Cerca nel sito
Chiudi

L'ernia iatale

L'ernia iatale è una porzione di stomaco che risale dall'addome al torace attraverso un allargamento dello iato diaframmatico.
A cura di
Cristina
Ogliari

Si parla di ernia ogni volta che un tessuto o un organo fuoriesce dalla cavità dell’organismo che lo contiene. Nel caso dell’ernia iatale la porzione di organo che lascia la propria sede è lo stomaco. 

Lo stomaco, in condizioni normali, è situato nella cavità addominale. Il diaframma, il muscolo dalla forma simile a quella di una cupola che consente la respirazione, lo separa dal torace. 

Il diaframma presenta diverse aperture che permettono il passaggio di nervi e vasi sanguigni. Una di queste è lo iato esofageo, attraverso il quale passa l’esofago. Nel caso dell’ernia iatale, una porzione di stomaco può uscire proprio da questa apertura.

Vediamo cos’è esattamente questa condizione patologica, quali sono le cause e i principali sintomi, come viene diagnosticata e curata.

Che cos'è l'ernia iatale?

L'ernia iatale si verifica quando una porzione di stomaco risale dall'addome al torace attraverso un allargamento dello iato diaframmatico, il foro presente nel diaframma, lo strato muscolare attraverso cui passa l'esofago per collegarsi allo stomaco. 

L'ernia iatale può essere di tre tipi: 

  • ernia iatale da scivolamento: si ha una risalita della giunzione gastroesofagea, il punto di passaggio tra l'esofago e lo stomaco, nella cavità toracica
  • ernia iatale paraesofagea: la giunzione gastroesofagea rimane nella sua posizione sotto il diaframma, ma una parte dello stomaco è spinta al di sopra di esso, accanto all'esofago
  • ernia mista: è la forma più rara e si ha con la presenza contemporanea di un’ernia da scivolamento e un’ernia paraesofagea

Quali sono le cause?

L'ernia iatale è una condizione spesso legata all'età. In Italia colpisce in media il 15% della popolazione. La percentuale sale al 25% nella fascia con più di 50 anni e colpisce quasi la totalità della popolazione di età superiore agli 80 anni. 

Spesso è legata ad aumenti della pressione addominale, che possono essere dovuti a sforzi eccessivi - ad esempio la tosse cronica o il sollevamento pesi - gravidanza o all’aumento di peso. È, infatti, più frequente nelle donne e nei soggetti obesi. Raramente deriva da un trauma diretto a livello addominale.

L’ernia iatale, infine, può essere correlata a una predisposizione congenita di debolezza o allargamento dello iato diaframmatico.

Quali sono i sintomi?

Spesso l'ernia iatale da scivolamento può anche non provocare alcun sintomo. I disturbi principali sono legati, in particolare, al reflusso gatroesofageo, ovvero il passaggio di liquidi e cibo all’interno dello stomaco nell’esofago. 

Il reflusso si può manifestare con diversi tipi di dolore quali:

  • mal di stomaco
  • bruciori di stomaco
  • dolori al torace
  • senso di bruciore dietro lo sterno

Altri sintomi riconducibili al reflusso gastroesofageo sono:

  • rigurgiti acidi
  • sapore amaro in bocca
  • salivazione intensa
  • raucedine

In rari casi e solo se l'ernia è di dimensioni importanti, può compromettere la funzionalità polmonare e cardiaca, causando aritmie e difficoltà respiratorie.

Anche l'ernia iatale paraesofagea è quasi sempre asintomatica, ma in alcuni casi essa può strozzarsi, per cui è necessario un immediato intervento chirurgico.

Come si diagnostica?

Essendo spesso asintomatica, l'ernia iatale può essere rilevata occasionalmente tramite una radiografia del torace o tramite una gastroscopia. L’esame gastroscopico consente di monitorare l’interno dell’apparato digerente attraverso un endoscopio, ovvero un tubo flessibile dotato di luce e videocamera alla sua estremità. Con questo esame è possibile valutare in che condizioni sono la mucosa gastrica e quella esofagea e se sono presenti eventuali ulcere o complicanze dovute al reflusso. 

Per valutarne dimensioni, caratteristiche (da scivolamento o paraesofagea) e rapporti con gli altri organi del torace (cuore, polmone) è, invece, necessario eseguire una radiografia del tratto digerente superiore con bario in piedi (ortostatismo) e in posizione di Trendelemburg (“a testa in giù'”).

Un altro esame che può essere eseguito è la manometria esofagea ad alta risoluzione, che può misurare in modo più preciso le caratteristiche della giunzione esofago-gastrica e i suoi rapporti con il diaframma.

Come si cura?

Le ernie iatali asintomatiche non necessitano di trattamento, anche se possono essere attuate delle terapie volte a contrastare i sintomi del reflusso gastroesofageo.

Oltre alle terapie farmacologiche possono essere attuati anche alcuni comportamenti per prevenire i sintomi:

  • consumare pasti piccoli e frequenti e mai prima di andare a dormire
  • dimagrire se si è sovrappeso e mantenere il peso forma
  • evitare cibi speziati, piccanti o particolarmente grassi
  • non sdraiarsi immediatamente dopo i pasti
  • non compiere sforzi subito dopo aver mangiato
  • masticare lentamente
  • evitare bevande gasate e gomma da masticare a digiuno
  • limitare bevande e alimenti troppo liquidi soprattutto la sera
  • smettere di fumare poiché il fumo può peggiorare i disturbi irritando ulteriormente l’apparato digerente

In caso di:

  • compromissione polmonare o cardiaca per le grosse dimensioni dell’ernia paraesofagea
  • o in caso di difficoltà nella gestione dei sintomi da reflusso con la terapia e le norme comportamentali indicate 

È necessario effettuare una visita chirurgica per valutare l'eventuale intervento.