- Che cos’è l’infertilità femminile?
- Quali sono le cause dell’infertilità femminile?
- Quanto incide l’età sulla fertilità?
- L’infertilità femminile dà sintomi?
- Non riesco a rimanere incinta: quando rivolgersi al ginecologo?
- Quali esami si fanno per l’infertilità femminile?
- Come si cura l’infertilità femminile?
- Si può prevenire l’infertilità femminile?
L’infertilità femminile è la difficoltà a ottenere una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti, oppure dopo 6 mesi se la donna ha più di 35 anni. Le cause più frequenti sono i disturbi dell’ovulazione, l’endometriosi e l’età: per individuarle servono una visita ginecologica e pochi esami mirati.
Che cos’è l’infertilità femminile?
↑ topSi parla di infertilità quando la gravidanza non arriva dopo circa 12 mesi di rapporti regolari e non protetti. Il termine scende a 6 mesi se la donna ha più di 35 anni, perché con l’età il tempo utile per intervenire si riduce.
Non è una condizione rara. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa una persona su sei in età riproduttiva sperimenta l’infertilità nel corso della vita. In Italia, stima l’Istituto Superiore di Sanità, riguarda circa il 15% delle coppie. Le cause possono dipendere dalla donna, dall’uomo o da entrambi: per questo la valutazione coinvolge sempre la coppia e comprende anche lo studio dell’infertilità maschile.
“L’infertilità femminile è una delle ragioni più frequenti per cui una coppia non riesce a concepire”, spiega il dottor Mencaglia, “ma è anche una delle più affrontabili quando si individua la causa”.
Si distingue inoltre tra infertilità primaria, quando non c’è mai stata una gravidanza, e infertilità secondaria, quando la difficoltà compare dopo almeno una gravidanza precedente.
Qual è la differenza tra infertilità e sterilità?
↑ topNel linguaggio comune i due termini vengono usati come sinonimi, ma non indicano la stessa cosa. L’infertilità è una riduzione della capacità di concepire, che in molti casi si può superare con il percorso adatto. La sterilità indica invece una condizione permanente. È una distinzione che conta: ricevere una diagnosi di ovaio policistico o di endometriosi non significa essere sterili.
Quali sono le cause dell’infertilità femminile?
↑ topLe cause dell’infertilità femminile riguardano soprattutto l’ovulazione, le tube, l’utero e la riserva ovarica. Spesso più fattori si sommano. In una parte dei casi gli esami non individuano una causa precisa: si parla allora di infertilità idiopatica.
| Causa | Che cosa succede | Come si indaga |
|---|---|---|
| Disturbi dell’ovulazione (ovaio policistico, alterazioni di tiroide o prolattina) | L’ovulazione è irregolare o assente | Dosaggi ormonali, ecografia transvaginale |
| Endometriosi | Si formano aderenze, le tube possono essere ostacolate, la qualità degli ovociti può ridursi | Visita ginecologica, ecografia transvaginale |
| Fattore tubarico | Le tube sono chiuse o danneggiate, spesso in seguito a infezioni o interventi pelvici | Studio della pervietà tubarica |
| Fattore uterino | Fibromi, malformazioni o aderenze possono ostacolare l’impianto | Ecografia transvaginale, eventuale isteroscopia |
| Età e riserva ovarica ridotta | Gli ovociti disponibili sono meno numerosi e di qualità inferiore | Ormone antimulleriano (AMH), ecografia transvaginale |
| Infertilità idiopatica | Gli esami non individuano una causa | Diagnosi per esclusione |
Ovaio policistico e infertilità
↑ top“Una delle cause più frequenti riguarda l’ovulazione”, osserva lo specialista. La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è tra le prime cause di infertilità femminile: interessa circa il 5-10% delle donne in età fertile e provoca un’ovulazione irregolare o assente.
“Le donne con ovaio policistico non sono sterili, ma meno fertili, perché ovulano in modo irregolare”, precisa il dottor Mencaglia. “Con la giusta gestione molte raggiungono una gravidanza, spontanea o assistita”.
