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La rabbia (malattia infettiva da virus a RNA)


La rabbia è una malattia infettiva determinata da un virus a RNA che colpisce il sistema nervoso. Solitamente trasmessa tramite il morso di un animale selvatico può risultare fatale

Cosa può causare la rabbia?

Con il termine rabbia ci si riferisce a una malattia virale di solito fatale, ad ampia distribuzione mondiale, causata da un virus della famiglia dei rhabdovirus (genere Lyssavirus) che colpisce animali selvatici e domestici, in particolare mammiferi carnivori, e l’uomo

Come ci si infetta di rabbia?

L’infezione umana è quasi sempre trasmessa mediante saliva conseguentemente al morso (o a una ferita o a un graffio) di animali malati rabbiosi specie procioni, volpi e puzzole ma anche di altri animali quali gatti, cani e furetti e pipistrelli. 

Gli animali attualmente più interessanti dal punto di vista epidemiologico sono rispettivamente:

  • La volpe (per il ciclo silvestre)
  • Il cane (per il ciclo urbano)

È possibile contrarre la rabbia anche mediante il contatto con mucose (anche integre) o attraverso un'abrasione cutanea.

Perché si chiama rabbia?

"Rabbia" ha origine dal sanscrito "rabbahs", che significa letteralmente "fare violenza". La sua etimologia è quindi in qualche modo collegata non solo alla sintomatologia dell'animale infetto, ma anche al metodo di trasmissione più comune che caratterizza questa zoonosi.

Come si manifesta la rabbia nell'uomo e quali sono i sintomi?

La rapidità nella progressione della malattia è determinata dalla carica virale e dalla sede d’inoculazione del virus della rabbia.

Nell’uomo il periodo d’incubazione, che va da 18 a 60 giorni, è seguito dallo sviluppo di sintomi aspecifici (quali febbre, cefalea, malessere, nausea, vomito), da dolori o parestesie nella sede di esposizione e segni neurologici precoci (ansietà, insonnia, depressione). 

La fase neurologica acuta (l'encefalite) è caratterizzata dalla compromissione del sistema nervoso (depressione, ipereccitabilità, agitazione, delirio, confusione, allucinazioni, perdita di senso dell'orientamento, insonnia), idrofobia, spasmi faringei severi, lacrimazione, meningismo e iperestesia. Può seguire il coma e l’eventuale decesso per l’insorgenza di complicanze respiratorie. 

Nella forma paralitica invece si presentano idrofobia, tetraplegia e paralisi ascendente.

Tipi di rabbia

  • R. furiosa, nel decorso della rabbia è lo stadio clinico in cui vi è una marcata iperattività, con agitazione, autolesionismo, tendenza alla morsicatura o ad altri comportamenti bizzarri, compresa l’idrofobia. Un animale in questo stadio può essere feroce, perdere ogni paura e attaccare un altro animale o l’uomo
  • R. muta, fase nel decorso clinico di questo disturbo caratterizzata da uno stato di stupore e dall’incapacità di inghiottire
  • R. paralitica, stadio nello sviluppo clinico della rabbia caratterizzato da paralisi dei muscoli deglutitori e, perciò, scolo di saliva. La paralisi ascendente, simile a quella che si riscontra nella mielite transitoria, è un sintomo predominante e precoce
  • R. selvatica o silvestre, forma propagata da animali selvatici come volpi, tassi, faine, martore, donnole, moffette, manguste, procioni, lupi e pipistrelli
  • R. urbana, rabbia propagata principalmente da cani e gatti domestici non immunizzati

Come si diagnostica la rabbia?

La diagnosi viene confermata dall’isolamento del virus dalla saliva, dal liquido cerebrospinale o dalle urine attraverso la dimostrazione di anticorpi neutralizzanti o, all’autopsia, attraverso l’identificazione dei caratteristici corpi inclusi citoplasmatici (corpi del Negri) nel tessuto cerebrale o nei gangli spinali. La rabbia si può prevenire con il vaccino antirabbico.

 

La scheda si basa sulle informazioni contenute nel "Dizionario Medico" di Antonio Cancellara (Verduci Editore)