Cos’è il questioning sessuale e di genere?

Oltre le etichette binarie: il questioning sessuale e di genere è un percorso di scoperta. Insieme alla Dott.ssa Martin capiamo perché è importante approfondire questa fase di esplorazione personale.

Cos’è il questioning sessuale e di genere?

Negli ultimi anni si è sviluppata una crescente sensibilità verso la complessità della sessualità umana, portando a una maggiore attenzione ai vissuti di chi si trova in una fase di esplorazione personale.

All’interno di questo panorama, si inserisce il concetto di questioning sessuale, una dimensione che riguarda in particolare l’incertezza e la riflessione sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale. È un momento delicato della vita di molte persone, in cui ci si interroga profondamente su chi si è e su cosa si desidera, spesso senza avere ancora risposte definitive o etichette con cui identificarsi.

In un contesto culturale ancora fortemente influenzato da modelli binari e norme eteronormative, chi si trova in questa fase può sperimentare conflitti interiori, ansia, paura del giudizio e, nei casi più complessi, anche disagi psicologici rilevanti, come sintomi depressivi o stati d’ansia legati a un percorso di elaborazione non supportato.

Per queste ragioni, è fondamentale parlare apertamente del questioning sessuale, offrendo strumenti di comprensione e supporto, non solo per chi lo vive in prima persona, ma anche per chi desidera essere una presenza accogliente e informata, siano essi genitori, insegnanti o amici.

In questo articolo approfondiamo l’argomento insieme alla Dottoressa Eleonora Tecla Martin, psicoterapeuta presso il Santagostino.

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Cosa si intende per questioning sessuale?

Il termine questioning sessuale descrive il processo in cui una persona si interroga sul proprio orientamento sessuale e/o sulla propria identità di genere, senza aver ancora trovato una definizione stabile o definitiva.

A differenza di una vera e propria etichetta identitaria, il questioning è una fase di elaborazione personale, dinamica e aperta, in cui ci si concede il tempo e lo spazio per esplorare sensazioni, attrazioni, vissuti e pensieri.

Durante questa fase, alcune persone possono iniziare a mettere in discussione l’idea di essere eterosessuali, omosessuali o bisessuali, senza però sentirsi ancora pronti ad adottare un’etichetta precisa. Altre, invece, riflettono sul proprio genere percepito, chiedendosi se si sentono più a proprio agio nei panni di uomo, donna, entrambi, nessuno o altro ancora.

Il questioning sessuale è particolarmente frequente in adolescenza e nella prima età adulta, ma può manifestarsi in qualsiasi momento della vita.

Si tratta, chiaramente, di una fase non patologica, che non richiede una “soluzione” medica, ma piuttosto ascolto, accoglienza e tempo. Tuttavia, quando accompagnata da disagio emotivo o relazionale significativo, il supporto psicologico può rivelarsi prezioso per sostenere la persona nel proprio percorso di consapevolezza.

Cosa vuol dire gender questioning?

All’interno del più ampio concetto di questioning sessuale, si parla di gender questioning quando la riflessione personale riguarda specificamente l’identità di genere. In questo caso, la persona si interroga su come si sente rispetto alle categorie sociali e culturali di “maschio” e “femmina”, cercando di capire se si riconosce in esse, in parte, in entrambe, o in nessuna.

Il gender questioning può essere il primo passo verso un’identificazione come persona transgender, non binaria, genderfluid, agender o appartenente ad altre identità che non si collocano rigidamente nei modelli di genere tradizionali. Tuttavia, non tutte le persone che attraversano una fase di questioning si identificano necessariamente in una nuova categoria: per alcune, il percorso è un modo per comprendere meglio il proprio vissuto, anche senza modificarne l’aspetto esteriore o il comportamento sociale.

È importante riconoscere che il gender questioning può essere influenzato da molteplici fattori, tra cui esperienze personali, condizionamenti culturali, aspettative familiari e pressioni sociali. L’omologazione ai ruoli di genere e il timore del giudizio sociale possono rendere questo percorso più faticoso e confuso.

Quali sono le 4 componenti dell’identità sessuale?

Per comprendere a fondo il tema del questioning sessuale, è utile fare chiarezza sulle quattro principali componenti che costituiscono l’identità sessuale di una persona. Questi elementi, pur interconnessi, rappresentano aspetti distinti e fondamentali nel processo di elaborazione del sé e nella costruzione di un’identità autentica.

