Il “verso” del benessere: soundscape naturali per l’accoglienza pediatrica

L’ambiente sonoro in cui siamo immersi può incidere in modo significativo sul nostro stato emotivo e mentale. Per questo, l’impiego di soundscape naturali aiuta a creare spazi d’attesa più rilassanti, favorendo in particolare un’accoglienza più serena e rassicurante per i bambini.

Il “verso” del benessere: soundscape naturali per l’accoglienza pediatrica

I suoni che ci circondano hanno un impatto su di noi e sulla nostra psiche. L’utilizzo di soundscape naturali nella riduzione dello stress in sala d’attesa e del loro potenziale nell’accoglienza dei pazienti più piccoli rappresenta un punto cardine in questo. Ce ne parla Gloria Ballestrasse, studentessa tirocinante del percorso di Psicologia del Benessere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Cosa significa soundscape?

Il termine soundscape, ovvero “paesaggio sonoro”, fu introdotto dal compositore e ricercatore Raymond Murray Schafer per descrivere la percezione umana dell’insieme dei suoni che caratterizzano un determinato contesto. Così come lo sfondo, le figure in risalto e i punti di riferimento distintivi di un luogo influenzano la percezione visiva di un ambiente, le toniche, i segnali e le impronte sonore contribuiscono a modellare l’esperienza uditiva che ne deriva.

Quali sono gli elementi del soundscape?

Gli elementi del soundscape sono:

  • Toniche (Keynotes sounds): sono i suoni di sottofondo che formano la tonalità di base di un ambiente.
    Sebbene onnipresenti, spesso non vengono ascoltati consapevolmente;
  • Segnali (Sound signals): sono i suoni in primo piano, quelli che ascoltiamo consapevolmente e che
    catturano la nostra attenzione. Spesso hanno una funzione informativa o di avvertimento;
  • Impronte sonore (Soundmarks): sono suoni unici e caratteristici che possiedono un valore culturale o identitario speciale per una comunità, rendendo quel luogo distinguibile da altri.

Come ci influenza il soundscape?

Non tutti i paesaggi sonori risultano ugualmente attivanti per chi vi è immerso. Nei centri medici, l’ambiente acustico è spesso ricco di stimoli simultanei, segnali intermittenti e rumori di fondo continui. Alle ruote metalliche dei carrelli che strisciano nei corridoi e ai feedback acustici delle apparecchiature mediche, si aggiungono i segnali di chiamata dei monitor delle sale d’attesa, che contribuiscono a definire la prima impressione dell’ambiente sanitario. Il paziente rimane infatti in attesa dello stimolo sonoro che annuncia il turno e l’ambulatorio in cui si tiene la visita, con la necessità di controllare lo schermo. Tale segnale acustico, nella maggior parte dei casi ripetitivo, finisce spesso per diventare una tonica di sottofondo che il sistema cognitivo ignora. Così, un suono progettato per essere informativo diventa fonte di distrazione e
disorientamento. Date le premesse, non sorprende che diversi studi documentino la relazione tra l’esposizione
prolungata al soundscape del contesto clinico e le reazioni fisiologiche associate allo stress, tra cui l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.

Come incide il soundscape sui bambini?

Evidenze simili riguardano anche i piccoli pazienti in età pediatrica, con un impatto notevole sul benessere emotivo e conseguentemente sulla capacità di collaborare con i medici e le infermiere. A questo scenario fa da contraltare l’atmosfera sonora del contesto naturale. Il fruscio del vento tra la vegetazione e il rumore costante dell’acqua di una cascata in lontananza, il canto familiare di una specie endemica di uccelli e il verso riconoscibile di un animale noto.
L’esposizione a questo tipo di suoni è associata all’alleviamento dei sentimenti di depressione e
rabbia, ed è in grado di trasportare mentalmente il paziente in uno scenario percepito come sicuro e rasserenante. Il canto degli uccelli è considerato uno dei suoni più efficaci per indurre stati di gioia e benessere, e le vocalizzazioni di animali conosciuti aiutano i pazienti a rappresentarsi un ambiente vivo e al contempo tranquillo.

Cosa è la soft fascination?

In generale, i suoni della fauna tendono a essere percepiti come piacevoli e rassicuranti, poiché
inducono la soft fascination, un’esperienza di coinvolgimento attentivo che favorisce la
ristorazione psichica, allontanando temporaneamente dai vissuti di ansia clinica. Più in particolare, la letteratura scientifica evidenzia come anche l’imitazione dei richiami degli animali possa rappresentare uno strumento efficace per favorire l’engagement pediatrico.
Attraverso interazioni di tipo ludico, le imitazioni consentono ai medici di instaurare un’alleanza
terapeutica positiva fin dal ricevimento in ambulatorio, riducendo la tensione iniziale.

Come utilizzare la sound fascination in un centro medico?

Trova fondamento quindi l’idea che stimoli familiari in grado di destare l’attenzione del piccolo paziente possano portare benefici fin dalla sala d’attesa. Al posto del rumore meccanico del monitor e del numero associato al turno, ogni bambino potrebbe attendere il richiamo dell’animale a lui assegnato. L’annuncio “È il momento di entrare!” potrebbe così essere affidato al verso di una rana, di un’anatra o di un uccellino, creando un’esperienza non soltanto meno ansiogena, ma anche più coinvolgente.

Inoltre, associare stabilmente il verso di un determinato animale a uno specifico ambulatorio aiuterebbe i bambini a riconoscere più facilmente la destinazione corretta e a orientarsi negli spazi.
Il segnale in primo piano non rischierebbe così di diventare una tonica, uno sfondo acustico che genera abituazione, distinguendosi invece come una vera e propria impronta sonora del polo pediatrico, un elemento riconoscibile e identitario di un centro medico che, oltre alla cura della malattia, privilegia la promozione del benessere in un contesto di cura accogliente per famiglie e bambini.

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