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Pubblicato inPatologie

Orticaria da freddo: cos’è e come si cura

L’orticaria da freddo è una reazione cutanea che provoca pomfi e prurito dopo l’esposizione alle basse temperature, all’aria o all’acqua fredda.

orticaria da freddo

L’orticaria da freddo è una forma particolare di orticaria fisica che si manifesta quando la pelle viene esposta a temperature basse. Questa condizione provoca la comparsa di pomfi pruriginosi e arrossamenti nelle zone cutanee che entrano in contatto con il freddo, sia esso aria, acqua, oggetti o anche cibi e bevande fredde.

Si tratta di una reazione che può variare da lieve a grave e che, nei casi più seri, può comportare sintomi sistemici che richiedono attenzione medica immediata.

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Sintomi dell’orticaria da freddo

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I sintomi compaiono tipicamente entro pochi minuti dall’esposizione al freddo e possono durare da alcune ore a un paio di giorni. Le manifestazioni più comuni includono:

  • pomfi rossi e pruriginosi che appaiono sulle zone esposte al freddo
  • gonfiore della pelle, particolarmente evidente su mani, piedi e viso
  • prurito intenso che può aumentare mentre la pelle si riscalda nuovamente
  • bruciore o formicolio nella zona colpita

Nelle forme più gravi, l’orticaria da freddo può causare reazioni sistemiche quando ampie superfici corporee vengono esposte al freddo, come durante un bagno in acqua fredda. In questi casi possono manifestarsi:

I sintomi tendono a essere più pronunciati quando la pelle passa rapidamente dal caldo al freddo o viceversa.

Cause dell’orticaria da freddo

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L’orticaria da freddo si verifica quando il sistema immunitario reagisce in modo anomalo all’esposizione al freddo. Quando la pelle si raffredda, alcune cellule del sistema immunitario rilasciano istamina e altri mediatori chimici nel flusso sanguigno, provocando la tipica reazione cutanea.

Esistono due forme principali di orticaria da freddo.

Orticaria da freddo essenziale o idiopatica: è la forma più comune e non ha una causa identificabile. Compare spontaneamente e può interessare chiunque, anche se è più frequente nei giovani adulti.

Orticaria da freddo secondaria: è meno comune e può essere associata a condizioni sottostanti come infezioni virali (mononucleosi, epatite), patologie autoimmuni, crioglobulinemia o alcune forme di cancro. In questi casi, l’orticaria è una manifestazione di una problematica più ampia.

Alcuni fattori di rischio possono aumentare la probabilità di sviluppare orticaria da freddo:

  • storia familiare di orticaria da freddo
  • età giovane (più comune tra adolescenti e giovani adulti)
  • infezioni recenti
  • presenza di altre condizioni allergiche

Diagnosi dell’orticaria da freddo

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La diagnosi di orticaria da freddo viene effettuata principalmente attraverso la valutazione clinica e un test provocativo al freddo. Durante questo esame, il medico applica un cubetto di ghiaccio sulla pelle dell’avambraccio per alcuni minuti (solitamente 5-10 minuti) e osserva la reazione dopo aver rimosso lo stimolo freddo.

Se entro pochi minuti compare un pomfo nell’area testata, la diagnosi è confermata. Il test è semplice, sicuro e molto affidabile.

In alcuni casi possono essere necessari esami del sangue per escludere condizioni associate, soprattutto se si sospetta una forma secondaria. Questi esami possono includere:

  • emocromo completo
  • test per crioglobuline
  • esami per escludere infezioni virali
  • test per malattie autoimmuni

La diagnosi differenziale deve escludere altre forme di orticaria fisica e condizioni cutanee simili.

Cosa fare in caso di orticaria da freddo

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Il trattamento principale di questa condizione prevede innanzitutto l’evitamento dell’esposizione al freddo quando possibile. Alcune misure preventive includono:

  • indossare abbigliamento protettivo adeguato durante i mesi freddi
  • coprire le zone esposte con guanti, sciarpe e cappelli
  • evitare bagni in acqua fredda o tuffi improvvisi
  • prestare attenzione al consumo di cibi e bevande molto fredde

Dal punto di vista farmacologico, gli antistaminici non sedativi rappresentano il trattamento di prima linea. Questi farmaci bloccano l’azione dell’istamina e riducono significativamente i sintomi. In alcuni casi può essere necessario aumentare il dosaggio rispetto a quello standard per ottenere un controllo adeguato.

Per le forme più resistenti, il medico può prescrivere:

  • antistaminici sedativi da assumere prima di dormire
  • antileucotrieni
  • immunosoppressori (nei casi più gravi)

Chi soffre di orticaria da freddo grave dovrebbe sempre avere con sé un autoiniettore di adrenalina per gestire eventuali reazioni anafilattiche, specialmente se pratica attività che comportano esposizione significativa al freddo.

È importante consultare un medico quando i sintomi sono frequenti, gravi o interferiscono con le attività quotidiane. L’orticaria da freddo può migliorare spontaneamente nel tempo in alcuni pazienti, mentre in altri può persistere per anni, rendendo necessaria una gestione a lungo termine.