- Che cos’è l’occhio secco?
- Che sintomi dà l’occhio secco?
- Perché l’occhio diventa secco?
- Come si diagnostica?
- Come si cura la sindrome dell’occhio secco?
- Cosa succede se non si cura l’occhio secco?
L’occhio secco è un disturbo cronico della superficie oculare causato da una scarsa produzione di lacrime o da una loro evaporazione troppo rapida.
Si manifesta con bruciore, sensazione di sabbia negli occhi, arrossamento e visione annebbiata, e peggiora con l’uso prolungato degli schermi, l’aria condizionata e gli ambienti secchi.
È molto comune – interessa circa una persona su quattro, di più dopo i 50 anni e tra le donne – e, se trascurato, può danneggiare la superficie dell’occhio: per questo nelle forme persistenti serve la valutazione dell’oculista.
Che cos’è l’occhio secco?
↑ topLa superficie dei nostri occhi è coperta e protetta dal film lacrimale, una pellicola dalla composizione bilanciata di acqua, lipidi e muco che protegge, lubrifica e nutre la parte più esposta dell’occhio.
Viene prodotto da diverse ghiandole della congiuntiva e del bordo palpebrale, e viene continuamente “spalmato” e ricambiato dagli ammiccamenti delle palpebre.
Quando il film lacrimale è scarso, instabile o privo di qualche componente, la superficie oculare resta scoperta e si irrita: è la sindrome dell’occhio secco.
A seconda del meccanismo prevalente, si distinguono due forme, che spesso coesistono:
| Forma iposecretiva | Forma evaporativa | |
|---|---|---|
| Che cosa succede | Le ghiandole producono poche lacrime | Le lacrime ci sono, ma manca la componente grassa che le stabilizza: evaporano troppo in fretta |
| Cause tipiche | Età, menopausa, malattie autoimmuni come la sindrome di Sjögren, alcuni farmaci | Blefarite e disfunzione delle ghiandole di Meibomio, uso di schermi, ambienti secchi; è la forma più frequente |
Che sintomi dà l’occhio secco?
↑ topI disturbi variano da lievi a molto fastidiosi:
- sensazione di sabbia o di corpo estraneo nell’occhio
- bruciore, pizzicore e prurito
- occhio rosso
- fotofobia, cioè fastidio alla luce e difficoltà a tenere l’occhio aperto
- visione annebbiata o fluttuante, che tipicamente migliora per qualche istante sbattendo le palpebre
- paradossalmente, lacrimazione eccessiva: l’occhio irritato cerca idratazione producendo lacrime “di riflesso”, che però sono quasi solo acquose e non compensano il deficit del film lacrimale.

Perché l’occhio diventa secco?
↑ topLe cause sono numerose e quasi sempre combinate tra loro:
- uso prolungato degli schermi: davanti a computer e smartphone il riflesso di ammiccamento si dirada – da 15-20 battiti al minuto si scende anche a 5 – e l’occhio, meno “spalmato”, si asciuga
- età e variazioni ormonali: la produzione lacrimale diminuisce con gli anni, e la menopausa è un momento critico per molte donne
- blefariti, le infiammazioni croniche del bordo palpebrale: riducono la componente grassa del film lacrimale, che senza quel “coperchio” lipidico evapora molto più in fretta tra un ammiccamento e l’altro
- difetti delle palpebre, che chiudendosi male lasciano il bulbo troppo esposto o distribuiscono male le lacrime
- malattie autoimmuni come la sindrome di Sjögren, il lupus, l’artrite reumatoide e la sclerodermia, che riducono la componente acquosa delle lacrime
- farmaci: antistaminici, decongestionanti, alcuni antidepressivi, betabloccanti, diuretici e la terapia con isotretinoina per l’acne
- fattori ambientali: aria condizionata e riscaldamento, vento, ambienti secchi, polverosi o inquinati
- lenti a contatto usate troppo a lungo o in modo scorretto, ed esiti di chirurgia refrattiva.
Come si diagnostica?
↑ topPer l’oculista la diagnosi non è difficile: l’anamnesi, l’osservazione alla lampada a fessura e la colorazione della superficie oculare con fluoresceina sono la base dell’esame.
Indagini più specifiche aiutano a capire il meccanismo prevalente: il test di Schirmer misura quante lacrime vengono prodotte, il break-up time misura quanto il film lacrimale resta stabile prima di rompersi (cioè quanto in fretta evapora), mentre osmolarità, meibografia e colorazioni vitali completano il quadro nei casi complessi.
Se si sospetta una malattia autoimmune di base, si aggiungono gli esami del sangue.
Come si cura la sindrome dell’occhio secco?
↑ topQuando è possibile si interviene sulla causa, ma poiché il problema è quasi sempre multifattoriale la terapia punta soprattutto a ripristinare una buona idratazione della superficie.
Il trattamento principale sono i sostituti lacrimali (le “lacrime artificiali”), preferibilmente senza conservanti quando l’uso è frequente.
Il punto decisivo è la costanza: vanno instillati regolarmente, più volte al giorno e per periodi lunghi, non solo quando il fastidio è già comparso; a quel punto l’effetto è molto minore.
Accanto alle lacrime artificiali, a seconda del quadro l’oculista può indicare:
- l’igiene palpebrale quotidiana con impacchi caldo-umidi, fondamentale quando c’è una blefarite, per riattivare le ghiandole del bordo palpebrale;
- colliri antinfiammatori e, nelle forme infiammatorie croniche, la ciclosporina in collirio; antibiotici locali o sistemici nei casi selezionati.
Per le situazioni più avanzate esistono trattamenti mirati:
- la luce pulsata per la disfunzione delle ghiandole di Meibomio,
- i punctum plugs (piccoli tappi che chiudono i puntini lacrimali per trattenere le lacrime più a lungo)
- fino alle opzioni chirurgiche per i quadri severi.
Si può prevenire?
↑ topPrevenire del tutto l’occhio secco non è facile, ma alcune abitudini proteggono concretamente la superficie oculare.
- Evitare l’esposizione diretta ad aria condizionata e ventilatori
- usare un umidificatore negli ambienti chiusi e riscaldati
- portare occhiali avvolgenti nelle giornate ventose
- non eccedere con le lenti a contatto
- bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno.
La regola del 20-20-20 per chi lavora al computer: ogni 20 minuti di schermo, distogli lo sguardo e fissa un punto ad almeno 6 metri di distanza (20 piedi) per 20 secondi, sbattendo le palpebre in modo completo. È il modo più semplice per ridare all’occhio gli ammiccamenti che lo schermo gli toglie.
Una visita oculistica, infine, può individuare le forme iniziali ancora asintomatiche e impostare il trattamento prima che la superficie oculare si danneggi.
Cosa succede se non si cura l’occhio secco?
↑ topUn film lacrimale scarso o sbilanciato si rompe con facilità e lascia scoperte le cellule della superficie oculare, che si danneggiano: bruciore, arrossamento e sensazione di corpo estraneo diventano quotidiani, e nei casi più severi possono comparire dolore, piccole lesioni della cornea e un peggioramento della qualità visiva.
La visita è raccomandata quando i sintomi sono presenti quasi ogni giorno da alcune settimane, quando le lacrime artificiali da banco non bastano più, o quando compaiono dolore, calo della vista o forte sensibilità alla luce: sono i segnali che la superficie oculare ha bisogno di un trattamento mirato, non solo di gocce.