- Classificazione
- Quali sono i sintomi di una tracheite?
- Quali sono le cause?
- Quanto dura la tracheite?
- Come si prende la tracheite? È contagiosa?
- Come si diagnostica?
- Quando chiamare il medico per la tracheite?
- Tracheite nei bambini
- Qual è la cura per la tracheite?
- Come prevenire la tracheite?
La tracheite è l’infiammazione della trachea: si manifesta con tosse secca e insistente, bruciore dietro lo sterno, raucedine e spesso febbre. Nella grande maggioranza dei casi è di origine virale, si risolve in una-due settimane e non richiede antibiotici. La forma batterica è rara ma seria, riguarda soprattutto i bambini piccoli e va riconosciuta in fretta perché può ostacolare la respirazione.
La tracheite è un’infiammazione della trachea, ovvero il condotto elastico e flessibile che collega la laringe ai bronchi. È più comune nei bambini, ma colpisce anche gli adulti, manifestandosi tipicamente con febbre, tosse e difficoltà respiratorie.
La tracheite può essere causata da una serie di fattori, tra cui infezioni virali o batteriche, allergie, inalazione di sostanze irritanti o anche reflusso gastroesofageo. Nella forma virale, la più frequente, è una condizione benigna che si risolve da sola. La forma batterica, molto più rara, nei bambini piccoli può invece assumere una gravità particolare: può causare problemi respiratori che si aggravano rapidamente, rendendo necessario un trattamento tempestivo e, in alcuni casi, il ricovero in ospedale.
Classificazione
↑ topLa tracheite può manifestarsi in forma acuta o cronica. La tracheite acuta è caratterizzata da un’infiammazione improvvisa e intensa della trachea, con sintomi marcati e di breve durata.
Al contrario, la tracheite cronica si sviluppa gradualmente nel tempo, con sintomi lievi e persistenti, e può presentare episodi ricorrenti. Le tracheiti acute sono spesso di origine infettiva, mentre le forme croniche sono più comunemente associate a cause non infettive.
Tra le forme infettive, a sua volta, è possibile praticare una seconda distinzione tra tracheite primaria e secondaria. Precisamente, la tracheite primaria è causata da un’infezione diretta della trachea stessa. Mentre la forma secondaria si verifica quando un’infezione iniziale originata in una parte superiore delle vie respiratorie, come sinusite o laringite, si estende alla trachea successivamente.
Quali sono i sintomi di una tracheite?
↑ topI sintomi di una tracheite possono includere:
- febbre
- rinorrea (naso che cola)
- tosse, che può essere secca o produttiva con muco denso
- mal di gola o fastidio nella gola
- raucedine o cambiamenti nella voce
- difficoltà respiratorie o mancanza di respiro (dispnea)
- sibili o respiro rumoroso
- affaticamento o debolezza generale.
Di solito, nelle fasi iniziali della malattia, si manifestano comunemente tosse, naso che cola e la febbre; mentre nella fase avanzata dell’infiammazione si possono verificare problemi respiratori come lo stridore, il respiro affannoso e il dolore al petto. Questi sintomi si manifestano generalmente 2-5 giorni dopo l’inizio dei sintomi iniziali.
Il segno che più spesso porta le persone dal medico è il bruciore dietro lo sterno, avvertito come una fitta o un graffio che segue il percorso della trachea e che peggiora tossendo, parlando a lungo o respirando aria fredda. Tipica è anche la tosse notturna: da sdraiati le secrezioni ristagnano e l’irritazione aumenta, con accessi che disturbano il sonno.
Tracheite, laringite o bronchite: come distinguerle
↑ topSono infiammazioni vicine, che spesso si sovrappongono nello stesso episodio influenzale, ma il punto colpito cambia i sintomi.
| Dove | Sintomo dominante | |
|---|---|---|
| Laringite | Corde vocali, sopra la trachea | Voce roca o assente, tosse abbaiante |
| Tracheite | Trachea, dietro lo sterno | Tosse secca e bruciore retrosternale |
| Bronchite | Bronchi, nei polmoni | Tosse con catarro, sibili, respiro corto |
| Faringite | Gola, sopra la laringe | Dolore a deglutire |
Quali sono le cause?
↑ topLe cause della tracheite possono essere di diverso tipo. Nella maggior parte dei casi si tratta di un’infezione virale, sostenuta dagli stessi virus del raffreddore e dell’influenza: l’infiammazione della trachea è spesso la prosecuzione, verso il basso, di una rinite o di una faringite.
