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Pubblicato inPatologie

Colesterolo totale, in cosa consiste e perché farlo

Il colesterolo è uno steroide (una molecola) che risulta fondamentale per la vita ed è un elemento essenziale nelle membrane di tessuti e organi.

colesterolo totale, cos'è, perché fare l'esame

Il colesterolo totale è la somma di tutto il colesterolo trasportato nel sangue: quello “cattivo” (LDL), quello “buono” (HDL) e la quota legata ai trigliceridi. Nell’adulto è considerato desiderabile un valore inferiore a 200 mg/dL, borderline tra 200 e 239, alto da 240 in su. Da solo però dice poco: due persone con lo stesso colesterolo totale possono avere un rischio cardiovascolare molto diverso a seconda di come quel totale è composto. È per questo che il valore va sempre letto insieme a LDL, HDL e trigliceridi.

Il colesterolo è uno steroide (una molecola) che risulta fondamentale per la vita ed è un elemento essenziale nelle membrane di tessuti e organi.

Perché fare il test del colesterolo totale?

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Questo test misura il colesterolo totale, che include il colesterolo buono e quello cattivo, e viene trasportato dalle lipoproteine nel sangue. Mantenere il suo valore nella norma è necessario per una buona salute e per evitare eventuali depositi sotto forma di placche nelle pareti dei vasi sanguigni.

La formazione di queste placche può portare a un restringimento e a un eventuale blocco del lume vasale, portando ad aterosclerosi e a eventuali problemi di salute come infarti e ictus.

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A cosa serve il colesterolo?

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Il colesterolo è una sostanza grassa essenziale per l’organismo. È innanzitutto un componente fondamentale delle membrane cellulari, garantendone struttura e fluidità.

Il corpo lo utilizza per produrre ormoni steroidei (come testosterone, estrogeni e cortisolo), vitamina D e acidi biliari necessari alla digestione dei grassi. Il cervello ne contiene grandi quantità per il funzionamento neuronale.

Il fegato produce circa l’80% del colesterolo necessario, mentre il restante 20% proviene dall’alimentazione. Nonostante sia indispensabile, livelli eccessivi nel sangue rappresentano un fattore di rischio cardiovascolare.

Perché è importante misurare il colesterolo totale?

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Questa misurazione è fondamentale per valutare il rischio cardiovascolare. Livelli elevati favoriscono la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie, aumentando il rischio di infarto, ictus e altre patologie cardiovascolari.

Il test fornisce una prima indicazione generale sulla salute lipidica, anche se per una valutazione completa è necessario considerare anche colesterolo LDL, HDL e trigliceridi. La misurazione periodica permette di identificare precocemente alterazioni metaboliche, anche in assenza di sintomi, consentendo interventi preventivi attraverso modifiche dello stile di vita o, se necessario, terapie farmacologiche.

È particolarmente importante per chi ha familiarità con malattie cardiovascolari, diabete, obesità o altri fattori di rischio.

Qual è la differenza tra colesterolo LDL e colesterolo totale?

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Il colesterolo totale rappresenta la somma di tutte le forme di colesterolo presenti nel sangue. Il colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) è invece una frazione specifica, comunemente chiamato colesterolo cattivo.

L’LDL trasporta il colesterolo dal fegato ai tessuti periferici e, quando presente in eccesso, tende a depositarsi sulle pareti arteriose formando placche aterosclerotiche.

Il colesterolo totale include anche l’HDL (colesterolo buono) che rimuove il colesterolo dalle arterie, e i VLDL. Per valutare correttamente il rischio cardiovascolare, l’LDL è più significativo del colesterolo totale, essendo il principale responsabile dell’aterosclerosi.

Come si calcola il colesterolo totale?

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Il colesterolo totale viene misurato direttamente sul campione di sangue, ma è legato alle altre frazioni da una relazione che il laboratorio utilizza abitualmente:

Colesterolo totale = HDL + LDL + (trigliceridi ÷ 5)

Da questa formula, nota come formula di Friedewald, si ricava anche il valore dell’LDL quando non viene dosato direttamente: LDL = colesterolo totale − HDL − (trigliceridi ÷ 5). È il motivo per cui su molti referti l’LDL compare come valore “calcolato”.

Il calcolo perde affidabilità quando i trigliceridi superano i 400 mg/dL: in quel caso il laboratorio deve dosare l’LDL con metodo diretto.

Un terzo parametro, sempre più usato, è il colesterolo non-HDL, che si ottiene con una sottrazione semplice: colesterolo totale − HDL. Comprende tutte le frazioni potenzialmente dannose e resta attendibile anche con trigliceridi alti o senza digiuno.

Quanto deve essere il colesterolo totale?

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Di seguito, i valori indicativi per la popolazione adulta generale. Occorre però precisare che la valutazione deve sempre essere personalizzata, e che deve tenere conto di variabili quali età, sesso, presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare. Oltre al profilo lipidico completo (LDL, HDL, trigliceridi).

