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Pubblicato inSalute

Dito rotto: quello che c’è da sapere

Il dito rotto della mano è solitamente una condizione risultante da traumi più o meno gravi che compromettono l’integrità della struttura ossea.

dito rotto

Frattura delle dita della mano, sintomi e cause

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La frattura delle ossa della mano e segnatamente di quelle che costituiscono l’ossatura delle dita è un evento epidemiologicamente abbastanza frequente. Le estremità del corpo sono più facilmente soggette a traumi in quanto anatomicamente più esposte, e nel caso delle dita delle mani anche più fragili.

La sintomatologia di una frattura dipende comunque dall’entità della frattura stessa, che può essere minima, o piuttosto importante.

Possiamo dire che in generale i sintomi di un dito rotto sono i seguenti:

  • dolore nell’area della frattura
  • gonfiore intorno all’area o aree interessate
  • aumento della temperatura della cute
  • arrossamento cutaneo
  • possibile anomalie della sensibilità, come parestesia o ipoestesia sul polpastrello del dito corrispondente

In caso di frattura abbastanza seria, possono poi incorrere altri sintomi come:

  • deformazione evidente della struttura anatomica
  • incapacità a mobilizzare adeguatamente la parte, sia per interruzione della continuità strutturale, sia per il dolore che si prova

A seconda della tolleranza al dolore del paziente, la frattura in alcuni casi può provocare anche nausea e conati di vomito, per quanto sia un evento piuttosto raro nel caso di fratture alle mani.

Le cause di una frattura sono solitamente di tipo traumatico, dovute a cadute in cui ci si appoggia sulle mani, a schiacciamento tra due oggetti etc.

Possono esserci tra le concause anche problemi di densità ossea, come nel caso dell’osteoporosi, che rende le ossa più fragili.
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Dito rotto, cosa fare?

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Prima di tutto andrebbe determinato se ci sia o meno una frattura, il che nella maggior parte dei casi può essere stabilito solo attraverso un esame radiografico.

È tuttavia importante seguire alcuni accorgimenti in caso di deformazione evidente e mancanza di una diagnosi definitiva, cioè nel periodo che intercorre tra l’evento traumatico e la visita medica necessaria per la diagnosi.

Nello specifico:

  • non cercare di sistemare il dito o di muoverlo se esso non risponde
  • applicare ghiaccio con un panno a proteggere la pelle
  • prendere un antidolorifico se il dolore risulta insopportabile, cioè in casi di particolare sensibilità ad esso
  • se possibile, mantenere il dito fermo, magari legandolo ad uno a fianco con un bendaggio per tutta la sua lunghezza
  • tenere la mano in posizione elevata, per far sì che i liquidi rifluiscano

Quanto ci mette un dito rotto a guarire da solo?

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La prognosi della guarigione dipende interamente da fattori individuali, quali la gravità del danno strutturale al tessuto osseo, lo stato di salute del paziente, e anche l’età. In età avanzata le ossa sono più fragili, e impiegano più tempo a saldarsi.

In generale però una frattura impiega qualche settimana a ripararsi completamente, posto che siano seguite le indicazioni del medico e che la frattura sia adeguatamente trattata.
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Diagnosi e terapia

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La diagnosi avviene con esame obiettivo, cioè visita medica e soprattutto diagnostica per immagini. La radiografia è infatti indispensabile non solo per verificare che ci sia effettivamente una frattura, ma per vederla e decidere come procedere da un punto di vista del trattamento.

Il trattamento è per lo più un’immobilizzazione del dito in modo da permettere all’osso di saldarsi alle sue parti e colmare la fessura che il trauma ha causato.

Ci sono casi gravi, in cui il trauma ha compromesso a tal punto il tessuto osseo, che possono però necessitare di intervento chirurgico di ricostruzione, o addirittura in cui l’unica soluzione è l’amputazione