Le forme batteriche sono molto meno frequenti, ma più impegnative: possono insorgere come complicanza di un’infezione virale in corso e richiedono una terapia antibiotica mirata.
Riassumendo le cause principali della tracheite includono:
- infezioni virali
- infezioni batteriche
- inalazione di sostanze irritanti
- allergie o reazioni allergiche
- esposizione a agenti chimici
- infezioni fungine
- reflusso gastroesofageo.
Forme virali
↑ topLa tracheite virale è generalmente provocata da:
- virus dell’influenza, che includono i tipi A, B e C
- virus del raffreddore, tra cui i Rhinovirus, i Coronavirus, gli Adenovirus, il virus respiratorio sinciziale e gli Enterovirus
- virus parainfluenzali, responsabili delle sindromi parainfluenzali.
In genere, l’infiammazione della trachea causata da questi virus è di tipo secondario, derivante da forme di rinite, faringite o laringite.
Forme batteriche
↑ topLa tracheite batterica, come indica lo stesso termine, è dovuta all’azione di un batterio. È una condizione rara, che colpisce prevalentemente i bambini sotto i sei anni e che si sviluppa spesso nei giorni successivi a un’infezione virale delle vie aeree. Tra i patogeni responsabili dell’infezione, figurano:
- stafilococco aureo: è il batterio che provoca la maggior parte dei casi di tracheite batterica
- MRSA (Stafilococco Aureo Resistente alla Meticillina): questo ceppo è resistente all’antibiotico meticillina e può causare sintomi simili al batterio normale
- streptococcus pneumoniae: questo batterio è noto per causare polmonite, ma può anche provocare tracheite insieme ad altre condizioni come bronchite, sinusite e otite media
- haemophilus influenzae: questa classe di batteri è comune nelle vie respiratorie superiori ed è spesso associata a sinusite, otite media e bronchite.
- moraxella catarrhalis: è un batterio tipico delle vie respiratorie e può causare sinusite, laringite, bronchite e, in casi rari, anche condizioni più gravi come polmonite e setticemia
- klebsiella pneumoniae: questo batterio solitamente infetta le vie respiratorie superiori e il tratto urinario, ma può anche provocare tracheite come complicanza secondaria.
Quello che distingue la forma batterica non è tanto il tipo di tosse, quanto l’andamento: un bambino che sembrava in miglioramento peggiora bruscamente, la febbre risale alta, compaiono respiro rumoroso e difficoltà a respirare. È una situazione che richiede una valutazione medica immediata.
Forme non infettive
↑ topLa tracheite non infettiva può essere causata da diverse condizioni, tra cui:
- inalazione accidentale di oggetti che si bloccano nella trachea, provocando infiammazione
- tabagismo: il fumo di sigaretta irrita le vie respiratorie e aumenta il rischio di infezioni respiratorie. Le infiammazioni alla trachea legate al fumo tendono ad essere croniche
- inquinamento ambientale, domestico o lavorativo, che può contenere sostanze irritanti per la mucosa respiratoria
- inalazione di allergeni come polline, polvere, peli di animali e altre sostanze simili, che possono scatenare l’infiammazione in individui ipersensibili o allergici.
Quanto dura la tracheite?
↑ topLa durata della tracheite dipende dalla sua causa e dalla gravità dei sintomi. In generale, la forma acuta può durare da alcuni giorni fino a un paio di settimane. I sintomi tendono a migliorare gradualmente nel corso del tempo, specialmente con il trattamento e riposo adeguati. Tuttavia, se la tracheite è causata da un’infezione virale o batterica più grave, potrebbe richiedere più tempo per guarire completamente e potrebbe essere necessario il trattamento con antibiotici o altri farmaci specifici.
| Fase | Quando | Che cosa succede |
|---|---|---|
| Esordio | Giorni 1-3 | Naso che cola, mal di gola, febbre; compare la tosse secca |
| Fase acuta | Giorni 3-7 | Tosse insistente e bruciore retrosternale al massimo; la febbre in genere cala |
| Risoluzione | Giorni 7-14 | La tosse diventa produttiva e si dirada |
| Tosse residua | Fino a 3-4 settimane | Una tosse secca che resta dopo la guarigione è frequente e non indica un’infezione ancora in corso |
La tracheite cronica, invece, può persistere per settimane o addirittura mesi, a seconda della causa sottostante e della risposta al trattamento. È importante consultare un medico se i sintomi della tracheite persistono per un lungo periodo o peggiorano, per ricevere una valutazione e un trattamento adeguati.
