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La stitichezza nei bambini

La stitichezza nei bambini ha quasi sempre una causa funzionale e non è una malattia, ma può essere corretta con buone abitudini e qualche accorgimento. Tutto quello che c'è da sapere
A cura di
Daniela
Callegari

Quando si può parlare di stitichezza nei bambini?

La stitichezza, ovvero la difficoltà a evacuare le feci, è un sintomo, non una malattia. Rappresenta una condizione molto diffusa tra i bambini.

Il bambino è stitico quando:

  • Evacua con molto sforzo
  • Prova dolore durante l'evacuazione
  • Le feci sono dure e caprine (piccoli pezzi)
  • Le evacuazioni avvengono meno di tre volte a settimana e possono essere molto voluminose
  • Si creano di conseguenza screpolature dolorose all'ano, innescando un circolo vizioso: feci dure – screpolatura – dolore – non evacuazione – feci più dure – peggioramento della screpolatura

Si parla di stitichezza nei bambini neonati quando la defecazione:

  • Non avviene per tre-quattro giorni
  • Provoca sforzo, dolore e talvolta crisi di pianto nel piccolo
  • Ha come risultato l’evacuazione di feci secche (laddove la consistenza tipica delle feci dei neonati è morbida e semiliquida)

Cause della stitichezza nei bambini

Le cause della stipsi possono essere di due tipi:

  1. organica (diffusa in meno del 5% dei casi), legata a malattie o malformazioni
  2. funzionale, dipendente cioè solo dal malfunzionamento intestinale.

Le patologie che provocano stipsi organica possono essere:

Questi disturbi si manifestano nelle prime epoche di vita insieme ad altri importanti sintomi, quali:

  • Scarsa crescita
  • Anomalie anatomiche rettali
  • Presenza di sangue nelle feci
  • Riduzione del tono muscolare agli arti inferiori
  • Masse fecali presenti alla palpazione addominale e all'esplorazione rettale

La causa della stipsi funzionale è invece la non efficace e regolare funzionalità dell'attività intestinale.

Riattivare la regolare funzionalità intestinale

Normalmente, l'intestino riceve dallo stomaco gli alimenti parzialmente digeriti, ne completa la digestione, assorbe i nutrienti indispensabili per la crescita del bambino, infine compatta ed espelle il materiale che per l’organismo non è digeribile e utilizzabile (come la cellulosa).

La massa fecale, con uno stimolo di contatto sulla parete dell'ultimo tratto intestinale (colon e retto), attiva contrazioni che si susseguono come onde provocando l'evacuazione.

Possiamo educare l'intestino a un funzionamento regolare in questi modi:

  • Per i bambini che non usano ancora il vasino, è importante favorire la posizione più efficace, quella “a torchio”, della muscolatura addominale. Quando sembra che il bambino “spinga” il genitore può liberarlo dal pannolino, sostenendolo in braccio con le cosce flesse e il dorso appoggiato al suo corpo (come se stesse seduto): così la spinta sarà molto più efficace
  • Da quando il bambino mantiene la posizione seduta (8-9 mesi) e dà segnali di “spingere”, si può cominciare a proporgli il vasino. Qualche consiglio sull'uso del vasino: il momento più opportuno è quello dopo i pasti per sfruttare il riflesso gastro-colico; meglio proporre senza insistere e non mostrare delusione se l'esito è negativo, né eccedere in lodi se è positivo
  • Favorire il movimento: nei bambini più grandi la sedentarietà favorisce la stitichezza

Cosa dare da mangiare ai bambini stitici?

L'intestino svolge meglio la sua funzione se lavora su alimenti ricchi di fibre, che non vengono assorbite ma che hanno il prezioso compito di fare massa: sono indicati i cibi integrali (pasta, pane, riso, già dal II semestre di vita fiocchi di cereali integrali); un apporto quotidiano di frutta, verdura e legumi; abbondante acqua durante la giornata (dallo svezzamento in poi, anche ai piccoli lattanti)

Se non sono sufficienti queste raccomandazioni si rende necessario un “rieducatore intestinale“ che sarà prescritto dal pediatra. Mai usare i prodotti lassativi (purganti), che non risolvono e anzi possono nuocere.

Come ammorbidire le feci di un bambino?

Un alleato contro la stitichezza nei bambini è il “rieducatore intestinale”, un prodotto a base di polietilenglicole, una molecola che si potrebbe definire inerte (che così come viene ingerita viene eliminata), con l'importante compito di attirare acqua nella massa fecale.

Dopo il suo utilizzo, le feci risultano più morbide e voluminose

Il prodotto deve essere assunto ogni giorno, per lunghi periodi (anche mesi), in ogni caso fino al raggiungimento del risultato di una regolare evacuazione quotidiana, e la dose corretta è quella individualmente efficace a risolvere la stitichezza in modo persistente (si possono ripetere cicli di trattamento). Non presenta effetti collaterali.

Rimedi per la stitichezza

I migliori rimedi contro la stitichezza nei bambini comprendono dunque:

  • Seguire un’alimentazione corretta (frutta verdura, legumi, cereali integrali)
  • Bere molta acqua
  • Regolarizzare l'orario della “seduta“ (dopo i pasti, a casa, in un momento tranquillo)
  • Mantenere uno stile di vita attivo e fare movimento
  • Usare il “rieducatore” quando necessario

Cosa sono le screpolature anali? Come curarle?

Non sono vere e proprie ragadi anali, ma screpolature della mucosa anale, come un piccolo taglietto nel solco dei raggi dell'ano.

Quanto si è detto sulle buone abitudini per una regolare funzionalità intestinale previene anche la formazione di screpolature all'ano (molto dolorose e peggiorative della stitichezza).

Nel caso in cui si siano formate, invece, va praticato un trattamento locale che aiuti la cicatrizzazione del piccolo taglio in una zona del corpo per sue caratteristiche caldo-umida e lenta ai processi riparativi della pelle.

È importante lavare con poco sapone di Marsiglia l'ano anche due-tre volte al giorno, asciugare con scrupolo evitando che rimanga la pelle umida, e applicare il prodotto cicatrizzante almeno 3 volte al giorno (vi sono prodotti su base vegetale in formulazione di ovuli). 

Il tempo di guarigione, con una funzione intestinale regolare con feci morbide, è intorno ai 7-10 giorni.