Il rotavirus è la principale causa di gastroenterite acuta nei bambini piccoli. Si presenta con sintomi, quali diarrea, vomito, febbre alta, che possono durare diversi giorni e arrivare ad essere causa di disidratazione.
Si trasmette con particolare facilità, soprattutto in ambienti come asili e scuole. La vaccinazione è lo strumento più efficace per prevenire complicazioni e diffusione.
Cos’è il rotavirus?
↑ topIl rotavirus è un agente infettivo altamente contagioso che provoca gastroenterite, un’infiammazione dell’intestino che porta a diarrea, vomito e febbre. Colpisce in modo particolare i neonati e i bambini sotto i 5 anni, ma anche gli adulti possono essere contagiati, seppur con sintomi più lievi.
L’infezione da rotavirus è una delle malattie infettive più comuni nei primi anni di vita. Nonostante i miglioramenti nella prevenzione, ogni anno continuano a registrarsi molti casi, soprattutto tra i non vaccinati.
Quanti casi di rotavirus ci sono in Italia?
↑ topIn Italia, ogni anno si registrano circa 250.000 casi di gastroenterite da rotavirus tra i bambini sotto i 5 anni. Di questi, oltre 70.000 richiedono una visita medica e più di 10.000 un ricovero ospedaliero, a causa della disidratazione.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, la copertura vaccinale contro il rotavirus nel 2022 ha raggiunto circa il 70%. La popolazione non vaccinata rappresenta ancora un’importante fascia di rischio.
Che sintomi porta il rotavirus?
↑ topL’infezione da rotavirus può determinare diversi sintomi. La malattia ha un periodo di incubazione di circa due giorni, mentre vomito e diarrea possono persistere dai tre agli otto giorni.
I sintomi tipici sono:
- diarrea abbondante e acquosa
- vomito ripetuto
- febbre (in alcuni casi superiore a 38,5°C)
- dolori addominali
- disidratazione, soprattutto nei lattanti
- pianto senza lacrime
- pelle fredda e secca
- intensa sensazione di sete
- sonnolenza.
La maggior parte dei bambini guarisce senza complicazioni, ma in alcuni casi può essere necessario il ricovero, soprattutto se il sistema immunitario è indebolito.
Quanti giorni dura il rotavirus?
↑ topI sintomi si manifestano generalmente 1 – 3 giorni dopo il contagio e possono durare fino a una settimana. La maggior parte dei bambini guarisce in 3 – 5 giorni. Tuttavia, la perdita di liquidi può portare a effetti collaterali anche dopo la fine della diarrea. Come affaticamento o inappetenza.
Cosa succede se un adulto prende il rotavirus?
↑ topIl rotavirus può essere trasmesso anche agli adulti, sebbene questi siano meno vulnerabili all’infezione. In molti casi gli adulti colpiti sono stati esposti al virus durante la loro giovinezza. Hanno sviluppato, quindi, difese immunitarie più sviluppate e avanzate rispetto a quelle di un bambino.
Il rischio di contagio è legato perlopiù al cambio del pannolino dei bambini, dove le feci rappresentano un serbatoio significativo in termini di carica virale. Quando si sviluppa, ad ogni modo, l’infezione decorre solitamente in modo lieve o asintomatico.
Come si trasmette?
↑ topLa trasmissione avviene per via oro-fecale, principalmente attraverso:
- il contatto con superfici contaminate
- il consumo di alimenti o acqua infetti
- lo scambio di giocattoli o oggetti tra bambini
Il virus può vivere fino a 10 giorni su superfici dure come tavoli, maniglie o fasciatoi. Per questo, lavarsi le mani accuratamente è un gesto importantissimo per limitare il contagio. Anche le mani degli adulti possono essere veicolo di trasmissione, soprattutto nel cambio dei pannolini.
Diagnosi e trattamento
↑ topLa diagnosi viene fatta generalmente attraverso l’analisi delle feci, che consente di identificare la presenza del virus. In alcuni casi può essere utile anche un test rapido.
Il trattamento è sintomatico, cioè si interviene per alleviare i sintomi:
- reidratazione orale
- alimentazione leggera e frazionata
- farmaci antipiretici per la febbre
Gli antibiotici non sono efficaci contro il rotavirus, perché si tratta di un virus, non di un batterio.
Importanza della vaccinazione
↑ topLa prevenzione primaria più efficace è la vaccinazione, raccomandata dal Ministero della Salute e inclusa nel calendario vaccinale nazionale. Il vaccino viene somministrato per via orale, in due o tre dosi a partire dalla sesta settimana di vita.
La vaccinazione riduce drasticamente i casi gravi, le ospedalizzazioni e il rischio di disidratazione. Anche se il virus può comunque essere contratto, nei bambini vaccinati l’infezione è spesso più lieve e di breve durata.
La copertura vaccinale è di vitale importanza: più bambini vengono vaccinati, più si riduce la circolazione del virus nella comunità. I bambini piccoli non ancora vaccinati o con fragilità possono avere forme più severe dell’infezione.