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Pubblicato inSintomi

Allergia al polline: sintomi, calendario e rimedi

L’allergia al polline è conseguenza di una risposta di ipersensibilità dell’organismo ai pollini, percepiti come allergeni, liberati da diversi tipi di piante durante la primavera.

L’allergia al polline è una reazione del sistema immunitario ai granuli pollinici che le piante liberano nell’aria durante la fioritura.

Si manifesta con starnuti, naso chiuso o che cola, prurito e arrossamento degli occhi, e nei casi più importanti con tosse e asma.

I sintomi seguono un calendario preciso, legato alle fioriture: per la maggior parte delle persone la stagione critica va da marzo a settembre, con picchi diversi a seconda delle piante a cui si è allergici

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Che cos’è l’allergia al polline

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È la più comune delle allergie respiratorie stagionali: a differenza delle allergie perenni – come quelle agli acari della polvere o al pelo di animali, presenti tutto l’anno – compare solo nei periodi in cui il polline responsabile è nell’aria.

Il meccanismo è quello classico delle allergie, mediato dagli anticorpi IgE e dal rilascio di istamina.

I pollini che causano più spesso allergia in Italia appartengono a tre gruppi:

  1. gli alberi (cipresso, betulla, nocciolo, olivo)
  2. le graminacee (le erbe comuni di prati e campi)
  3. le erbacee come la parietaria e l’ambrosia.

Quali sono i sintomi dell’allergia al polline

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Il quadro tipico è l’oculorinite allergica, cioè la combinazione di sintomi nasali e oculari:

A differenza di un raffreddore, i sintomi non danno febbre, durano per settimane e si ripresentano ogni anno negli stessi periodi, peggiorando nelle giornate ventose e soleggiate e all’aperto.

La rinite allergica non va sottovalutata: disturba il sonno, la concentrazione e la qualità della vita, e se trascurata può evolvere verso l’asma.

Il calendario dei pollini: quando inizia e quanto dura

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La durata dei sintomi dipende da quali pollini scatenano l’allergia.

Questi i periodi indicativi di pollinazione in Italia:

Pianta Periodo di pollinazione
Cipresso Gennaio – aprile
Nocciolo e betulla Febbraio – maggio
Graminacee Aprile – luglio, con possibile ripresa a settembre
Parietaria Marzo – ottobre, soprattutto al Centro-Sud
Olivo Maggio – giugno
Ambrosia Agosto – settembre, soprattutto al Nord

Chi è allergico a un solo polline ha una stagione limitata; chi è sensibile a più famiglie può avere sintomi da gennaio a ottobre.

Le date variano però con la regione, l’altitudine e l’andamento meteo dell’anno: una volta identificati i propri pollini, conviene seguire i bollettini pollinici regionali, aggiornati ogni settimana, per sapere quando la concentrazione nella propria zona è in aumento.

Anche il meteo del singolo giorno conta: la pioggia pulisce l’aria e dà sollievo, mentre le giornate calde, secche e ventose disperdono i pollini e peggiorano i sintomi.

Fa eccezione il temporale nel pieno della stagione pollinica: le correnti e l’umidità frantumano i granuli in particelle più piccole, capaci di arrivare in profondità nei bronchi; nelle ore di un temporale chi soffre di asma allergica dovrebbe restare al chiuso.

Perché la stagione dei pollini si sta allungando

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Non è un’impressione: le stagioni polliniche stanno diventando più lunghe e più intense.

Uno studio pubblicato su PNAS nel 2021 ha calcolato che dal 1990 al 2018 la stagione dei pollini si è allungata di circa tre settimane, con un aumento anche della concentrazione e dell’allergenicità dei granuli.

La causa è il cambiamento climatico: temperature più alte anticipano le fioriture e le prolungano, e livelli maggiori di CO2 stimolano le piante a produrre più polline.

È uno dei motivi per cui sempre più persone sviluppano sintomi, anche in età adulta, e per cui chi è già allergico nota stagioni più pesanti che in passato.

Come capire se si è allergici al polline

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Il percorso parte dalla visita allergologica: l’anamnesi – quando compaiono i sintomi, dove, in quali mesi – orienta già verso le famiglie di pollini sospette. La conferma arriva dai test:

  • il prick test, il test cutaneo di primo livello: una goccia di ciascun estratto pollinico sulla pelle dell’avambraccio, e la comparsa di un pomfo indica la sensibilizzazione
  • il dosaggio delle IgE specifiche su prelievo di sangue, utile per confermare e precisare il risultato, fino alle singole proteine allergeniche; un dettaglio che aiuta anche a prevedere le reazioni crociate con alcuni alimenti.

Identificare con precisione i pollini responsabili non è un esercizio accademico: è ciò che permette di costruire il proprio calendario di rischio e, se indicata, un’immunoterapia su misura.

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Come difendersi nei giorni a rischio

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Quando la concentrazione pollinica è alta, alcuni accorgimenti riducono sensibilmente l’esposizione:

Nei giorni di picco: tieni le finestre chiuse nelle ore centrali e ventilate la casa la sera o dopo la pioggia; evita prati e parchi nelle giornate ventose; al rientro fai la doccia, lava i capelli e cambia i vestiti, che trattengono i pollini; non stendere il bucato all’aperto; usa i filtri antipolline in auto e occhiali da sole all’aperto; i lavaggi nasali con soluzione salina aiutano a rimuovere i granuli dalle mucose.

Come si cura l’allergia al polline

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I farmaci controllano bene i sintomi nella grande maggioranza dei casi:

  • antistaminici per bocca contro starnuti e prurito
  • spray nasali cortisonici (il trattamento più efficace per la rinite allergica persistente)
  • colliri antiallergici per la congiuntivite
  • e, quando c’è una componente asmatica, broncodilatatori e terapia di fondo prescritti dallo specialista.

La terapia funziona meglio se iniziata prima del picco stagionale, non quando i sintomi sono già al massimo. I rimedi naturali come vitamina C o quercetina hanno evidenze limitate: possono al più affiancare la terapia, mai sostituirla.

Per chi ogni anno rivive la stessa stagione di sintomi c’è poi l’unico trattamento che agisce sulla causa: l’immunoterapia allergene specifica, il “vaccino per l’allergia”.

Per i pollini è disponibile anche in comode formulazioni sublinguali da assumere a casa: somministrando dosi crescenti dell’allergene, rieduca il sistema immunitario a tollerarlo.

Richiede costanza; il ciclo dura 3-5 anni e va iniziato alcuni mesi prima della stagione pollinica, ma è in grado di ridurre stabilmente i sintomi e il ricorso ai farmaci, e di frenare l’evoluzione verso l’asma.