Quando è necessario richiedere il primo colloquio psicosessuologo?
Rivolgersi a uno psicosessuologo può essere utile ogni volta che emergono difficoltà legate alla sfera sessuale che influiscono sul benessere personale o sulla qualità della relazione di coppia. Non è necessario attendere che il problema diventi insostenibile: già i primi segnali di disagio, come calo del desiderio, dolore nei rapporti, ansia da prestazione, difficoltà di comunicazione con il partner o dubbi sulla propria identità e orientamento sessuale, possono rappresentare un buon motivo per richiedere un colloquio.
Questo incontro rappresenta un primo passo per chiarire la natura del problema e valutare se intraprendere un percorso di counselling psicosessuologico o di terapia più strutturata.
In cosa consiste il primo counselling psicosessuologico?
Il primo colloquio psicosessuologico è un momento di conoscenza reciproca e di ascolto attivo. Durante l’incontro, la persona ha la possibilità di raccontare liberamente la propria esperienza, senza giudizi, in un contesto accogliente e sicuro.
Lo psicosessuologo raccoglie informazioni utili sulla situazione attuale, sulla storia personale e su eventuali situazioni che possano aver contribuito al disagio, sia che si tratti di un problema circoscritto, legato a un periodo specifico, sia di una difficoltà che affonda le radici in esperienze passate.
L’obiettivo non è dare soluzioni immediate, ma comprendere meglio la domanda del paziente, esplorare aspettative e bisogni, e restituire un orientamento iniziale rispetto alle possibili strade da percorrere.
La prima consulenza va infatti ben oltre la semplice raccolta di informazioni. Prima di tutto, serve a stabilire un clima di fiducia, condizione fondamentale affinché la persona si senta libera di condividere aspetti intimi e delicati della propria vita.
Un ulteriore obiettivo è chiarire le aspettative del paziente, valutandone la motivazione e definendo insieme un percorso realistico.
Cosa fa lo psicosessuologo al primo colloquio?
Durante il primo colloquio, lo psicosessuologo crea un ambiente rilassato e favorisce un dialogo aperto. Può porre domande mirate per aiutare la persona a focalizzare la propria difficoltà e a riconoscerne le possibili origini.
Al termine, offre una restituzione chiara e realistica: illustra le ipotesi di intervento, indica se può essere utile iniziare un percorso di counselling psicosessuologico (in presenza o online) o se è necessario coinvolgere altre figure professionali.
Questo momento iniziale non ha solo una funzione diagnostica, ma serve anche a costruire una relazione di collaborazione, fondamentale per affrontare con efficacia le problematiche sessuali.
Cosa aspettarsi dal primo colloquio?
Molte persone si avvicinano a questo incontro con curiosità, ma anche con timore o imbarazzo. L’incontro iniziale con lo psicosessuologo non è un esame né richiede risposte “giuste”: è piuttosto uno spazio di ascolto e di confronto.
Ci si può aspettare un dialogo sereno, in cui si ha la possibilità di raccontare liberamente la propria esperienza, anche se non sempre si hanno le idee chiare sul problema da affrontare.
Lo psicosessuologo, da parte sua, fornisce rassicurazioni, chiarisce dubbi e offre una prima guida sulle possibili soluzioni. In questo senso, l’incontro diventa un momento di condivisione che aiuta a ridurre l’ansia iniziale e ad avviare un percorso di consapevolezza e cambiamento.