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Fattore reumatoide, che cos’è e quando fare il reuma test

Il fattore reumatoide è un anticorpo prodotto dal sistema immunitario che attacca i tessuti dell’organismo di appartenenza riconoscendoli erroneamente come estranei

Che cos’è il fattore reumatoide?

Il fattore reumatoide è un autoanticorpo prodotto dal sistema immunitario, che fa parte della classe di immunoglobuline IgM e che attacca i tessuti del proprio organismo riconoscendoli erroneamente come estranei. Il reuma test, ossia l’esame utile a rilevare la presenza di questo anticorpo, serve quindi come indicatore di un eventuale processo infiammatorio o autoimmunitario.

Quando e perché fare il reuma test?

Il motivo principale per cui può essere richiesto un esame per la ricerca del fattore reumatoide è la necessità di avere un supporto diagnostico in caso di patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide, in particolare. In circa otto pazienti su dieci affetti da questa malattia autoimmune, infatti, il reuma test è alto. Ecco perché il test può essere prescritto dal medico in presenza di dolori articolari o altre manifestazioni sintomatologiche riconducibili all’artrite reumatoide. Bisogna sottolineare, però, che il test può risultare negativo anche in presenza della patologia, per cui da solo non può essere sufficiente a fini diagnostici.

Quali sono i sintomi dell’artrite reumatoide?

L’artrite reumatoide è una patologia autoimmune che si manifesta principalmente con un’infiammazione cronica a carico delle articolazioni. Questa malattia, però, può colpire anche altri apparati.

Si manifesta tipicamente al mattino con una rigidità articolare che può arrivare a durare anche diverse ore. Possono essere coinvolte tutte le articolazioni dotate di membrana sinoviale (articolazioni diartrodiali), generalmente quelle delle mani e dei piedi. L’infiammazione provocata dall’artrite reumatoide ha carattere poliarticolare, ossia coinvolge più di quattro articolazioni. Può provocare deformità e erosioni delle ossa nel caso non venga trattata in maniera tempestiva. Non è comune, invece, l’interessamento della colonna vertebrale, sebbene questo possa avvenire tardivamente.

Esistono, poi, due forme rare di artrite reumatoide. Una è il morbo di Felty che comporta principalmente un ingrossamento della milza, febbre e una riduzione dei granulociti neutrofili. L’altra è la sindrome di Kaplan, ossia una pneumopatia nodulare che può provocare tosse, rantoli e respiro corto.

Qual è il campione richiesto?

Per effettuare il test per la ricerca del fattore reumatoide è sufficiente un campione di sangue venoso.

Come ci si prepara all'esame?

L’esame del sangue per il fattore reumatoide non richiede alcun tipo di preparazione specifica. L’unica richiesta può essere quella di osservare il digiuno almeno nelle otto ore che precedono il prelievo. 

Fattore reumatoide: valori di riferimento

Anche se per il reuma test i valori di riferimento possono cambiare a seconda dei laboratori nei quali vengono effettuate le analisi, il sospetto che il paziente possa avere una patologia autoimmune ci può essere in presenza di un fattore reumatoide con valori superiore alle 20 Unità Internazionale per millilitro.

Cosa si vede dal reuma test?

Insieme ad altri esami quali radiografie, risonanze ed ecografia, il dosaggio del fattore reumatoide può essere utilizzato per la diagnosi di artrite reumatoide, ma anche per escludere malattie che si manifestino con sintomi simili. Inoltre, soprattutto nella fasi iniziali della malattia, alcuni sintomi potrebbero non manifestarsi o non essere chiaramente identificabili, in caso di malattie concomitanti quali:

  • Disordini del tessuto connettivo
  • Sclerodermia
  • Disordini autoimmuni della tiroide
  • Lupus eritematoso sistemico

In particolare in queste eventualità, quindi, il test per la ricerca del fattore reumatoide può essere molto utile come supporto per la diagnosi di artrite reumatoide.

Fattore reumatoide alto

I pazienti affetti da artrite reumatoide presentano un test positivo per il fattore reumatoide in circa l’80% dei casi. La presenza di questi auto anticorpi abbinata ai sintomi e segni tipici della malattia indica con alte probabilità che il paziente soffre di artrite reumatoide. In questi casi, la gravità della patologia è proporzionale ai livelli di fattore reumatoide: più sono alti peggiore sarà la prognosi.

Allo stesso tempo, però, qualora il test dovesse risultare negativo per la presenza di fattore reumatoide, non si potrebbe escludere che il paziente sia affetto da artrite reumatoide, visto che nel 20% delle persone che soffrono di questa patologia autoimmune i livelli di questi auto anticorpi non sono rilevabili o estremamente bassi.

Per riuscire a effettuare una diagnosi anche in queste eventualità, può essere prescritto l’esame per la ricerca degli anticorpi anti-citrullina (anti CCP). Questo test sarebbe in grado di identificare tra il 50 e il 60% dei pazienti che soffrono di artrite reumatoide anche in una fase precoce della patologia. Un aspetto, quest’ultimo, fondamentale per intervenire tempestivamente con i trattamenti e ridurre il rischio di eventuali complicanze.