- Che cos’è il varicocele
- Quali sono i sintomi del varicocele
- Le cause del varicocele
- I gradi del varicocele
- Varicocele e fertilità
- Come si diagnostica il varicocele
- Quando e come si interviene
- Microchirurgia o scleroembolizzazione?
- Il varicocele può tornare dopo l’intervento?
- Il varicocele passa da solo?
- Varicocele e sport: cosa evitare
- Quando preoccuparsi
Il varicocele è una dilatazione anomala delle vene del testicolo, in particolare del plesso pampiniforme, la rete venosa che drena il sangue dal testicolo verso l’alto.
È una condizione molto comune: riguarda circa il 15% della popolazione maschile, insorge di solito durante la pubertà, tra gli 11 e i 16 anni, e nel 90-95% dei casi interessa il testicolo sinistro per ragioni anatomiche.
Spesso non dà sintomi, ma nei casi più rilevanti può incidere sulla fertilità: è una delle prime cause trattabili di infertilità maschile.
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Che cos’è il varicocele
↑ topSemplificando, il varicocele è l’equivalente testicolare delle vene varicose delle gambe. Le valvole che dovrebbero far scorrere il sangue in una sola direzione non chiudono più bene e il sangue refluisce, ristagnando sopra e attorno al testicolo.
Il risultato è un rigonfiamento venoso palpabile, a volte visibile.
Esiste anche una forma femminile, il varicocele pelvico, che interessa le vene del bacino ed è una condizione distinta.
Perché colpisce quasi sempre il testicolo sinistro
↑ topLa spiegazione è anatomica. La vena spermatica sinistra sbocca ad angolo retto nella vena renale sinistra, un vaso ad alta pressione; quella destra si inserisce obliquamente nella vena cava inferiore, un percorso che ostacola il reflusso.
Quando le valvole cedono, il sangue caldo refluisce quindi dalla vena renale direttamente verso il testicolo sinistro.

Quali sono i sintomi del varicocele
↑ topNella maggior parte dei casi il varicocele è asintomatico e viene scoperto per caso, spesso durante accertamenti per infertilità di coppia.
Quando si manifesta, i sintomi più frequenti sono:
- senso di peso o dolore sordo allo scroto, che peggiora in piedi, dopo sforzi o col caldo, e migliora da sdraiati
- gonfiore o tumefazione molle nella parte alta dello scroto, sopra il testicolo
- vene dilatate visibili o palpabili nei gradi più avanzati
- riduzione di volume del testicolo interessato (ipotrofia), segno che merita sempre una valutazione specialistica.
Il dolore, quando presente, si localizza tipicamente nella porzione superiore dello scroto o a ridosso del canale inguinale, dove si trovano le vene dilatate.
Come riconoscerlo al tatto
↑ topUn’autopalpazione si esegue in piedi, in un ambiente caldo, quando lo scroto è rilassato: con indice e medio si percorre il cordone spermatico sopra il testicolo, cercando vene ingrossate dalla consistenza molle e cordoniforme.
Tossire o contrarre l’addome rende il rigonfiamento più percepibile.
È un’abitudine utile, ma non sostituisce la visita: i gradi più lievi sfuggono al tatto.
Le cause del varicocele
↑ topNella grande maggioranza dei casi il varicocele è primitivo: nasce da una debolezza congenita delle pareti venose associata all’incontinenza delle valvole anti-reflusso.
Il reflusso dilata la vena, la dilatazione allontana ulteriormente i lembi valvolari e il difetto si autoalimenta, accelerando spesso durante la pubertà.
Il ristagno di sangue caldo ha due conseguenze sul testicolo.
La prima è l’aumento della temperatura scrotale: la produzione di spermatozoi richiede una temperatura leggermente più bassa di quella corporea (è il motivo per cui i testicoli stanno fuori dall’addome) e il sangue refluo la altera. La seconda è la stasi venosa, che riduce l’ossigenazione dei tessuti.
Molto più raramente il varicocele è secondario, cioè provocato dalla compressione delle vene da parte di una massa addominale o pelvica. Un’eventualità da considerare soprattutto quando compare all’improvviso in età adulta.
I gradi del varicocele
↑ topSul piano clinico, alla visita, il varicocele si classifica in tre gradi in base a quanto è percepibile.
La manovra di Valsalva citata in tabella consiste nell’espirare a bocca e naso chiusi per aumentare la pressione addominale e rendere evidente il reflusso.
| Classificazione clinica | Cosa rileva il medico |
|---|---|
| Grado 1 | Palpabile solo durante la manovra di Valsalva |
| Grado 2 | Palpabile anche senza manovra di Valsalva |
| Grado 3 | Visibile a occhio nudo attraverso la cute scrotale |
Esiste inoltre il varicocele subclinico: non palpabile né visibile, rilevabile solo con l’ecocolordoppler.
L’esame ecografico utilizza infatti una classificazione più fine, in cinque gradi (da I a V), basata sull’entità e sulla durata del reflusso venoso a riposo e sotto Valsalva: è il parametro che orienta la decisione terapeutica insieme allo spermiogramma.
Varicocele e fertilità
↑ topÈ il vero nodo clinico. L’aumento di temperatura e la ridotta ossigenazione possono danneggiare la spermatogenesi, riducendo numero, motilità e qualità degli spermatozoi.
