Skip to content
Pubblicato inSalute

Perché evitare le bibite gassate?

Dagli effetti sulla linea ai fattori di rischio per lo sviluppo di patologie: tutto quello che c’è da sapere sull’utilizzo delle bevande gassate

evitare bibite gassate

La consapevolezza che bisogna evitare le bibite gassate è più diffusa oggi rispetto al passato. Gli studi sui loro effetti, e soprattutto sugli effetti di alcuni degli ingredienti con cui sono prodotte ne dimostrano sempre più la natura di prodotto dannoso, se non pericoloso in alcune circostanze.

Un approccio sostenibile all’alimentazione non può prescindere dal principio che nessun alimento è di per sé da demonizzare, ma il consumo va assolutamente contestualizzato.

Per capirne di più abbiamo intervistato la biologa nutrizionista Dott.ssa Francesca Michelacci, che lavora al Santagostino di Bologna.

Prenota visita nutrizionistica

Perché evitare le bevande gassate?

↑ top

Partiamo da un presupposto fondamentale. Nessun alimento è da evitare di per sé. Anche quelli meno salutari, con una lista di ingredienti da laboratorio e processi di produzione altamente “invasivi”, possono trovare spazio in un regime alimentare equilibrato. Naturalmente a patto che ci siano le condizioni per il loro consumo.

Le bevande gassate infatti, specie se consumate con una certa regolarità e frequenza, hanno degli effetti sulla salute che possono essere più o meno gravi.

Innanzitutto apportano grandi quantità di zuccheri. Questo è deleterio per pazienti affetti da particolari condizioni o costituisce un fattore di rischio per svilupparle.

Inoltre, non apportano alcun nutriente utile per l’organismo. 

In particolare il consumo di bevande è gassate è correlato a:

  • aumento di peso e obesità
  • diabete di tipo 2
  • problemi a livello cardiovascolare (anche se questi sono maggiormente legati al peso)
  • problemi alla struttura dello smalto dei denti (carie)
  • possibile dipendenza 
  • diarrea 

Oltre a questo il contenuto di anidride carbonica può provocare o essere comunque concausa di altri problemi o condizioni, come:

L’alto consumo di bibite gassate è poi associato con altre condizioni, di cui è però più concausa, che causa primaria, in quanto spesso accompagnato da altre abitudini non propriamente salutari, come alimentazione squilibrata e scarsa attività sportiva o sedentarietà prolungata.

Tra queste condizioni meritano una menzione:

Come sostituire le bevande gassate?

↑ top

La risposta a questa domanda presuppone un’ulteriore premessa. Le bevande gassate non sono un alimento necessario. Quello di cui il corpo ha bisogno è idratazione, e la si ottiene perfettamente con il consumo di acqua.

Stabilito che bere questo tipo di bibite non è una necessità, si può optare per una sostituzione con succhi di frutta. Anche in questo caso però vanno fatte alcune considerazioni e delle precisazioni. 

I succhi di frutta sono spesso prodotti con concentrato di frutta e possono avere dolcificanti artificiali o comunque zuccheri aggiunti. In questi casi la loro “salubrità” non è diversa da quella delle bibite gassate.

Vanno preferiti senz’altro succhi di frutta senza ulteriori ingredienti aggiunti, in cui ci sia solo la frutta presente.

Ma anche questi andrebbero consumati con una certa prudenza. Il succo dei frutti infatti pur avendo un certo apporto vitaminico, non ha la quantità di fibre del frutto intero e ha invece una maggiore concentrazione di zuccheri.

Questo provoca un minore senso di sazietà rispetto al consumo di frutta, che porta a un consumo maggiore e quindi a una maggiore introduzione di zuccheri.

Il consiglio da nutrizionista è quello di prediligere la frutta ai succhi di frutta e i succhi di frutta 100% alle bevande gassate. E comunque di leggere sempre le etichette di ciò che consumiamo, in quanto le confezioni possono essere fuorvianti alle volte.

Va precisato anche che le bibite light o zero non sono migliori; sono prive di calorie, ma ricche di edulcoranti. Questi dolcificanti non soddisfano il processo di sazietà e, al contrario, “ingannando” il cervello con il loro sapore dolce, senza che però arrivi glucosio, inducono a cercare altro cibo (tipicamente dolce) e innescano, spesso, un circolo vizioso.

Senza contare che gli edulcoranti hanno anche impatto sul microbiota intestinale. Meglio quindi fare un uso sporadico e limitato anche di bibite light o zero.

Prenota visita nutrizionistica

Qual è la bibita che fa meno male?

↑ top

Per quanto non proprio scientificamente valido, c’è un concetto che viene spesso ripetuto e che è quello che “è la quantità che fa il veleno”. Non è vero, ma in questo caso ci si può avvicinare.

Bere una bibita gassata alla settimana ha un’influenza minima sulla salute, pertanto non è il tipo di bibita che conta, ma quanto di quella bibita consumiamo. Il consumo eccessivo può infatti aumentare il rischio di sviluppare alcune delle condizioni menzionate sopra.

Va sempre tenuto conto del fatto che le bevande zuccherate possono essere inadeguate per determinati pazienti con condizioni di salute specifiche.

Sarebbe opportuno educare fin da piccoli i bambini al gusto, non facendo loro consumare abitualmente bibite o succhi di frutta. I sapori forti e intensi, oltre alla dolcezza tipica di queste bevande, scoraggia i più piccoli a consumare cibi “meno saporiti”, come frutta fresca e spremute.