Cerca nel sito
Chiudi

La dacriocistite (o infiammazione del sacco lacrimale)

La dacriocistite è un’infiammazione del sacco lacrimale che si ha a causa di un’ostruzione del condotto naso-lacrimale: cos’è, cause e sintomi

Come è formato l’apparato lacrimale

L’apparato lacrimale è costituito dalle ghiandole lacrimali e dalle vie lacrimali.

Le due ghiandole lacrimali sono poste nella parte supero-laterale dell’orbita. Sono ghiandole tubulari composte, provviste di 10-12 dotti escretori che si aprono nel fornice congiuntivale superiore, dove riversano il secreto acquoso, che ha funzione lubrificante e antibatterica per azione del lisozima presente. Nella parte laterale sono invece presenti delle ghiandole lacrimali accessorie.

Le vie lacrimali sono costituite da un sistema di canalicoli che drenano dal sacco lacrimale il secreto delle ghiandole, convogliandolo nelle cavità nasali. Queste vie lacrimali iniziano dalle papille lacrimali con un condotto lacrimale superiore e un condotto lacrimale inferiore, che possono unirsi in un condotto lacrimale comune o sboccare separatamente nel sacco lacrimale che è una cavità drenata dal canale nasolacrimale.

Cos’è la dacriocistite

La dacriocistite è una patologia causata dall’infezione di un batterio, conseguente solitamente all’ostruzione del dotto naso lacrimale, ad opera di patogeni come lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pneumoniae.

Questo stato infiammatorio provoca:

  • Dolore
  • Arrossamento
  • Edema del tessuto, cioè un accumulo di liquidi negli interstizi tessutali
  • Eccessiva lacrimazione

Un’ostruzione del sistema di drenaggio delle lacrime è dovuto quasi sempre a un’anomalia congenita o a un’infezione (dacriostenosi) e questo rende gli occhi più sensibili nel contrarre un’infezione e al conseguente impianto di germi.

Questo processo infiammatorio può verificarsi a qualsiasi età, ma tende a presentarsi maggiormente nei bambini. Questi infatti possono presentare un ingrandimento patologico del sacco lacrimale, di solito dovuto all’occlusione del dotto naso lacrimale e alla ritenzione delle secrezioni mucose (dacriocistocele).

Cause

La dacriocistite è provocata da un’infezione a livello dei dotti lacrimali, ed è determinata dal restringimento o dall’occlusione delle vie lacrimali, infatti se le lacrime si accumulano nel sacco lacrimale senza defluire, diventano causa di infiammazione.

Altri fattori scatenanti possono essere:

  • Lesioni e traumi all’occhio o nelle zone circostanti
  • Patologie nasali come la deviazione del setto nasale, sinusite, rinite e polipi nasali
  • Chirurgia nasale e dei seni paranasali

Sintomi della dacriocistite

Nel caso di dacriocistite, il medico può confermare la diagnosi tenendo conto dei segni clinici che caratterizzano questa patologia come il gonfiore, l’arrossamento nell’angolo interno dell’occhio, la febbre e l’eccessiva lacrimazione. In presenza di questi sintomi, andando a premere sul sacco lacrimale, è possibile far fuoriuscire il materiale purulento attraverso i puntini lacrimali.

La dacriocistite può essere in forma acuta, congenita o cronica:

  • Dacriocistite acuta, infiammazione del sacco lacrimale con tumefazione e dolore dell’angolo interno e fuoriuscita di mucopus alla digitopressione
  • Dacriocistite congenita, forma molto frequente dovuta a una mancata perforazione della parete inferiore del canale naso-lacrimale e a infezione della sua mucosa. È caratterizzata da secrezione lacrimale mucosa e, alla pressione, da fuoriuscita di liquido mucopurulento
  • Dacriocistite cronica, in questo caso abbiamo una dacriocistite generalmente conseguente ad affezioni della mucosa nasale (rinite) da pneumococco, stafilococco e streptococco oppure a malattie generali quali sifilide e tubercolosi. È caratterizzata da abbondante lacrimazione e tumefazione indolore del sacco lacrimale

Come trattare la dacriocistite

Nel caso in cui venga confermata l’ostruzione del dotto lacrimale senza la presenza di alcuna infezione, sulla zona in questione il medico può raccomandare al paziente di fare:

  • impacchi caldi con panni umidi (in assenza di segni di infezione)
  • massaggi delicati sulla regione del sacco lacrimale in modo da favorire il drenaggio

Il trattamento farmacologico standard è necessario invece in caso di infezione e consiste nell’assunzione di una terapia antibiotica che può alleviare i sintomi di una forma cronica e risolvere quelli di una forma acuta. Se il paziente non risponde alla terapia farmacologica è possibile dover ricorrere a un intervento chirurgico.

Dacriocistite nel neonato

Nel neonato questo fenomeno è abbastanza frequente nei primi giorni di vita e i bambini con questa patologia presentano una caduta di lacrime dal sacco lacrimale determinata da un’insufficienza del sistema di drenaggio delle lacrime o da eccessiva lacrimazione chiamata epifora.

Il piccolo in questo caso ha difficoltà nell’aprire l’occhio che appare appiccicoso e con la presenza eventuale di una secrezione bianco giallastra nell’angolo interno.

In attesa che il dotto lacrimale del bambino si apra spontaneamente e per favorirne l'apertura, che avviene il più delle volte entro il primo anno di vita, bisogna praticare un massaggio del sacco lacrimale.

È necessario innanzitutto lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone, poi si inizia esercitando con il polpastrello una certa pressione unita a un movimento rotatorio sotto l’angolo interno dell’occhio. Si procede infine con un movimento che va dall’alto al basso lungo il sacco lacrimale. È necessario effettuare questo massaggio più volte al giorno.

La scheda si basa sulle informazioni contenute nel "Dizionario Medico" di Antonio Cancellara (Verduci Editore)