Il danno termico può interessare entrambi i testicoli.
Non tutti i varicoceli compromettono però la fertilità: molti uomini con varicocele hanno un liquido seminale normale.
Ma tra gli uomini con spermiogramma alterato la prevalenza del varicocele sale nettamente, fino a circa un caso su quattro.
Un punto su cui esiste chiarezza scientifica: il varicocele non causa disfunzione erettile né altri disturbi della sfera sessuale. La capacità di avere erezioni normali non è influenzata.
Come si diagnostica il varicocele
↑ topIl percorso diagnostico si basa su tre passaggi:
- visita urologica o andrologica, con esame obiettivo in piedi e manovra di Valsalva
- ecocolordoppler scrotale, un’ecografia indolore che conferma il reflusso e ne definisce il grado
- spermiogramma, per valutare l’impatto sulla fertilità. Se risulta alterato, si completa il quadro con dosaggi ormonali.
C’è però un problema generazionale poco raccontato.
Fino alla sospensione della leva obbligatoria, nel 2005, il varicocele veniva intercettato quasi sistematicamente alla visita militare, di fatto uno screening andrologico di massa.
Oggi quel filtro non esiste: gli uomini nati dagli anni Ottanta in poi sono la prima generazione senza alcun controllo andrologico di routine, e il varicocele viene spesso scoperto solo davanti a una difficoltà di concepimento, anche vent’anni dopo la sua comparsa, quando il danno può essere avanzato.
Per questo una visita andrologica alla fine della pubertà è la vera forma di prevenzione: il varicocele non si può prevenire, ma si può diagnosticare in tempo.
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Quando e come si interviene
↑ topNon tutti i varicoceli vanno corretti.
L’indicazione dipende da età, sintomi, esito dello spermiogramma, grado del reflusso e desiderio di paternità.
Un varicocele asintomatico con liquido seminale normale, in genere, non si tratta: si controlla nel tempo.
Si interviene in presenza di dolore persistente, ipotrofia del testicolo o alterazioni dello spermiogramma, soprattutto in giovane età: la correzione precoce migliora i parametri seminali o ne arresta il peggioramento, con effetti misurabili di norma entro 6-12 mesi.
Microchirurgia o scleroembolizzazione?
↑ topLe due opzioni oggi più utilizzate raggiungono lo stesso obiettivo – chiudere la vena incontinente – per vie diverse:
| Microchirurgia sub-inguinale | Scleroembolizzazione percutanea | |
|---|---|---|
| Come funziona | Piccola incisione all’inguine (circa 2 cm); le vene refluenti vengono legate sotto ingrandimento ottico | Un sottile catetere raggiunge la vena spermatica da una vena periferica; la vena viene chiusa dall’interno con sostanze sclerosanti o spirali |
| Anestesia | Locale o spino-peridurale | Locale |
| Incisione | Sì, minima | No, solo puntura venosa |
| Recupero | Attività ordinarie in pochi giorni, sport dopo 2-4 settimane | Generalmente più rapido, spesso 24-48 ore |
| Recidive | Circa 1-4% | Circa 5-10% |
La scelta dipende dall’anatomia venosa del paziente, dal grado del varicocele e dalla valutazione dello specialista.
Il varicocele può tornare dopo l’intervento?
↑ topSì, in una minoranza di casi, quando circoli venosi collaterali riaprono la via del reflusso.
È più frequente dopo scleroembolizzazione che dopo microchirurgia, ma resta un’eventualità contenuta, e un varicocele recidivo può essere ritrattato.
Il varicocele passa da solo?
↑ topNo: essendo un difetto strutturale delle pareti e delle valvole venose, non regredisce spontaneamente.
Questo non significa che vada sempre operato, ma che una volta diagnosticato va monitorato con controlli periodici di visita, ecocolordoppler e spermiogramma.
Varicocele e sport: cosa evitare
↑ topL’attività fisica in sé non è controindicata e non peggiora il varicocele. Fa eccezione il sollevamento pesi intenso e gli sforzi che aumentano bruscamente la pressione addominale: incrementano il reflusso e possono accentuare dilatazione e sintomi.
Chi ha un varicocele sintomatico dovrebbe parlarne con lo specialista prima di programmare allenamenti di forza pesanti.
Quando preoccuparsi
↑ topMeritano una valutazione specialistica senza rinvii: dolore scrotale persistente, gonfiore anomalo, testicoli di dimensioni chiaramente diverse, difficoltà a concepire dopo un anno di tentativi.
Un caso particolare da non sottovalutare: un varicocele che compare all’improvviso in età adulta, o localizzato solo a destra, non è il quadro tipico. Può essere il segno di una compressione venosa addominale, in rari casi dovuta a una massa renale: la visita urologica, con ecografia dell’addome, diventa prioritaria.
Se non trattato, un varicocele di grado elevato può portare nel tempo a dolore cronico, atrofia del testicolo e riduzione della fertilità, fino alla sterilità nei casi più severi.
Sono evoluzioni tutt’altro che inevitabili: nella maggior parte dei casi il quadro resta stabile e richiede solo controlli periodici. Distinguere i due scenari è il compito della valutazione specialistica.