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La puntura di zecca

Le zecche sono parassiti ematofagi non solo degli animali, ma anche dell'uomo, e possono essere pericolosi agenti di trasmissione di malattie infettive. Tra queste, conosciamo meglio la malattia di Lyme e l'encefalite da zecca.

Cosa provoca la puntura di zecca?

La puntura di zecca non è di per sé pericolosa per l'uomo, ma può provocare la trasmissione di agenti patogeni responsabili di malattie batteriche (Malattia di Lyme o Borreliosi) e virali (Meningoencefalite da zecche o TBE).

Cosa fare in caso di puntura di zecca?

In caso di presenza della zecca sulla pelle, bisogna rimuoverla al più presto, preferibilmente presso un ambulatorio medico o il pronto soccorso onde evitare che la lunga permanenza aumenti la probabilità di infezione.

Come procedere:

  • La zecca deve essere prelevata con una pinza a punte sottili (si trovano in vendita attrezzi specifici per la rimozione delle zecche) e staccata dalla cute con un movimento rotatorio
  • Occorre disinfettare l'area del morso prima e dopo la rimozione
  • Indossare dei guanti
  • Nel caso in cui parti dell'animale rimangano sotto pelle, estrarle con un ago sterile
  • Conservare la zecca in soluzione alcolica al 70% per poterla analizzare qualora si presentino sintomi di infezione
  • Eseguire la profilassi antitetanica
  • Contattare il medico qualora si osservi la comparsa di aloni rossi, sintomi influenzali, dolori articolari, ingrossamento dei linfonodi

È molto importante evitare l'applicazione di alcool o sostanze oleose sulla zecca perché potrebbero favorire il rilascio del batterio tramite perdita di sangue. 

Come prevenire la puntura di zecca?

Si possono adottare misure di prevenzione contro i morsi delle zecche nelle zone ad alto rischio (boschi, prati con erba alta, eccetera) facendo uso di repellenti e di abiti coprenti.

Dopo aver soggiornato all'aperto, è necessario controllare attentamente l'abbigliamento, l'intera superficie cutanea e gli animali domestici alla ricerca del parassita.

Cos’è la malattia di Lyme?

La malattia di Lyme viene trasmessa dal morso della zecca parassitata dal batterio Borrelia burgdorferi. Prende il nome dalla città di Lyme, negli Stati Uniti, dove nel 1975 si registrò la prima epidemia.

Attualmente, a causa dei mutamenti climatici, la malattia di Lyme sta diventando sempre più frequente anche in Europa. Secondo uno studio pubblicato su "Nature" e condotto da un team di ricercatori dell'Università di Oslo, il riscaldamento globale e il diverso consumo del suolo sono correlati a una maggiore diffusione delle zecche nell'Europa settentrionale. 

La trasmissione è solitamente più frequente in primavera-estate, quando si passa più tempo all'aperto e/o a contatto con animali infestati dalle zecche. Non tutte le zecche sono portatrici di questo germe e quindi non tutte generano la malattia. In Italia, le zone a più alto rischio sono: Liguria, Trentino, Friuli, Veneto e Toscana.

I sintomi della puntura di zecca riguardano la cute, il cuore, il sistema nervoso centrale e le articolazioni. Inizialmente, il morso si manifesta sotto forma di eritema migrante, denominato così per la presenza di una chiazza di colore rosso e forma anulare, che si accresce in maniera centrifuga e può raggiungere i 30-50 cm di diametro. Possono insorgere inoltre febbre, cefalea, spossatezza, sintomi simili all'influenza

Quando la malattia non viene trattata adeguatamente, dopo settimane o mesi possono sopraggiungere complicanze articolari come l'artrite, disturbi cardiaci come dolore toracico, palpitazioni e sintomi di neuroborreliosi quali meningite, meningoencefalite e paralisi facciale. 

La diagnosi di conferma si basa sulla positività degli anticorpi anti-borrelia nel sangue. Quando possibile è utile inviare le zecche rimosse per la ricerca del batterio presso laboratori specializzati. Una precoce terapia antibiotica, a base di doxiciclina o amoxicilina, per 3 settimane generalmente riduce il rischio di malattia cronica.

Non sono ancora disponibili i vaccini per prevenire questo tipo di infezione. 

Cos’è l’encefalite da zecca?

La meningoencefalite da zecche è una malattia virale acuta a carico del sistema nervoso centrale, trasmessa da un arborvirus appartenente al genere Flavivirus, simile ai virus che causano la febbre gialla.

Nel 70% circa dei casi di puntura di zecca infetta nell'uomo, si manifesta un'infezione asintomatica o con sintomi lievi, che può passare inosservata.

Nel restante 30% dei casi, a distanza di 3-28 giorni dal morso sopraggiungono invece sintomi similinfluenzali quali febbre alta, forte mal di testa, mal di gola, senso di spossatezza, dolori muscolari e articolari per 2-4 giorni. In seguito la temperatura si abbassa senza che vi siano ulteriori conseguenze. Nel 10-20% di questi casi, dopo un periodo di 8-20 giorni trascorso senza che si manifestino disturbi, si apre una seconda fase caratterizzata da patologie del sistema nervoso centrale: encefalite, paralisi flaccida.

Nei bambini e nei soggetti più giovani la TBE ha di norma un decorso meno severo, con un aumento progressivo della gravità con l'avanzare dell'età.

Al Santagostino è possibile vaccinarsi per prevenire l'insorgenza della malattia. Il vaccino è consigliato a tutti coloro che vivono nelle zone boschive o che svolgono attività all'aria aperta.