È un colloquio clinico finalizzato a comprendere il bisogno del paziente nel suo complesso e a formulare una proposta di terapia, piano di cura o consulenza.
È obbligatorio essere paziente smart.
È un colloquio clinico finalizzato a comprendere il bisogno del paziente nel suo complesso e a formulare una proposta di terapia, piano di cura o consulenza.
È obbligatorio essere paziente smart.
Il primo colloquio psicologico in studio è un incontro professionale con lo psicologo. Durante questo primo incontro la persona espone le proprie difficoltà e lo psicologo raccoglie le informazioni necessarie per valutare insieme il percorso più adatto. Lo psicologo ascolta in modo attivo e non giudicante, per 50 minuti. Non è ancora terapia: è una fase di consultazione in cui si costruisce l’alleanza terapeutica.
Spesso si arriva al primo colloquio con ansia o imbarazzo: è normale, ma bisogna sapere che il professionista è formato per accogliere queste emozioni e far sentire la persona a proprio agio. Tutto ciò che viene detto, ascoltato e condiviso resta coperto dal segreto professionale.
Il primo colloquio psicologico serve a inquadrare il problema portato dalla persona e valutare insieme quale tipo di supporto psicologico può essere più adatto alla specifica situazione.
Durante l’incontro lo psicologo raccoglie informazioni sulla storia personale, esplora il disagio attuale e identifica le risorse interne della persona. Questo permette di orientare verso il tipo di intervento più appropriato: un sostegno psicologico mirato, un percorso di psicoterapia strutturato oppure, quando necessario, il coinvolgimento di altre figure come lo psichiatra. Cosa serve in concreto viene definito insieme, in base agli obiettivi terapeutici condivisi. Può capitare che sia abbia un senso di sollievo già al termine del primo incontro, proprio perché si è avuta la possibilità di esprimersi in uno spazio sicuro.
Lo psicologo clinico valuta il disagio psicologico, formula ipotesi diagnostiche e offre supporto psicologico, ma non prescrive farmaci né effettua psicoterapia senza aver completato una specifica formazione post-laurea.
Il suo ruolo è accogliere la persona, comprendere la natura delle sue difficoltà e proporre un percorso di aiuto. Raccoglie informazioni tramite colloqui e, se necessario, attraverso la somministrazione di test psicologici standardizzati. Il punto di vista dello psicologo clinico è quello di favorire il benessere attraverso la parola e la relazione terapeutica: può aiutare la persona a comprendere meglio se stessa, i propri schemi emotivi e relazionali, per trovare autonomamente soluzioni più efficaci. Quando il disagio richiede un intervento farmacologico, lo psicologo invia la persona allo psichiatra, che come medico può prescrivere farmaci.
Il primo colloquio va svolto quando il malessere persiste, interferisce con la vita quotidiana o quando si sente il proprio bisogno di uno spazio professionale di ascolto, indipendentemente dalla gravità percepita del problema.
Molte persone rimandano perché pensano che il loro disagio non sia abbastanza grave, o per timore del giudizio, ma in realtà non esistono problemi troppo piccoli o troppo grandi per chiedere aiuto. Soprattutto quando le difficoltà influiscono sul lavoro, sulle relazioni, sul sonno o sull’umore, rivolgersi a uno psicologo può essere utile per recuperare un senso di equilibrio. Anche eventi di vita importanti, una separazione, un lutto, un cambiamento lavorativo, possono essere i primi passi verso la richiesta di un sostegno. Riconoscere il proprio bisogno e agire di conseguenza è un atto di cura e di responsabilità verso sé stessi, non è affatto un segnale di debolezza.
Il colloquio psicologico, o visita psicologica, può essere utile per diverse situazioni di disagio emotivo, relazionale o comportamentale, da malesseri esistenziali a veri e propri disturbi che richiedono un intervento specialistico.
Sono in realtà diverse le situazioni di disagio emotivo o di vera e propria malattia per cui può essere utile il supporto di uno specialista psicologo, psicoterapeuta o psichiatra:
Il colloquio clinico si articola in fasi che vanno dall’accoglienza iniziale alla restituzione finale, con l’obiettivo di creare uno spazio sicuro in cui esplorare il disagio e definire insieme il percorso più adatto.
La prima fase è l’accoglienza: lo psicologo si presenta, spiega come si svolgerà l’incontro e raccoglie il consenso informato. Segue la raccolta anamnestica, durante la quale vengono esplorate storia personale, relazioni significative, situazione lavorativa e familiare, e gli eventi di vita rilevanti. Successivamente si approfondisce la domanda vera e propria: cosa ha spinto la persona a chiedere aiuto, da quanto tempo è presente il disagio, in quali contesti si manifesta.
Durante il colloquio lo psicologo ascolta e pone domande per chiarire gli aspetti meno definiti. Nella fase di restituzione, il professionista offre una prima lettura di quanto emerso e propone un percorso, indicando tipo di intervento, frequenza e durata stimata. Tutto quello che accade durante il primo colloquio psicologico, e i successivi, è coperto dal segreto professionale.
Il paziente viene indirizzato verso il percorso e il professionista più adatto a lui, in costante dialogo con le altre équipe, ad esempio: psichiatria, sessuologia, nutrizione). Per questo motivo, il paziente potrà essere seguito da un terapeuta diverso rispetto a quello che ha effettuato il primo colloquio.
La frequenza delle sedute varia in base al tipo di intervento e al proprio bisogno individuale: lo psicologo può essere orientato verso incontri settimanali, quindicinali o mensili, a seconda degli obiettivi e della gravità del disagio.
Nei percorsi di psicoterapia strutturata, soprattutto quando si lavora su difficoltà profonde o sintomi intensi, la cadenza settimanale è quella più comune. Nei percorsi di sostegno psicologico o di consulenza, può essere sufficiente un incontro ogni due settimane.
Il ruolo importante della continuità sta nel mantenere viva la relazione terapeutica e permettere un lavoro costante e progressivo. La frequenza si definisce insieme allo psicologo in base agli obiettivi terapeutici concordati e può cambiare nel tempo: alcune fasi richiedono incontri più ravvicinati, altre beneficiano di maggiore distanza per sperimentare quanto emerso in seduta. I percorsi psicologici sono sempre personalizzati e flessibili, adattati al bisogno reale della persona.
La prestazione Primo Colloquio Psicologico In Studio Gratuito al Santagostino costa da 0 euro . Attenzione: il prezzo minimo indicato può variare in alcune città.
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