Skip to content
Pubblicato inPatologie

Cervicalgia: sintomi, cause e rimedi per il dolore cervicale

La cervicalgia, comunemente chiamata “cervicale”, è il dolore al tratto cervicale della colonna: un disturbo che riguarda sei italiani su dieci e che, nella maggior parte dei casi, si risolve in pochi giorni o settimane con i rimedi giusti

Che cos’è la cervicale?

↑ top

La cervicalgia è il dolore localizzato nel tratto cervicale della colonna vertebrale: la parte posteriore del collo, sostenuta dalle prime sette vertebre (da C1 a C7), che reggono la testa e le permettono di muoversi.

È uno dei disturbi muscoloscheletrici più diffusi in assoluto: si stima che sei italiani su dieci ne soffrano almeno una volta nella vita.

Nel linguaggio comune viene chiamata “cervicale“, a rigore il termine indica la zona anatomica, non il dolore, ma è ormai il nome con cui tutti la conoscono.

La notizia importante è che nella maggior parte dei casi la cervicalgia è un disturbo benigno: nasce da una tensione muscolare e si risolve nel giro di pochi giorni o settimane, spontaneamente o con rimedi semplici.

Più raramente è il segnale di una condizione che richiede accertamenti, vedremo più avanti quali sono i campanelli d’allarme da non ignorare.

Prenota una visita fisiatrica

Quali sono le cause della cervicalgia?

↑ top

Le cause della cervicalgia si dividono in tre famiglie principali: muscolo-tensive, traumatiche e degenerative.

Nella grande maggioranza dei casi il dolore nasce dalla prima: una tensione o contrattura dei muscoli del collo.

Cause muscolo-tensive

↑ top

Le cause muscolo-tensive sono le più comuni. I muscoli cervicali si contraggono e diventano dolenti quando vengono sovraccaricati a lungo:

  • postura prolungata con la testa piegata in avanti: ore al PC con lo schermo troppo basso, smartphone guardato in grembo
  • posizione scorretta durante il sonno, spesso legata a un cuscino non adatto
  • stress e tensione emotiva, che aumentano involontariamente la contrazione dei muscoli di collo e spalle
  • sovraccarico sportivo o lavorativo: sport che sollecitano molto collo e spalle (ciclismo, sollevamento pesi, nuoto) o movimenti ripetitivi della testa
  • sedentarietà e muscolatura poco allenata, che rendono il collo più vulnerabile a tutti i fattori precedenti.

Cause traumatiche

↑ top

Il caso tipico di causa traumatica è il colpo di frusta: il brusco movimento della testa indietro e poi in avanti — classico dei tamponamenti e degli sport di contatto — che mette sotto stress muscoli e legamenti cervicali.

Cause degenerative

↑ top

Con l’età, la cartilagine e i dischi tra le vertebre si usurano: è il caso dell’artrosi cervicale e delle discopatie, fino all’ernia del disco cervicale, che può comprimere le radici nervose e irradiare il dolore al braccio.

Più raramente, la cervicalgia può dipendere da altre condizioni — infezioni, malattie reumatiche, fibromialgia — in cui però il dolore al collo non è quasi mai l’unico sintomo.

Sintomi della cervicale o cervicalgia

↑ top

I sintomi tipici della cervicalgia sono dolore al collo (localizzato o diffuso verso spalle e dorso) e rigidità, cioè la difficoltà a ruotare o piegare la testa.

Il dolore può restare confinato al collo oppure irradiarsi, e in base a dove arriva si distinguono tre quadri:

Quadro Come si manifesta
Cervicalgia semplice Dolore e rigidità limitati al collo, che rendono difficili i movimenti della testa. È il quadro più comune, spesso confuso con il torcicollo.
Sindrome cervico-brachiale Il dolore si irradia a spalla, braccio e a volte fino alla mano, con possibili formicolii o sensazione di debolezza: segnala l’interessamento dei nervi cervicali.
Sindrome cervico-cefalica Al dolore cervicale si associano mal di testa (tipicamente cefalea tensiva), a volte con vertigini, disturbi dell’equilibrio o nausea.

Quanto dura? Cervicalgia acuta e cronica

↑ top

In base alla durata, la cervicalgia si distingue in:

  • acuta, quando dura meno di 4 settimane: è il caso più frequente, tipico delle cause muscolo-tensive
  • subacuta: tra le 4 e le 12 settimane
  • cronica, se si prolunga oltre le 12 settimane: più spesso legata a cause degenerative, e da approfondire con il medico.

Quando rivolgersi al medico? I segnali da non ignorare

↑ top

La maggior parte delle cervicalgie non richiede accertamenti. Ci sono però situazioni in cui il dolore al collo merita una valutazione medica in tempi brevi:

  • il dolore compare dopo un trauma: un incidente, una caduta, un colpo alla testa o al collo
  • il dolore è intenso e peggiora invece di migliorare, o dura da più di 4 settimane senza segni di risoluzione
  • il dolore si irradia al braccio con formicolio, intorpidimento o perdita di forza: possono indicare la compressione di un nervo, come nell’ernia cervicale
  • compaiono febbre e rigidità intensa del collo, soprattutto se con forte mal di testa
  • si presentano disturbi dell’equilibrio o della coordinazione, oppure difficoltà a controllare vescica o intestino: segnali rari ma da valutare subito, in pronto soccorso.