Categoria Valore
Valori desiderabili, o normali Inferiore a 200 mg/dL
Valori limite (borderline alto) 200-239 mg/dL
Valori alti 240-279 mg/dL
Valori particolarmente alti 280 mg/dL o superiore

Quando il colesterolo totale deve preoccupare?

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Il colesterolo totale diventa preoccupante quando supera i 200 mg/dL, ma va sempre valutato nel contesto del profilo lipidico completo. Valori tra 200-239 mg/dL sono considerati al limite e richiedono attenzione. Oltre 240 mg/dL il rischio cardiovascolare aumenta significativamente.

Va considerato anche il rapporto tra colesterolo LDL e HDL, la presenza di altri fattori di rischio (fumo, ipertensione, diabete, familiarità), l’età e lo stato di salute generale. Un valore elevato isolato può essere meno preoccupante di un valore moderato associato ad altri fattori di rischio.

Ho il colesterolo totale a 203, 211, 219: devo preoccuparmi?

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Sono i valori che più spesso spingono a cercare informazioni, perché superano di poco la soglia dei 200 mg/dL. In una persona senza altri fattori di rischio, un valore in questa fascia non è un’emergenza e non comporta di per sé una terapia: indica che vale la pena guardare il profilo completo e intervenire sullo stile di vita.

Colesterolo totale Come si legge Cosa fare in genere
Sotto 200 mg/dL Desiderabile Controllo periodico secondo l’età e i fattori di rischio
200-239 mg/dL Borderline: conta molto com’è composto (LDL alto o HDL alto?) Verificare LDL, HDL e trigliceridi; intervenire su dieta, peso e attività fisica; ricontrollare dopo 3-6 mesi
240-279 mg/dL Alto Valutazione medica con calcolo del rischio cardiovascolare complessivo
280 mg/dL o più Molto alto: va considerata anche una forma familiare, soprattutto se compare in giovane età o è presente in più familiari Approfondimento specialistico

Qual è l’obiettivo di LDL da raggiungere?

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A differenza del colesterolo totale, che ha soglie uguali per tutti, l’obiettivo di LDL è personale e dipende dal rischio cardiovascolare complessivo, che il medico calcola considerando età, pressione, fumo, diabete, familiarità e patologie già presenti. Le linee guida europee indicano obiettivi progressivamente più bassi al crescere del rischio.

Livello di rischio cardiovascolare Obiettivo indicativo di colesterolo LDL
Basso Sotto 116 mg/dL
Moderato Sotto 100 mg/dL
Alto Sotto 70 mg/dL
Molto alto (per esempio dopo un infarto o con malattia cardiovascolare accertata) Sotto 55 mg/dL

È la ragione per cui due persone con lo stesso referto possono ricevere indicazioni opposte: per una il valore è accettabile, per l’altra è ampiamente sopra il proprio obiettivo. Solo il medico può collocare una persona nella fascia di rischio corretta.

Quando fare il test?

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La colesterolemia totale è un test che viene eseguito insieme ad altri esami di routine e viene prescritto soprattutto a chi presenta uno o più fattori di rischio nello sviluppare una malattia cardiovascolare, come ad esempio:

  • storia familiare di malattie cardiovascolari in età precoce (nei parenti di primo grado: donne sotto i 65 anni e uomini sotto i 55 anni)
  • fumo
  • età (donne dai 55 anni in su e uomini dai 45 in su)
  • precedente infarto o patologia cardiovascolare pre-esistente
  • ipertensione
  • sovrappeso e obesità
  • diabete mellito

In assenza di fattori di rischio, il profilo lipidico viene in genere controllato a partire dai 40 anni negli uomini e dai 50 nelle donne, e ripetuto ogni 4-6 anni se i valori sono normali. Il controllo va anticipato quando in famiglia ci sono casi di dislipidemia o di eventi cardiovascolari precoci.

Campione richiesto per il colesterolo totale?

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Il campione di sangue può essere prelevato dalla vena del braccio. Esistono anche apparecchi che misurano il colesterolo su una goccia di sangue ottenuta pungendo la punta di un dito: sono utili per lo screening e l’autocontrollo, ma per la diagnosi e per il calcolo delle frazioni fa fede il prelievo venoso analizzato in laboratorio.

Contenitore utilizzato: provetta con tappo rosso.

Preparazione

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L’esame richiede una preparazione prima del prelievo di sangue. È necessario per chi sarà sottoposto al test, un digiuno precedente al prelievo dalle 9 alle 12 ore. È permesso solamente bere. In ogni caso è utile confrontarsi con il proprio medico curante, perché a seconda del quadro clinico del paziente, verranno fornite le giuste informazioni.

Nei giorni precedenti conviene mantenere le abitudini alimentari di sempre: un’alimentazione insolitamente leggera nelle 48 ore prima del prelievo restituisce una fotografia poco rappresentativa. Vanno segnalati al medico eventuali farmaci in corso, una malattia recente o una gravidanza, perché tutti possono modificare il profilo lipidico.

È opportuno fare il test di prima mattina?

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Sì, perché il paziente prima di eseguire il test deve seguire un digiuno di 9 – 12 ore.

