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Cloro, cos’è e a cosa serve

Il cloro è un minerale presente in tutti gli organismi viventi sotto forma di ione cloruro e la sua funzione principale è quella di regolare l’equilibrio di liquidi e elettroliti

Il cloro è un minerale presente in tutti gli organismi viventi tipicamente nella forma dello ione cloruro. La sua funzione principale è quella di regolare, insieme al sodio, l’equilibrio dei fluidi e degli elettroliti.

Vediamo allora a cosa serve questo elemento, quando e perché viene prescritto il suo dosaggio nel sangue e come interpretare i risultati delle analisi.

Che cos’è il cloro nel sangue?

Il cloro (Cl è il simbolo dell’elemento chimico) è uno dei minerali più abbondanti nel nostro organismo sia a livello intracellulare sia a livello extracellulare. Presente in tutti gli esseri viventi nella forma nello ione cloruro, rappresenta il principale anione cellulare, ovvero uno ione negativo diventato tale in seguito all’acquisizione di uno o più elettroni. 

Il cloro è presente in molti alimenti in grandi quantità, in particolare nei cibi di origine vegetale. La principale fonte di sodio per il nostro organismo, però, è il cloruro di sodio, più comunemente noto come sale da cucina. Questo elemento si trova in tutti i liquidi biologici, tra cui il sangue per l’appunto, oltre che all’esterno delle cellule.

A cosa serve il cloro?

Il cloro ha la funzione, insieme ad un altro minerale come il sodio, di mantenere l’equilibrio acido-base, l’equilibrio degli elettroliti e dei fluidi all’interno dell’organismo umano. Svolge, inoltre, un ruolo cruciale nei processi digestivi in quanto è una componente fondamentale degli acidi che formano il succo gastrico.

Quando e perché viene prescritto il test?

Il dosaggio ematico del cloro viene prescritto solitamente nell’ambito dei test relativi al pannello metabolico, per avere un quadro generale sulla salute del paziente. Solo in rari casi questo esame viene richiesto da solo. 

Il medico può richiedere le analisi del cloro anche in presenza di sintomi associabili a patologie acute o condizioni quali:

  • Acidosi
  • Alcalosi
  • Vomito e diarrea
  • Difficoltà respiratorie
  • Affaticamento
  • Debolezza 

Il dosaggio del cloro, inoltre, può essere utile, se prescritto a scadenze regolare, per tenere sotto controllo l’andamento e l’efficacia di trattamenti terapeutici che possono causare degli squilibri a livello elettrolitico

Si tratta di una prassi piuttosto comune quella di prescrivere questo esame in presenza di condizioni cliniche quali:

Qual è il campione richiesto?

Il campione di sangue necessario per misurare la concentrazione ematica del cloro è quello venoso. In alternativa, in alcuni casi, possono essere richiesti anche dei campioni di urina estemporanei raccolti nell’arco delle 24 ore.

Come ci si prepara all'esame?

Gli esami del sangue per misurare il cloro non richiedono alcuna preparazione specifica. Può essere consigliato di osservare il digiuno nelle ore che precedono il prelievo.

Cosa sappiamo con queste analisi?

L’esame del cloro serve a misurare la concentrazione di questo elemento nel sangue. I suoi livelli cambiano in relazione a quelli del sodio che ne rispecchia analogamente l’andamento. C’è, tuttavia, un’eccezione: in presenza di scompensi acido-basici, le concentrazione di cloro e sodio possono variare in maniera indipendente l’una dall’altra. I risultati del dosaggio del cloro vengono interpretati contestualmente a quelli di altri elettroliti.

La quantità di sodio giornaliera che può essere assunta dipende dall’età del soggetto. Tra i 9 e i 50 anni, il fabbisogno quotidiano è di circa 2,3 grammi e va a ridursi con l’avanzare dell’età fino a circa 1,8 grammi al giorno dai 70 anni in su. I lattanti (fino a sei mesi di vita) hanno bisogno di un quantitativo molto basso, pari a circa 0,18 grammi, che sale a 1,5 tra 1 e 3 anni, fino a 1,9 tra 4 e 8 anni.

I livelli del cloro nel sangue possono essere troppo alti e in questo caso si parla di ipercloremia, una condizione associabile a varie cause quali:

  • Disidratazione
  • Morbo di Cushing
  • Malattie renali
  • Acidosi metabolica
  • Iperventilazione
  • Alcalosi respiratoria 

La riduzione della concentrazione ematica di sodio, al contrario, è definita ipocloremia e può verificarsi a causa di diverse condizioni cliniche quali:

  • Scompenso cardiaco
  • Chetoacidosi diabetica
  • Insufficienza surrenalica
  • Aspirazione gastrica
  • Morbo di Addison
  • Patologie polmonari croniche (enfisema)
  • Eccessiva perdita di acidi