- I farmaci antidiarroici: rallentare la motilità intestinale
- I fermenti lattici: ripristinare l’equilibrio intestinale
- Le soluzioni reidratanti: prevenire la disidratazione
- I farmaci antisecretori: ridurre le secrezioni intestinali
- Gli adsorbenti intestinali: assorbire sostanze irritanti
- Come scegliere il farmaco appropriato
- Modalità di assunzione
- Durata del trattamento
- Quando evitare gli antidiarroici
- Quando consultare il medico
I farmaci per la diarrea rappresentano un aiuto importante per controllare il disturbo e ridurre la frequenza delle evacuazioni. Esistono diverse categorie di medicinali, ciascuna con funzioni specifiche. La scelta dipende dall’intensità del disturbo e dalla causa sottostante, e in molti casi è opportuno consultare il medico prima dell’utilizzo.
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I farmaci antidiarroici: rallentare la motilità intestinale
↑ topGli antidiarroici agiscono rallentando i movimenti dell’intestino, permettendo un maggior riassorbimento dei liquidi e riducendo la frequenza delle evacuazioni. Il principio attivo più comune è la loperamide, disponibile in farmacia senza prescrizione.
La loperamide si lega ai recettori oppioidi nell’intestino, rallentando il transito intestinale senza però avere effetti sul sistema nervoso centrale come gli oppiacei veri e propri. L’effetto si manifesta generalmente entro un’ora dall’assunzione e può durare diverse ore.
Questi farmaci sono indicati per episodi di diarrea acuta non complicata, soprattutto quando è necessario controllare rapidamente il disturbo, ad esempio durante viaggi o situazioni in cui l’accesso ai servizi igienici è limitato. Si presentano in capsule o compresse orosolubili.
Gli antidiarroici non vanno utilizzati in presenza di febbre alta, sangue nelle feci o quando si sospetta un’infezione batterica invasiva, poiché rallentare il transito intestinale potrebbe trattenere batteri o tossine nell’organismo peggiorando la situazione. Non sono inoltre indicati nei bambini sotto i 12 anni senza prescrizione medica.
I fermenti lattici: ripristinare l’equilibrio intestinale
↑ topI fermenti lattici, o probiotici, sono microrganismi vivi che aiutano a ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale. Non bloccano direttamente la diarrea ma favoriscono il recupero della normale funzionalità intestinale.
Sono particolarmente utili in caso di diarrea causata da antibiotici, che alterano la composizione del microbiota intestinale, o dopo episodi infettivi per accelerare il ritorno alla normalità. I ceppi più studiati includono Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium e Saccharomyces boulardii.
I probiotici si assumono generalmente lontano dai pasti e, nel caso di terapia antibiotica in corso, a distanza di almeno 2-3 ore dall’antibiotico per evitare che quest’ultimo ne riduca l’efficacia. Il trattamento può durare da alcuni giorni a diverse settimane.
Sono disponibili in capsule, bustine o flaconcini e hanno un ottimo profilo di sicurezza. Possono essere utilizzati anche nei bambini, seguendo i dosaggi appropriati per età.
Le soluzioni reidratanti: prevenire la disidratazione
↑ topLe soluzioni reidratanti orali non sono farmaci antidiarroici in senso stretto, ma rappresentano un elemento fondamentale nel trattamento della diarrea. Contengono una combinazione bilanciata di sali minerali (sodio, potassio, cloruro) e glucosio che favorisce il riassorbimento dei liquidi a livello intestinale.
La disidratazione è il rischio principale associato alla diarrea, soprattutto nei bambini e negli anziani. Le soluzioni reidratanti compensano la perdita di liquidi e sali minerali, prevenendo complicazioni anche gravi.
Si presentano in bustine da sciogliere in acqua secondo le indicazioni riportate sulla confezione. È importante rispettare le proporzioni indicate e non diluire eccessivamente la soluzione, per mantenere il corretto equilibrio elettrolitico.
Vanno assunte a piccoli sorsi frequenti durante la giornata, soprattutto se è presente anche vomito. L’assunzione dovrebbe continuare fino a quando le feci non tornano alla consistenza normale.