Come si prende la tracheite? È contagiosa?
↑ topLa tracheite può essere contratta principalmente attraverso l’inalazione di agenti infettivi presenti nell’aria. La forma virale è contagiosa e la trasmissione può avvenire attraverso il contatto con persone infette. Il contagio può verificarsi attraverso la condivisione di oggetti contaminati, come stoviglie o asciugamani, o tramite la tosse e gli starnuti.
Non è contagiosa, invece, la tracheite provocata da fumo, reflusso, allergie o sostanze irritanti: in quel caso l’infiammazione non è sostenuta da un agente trasmissibile.
Il periodo di maggiore contagiosità coincide con i primi giorni di sintomi, quando sono presenti febbre e raffreddore. In generale, per evitare il rischio di contrarre la tracheite, è importante adottare buone pratiche di igiene, come lavarsi spesso le mani, coprire la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce ed evitare il contatto con persone che hanno contratto l’infezione.
Come si diagnostica?
↑ topLa diagnosi di tracheite viene effettuata solitamente attraverso la valutazione dei sintomi del paziente e attraverso l’esame obiettivo. In alcuni casi, potrebbe essere necessario eseguire ulteriori test diagnostici, come la radiografia del torace o la tomografia computerizzata, per escludere altre condizioni simili come la broncopolmonite o la polmonite.
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Quando chiamare il medico per la tracheite?
↑ topÈ opportuno farlo quando la febbre supera i 38,5°C per più di due o tre giorni, oppure se torna dopo un iniziale miglioramento. Anche la comparsa di difficoltà respiratorie, respiro affannoso o rumoroso deve essere considerata un segnale d’allarme.
Se la tosse è molto intensa, continua nel tempo e interferisce con il sonno o con le attività quotidiane, è bene valutarla con uno specialista. Lo stesso vale in presenza di dolore toracico persistente o di sangue nel catarro.
Un controllo medico è inoltre raccomandato se i sintomi non migliorano entro una settimana, o se la persona colpita è un bambino, un anziano o presenta patologie respiratorie croniche.
Quando non aspettare. Respiro rumoroso o sibilante a riposo, fatica evidente a respirare, labbra o unghie che tendono al bluastro, incapacità di deglutire la saliva, voce spenta accompagnata da affanno, sonnolenza marcata o confusione. In un bambino, un peggioramento brusco dopo alcuni giorni di raffreddore, con febbre alta che risale e respiro difficoltoso. In queste situazioni è necessario rivolgersi immediatamente al pronto soccorso o contattare il 112.
Tracheite nei bambini
↑ topNei bambini la trachea ha un calibro molto più piccolo: la stessa quantità di gonfiore che in un adulto dà solo fastidio può, in un bambino di pochi anni, ridurre in modo significativo il passaggio dell’aria. È la ragione per cui i sintomi respiratori vanno osservati con più attenzione.
Nella maggior parte dei casi si tratta comunque di una forma virale che si comporta come un comune raffreddore disceso in basso, con tosse secca, voce roca e qualche linea di febbre, e che si risolve in una decina di giorni. Quello che va sorvegliato è l’andamento: il bambino deve migliorare progressivamente.
I segnali che richiedono una valutazione rapida sono il respiro rumoroso udibile anche a riposo, il rientramento della pelle tra le costole o sotto lo sterno a ogni respiro, il fatto che il bambino preferisca stare seduto e inclinato in avanti, la difficoltà a deglutire, il rifiuto di bere e la sonnolenza inusuale.
Sul fronte dei rimedi domestici valgono poche regole semplici: fare bere spesso, umidificare l’ambiente, evitare del tutto il fumo passivo. Il miele non va mai dato sotto i 12 mesi di età, per il rischio di botulismo infantile, mentre oltre l’anno è un sedativo della tosse efficace. I farmaci che sopprimono la tosse non sono indicati nei bambini piccoli e vanno usati solo su indicazione del pediatra.
Qual è la cura per la tracheite?
↑ topLa cura della tracheite dipende dalla causa sottostante. Se l’infiammazione è dovuta a infezione batterica, possono essere prescritti antibiotici. Se, invece, è causata da un’infezione virale, gli antibiotici non sono efficaci. In questo caso è importante riposare, bere liquidi e assumere farmaci antinfiammatori oppure anche steroidei. In caso di tosse persistente, possono essere prescritti farmaci per lenire l’irritazione della gola e della trachea. È possibile utilizzare anche rimedi naturali come lo zenzero, il miele o il limone per alleviare i sintomi della tosse e del mal di gola.
