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Corso antincendio aziendale: formazione obbligatoria e livelli

Formazione obbligatoria antincendio per addetti aziendali: tre livelli di corso, contenuti pratici e aggiornamenti quinquennali.

Il corso antincendio aziendale: formazione obbligatoria per la sicurezza

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La prevenzione degli incendi sul luogo di lavoro rappresenta un aspetto fondamentale della sicurezza aziendale. Ogni azienda deve garantire la presenza di personale formato e in grado di gestire le emergenze, utilizzare i dispositivi di spegnimento e coordinare le operazioni di evacuazione. Il corso antincendio aziendale nasce proprio per formare gli addetti alla prevenzione incendi, dotandoli delle competenze tecniche e pratiche necessarie per intervenire tempestivamente.

Dal 4 ottobre 2022 è entrato in vigore il D.M. 2 settembre 2021, che ha sostituito il precedente decreto del 1998, introducendo nuove modalità formative e suddividendo i corsi in tre livelli basati sulla classificazione del rischio specifico dell’attività. Questo articolo spiega chi deve frequentare la formazione, quali sono le tipologie di corsi disponibili, le differenze tra i vari livelli e le scadenze per l’aggiornamento.

Chi deve fare il corso antincendio in azienda?

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Il Decreto Legislativo 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro ha l’obbligo di designare uno o più lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze. Questi lavoratori devono necessariamente ricevere una formazione specifica attraverso il corso antincendio aziendale.

La scelta degli addetti antincendio spetta al datore di lavoro, che deve considerare le dimensioni dell’azienda, i rischi presenti, le caratteristiche degli ambienti di lavoro e le attitudini personali dei dipendenti. Il numero di addetti da designare varia in base alla complessità dell’attività e all’esito della valutazione dei rischi. In alcune situazioni, anche il datore di lavoro stesso può assumere questo ruolo, purché ricorra la formazione adeguata.

La designazione non è facoltativa: ogni realtà lavorativa, indipendentemente dalle dimensioni, deve garantire la presenza di almeno un addetto antincendio formato e aggiornato.

Quando è obbligatorio il corso antincendio?

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L’obbligo di frequentare il corso antincendio scatta nel momento in cui il lavoratore viene designato dal datore di lavoro come addetto alla squadra di emergenza. La formazione deve essere completata prima che il dipendente inizi effettivamente a svolgere le mansioni relative alla prevenzione incendi.

Non esistono esenzioni basate sulle dimensioni aziendali: anche le microimprese con pochi dipendenti devono provvedere alla formazione antincendio. La legge prevede sanzioni amministrative e penali per i datori di lavoro che non adempiono a questo obbligo, con multe che possono arrivare a diverse migliaia di euro e, nei casi più gravi, conseguenze penali.

L’obbligo si estende anche alle attività stagionali o temporanee: ogni volta che viene avviata un’attività lavorativa, anche di breve durata, è necessario nominare e formare gli addetti antincendio.

Quali sono i corsi antincendio per i dipendenti?

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Il D.M. 2 settembre 2021 ha introdotto una nuova classificazione dei corsi antincendio basata su tre livelli di rischio, sostituendo la precedente terminologia di rischio basso, medio e alto con livelli 1, 2 e 3. Ogni livello corrisponde a una specifica tipologia formativa.

Corso di livello 1 (ex rischio basso) della durata di 4 ore, destinato alle attività con rischio di incendio limitato. Include una parte teorica sulla prevenzione incendi e una parte pratica con prove di spegnimento su estintori portatili.

Corso di livello 2 (ex rischio medio) della durata di 8 ore, rivolto alle attività con rischio di incendio medio. Oltre agli argomenti del livello 1, approfondisce le procedure di evacuazione, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e le prove pratiche di spegnimento con naspi e idranti.

Corso di livello 3 (ex rischio alto) della durata di 16 ore, obbligatorio per le attività con rischio di incendio elevato come stabilimenti industriali, depositi di materiali infiammabili, ospedali e strutture ricettive. Prevede formazione teorica avanzata, esercitazioni pratiche complesse e approfondimenti sulla chimica degli incendi.

Tutti i corsi devono includere prove pratiche di spegnimento, rendendo impossibile la modalità di erogazione esclusivamente online anche per il livello 1.

Quali sono le differenze tra i corsi antincendio di livello 1, 2 e 3?

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Le differenze tra i tre livelli riguardano la durata, i contenuti formativi e la complessità delle prove pratiche.

Livello Durata corso iniziale Ex classificazione Contenuti principali
Livello 1 4 ore Rischio basso Principi base prevenzione incendi, identificazione pericoli, procedure allarme, uso estintori portatili, prove spegnimento su focolare controllato
Livello 2 8 ore Rischio medio Gestione emergenze complesse, evacuazione occupanti, uso naspi e idranti, comunicazione soccorritori, prove con idranti e simulazioni evacuazione
Livello 3 16 ore Rischio alto Valutazione rischio, sistemi rivelazione automatica, compartimentazione, gestione sostanze pericolose, scenari complessi, esercitazioni articolate

La classificazione del rischio viene determinata attraverso una valutazione specifica che considera molteplici fattori: materiali presenti, processi produttivi, affollamento, vie di esodo, sistemi di protezione attiva e passiva.

L’aggiornamento addetto antincendio: scadenze e obblighi

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Il D.M. 2 settembre 2021 ha introdotto l’obbligo di aggiornamento quinquennale per tutti gli addetti antincendio, indipendentemente dal livello di rischio. In precedenza, l’aggiornamento era previsto solo per il rischio medio ed alto.

Livello corso Durata aggiornamento quinquennale
Livello 1 2 ore
Livello 2 5 ore
Livello 3 8 ore

L’aggiornamento addetto antincendio deve essere effettuato entro 5 anni dal conseguimento dell’attestato iniziale o dall’ultimo aggiornamento. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la decadenza della qualifica, rendendo necessario ripetere il corso completo di formazione.

Durante l’aggiornamento vengono ripassati i contenuti teorici fondamentali e ripetute le prove pratiche di spegnimento, garantendo che le competenze rimangano attuali ed efficaci. Particolare attenzione viene dedicata alle novità normative e alle tecnologie più recenti in ambito antincendio.

Contenuti pratici e prove di evacuazione

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Una delle novità più rilevanti introdotte dalla normativa attuale riguarda l’obbligatorietà delle prove pratiche per tutti i livelli di corso. Ogni partecipante deve dimostrare concretamente di saper utilizzare gli estintori portatili, intervenendo su focolai reali in condizioni controllate.

Per i livelli 2 e 3, le esercitazioni si estendono all’uso di naspi e idranti con erogazione di acqua, richiedendo la disponibilità di strutture adeguate come le sale prove certificate. Le prove di evacuazione costituiscono un elemento essenziale della formazione, simulando scenari realistici che permettono agli addetti di acquisire familiarità con le procedure operative.

La componente pratica garantisce che la formazione non rimanga solo teorica ma si traduca in competenze concrete, utilizzabili immediatamente in caso di emergenza reale. Questo approccio pratico migliora significativamente l’efficacia della preparazione antincendio aziendale.