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Allergia al cortisone, cos’è e come trattarla


L’allergia al cortisone è una reazione (molto rara) avversa e anomala del sistema immunitario all’esposizione a questo ormone da parte di un soggetto sensibile.

Che cos’è il cortisone?

Il cortisone è un ormone caratterizzato da proprietà antinfiammatorie. Si tratta di un corticosteroide che viene prodotto fisiologicamente, anche se in piccole quantità, anche dal nostro organismo, nella fattispecie dalle ghiandole surrenali, a fronte di condizioni di stress.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, viene utilizzato per il trattamento di numerose condizioni patologiche. Dopo essere stato riprodotto in laboratorio, venne utilizzato per la prima volta nel trattamento di pazienti affetti da artriti reumatoidi verso la fine degli anni Quaranta del Novecento.

Oggi, proprio in virtù del suo effetto antinfiammatorio e di riduzione dell’attività del sistema immunitario (immunosoppressore), continua ad essere utilizzato nelle terapie per il trattamento delle malattie autoimmuni, delle allergie o delle patologie oculari.

Il cortisone può essere somministrato per via orale, aerea, topica (localmente attraverso spray, creme e colliri) o attraverso iniezione intramuscolo, sottocutanea o endovenosa nei casi di emergenza.

Come capire se si è allergici al cortisone?

Quando si parla di cortisone, più che di reazioni allergiche, sarebbe opportuno parlare di effetti collaterali. Le reazioni mediate da immunoglobuline E (IgE), tipiche delle risposte allergiche, infatti, sono rare. Si stima un’incidenza pari allo 0,1% nella popolazione. Tuttavia, seppur minima, la possibilità di sviluppare una reazione allergica da cortisone esiste ed è caratterizzata, come tutte le allergie, da una risposta anomala del sistema immunitario. Quest’ultimo, una volta esposto all’allergene, infatti, produce IgE che possono innescare il rilascio di sostanze come l’istamina, in grado di determinare le tipiche manifestazioni sintomatologiche dell’allergia quali gonfiore dei tessuti, infiammazione o disturbi respiratori.

Quali sono gli effetti indesiderati del cortisone?

Come detto, per quanto riguarda il cortisone, sarebbe più opportuno parlare di effetti indesiderati. Questi possono essere legati alle dosi o alla durata del trattamento terapeutico a base di corticosteroidi. Solo una minima parte degli effetti collaterali, invece, sarebbe legata alla tipologia di cortisone impiegata.

Se su una somministrazione nel breve termine possono essere escluse gravi reazioni, sul lungo termine il cortisone può comportare diversi sintomi avversi quali:

L’assunzione prolungata di farmaci corticosteroidi può comportare anche disturbi dell’umore e in caso di brusca interruzione della terapia il soggetto potrebbe andare incontro ad una sindrome di deprivazione associata alla mancanza di questo ormone. Ecco perché è opportuna una riduzione graduale, sempre sotto la supervisione del medico. Inoltre, una terapia cortisonica di lungo termine rischia di determinare una ridotta produzione naturale di questo ormone da parte delle ghiandole surrenali.

Chi è allergico al cortisone cosa può prendere?

Come in tutte le reazioni allergiche, ai primi segnali e sintomi è fondamentale interrompere l’assunzione di cortisone in questo caso e rivolgersi al proprio medico. Dopodiché, sarebbe opportuno effettuare una visita allergologica per fare luce sulla propria condizione ed elaborare una diagnosi. Nel caso in cui venga confermata l’allergia, l’eventuale terapia a base di cortisone va interrotta ed è necessario trovare un’alternativa farmacologica idonea.