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Gli ossiuri

Gli ossiuri sono piccoli vermi intestinali che colpiscono i bambini, e che causano un forte prurito anale: diagnosi e terapia.
A cura di
Daniela
Callegari

Che cosa sono gli ossiuri?

Gli ossiuri (Enterobius Vermicularis), noti anche come vermi dei bambini, sono piccoli vermi intestinali di colore bianco e forma cilindrica, che misurano nella femmina circa 1 cm e nel maschio 3-4 mm.

Sono responsabili di una parassitosi detta enterobiasi o ossiuriasi, un'infestazione abbastanza frequente nei bambini: l'incidenza è di circa il 20%. Possono interessare anche gli adulti.

Come avviene il contagio da ossiuri?

Si contrae l’ossiuriasi principalmente per via orale, per esempio mettendo in bocca mani sporche che sono state a contatto con oggetti contaminati (giochi, utensili, cibo, biancheria intima, la tavoletta del wc). Il contagio può avvenire anche per inalazione nasale (per esempio in seguito allo sventolamento di tappeti o biancheria contaminati) o per l'introduzione di dita nel naso dopo il contatto con oggetti infetti.

Una volta penetrate nell’intestino, le uova dei parassiti giungono a maturazione a distanza di circa un mese, schiudendosi e liberando i vermi adulti. Da questo momento le femmine si muoveranno in direzione dell’orifizio anale per deporre altre uova tra le pieghe cutanee. È durante la fase di deposizione delle uova nella zona perianale che si registra il periodo di contagiosità.

Le uova possono resistere per alcune ore sulle mani dell’essere umano e fino a tre settimane sugli oggetti contaminati.

Quali sono i sintomi dell’ossiuriasi?

Il sintomo principale dell’infestazione da ossiuri è il prurito anale, causato dal movimento degli ossiuri femmine nella regione perianale allo scopo di deporre le uova. Tale spostamento avviene in particolare durante la notte, motivo per cui generalmente il prurito si fa più intenso nelle ore notturne.

Talvolta possono presentarsi lesioni da grattamento con la possibile insorgenza di infezioni locali. Nelle bambine, per contaminazione, possono svilupparsi anche vulvite e vaginite, che si manifestano talvolta con il rilascio di una secrezione biancastra (leucorrea) nella biancheria. Non di rado si assiste alla comparsa di orticaria o eritemi della pelle per ossiuriasi.

Altri sintomi possono essere:

Gli ossiuri: diagnosi

In alcuni casi è possibile rilevare la presenza di ossiuri con una semplice ispezione: essi possono essere visibili nelle feci (per esempio quando il bambino utilizza il vasino) o anche in zona anale e perianale in un momento in cui il bambino lamenta un forte prurito. È preferibile effettuare questa operazione nel corso della notte o al risveglio. Nelle bambine si possono inoltre individuare gli ossiuri tra le piccole e le grandi labbra.

L’effettiva diagnosi si fa attraverso due esami di laboratorio: la ricerca dei parassiti nelle feci e lo scotch test. Il primo si effettua preferibilmente su tre campioni di feci raccolti in giorni diversi.

Il secondo, molto più sensibile del primo, poiché rivela la presenza di uova in zona perianale, si esegue così:

  • Al mattino, prima che il bambino vada in bagno, si applica una striscia di nastro adesivo trasparente sulle pliche anali facendola aderire bene
  • Successivamente si rimuove il nastro adesivo e lo si incolla su un vetrino da laboratorio, che andrà inserito all’interno di un sacchetto di plastica a chiusura ermetica e consegnato al laboratorio analisi

Per poter essere efficace, questa procedura va eseguita per almeno 3 volte anche in giorni non consecutivi.

Gli ossiuri: cura

Dietro indicazione del pediatra, che ne indicherà il dosaggio, il farmaco di prima scelta è il Mebendazolo: esso blocca l’utilizzo del glucosio da parte dei vermi, togliendo loro una fonte primaria di nutrimento e quindi di sopravvivenza. La medicina si assume in un’unica dose da ripetere a distanza di due settimane. Questa seconda somministrazione serve a debellare i vermi nati dalle uova rimaste attorno all’apertura anale: il farmaco agisce infatti solo sulla forma vitale dei parassiti, non sulle uova.

Sono indicati per il trattamento degli ossiuri anche il Pirantel pamoato, che induce una paralisi nei parassiti provocandone il distacco dalla parete intestinale e l’espulsione tramite le feci, e l’Albendazolo, che come il Mebendazolo inibisce la possibilità di accesso al glucosio da parte dei vermi.

Considerata l’alta probabilità di infestazione, è consigliabile estendere la terapia a tutti i componenti della famiglia.

Infine, è opportuno provvedere alla sterilizzazione di ambienti e oggetti personali quali biancheria, vestiti, lenzuola, giocattoli, ecc.

Come prevenire gli ossiuri?

È fondamentale osservare alcune regole di igiene personale utili sia ai fini della terapia sia per la prevenzione di reinfestazioni:

  • Lavare spesso le mani, e comunque sempre prima di toccare e ingerire il cibo
  • Tenere le unghie corte e pulite
  • Lavare bene le mani dopo avere evacuato le feci
  • Lavare sempre, quando possibile, la regione anale dopo avere defecato
  • Lavare la zona anale ogni mattino per eliminare eventuali uova
  • Cambiare con una certa frequenza e lavare ad alte temperature (60°) la biancheria intima, da letto, gli indumenti e gli asciugamani del soggetto infetto