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Pubblicato inPatologie

L’episclerite

L’episclerite è un’infiammazione benigna dell’occhio che causa arrossamento e fastidio. Scopri come riconoscerla e curarla efficacemente.

episclerite

L’episclerite è un’infiammazione che colpisce l’episclera, il sottile strato di tessuto connettivo situato tra la congiuntiva e la sclera dell’occhio. Si tratta di una condizione oculare relativamente comune, generalmente benigna e autolimitante, che si manifesta con arrossamento e lieve fastidio oculare.

Questa patologia interessa più frequentemente gli adulti tra i 30 e i 50 anni, con una leggera prevalenza nel sesso femminile. Nonostante i sintomi possano risultare preoccupanti per chi ne soffre, l’episclerite ha nella maggior parte dei casi un decorso favorevole e si risolve spontaneamente o con trattamenti semplici.

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Anatomia dell’occhio: dove si trova l’episclera

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Per comprendere meglio l’episclerite, è utile conoscere la struttura delle membrane oculari. La parte bianca dell’occhio visibile esternamente è composta da diversi strati sovrapposti:

  • Congiuntiva: la membrana più superficiale e trasparente
  • Episclera: uno strato intermedio ricco di vasi sanguigni
  • Sclera: la tunica fibrosa bianca che costituisce la struttura portante dell’occhio

L’episclera è un tessuto sottile e vascolarizzato che fornisce nutrimento alla sclera sottostante. Quando questo strato si infiamma, i vasi sanguigni si dilatano causando il caratteristico arrossamento dell’episclerite.

Sintomi dell’episclerite

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I sintomi dell’episclerite sono generalmente lievi o moderati e tendono a coinvolgere un solo occhio, anche se in alcuni casi possono essere interessati entrambi.

Segni caratteristici

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Le manifestazioni più comuni includono:

  • arrossamento localizzato dell’occhio, spesso in un settore specifico
  • lieve dolore o fastidio oculare, descritto come sensazione di corpo estraneo
  • lacrimazione aumentata
  • sensibilità alla luce (fotofobia) di grado lieve
  • sensazione di irritazione o bruciore

Un elemento distintivo dell’episclerite è che l’arrossamento tende a essere settoriale, interessando una porzione limitata della superficie oculare piuttosto che l’intero occhio. Il rossore può apparire di tonalità rosso-violacea e i vasi congestionati sono spesso ben visibili.

Cosa non succede nell’episclerite

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È importante notare che nell’episclerite generalmente non si verificano:

  • calo della vista o alterazioni visive significative
  • secrezioni purulente
  • dolore oculare intenso
  • coinvolgimento della cornea
  • alterazioni della pupilla

La presenza di questi sintomi deve far sospettare una condizione diversa e più seria, che richiede una valutazione oftalmologica tempestiva.

Tipi di episclerite

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L’episclerite può presentarsi in due forme principali.

Episclerite semplice o diffusa

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È la forma più comune, caratterizzata da un arrossamento diffuso di un settore dell’episclera. I sintomi sono generalmente lievi e la risoluzione avviene spontaneamente in 1-2 settimane. Può presentare episodi ricorrenti.

Episclerite nodulare

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In questa variante si forma un nodulo infiammatorio ben circoscritto sull’episclera. Il nodulo appare come un rilievo arrossato, mobile rispetto ai tessuti sottostanti. Questa forma può essere leggermente più dolorosa e richiedere tempi di guarigione più lunghi, fino a 4-6 settimane.

Cause dell’episclerite

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Nella maggior parte dei casi, l’episclerite è idiopatica, ovvero non è possibile identificare una causa specifica. L’infiammazione compare senza un motivo apparente e si risolve spontaneamente.

Tuttavia, in circa un terzo dei pazienti, l’episclerite può essere associata a condizioni sistemiche sottostanti.

Malattie autoimmuni e reumatologiche

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Altre cause

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Quando l’episclerite si presenta in forma ricorrente o bilaterale, è opportuno indagare la possibile presenza di patologie sistemiche associate attraverso esami specifici.

Diagnosi dell’episclerite

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La diagnosi di episclerite è prevalentemente clinica e viene effettuata dall’oculista.

Esame obiettivo

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Il medico valuterà l’aspetto dell’occhio, la distribuzione dell’arrossamento e la presenza di eventuali noduli. Un esame importante è il test con fenilefrina: l’instillazione di questo collirio vasocostrittore fa scomparire il rossore nell’episclerite, mentre nella sclerite l’arrossamento persiste.

Esame con lampada a fessura

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Questo strumento permette di osservare nel dettaglio le strutture oculari e di distinguere l’episclerite da altre condizioni come congiuntivite, sclerite o uveite.

Esami aggiuntivi

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In caso di episodi ricorrenti o sospetto di malattia sistemica, possono essere richiesti:

  • Esami del sangue: emocromo, indici infiammatori, fattore reumatoide, anticorpi specifici
  • Esami per malattie infettive se clinicamente indicato

Differenza tra sclerite ed episclerite

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È fondamentale distinguere l’episclerite dalla sclerite, una condizione più seria che richiede un trattamento tempestivo e aggressivo.

Caratteristica Episclerite Sclerite
Gravità Benigna Potenzialmente grave
Dolore Lieve, fastidio Intenso, profondo
Arrossamento Rosso-rosato, settoriale Rosso-violaceo, diffuso
Visione Normale Può essere compromessa
Durata 1-2 settimane Settimane-mesi
Complicanze Rare Possibili danni permanenti
Test fenilefrina Positivo (rossore scompare) Negativo (rossore persiste)

La sclerite è spesso associata a malattie sistemiche più severe e può causare complicanze gravi come assottigliamento sclerale, cheratite, uveite e glaucoma. Per questo motivo, una corretta diagnosi differenziale è essenziale.

Come si cura l’episclerite

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Il trattamento dell’episclerite dipende dalla severità dei sintomi e dalla forma clinica.

Forme lievi

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Nei casi più lievi, l’episclerite può risolversi spontaneamente senza alcun trattamento in 1-2 settimane. Per alleviare il fastidio si possono utilizzare:

  • lacrime artificiali per lubrificare l’occhio
  • impacchi freddi per ridurre l’infiammazione
  • evitare fattori irritanti come fumo, vento e ambienti secchi

Trattamento farmacologico

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Quando i sintomi sono più fastidiosi, il medico può prescrivere:

  • FANS topici: colliri antinfiammatori non steroidei come diclofenac o ketorolac
  • FANS orali: ibuprofene o naprossene per via sistemica
  • Corticosteroidi topici: in casi selezionati e per brevi periodi, sotto stretto controllo medico

I corticosteroidi in collirio sono generalmente riservati ai casi che non rispondono ai FANS, poiché il loro uso prolungato può causare effetti collaterali oculari come aumento della pressione intraoculare e cataratta.

Trattamento delle forme ricorrenti

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In caso di episclerite ricorrente associata a malattie sistemiche, è fondamentale il trattamento della patologia di base in collaborazione con altri specialisti come reumatologi o internisti.

Quando consultare l’oculista

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È consigliabile rivolgersi a un oculista quando si manifesta un arrossamento oculare accompagnato da dolore, soprattutto se:

  • i sintomi persistono oltre una settimana
  • il dolore è intenso o in peggioramento
  • si nota un calo della vista
  • si presentano episodi ricorrenti
  • sono presenti altri sintomi sistemici

Una valutazione specialistica permette di escludere condizioni più serie e di impostare il trattamento più appropriato.