I sintomi di un’emorragia cerebrale possono essere:

  • cefalea
  • perdita di coscienza
  • difficoltà cognitive di vario tipo
  • deficit neurologici focali
  • nausea

Questa sintomatologia, che di fatto assomiglia molto a quella descritta sopra, si presenta in caso di emorragia, di solito in maniera improvvisa ed inaspettata. 

Quando un angioma è pericoloso?

La valutazione sulla pericolosità o meno di un angioma cavernoso spetta al medico, che valutando posizione e dimensioni, decide caso per caso. 

In linea generale si può dire che un angioma può risultare pericoloso quanto più è grande. Le dimensioni infatti sono quello che rende possibile una pressione indebita sulle aree circostanti. Parimenti, più è grande più l’eventuale emorragia può risultare dannosa. 

Come si diagnostica un cavernoma cerebrale?

La diagnosi di questa neoplasia può essere certa solo con esami specifici, che solitamente vengono prescritti in seguito a controlli che abbiano dato al medico modo di sospettare la presenza di un angioma cavernoso.

La diagnosi comincia infatti con la raccolta dei dati anamnestici, durante la quale il paziente riferisce al medico la sintomatologia e le circostanze in cui questa si è manifestata. Sempre in fase di anamnesi il medico chiede anche un resoconto sommario di condizioni patologiche presenti e passate. Si passa poi all’esame obiettivo in cui il medico misura pressione, ausculta battito cardiaco e respiro e verifica alcuni parametri cognitivi per controllare se ci siano o no elementi che destano sospetti.

Infine, per avere una diagnosi effettiva sarà comunque necessaria la risonanza magnetica nucleare

Come si cura il cavernoma?

Se il cavernoma non presenta sintomi di nessun tipo, l’unica prescrizione medica è solitamente quella di controlli periodici per monitorare lo stato della neoplasia.

In caso di sintomi, se non eccessivamente gravi, si tende a procedere con cure farmacologiche che ne attenuino la portata. 

In caso di emorragie invece la soluzione è l’intervento chirurgico. Questo è evidentemente molto invasivo, ma l’angioma va asportato per evitare conseguenze peggiori.

Esistono due tipi di chirurgia possibili per rimuovere un angioma e ridurre l’ematoma:

  • neurochirurgia
  • radiochirurgia stereotassica

Il primo tipo di intervento è realizzato in anestesia generale e prevede la craniotomia e l’asportazione fisica della massa tumorale. All’alta invasività della procedura, corrisponde tuttavia una notevole efficacia. È la soluzione usata nella maggior parte dei casi in cui si debba ricorrere all’intervento.

Quando l’emangioma cavernoso si trova in punti particolarmente scomodi, si utilizza la radioterapia. Questa non comporta l’anestesia totale. L'intervento per la rimozione del cavernoma è meno invasivo, ma presenta complicazioni per gli effetti che le radiazioni possono avere sul paziente.