- Cosa sono le ragadi anali?
- Sintomi delle ragadi anali
- Cause principali delle ragadi anali
- Diagnosi delle ragadi anali
- Ragadi anali, trattamento e terapia
- Ragadi anali e terapia chirurgica
- È possibile prevenire le ragadi?
Cosa sono le ragadi anali?
↑ topLa ragade è una ferita del margine anale. Se risulta essere presente da tempo (ragadi croniche), può avere una appendice cutanea esterna, che prende il nome di marisca, e una papilla ipertrofica all’interno.
La posizione più frequente è la posteriore. Se consideriamo l’ano come il quadrante di un orologio, e immaginiamo poi il paziente in posizione ginecologica, la localizzazione più frequente si intende ad ore 6, abbastanza frequente è anche in sede anteriore ad ore 12, più rara ai lati.
In altri termini, potremmo definire la ragade come una piccola lacerazione della mucosa anale.
Visita proctologica + anoscopia
Sintomi delle ragadi anali
↑ topIl sintomo più importante è il dolore durante la defecazione. Un dolore che successivamente può durare alcuni minuti o anche diverse ore.
Può essere presente sanguinamento durante la defecazione. Un sanguinamento a volte modesto, che si manifesta con delle macchioline di sangue rosso vivo sulla carta igienica. Può essere presente anche del prurito.
Al manifestarsi di questi sintomi è importante rivolgersi al proprio medico.
Cause principali delle ragadi anali
↑ topLa causa della formazione delle ragadi non è ben chiara. Esistono tuttavia vari fattori che concorrono alla loro comparsa.
- Evacuazione di feci dure, difficoltosa e protratta dovuta a stipsi
- Dieta povera di acqua e fibre alimentari
- Diarrea cronica
- Traumi
- Malattie infiammatorie
- L’ipertono, o spasmo, dello sfintere interno spesso associato a questa patologia e può esserne considerato causa ed effetto.
Lo sfintere anale interno è un muscolo liscio involontario importante per la continenza. Lo stress può causarne lo spasmo e favorire la formazione della ragade. Il dolore stesso, poi, ne mantiene la contrattura, causando una difficoltà all’evacuazione ed impedendo una guarigione della ragade stessa.
È anche possibile che le ragadi siano presenti come manifestazioni perianali nei pazienti che soffrono del morbo di Crohn, una malattia infiammatoria cronica.
Diagnosi delle ragadi anali
↑ topLa diagnosi viene effettuata a seguito di una visita proctologica, in cui il medico specialista a seguito dell’anamnesi, effettuerà l’esame obiettivo della zona interessata.
Possono rendersi necessari in alcuni casi anche esami endoscopici più approfonditi, come anoscopia e colonscopia.
Questi permetteranno di verificare anche lo stato di salute della parte interna dell’ano e del tratto terminale dell’intestino, non immediatamente visibili a occhio nudo.
Ragadi anali, trattamento e terapia
↑ topLa maggior parte delle ragadi, circa i due terzi, tende a guarire con la sola terapia medica.
Sono importanti alcune attenzioni alimentari quali:
- un’adeguata idratazione, circa 2 litri di acqua o di bevande non gassate al giorno
- l’assunzione di fibre o lassativi per combattere la stipsi.
- l’astensione dai cibi piccanti e speziati che possono aumentare il dolore locale.
I bagni caldi sono importanti poiché aiutano a rilassare lo sfintere interno.
Per quanto riguarda la terapia medica, si possono utilizzare pomate a base di calcio-antagonisti o nitroglicerina, che mirano a ridurre l’ipertono dello sfintere interno.
Queste pomate si possono associare a prodotti che favoriscono la cicatrizzazione. Sempre con lo scopo di dilatare lo sfintere interno, esistono dei dilatatori a forma di cono o palloncini che vengono introdotti nel canale anale e poi gonfiati.
Sono state infine proposte anche iniezioni locali di tossina botulinica.
Ragadi anali e terapia chirurgica
↑ topNei casi refrattari alla terapia medica bisogna ricorrere alla terapia chirurgica. L’intervento più frequente è la sfinterotomia laterale interna. Tale approccio consiste nel sezionare parzialmente lo sfintere interno in modo da risolvere l’ipertono muscolare.
Questo intervento, seppure in casi limitati, è a rischio di incontinenza. Una recente metanalisi valuta l’incidenza a lungo termine dell’incontinenza intorno al 13%-14%.
Occorre quindi prestare particolare attenzione nelle donne giovani, poiché lo sfintere femminile è naturalmente più sottile e, inoltre, una gravidanza potrebbe contribuire all’indebolimento dell’apparato sfinteriale. Soggetti a rischio sono anche i pazienti che hanno già subìto interventi proctologici, in cui è necessaria una attenta valutazione preoperatoria dello sfintere.
Un altro intervento chirurgico è l’anoplastica che consiste nell’asportazione della ragade e nella riparazione con un lembo di mucosa anale o di cute del paziente. È stata anche proposta l’anoplastica associata all’iniezione di tossina botulinica.
Visita proctologica + anoscopia
È possibile prevenire le ragadi?
↑ topPer quanto riguarda la prevenzione è fondamentale lo stile di vita:
- un’abbondante idratazione
- un’alimentazione con un adeguato apporto di fibre quindi una dieta ricca di frutta e verdure
- non passare lungo tempo in bagno e andarci quando c’è lo stimolo
- non trattenere le feci
- non rinunciare a una leggera attività fisica.
Lo stress dovrebbe essere, infine, evitato. Una visita proctologica sarebbe poi opportuna, anche come screening e ai fini di prevenzione.