Trattandosi nella maggior parte dei casi di una forma virale, l’antibiotico non è la terapia abituale della tracheite: assunto senza indicazione non accorcia la malattia, può dare effetti indesiderati e contribuisce all’antibiotico-resistenza. È il medico a stabilire se il quadro clinico giustifica la prescrizione.
L’utilizzo di uno spray per la gola o di sciroppi per la tosse può anche aiutare ad alleviare i sintomi. Inoltre, è importante evitare ambienti polverosi o con sostanze irritanti che possono aumentare l’irritazione della trachea. Infine, è importante rivolgersi a un medico se la tracheite persiste per più di una settimana o se si notano sintomi quali febbre alta, difficoltà respiratoria o catarro con tracce di sangue.
Cosa fare a casa
↑ topLe misure che danno il sollievo maggiore sono anche le più semplici:
- bere spesso, preferendo bevande tiepide: fluidificano le secrezioni e leniscono l’irritazione
- umidificare l’aria degli ambienti, soprattutto di notte e in presenza di riscaldamento acceso
- non fumare ed evitare il fumo passivo, che prolunga l’infiammazione
- riposare la voce quando è presente raucedine, evitando anche di parlare sottovoce, che affatica più del parlato normale
- dormire con il busto leggermente sollevato, per limitare la tosse notturna
- un cucchiaino di miele, da solo o in una bevanda calda, nei bambini sopra l’anno di età e negli adulti.
Quali antinfiammatori per la tracheite?
↑ topLa scelta dipende dalla gravità del quadro clinico, dall’età del paziente e dall’eventuale presenza di altre patologie, e spetta sempre al medico: nessuno dei farmaci elencati va assunto di propria iniziativa, e i corticosteroidi in particolare richiedono la prescrizione. Tra i principali farmaci utilizzati, che includono antinfiammatori e corticosteroidi, si possono indicare:
- ibuprofene: ha effetto antipiretico e antinfiammatorio, adatto per adulti e bambini
- ketoprofene: utile se c’è dolore toracico associato alla tosse
- nimesulide: solo su prescrizione, da evitare in caso di patologie epatiche o gastrointestinali.
Quando è sufficiente controllare febbre e dolore, il paracetamolo resta l’opzione di partenza, anche perché meglio tollerato a livello gastrico.
I corticosteroidi meritano un discorso a parte, dal momento che sono prescritti solo nei casi gravi o in presenza di edema delle vie aeree. Si possono indicare:
- desametasone o betametasone: talvolta prescritti in singola dose per ridurre rapidamente l’infiammazione
- beclometasone inalatorio: nei casi in cui si voglia agire per limitare tosse e difficoltà nella respirazione.
Come prevenire la tracheite?
↑ topPrevenire la tracheite significa innanzitutto proteggere le vie respiratorie sia da agenti irritanti che dalle infezioni. È quindi utile evitare l’esposizione prolungata a fumo di sigaretta, polveri, sostanze chimiche o aria troppo secca. Questi sono tutti fattori che possono infiammare la trachea.
Nei mesi più freddi bisogna avere un buon livello di umidità negli ambienti chiusi; in più coprire naso e bocca quando si esce può aiutare a ridurre il rischio di infezioni.
Rafforzare le difese immunitarie è una scelta d’obbligo: una dieta equilibrata, una buona idratazione, l’attività fisica regolare e il giusto riposo contribuiscono a proteggere l’organismo. Nei soggetti più fragili, come bambini e anziani, la vaccinazione antinfluenzale può rappresentare una forma di prevenzione indiretta.
Lavare frequentemente le mani e limitare i contatti stretti con persone influenzate o raffreddate resta una regola semplice ma efficace per prevenire molte infezioni delle vie respiratorie, inclusa la tracheite.
Chi presenta tracheiti ricorrenti o una tosse che non passa dovrebbe indagare la causa di fondo: reflusso gastroesofageo, allergie non trattate, esposizioni professionali o fumo sono i fattori più spesso coinvolti, e agire su quelli è ciò che interrompe davvero la ricorrenza.
In sintesi. La tracheite è quasi sempre virale e guarisce in una-due settimane con riposo, liquidi e aria umida; l’antibiotico serve solo nelle rare forme batteriche, su indicazione medica. Una tosse secca residua per qualche settimana è normale. Vanno valutati subito il respiro difficoltoso, la febbre alta che risale dopo un miglioramento e qualsiasi peggioramento brusco in un bambino piccolo.