Come prenotare l’esame del colesterolo

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Il dosaggio del colesterolo totale si esegue con un normale prelievo di sangue e non richiede impegnativa per essere prenotato in regime privato. Dato che il valore da solo orienta poco, conviene richiederlo insieme alle altre frazioni: colesterolo LDL, HDL e trigliceridi compongono il profilo lipidico completo, che è quello su cui il medico ragiona.

Il prelievo si prenota dalla pagina degli esami del sangue, scegliendo i singoli esami oppure i pacchetti di controllo che già li comprendono, e non serve una visita preliminare. Il referto è disponibile in pochi giorni nell’area personale.

Prenota il profilo lipidico completo

Cosa sappiamo dal test?

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Con questo esame di routine e di controllo, possiamo capire lo stato di salute in cui versa la persona che lo esegue. I risultati di questo test possono essere suddivisi in tre categorie di rischio.

  • Desiderabile: il valore del colesterolo è sotto i 200 mg/dL (5.18 mmol/L) e indica un basso rischio di malattia cardiovascolare
  • Borderline – alto: tra i 200 e i 239 mg/dL (5.18 – 6.18 mmol/L) indica un rischio moderato. In questo caso è possibile andare a vedere nello specifico se il colesterolo alto sia dovuto a un aumento del colesterolo buono (HDL alte) o del colesterolo cattivo (LDL alte)
  • Rischio alto: il valore del colesterolo risulta più alto o uguale a 240 mg/dL (6.22 mmol/L) e viene considerato un valore ad alto rischio. Anche in questo caso è possibile effettuare test per comprendere l’origine del colesterolo alto

Il colesterolo alto non dà sintomi: è questa la ragione per cui viene definito un fattore di rischio silenzioso e per cui il controllo periodico ha senso anche quando ci si sente perfettamente bene. I segnali del colesterolo alto compaiono, quando compaiono, solo dopo anni e in forme particolari.

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. Fai sempre riferimento alle indicazioni riportate sul tuo referto.

E se il colesterolo totale è basso?

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Un colesterolo totale sotto i 130-140 mg/dL, in una persona che sta bene, in genere non ha significato clinico e non richiede accertamenti. Valori molto bassi possono comparire in caso di malnutrizione, malassorbimento, ipertiroidismo o malattie del fegato, ma in quei casi sono accompagnati da altri esami alterati e da sintomi. Un valore basso in corso di terapia con statine è invece l’effetto atteso del trattamento.

Cosa fare per abbassare il colesterolo totale?

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Per ridurre il colesterolo totale è necessario un approccio che tenga conto di più aspetti.

Categoria Indicazioni
Alimentazione Bisogna ridurre i grassi saturi come carni grasse, burro e formaggi stagionati, ed eliminare del tutto i grassi trans. Allo stesso tempo occorre aumentare l’apporto di fibre solubili introducendo nella propria alimentazione avena, legumi, frutta e verdura. Vanno preferiti i grassi insaturi, presenti in olio extravergine d’oliva, pesce azzurro e frutta secca, limitando invece zuccheri semplici e alimenti processati.
Stile di vita Il fumo va eliminato, perché danneggia i vasi sanguigni e abbassa il colesterolo HDL. Va inoltre limitato il consumo di alcol e gestito lo stress con tecniche di rilassamento.
Movimento Si dovrebbero svolgere almeno 150 minuti di attività aerobica moderata a settimana. Una camminata veloce, ad esempio, oppure nuoto o ciclismo.
Peso Mantenere un peso corporeo nella norma è essenziale: anche una riduzione del 5-10% del peso può portare a un miglioramento significativo dei valori.
Controlli periodici È importante monitorare regolarmente i valori dei grassi e consultare il medico per valutare se sia necessaria una terapia farmacologica con statine.

Le modifiche dello stile di vita danno risultati apprezzabili in genere dopo tre-sei mesi: è questo l’intervallo dopo il quale ha senso ripetere il profilo lipidico per misurarne l’effetto. Quando la componente ereditaria è forte, però, dieta e attività fisica da sole possono non bastare, e la terapia farmacologica non è un fallimento personale ma la scelta corretta.

Alimentazione, cause dell’aumento e conseguenze dell’ipercolesterolemia sono approfondite nella scheda dedicata al colesterolo.

Quando parlarne con il medico senza rimandare. Un colesterolo totale pari o superiore a 280-300 mg/dL, soprattutto sotto i 40 anni; casi di infarto o ictus in famiglia prima dei 55 anni negli uomini e dei 65 nelle donne; noduli giallastri su tendini, gomiti o palpebre. Sono elementi che orientano verso una ipercolesterolemia familiare, una condizione genetica frequente e sottodiagnosticata, che richiede una valutazione specialistica e l’estensione dei controlli ai familiari.

In sintesi. Il colesterolo totale è desiderabile sotto 200 mg/dL, ma è un dato di sintesi: quello che conta davvero è quanto LDL contiene e quale sia l’obiettivo di LDL per il proprio livello di rischio. Un valore poco sopra 200, senza altri fattori di rischio, si affronta con stile di vita e un controllo dopo alcuni mesi; valori molto alti o una familiarità precoce meritano una valutazione specialistica.

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