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Allergia al polline: sintomi e rimedi


L’allergia al polline è conseguenza di una risposta di ipersensibilità dell’organismo ai pollini, percepiti come allergeni, liberati da diversi tipi di piante. Come si innesca questa reazione? E in che modo si può ridurre?

Come può essere definita l’allergia al polline?

Per comprendere l’allergia al polline è necessario capire come funziona il meccanismo dell’allergia. Quest’ultima è una risposta ipersensibile da parte del nostro sistema immunitario nei confronti di agenti estranei chiamati allergeni.

Gli allergeni sono molteplici, e i più comuni sono:

L’organismo reagisce anche in base a come l’allergene è introdotto: attraverso l’ingestione, ad esempio, oppure il contatto con la pelle o la respirazione. Nel caso dell’allergia ai pollini, l’organismo entra in contatto con gli allergeni per lo più in primavera, durante la fioritura delle piante, che liberano polline nell’aria.

Le reazioni allergiche, incluse quelle al polline, sono comunque meccanismi piuttosto complessi, il cui innesco è determinato da tre fattori:

  • ambientale
  • immunitario
  • genetico.

Quali sono i sintomi dell’allergia al polline?

I soggetti allergici sviluppano un insieme di manifestazioni sintomatologiche che determinano infiammazioni alla mucosa nasale, e ad altri tessuti delle vie aeree. I più comuni sintomi possono essere:

Sintomi severi e possibili complicazioni

Non sono da escludere sintomi più severi, come asma e difficoltà respiratorie anche gravi.

Anche se più raramente, il soggetto allergico può patire uno shock anafilattico, ovvero una reazione allergica acuta che richiede un trattamento tempestivo, perché può causare perdita di coscienza e, in casi estremi, anche il decesso.

Questi episodi sono relativamente rari, ciononostante le allergie al polline non vanno trascurate, perché incidono sulla qualità della vita dei soggetti che ne soffrono.

Quanto dura l’allergia ai pollini?

Questo tipo di allergia ha una durata variabile, che dipende dai tipi di polline per i quali si è allergici:

  • gli alberi rilasciano polline da marzo a inizio maggio
  • l’erba dalla fine di maggio all’inizio di agosto
  • le erbacee a fine estate.

La stagione allergica pertanto può estendersi da marzo a ottobre. Ma nei casi in cui si è allergici a più pollini, rimangono solo i tre mesi invernali come arco di tempo privo di sintomi. Con le precipitazioni, c’è da aggiungere, è possibile una riduzione dei sintomi, perché i pollini sospesi nell’aria sono rimossi. Nei giorni soleggiati e ventosi, al contrario, l’aria calda li movimenta maggiormente.

Come si fa a capire se si è allergici al polline?

Prima di intraprendere la batteria di test necessari a capire quali pollini innescano la reazione allergica, l’allergologo svolge una anamnesi per capire lo stile di vita che il paziente conduce. Le informazioni che sono raccolte sono relative a:

  • l’ambiente in cui vive e lavora
  • possibili esposizioni a specifici allergeni
  • eventuali reazioni.

Una diagnosi che sia corretta deve prevedere anche dei test, cutanei o da svolgere con prelievo ematico. I più adottati sono:

  • il prick test, che consiste nella somministrazione, tramite un piccolo graffio con ago sterile, di diverse tipologie di allergene. L’eventuale reazione infiammatoria indica immediatamente l’attivazione del sistema immunitario
  • il prist test, un esame del sangue per il dosaggio delle IgE totali. Le IgE sono una tipologia di anticorpi che, in caso di allergia, aumentano.

Esistono poi pacchetti per IgE specifiche per gli allergeni tra i più comuni, relativamente alla famiglia dei pollini. Una volta intercettati i pollini responsabili della reazione allergica, ci può dotare di un calendario dei pollini, per avere un margine di previsione sui possibili rischi di imbattersi negli specifici pollini cui si è allergici.

Perché si diventa allergici ai pollini?

Dopo una prima esposizione all’agente estraneo, l’organismo può diventare allergico nel contesto di una seconda esposizione e gli allergeni, in questo caso i pollini, determinano la produzione di immunoglobuline E (IgE), ovvero anticorpi specifici alla base della reazione allergica.

Le immunoglobuline E aderiscono ai tessuti delle vie respiratorie, inducendo il rilascio di istamina, che a sua volta determina irritazione e infiammazione a carico delle mucose e dei tessuti.

Come si fa a far passare l’allergia?

La strategia che risulta più efficace per il contrasto dell’allergia da polline è quella di evitare o limitare l’esposizione all’allergene che mette in moto la reazione allergica. Evitare il contatto con i pollini è comunque estremamente complesso, specie durante la primavera. È in ogni caso possibile:

  • evitare di rimanere all’aperto durante le prime ore del mattino e alla sera, quando c’è maggiore presenza di pollini
  • adoperare filtri per l’aria, in casa, nelle vetture
  • avere sempre le finestre chiuse.

L’approccio farmacologico prevede la somministrazione di prodotti da banco che possono alleviare i sintomi della reazione. Farmaci quali:

  • antistaminici
  • decongestionanti
  • corticosteroidi nasali.

Allergia al polline e immunoterapia

L’immunoterapia, specie nei casi in cui l’allergia perdura nel tempo e presenta un quadro sintomatologico significativo, può essere una strada percorribile. Al soggetto allergico viene somministrato, sotto forma di iniezione, l’allergene in concentrazioni progressivamente crescenti. In questo modo l’organismo si abitua alla presenza dell’allergene e la risposta immunitaria risulta mitigata.

La somministrazione può avvenire non solo per mezzo di iniezione sottocutanea, ma anche in modalità sublinguale. Entrambe le modalità di somministrazione durano dai 3 ai 5 anni. Nel caso delle allergie ai pollini, l’immunoterapia va iniziata prima dell’inizio della fioritura delle piante che liberano l’allergene.

Come curare l’allergia al polline in modo naturale?

Accanto alla terapia farmacologica, come coadiuvanti possono essere utilizzati dei rimedi naturali, in forma di spray nasale ad esempio, per attenuare il quadro sintomatologico:

  • la perilla, pianta dalle proprietà antiallergiche e immunomodulatrici
  • il ribes nero, con funzione antinfiammatoria, antistaminica e analgesica
  • la rosa canina, con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti
  • l’adatoda, pianta medicinale che agisce come broncodilatatore e antistaminico.