  • Sesso biologico: è determinato alla nascita in base all’anatomia e alla genetica (cromosomi XX o XY, genitali, caratteristiche ormonali). Le principali categorie sono maschio, femmina e intersessuale, quest’ultima indica una condizione in cui le caratteristiche biologiche non si allineano completamente con le definizioni tipiche di maschio o femmina.
  • Identità di genere: come visto in precedenza, riguarda la percezione profonda che una persona ha di sé: sentirsi uomo, donna, entrambi, nessuno o un’altra definizione ancora. È un’esperienza soggettiva e non sempre corrisponde al sesso assegnato alla nascita. Chi si riconosce nel sesso assegnato è detto cisgender, mentre chi percepisce una discrepanza può identificarsi come transgender, non binario, genderfluid o altro.
  • Ruolo di genere: si riferisce ai comportamenti, atteggiamenti e modi di essere socialmente associati al “maschile” e al “femminile”. Il ruolo di genere è appreso attraverso l’educazione, la cultura e l’ambiente, e varia profondamente da società a società. Una persona può conformarsi a questi ruoli oppure discostarsi da essi rivendicando una maggiore libertà espressiva.
  • Orientamento sessuale (e/o romantico): definisce da chi una persona si sente attratta sessualmente e/o romanticamente. Può includere varie forme di attrazione, e spesso l’orientamento romantico può differire da quello sessuale.

Quanti sono gli orientamenti sessuali?

L’orientamento sessuale si riferisce a chi una persona si sente attratta, sul piano romantico, affettivo e/o sessuale. Spesso si tende a ridurlo a poche categorie, come eterosessuale, omosessuale o bisessuale, ma la realtà è ben più sfaccettata. Esistono infatti numerose sfumature identitarie, che riflettono la pluralità dell’esperienza umana.

  • Eterosessuale: attrazione verso persone del sesso/genero opposto.
  • Omosessuale: attrazione verso persone dello stesso sesso/genere.
  • Bisessuale: attrazione verso più di un sesso/genere.
  • Pansessuale: attrazione verso persone indipendentemente dal loro sesso o genere.
  • Asessuale: assenza di attrazione sessuale, anche se può esserci attrazione romantica.
  • Demisessuale: attrazione sessuale che emerge solo dopo un forte legame emotivo.
  • Queer: termine ombrello usato per identificarsi al di fuori delle categorie tradizionali.

A queste definizioni si affiancano gli orientamenti romantici, che descrivono l’attrazione affettiva e sentimentale, distinta da quella sessuale. Ad esempio, una persona può essere asessuale, ma omoromantica (attratta romanticamente da persone dello stesso genere).

Quali sono le nuove categorie descrittive?

Nel dibattito contemporaneo sull’identità di genere, emerge con chiarezza che le categorie binarie, maschio o femmina, non riescono a racchiudere l’intera varietà delle espressioni personali. Per questo motivo, negli ultimi decenni sono emersi nuovi termini e concetti che arricchiscono il panorama delle identità di genere.

Queste nuove definizioni non nascono da mode o tendenze, ma da un bisogno reale di auto-rappresentazione, particolarmente sentito da chi non si riconosce nei modelli tradizionali. 

  • Non binario: indica chi non si identifica completamente né come uomo né come donna.
  • Genderfluid: descrive persone il cui genere varia nel tempo, in modo fluido. Possono sentirsi più maschili in alcuni momenti, più femminili in altri, o qualcosa di diverso.
  • Agender: si riferisce a chi non sente di appartenere ad alcun genere. È un’identità che rifiuta la classificazione stessa del genere.
  • Bigender: riguarda persone che si identificano in due generi distinti, alternandoli o vivendo entrambi simultaneamente.
  • Demiboy / Demigirl: chi si identifica parzialmente, ma non completamente, come uomo o donna.
  • Genderqueer: un termine ombrello che abbraccia tutte le identità non conformi al sistema binario. È spesso utilizzato anche in chiave politica o di protesta.
  • Neutrois: identità neutra che rifiuta le categorie maschili e femminili, mirando a una forma di espressione il più neutrale possibile.
  • Xenogender: identità che si definiscono attraverso concetti esterni alla tradizionale esperienza umana, come elementi naturali o sensazioni astratte (es. lunagender, stellagender).

Queste nuove categorie non sono etichette rigide, ma strumenti per descrivere esperienze profonde, intime e legittime. Per molte persone in fase di gender questioning, conoscere l’esistenza di queste definizioni può offrire un senso di appartenenza e sollievo, aiutandole nel proprio percorso di elaborazione.