I farmaci antisecretori: ridurre le secrezioni intestinali
↑ topAlcuni farmaci agiscono riducendo le secrezioni di liquidi nell’intestino. Il racecadotril è un esempio di questa categoria: inibisce l’enzima che stimola la secrezione di acqua ed elettroliti nel lume intestinale, senza però rallentare la motilità.
Questo tipo di farmaco può essere utilizzato in associazione alla reidratazione orale e risulta particolarmente utile per diarree secretorie. Ha un buon profilo di sicurezza e può essere impiegato anche nei bambini sopra i 3 mesi, su prescrizione medica.
Gli adsorbenti intestinali: assorbire sostanze irritanti
↑ topGli adsorbenti come caolino, pectina o carbone vegetale agiscono legandosi a tossine, batteri e altre sostanze irritanti presenti nell’intestino, favorendone l’eliminazione. Hanno un’azione meccanica e possono contribuire a rendere le feci più formate.
Questi prodotti hanno un effetto generalmente modesto e sono più indicati come supporto in caso di diarrea lieve. Vanno assunti a distanza da altri farmaci poiché potrebbero ridurne l’assorbimento.
Come scegliere il farmaco appropriato
↑ topPer episodi occasionali di diarrea acuta non complicata, senza febbre o sangue nelle feci, può essere sufficiente un antidiarroico a base di loperamide associato a un’adeguata reidratazione. I fermenti lattici possono essere aggiunti per favorire il recupero della flora intestinale.
In caso di diarrea da antibiotici, i probiotici rappresentano la scelta principale, da assumere durante e dopo la terapia antibiotica. Le soluzioni reidratanti sono sempre consigliate quando la diarrea è frequente o abbondante.
Se la diarrea è accompagnata da febbre, sangue nelle feci, dolori addominali intensi o se persiste oltre 2-3 giorni, è necessario consultare il medico prima di assumere qualsiasi farmaco. In questi casi potrebbe essere necessario un trattamento specifico guidato dalla diagnosi.
Modalità di assunzione
↑ topGli antidiarroici a base di loperamide si assumono dopo la prima evacuazione diarroica e poi dopo ogni scarica successiva, senza superare la dose massima giornaliera indicata. L’effetto dovrebbe manifestarsi entro poche ore.
I fermenti lattici si prendono lontano dai pasti, preferibilmente al mattino a digiuno o la sera prima di coricarsi. Durante una terapia antibiotica vanno assunti a distanza di almeno 2-3 ore dall’antibiotico.
Le soluzioni reidratanti vanno preparate seguendo esattamente le istruzioni e assunte a piccoli sorsi frequenti durante la giornata. Non vanno diluite con più acqua di quanto indicato né addolcite con zucchero.
Gli antisecretori si assumono generalmente ai pasti principali, seguendo le indicazioni del medico o del foglietto illustrativo.
Durata del trattamento
↑ topIl trattamento con antidiarroici dovrebbe essere limitato nel tempo. Se la diarrea non migliora entro 48 ore dall’inizio del trattamento, è necessario consultare il medico. Una volta che le feci tornano formate o si verificano meno di 2 evacuazioni in 12 ore, il farmaco va sospeso.
I fermenti lattici possono essere assunti più a lungo, anche per 2-4 settimane, per favorire il completo ripristino della flora intestinale. La reidratazione va proseguita fino a quando persiste la diarrea e ci sono segni di disidratazione.
Quando evitare gli antidiarroici
↑ topGli antidiarroici non vanno utilizzati in presenza di febbre alta superiore a 38.5°C, sangue o muco nelle feci, dolori addominali intensi. Queste condizioni potrebbero indicare un’infezione batterica invasiva o altre patologie che richiedono un approccio diverso.
Non sono indicati nei bambini sotto i 12 anni senza prescrizione medica e vanno evitati in caso di sospetta colite da antibiotici o malattie infiammatorie intestinali in fase acuta.
Quando consultare il medico
↑ topÈ importante rivolgersi al medico quando la diarrea persiste oltre 2-3 giorni nonostante il trattamento, è accompagnata da febbre, sangue o muco nelle feci, dolori addominali importanti o segni di disidratazione come sete intensa, riduzione dell’urina, capogiri o debolezza marcata.
Nei bambini piccoli e negli anziani la valutazione medica dovrebbe essere più tempestiva, anche dopo 24 ore di diarrea persistente, per il maggior rischio di complicazioni.