In assenza di questi segnali, un dolore cervicale recente si può gestire in autonomia con i rimedi che vediamo tra poco, lasciandosi aperta la possibilità di rivolgersi al medico se il quadro non dovesse migliorare.

Come si diagnostica la cervicalgia?

↑ top

Per diagnosticare una cervicalgia è quasi sempre sufficiente la visita specialistica: il medico – fisiatra o ortopedico – ricostruisce la storia del dolore, osserva la postura di collo e spalle, palpa la muscolatura e valuta la mobilità del tratto cervicale, con alcuni test per verificare l’eventuale coinvolgimento dei nervi.

Gli esami strumentali servono solo quando la visita fa sospettare una causa specifica:

  • la radiografia per lo stato delle vertebre
  • la risonanza magnetica quando si sospetta un’ernia o una compressione nervosa
  • l’elettromiografia nei casi con formicolii e deficit di forza

Per una cervicalgia muscolo-tensiva tipica, nessun esame è di solito necessario.

Come si cura la cervicalgia?

↑ top

La cura dipende dalla causa, ma per la cervicalgia muscolo-tensiva, il percorso è in due tempi: rimedi immediati per la fase acuta e, se il dolore persiste, fisioterapia ed eventuali farmaci.

Cosa fare subito: i rimedi in casa

↑ top
  • riposo, ma breve: evita per qualche giorno i movimenti che accentuano il dolore, poi riprendi a muovere il collo gradualmente — l’immobilità prolungata irrigidisce i muscoli e allunga i tempi
  • calore o freddo, a seconda dell’origine del dolore (vedi tabella)
  • stretching dolce di collo e spalle, senza mai forzare né fare movimenti bruschi: qui trovi gli esercizi indicati
  • un cuscino adatto, che mantenga il collo allineato con la schiena.
Applicazione Quando usarla Come
Freddo Nelle prime 48 ore dopo un trauma o uno sforzo, quando l’infiammazione è acuta Impacchi di 15-20 minuti, più volte al giorno, mai a contatto diretto con la pelle
Caldo Per contratture, rigidità e tensione muscolare: il caso più comune della cervicalgia Doccia calda, borsa dell’acqua calda o fascia termica per 15-20 minuti

Farmaci e fisioterapia

↑ top

Se il dolore è intenso, il medico può indicare un antinfiammatorio (FANS) o il paracetamolo, ed eventualmente un miorilassante nei casi di contrattura marcata: sempre per periodi brevi e su indicazione medica, perché agiscono sul sintomo e non sulla causa.

Quando il dolore persiste, la strada è la fisioterapia:

  • esercizi mirati di mobilità
  • allungamento e rinforzo della muscolatura di collo e spalle (il trattamento con le prove di efficacia migliori)

Interventi a cui il fisioterapista può affiancare terapie manuali (massoterapia) e strumentali (TENS, ultrasuoni, laser).

L’obiettivo non è solo spegnere il dolore, ma correggere lo schema che lo ha prodotto, riducendo il rischio di ricadute.

Cosa non fare quando si ha la cervicale?

↑ top

Alcuni comportamenti, in fase di dolore acuto, peggiorano la situazione:

  • movimenti bruschi e improvvisi del collo, incluse le “torsioni per far scrocchiare” le vertebre
  • sforzi intensi, come sollevare carichi pesanti o allenarsi in palestra senza avere prima sentito il medico
  • dormire a pancia in giù con la testa girata di lato: è la posizione che mantiene il collo ruotato per ore
  • restare fermi nella stessa posizione troppo a lungo, anche quando sembra la più comoda
  • eseguire gli esercizi in modo affrettato o forzando l’allungamento: se un esercizio aumenta il dolore, va interrotto.

Come prevenire la cervicalgia: postura e abitudini

↑ top

La prevenzione della cervicalgia passa da un principio semplice: non è la postura “perfetta” a proteggere il collo, ma la postura che cambia.

Restare fermi per ore nella stessa posizione – anche corretta – è ciò che affatica di più i muscoli cervicali.

A questo si aggiungono un’attività fisica regolare, che mantiene forte la muscolatura di collo e spalle, e la gestione dello stress, che è una causa di tensione muscolare tanto quanto la postura.

Se lavori molte ore al computer, questi cinque accorgimenti fanno la differenza:

La postazione che non fa venire la cervicale

  • Schermo all’altezza degli occhi: il bordo superiore del monitor deve essere all’altezza dello sguardo, così la testa resta dritta invece di piegarsi in avanti.
  • Avambracci appoggiati alla scrivania o ai braccioli: se le braccia restano sospese, il peso si scarica sui muscoli del collo e delle spalle.
  • Smartphone all’altezza dello sguardo: alza il telefono verso di te invece di piegare la testa su di lui. È la posizione che sollecita di più il tratto cervicale.
  • Una pausa ogni 40-45 minuti: bastano due minuti in piedi per cambiare posizione e sciogliere la tensione.
  • Cinque minuti di esercizi al giorno di mobilità per collo e spalle: pochi, ma tutti i giorni.