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Pubblicato inAlimenti

Le cozze: controindicazioni e quando mangiarle

Le cozze sono un frutto di mare che ha un profilo nutrizionale molto interessante e che sono senz’altro da tenere in considerazione in un regime alimentare vario. Ci sono però alcune controindicazioni che si devono conoscere per un consumo consapevole.

cozze

Sono uno dei frutti di mare più amati nella tradizione gastronomica delle coste italiane, parliamo delle cozze.

Le cozze sono un mollusco bivalve, cioè con un guscio che è composto da due elementi. Appartengono all’ordine dei Mytiloida e alla famiglia delle Mytilidae, e vengono anche chiamate mitili.

Hanno un aspetto oblungo con una conchiglia ovale che è di colore nero o violaceo all’esterno, mentre la parte interna ha un colore che varia dal bianco al giallo intenso.

Da un punto di vista biologico, le cozze sono animali che non hanno alcun organo motorio, e si ancorano ad una superficie dove trascorrono tutta la vita.

Ne esistono due specie, una il Mytilus galloprovincialis, che si trova nel Mar Mediterraneo, l’altra il Mytilus edulis, che è invece tipica dell’Oceano Atlantico.

Sono una buona fonte di proteine animali con una scarsa componente di grassi, ma presentano alcune criticità legate alla loro funzione filtrante, per cui possono avere controindicazioni anche molto serie, specialmente se consumate crude.

Per avere un quadro generale più dettagliato, abbiamo intervistato la Dott.ssa Francesca Michelacci, biologa nutrizionista del Santagostino.
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Cozze, caratteristiche nutrizionali

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Le cozze hanno delle caratteristiche nutrizionali interessanti per lo scarso apporto calorico e il fatto che sono un’ottima fonte proteica, con basso contenuto di grassi.

100 g di prodotto senza guscio hanno la seguente ripartizione di macronutrienti:

L’apporto calorico per la stessa quantità è di meno di 90 kcal. Questo chiaramente cambia però in relazione alla preparazione con cui si consumano. L’aggiunta di altri ingredienti, come olio d’oliva o feta nel saganaki della tradizione greca ne aumenta il potere calorico non di poco.

Dal punto di vista dei micronutrienti invece, le cozze contengono i seguenti minerali e le seguenti vitamine:

Quali sono i benefici delle cozze?

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Dato il profilo nutrizionale, le cozze apportano una serie di benefici piuttosto rilevanti per la salute del nostro organismo.

Si tratta innanzitutto di un alimento assolutamente adatto a regimi alimentari ipocalorici volti al dimagrimento e alla ricomposizione corporea, in quanto a basso potere calorico e con un’importante quantità di proteine nobili.

La vitamina A e gli omega 3 contenuti nelle cozze svolgono un’ottima funzione antiossidante, combattendo i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare

Vitamina D, calcio, magnesio e fosforo mantengono in salute le ossa, preservandone la struttura, la solidità e l’elasticità.

Il contenuto di ferro può essere un valido aiuto contro l’anemia

Quando non mangiare le cozze?

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Ci sono tuttavia diversi casi in cui il consumo di cozze è sconsigliato, divisibili in due macro categorie:

  • stato inadeguato di cottura o conservazione dell’animale
  • condizioni e patologie individuali 

Condizioni della cozza da evitare

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In certe zone d’Italia permane la pericolosa abitudine di consumare le cozze vive. Per quanto ormai poco diffusa, questa modalità è responsabile di alcuni casi di colera. Il consumo di cozze crude va assolutamente evitato.

Anche una cottura inadeguata o uno stato di conservazione non ottimale, come per esempio fuori dal frigo per più di una giornata dopo la pesca possono essere pericolosi e a rischio malattie come salmonellosi, tifo, epatite A etc.

Patologie per cui va evitato il consumo

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Le cozze non vanno assolutamente consumate o vanno quantomeno ridotte al minimo nel caso di una o più delle seguenti condizioni:

  • conclamata allergia ai molluschi: la reazione allergica varia da paziente a paziente anche ma in alcuni casi può essere piuttosto seria e portare a conseguenze gravi
  • ipercolesterolemia o presenza di malattie cardiovascolari: le cozze hanno un discreto quantitativo di colesterolo, per cui i pazienti che abbiano problemi, dovrebbero astenersi dal consumo regolare e comunque rivolgersi prima di tutto al proprio medico
  • ipertensione: avendo un contenuto di sodio elevato, le cozze sono da sconsigliare nel caso di problemi di ipertensione
  • donne in stato di gravidanza: per quanto cotte bene, le cozze possono sempre avere un residuo di contaminazione da virus o batteri. Ne va pertanto evitato il consumo durante i mesi di gravidanza
  • immunodepressione: per lo stesso motivo di cui sopra, meglio non consumare mitili in caso di presenza di sindromi da immunodepressione o immunodepressione causata da farmaci

Va poi rilevato che le cozze poiché filtrano l’acqua del mare per nutrirsi, sono spesso contaminate da diversi agenti inquinanti, che non sempre sono eliminabili con la cottura.

Se la provenienza non è certa, o se si sa che il tratto di mare da cui provengono le cozze non è particolarmente pulito, si consiglia di ridurne il consumo, se non si può evitarlo.  

Prenota visita nutrizionistica  Come vanno consumate le cozze?

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La cozza fresca deve essere assolutamente cotta. Le modalità di cottura scelte poi sono influenti solo nel caso in cui si stia seguendo un regime alimentare per la ricomposizione corporea o il dimagrimento.

In questo caso si consiglia la cottura in padella con acqua e il condimento con olio EVO.