Endometriosi e infertilità
↑ topNell’endometriosi un tessuto simile a quello che riveste l’utero cresce in sedi anomale. Una parte significativa delle donne che ne soffrono può avere difficoltà a concepire, perché la malattia può creare aderenze, ostacolare le tube e alterare la qualità degli ovociti.
Anche in questo caso, però, la diagnosi non equivale a sterilità. “Molte donne con endometriosi diventano madri”, ricorda il ginecologo, “a volte naturalmente, a volte con il supporto della medicina della riproduzione”.
Quanto incide l’età sulla fertilità?
↑ topL’età è il fattore che attraversa tutte le cause. Con il passare degli anni diminuiscono sia il numero sia la qualità degli ovociti: la fertilità inizia a ridursi intorno ai 32 anni e cala in modo più netto dopo i 37. È il motivo per cui, superati i 35 anni, si consiglia di non aspettare un anno intero prima di chiedere una valutazione.
L’infertilità femminile dà sintomi?
↑ topL’infertilità in sé non dà sintomi: il segnale è la gravidanza che non arriva. Alcuni disturbi, però, possono indicare una delle condizioni che la causano e vanno riferiti al ginecologo:
- cicli molto irregolari o assenti, possibile spia di un problema di ovulazione
- mestruazioni molto dolorose, dolore pelvico persistente o dolore durante i rapporti, frequenti nell’endometriosi
- acne, aumento della peluria e difficoltà a perdere peso, che possono associarsi all’ovaio policistico
Non riesco a rimanere incinta: quando rivolgersi al ginecologo?
↑ topIl momento giusto per chiedere una valutazione dipende dall’età e dalla storia clinica.
Quando prenotare una visita
Dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti senza gravidanza.
Dopo 6 mesi se la donna ha più di 35 anni.
Senza aspettare in caso di cicli assenti o molto irregolari, endometriosi o ovaio policistico già diagnosticati, interventi o infezioni pelviche in passato.
“Conoscere la propria fertilità per tempo permette di scegliere con serenità”, sottolinea il dottor Mencaglia. “Una visita ginecologica e pochi esami mirati possono fare la differenza”.
Prenota una visita per infertilità
Quali esami si fanno per l’infertilità femminile?
↑ topIl percorso inizia con una visita ginecologica per infertilità, in cui lo specialista raccoglie la storia clinica della coppia e valuta gli esami già eseguiti. Gli accertamenti di base sono:
- dosaggi ormonali con un prelievo di sangue (FSH, LH, estradiolo, prolattina, progesterone, ormoni tiroidei), per capire se l’ovulazione avviene regolarmente
- ormone antimulleriano (AMH), per stimare la riserva ovarica
- ecografia transvaginale, per valutare utero e ovaie
- studio della pervietà tubarica, per verificare che le tube siano aperte
Il dosaggio dell’AMH dà un’indicazione sulla riserva ovarica, cioè su quanti ovociti sono ancora disponibili. “È un’informazione preziosa”, avverte il dottor Mencaglia, “ma va sempre letta insieme all’età e ad altri accertamenti da uno specialista”.
In parallelo il partner esegue lo spermiogramma, l’esame di base per la fertilità maschile.
Come si cura l’infertilità femminile?
↑ topIl trattamento dipende dalla causa individuata, dall’età della donna e dalla storia della coppia. Le strade principali sono:
- correzione dello stile di vita: peso, fumo e alcol incidono sulla fertilità
- terapie farmacologiche per indurre o regolarizzare l’ovulazione, utili per esempio nell’ovaio policistico
- chirurgia, in casi selezionati di endometriosi, fibromi o alterazioni delle tube
- procreazione medicalmente assistita (PMA), dall’inseminazione intrauterina alla fecondazione in vitro, quando gli altri approcci non bastano o non sono indicati
Si può prevenire l’infertilità femminile?
↑ topNon tutte le cause si possono prevenire, ma su alcune si può agire. Proteggono la fertilità non fumare, limitare l’alcol, mantenere un peso adeguato e curare tempestivamente le infezioni sessualmente trasmesse, che se trascurate possono danneggiare le tube.
Altrettanto importante è non sottovalutare cicli irregolari o mestruazioni molto dolorose: una diagnosi precoce di ovaio policistico o di endometriosi lascia più tempo e più opzioni a disposizione.