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La dislalia


La dislalia è un disturbo dell’articolazione dei suoni molto frequente in età infantile, causato da un difetto nella conformazione o nel funzionamento dell’apparato fonatorio. Scopriamo come riconoscerla e in che modo intervenire per risolverla

Cosa significa dislalia?

La dislalia è un disturbo nella pronuncia dei suoni della lingua provocato da un difetto di conformazione o di funzionamento dell’apparato fonatorio, composto da naso, labbra, lingua e faringe.

Tipologie di dislalia

Le dislalie si suddividono in dislalie organiche e dislalie funzionali.

Le dislalie organiche sono causate da un’alterazione a livello anatomico o da un difetto fisico degli organi coinvolti nell’articolazione fonatoria: labbra, lingua, arcate dentarie, palato.

A seconda dell’organo interessato dal difetto di pronuncia vengono ulteriormente classificate in:

  • Dislalie labiali: riguardano i fonemi /p/, /b/, /m/. Possono essere di origine congenita, traumatica, chirurgica o provocati da paralisi
  • Dislalie dentali: compromettono la pronuncia di /f/, /v/, /l/, /r/ e delle consonanti sibilanti /ts/, /dz/, /s/, /z/. Dipendono da alterazioni congenite o acquisite che interessano la conformazione delle arcate o del morso
  • Dislalie linguali: coinvolgono tutti i fonemi riprodotti tramite l’attivazione della lingua. Possono derivare da anomalie nelle dimensioni della lingua (per cause traumatiche o chirurgiche), da cicatrici o paralisi mono o bilaterali del nervo motore della lingua (l’ipoglosso)
  • Dislalie palatali: inducono la trasformazione dei fonemi occlusivi in nasali. Si verificano quando la divisione tra la cavità nasale e quella orale viene alterata da lesioni del palato duro o modificazioni del palato molle

Le dislalie funzionali non sono prodotte da cause fisiche ma soltanto da una difficoltà nel pronunciare correttamente alcuni suoni

Le dislalie funzionali includono la distorsione, sostituzione, omissione o inversione di un fonema. Vengono distinte sulla base del fonema coinvolto:

  • Rotacismo: modificazione del fonema /r/
  • Sigmatismo: alterazione dei fonemi /s/, /z/, /sc/
  • Lambdacismo: alterazione del fonema /l/
  • Deltacismo: distorsione del fonema /d/
  • Kappacismo (o gammacismo): alterazione dei suoni gutturali 

Una particolare forma di dislalia è, infine, la dislalia audiogena, la cui causa non è un’anomalia organica né un difetto funzionale, ma un deficit uditivo. I suoni non sono percepiti adeguatamente dalla persona e di conseguenza vengono riprodotti in modo anomalo.

Quando è il caso di intervenire?

I difetti nell’articolazione dei fonemi sono frequenti nel percorso di crescita dei bambini e nello sviluppo del linguaggio, poiché la capacità di compiere correttamente i movimenti necessari a riprodurre i suoni deve essere perfezionata. Con il passare del tempo e l’evoluzione della facoltà di linguaggio, questo genere di imprecisioni solitamente va incontro a una correzione spontanea (in genere fra i tre e i cinque anni). 

Qualora la modificazione di alcuni fonemi persista oltre questa fascia anagrafica, è consigliabile richiedere una valutazione da parte di un medico per individuare le cause del disturbo e pianificare un intervento terapeutico.

Come si cura la dislalia?

Consultare un medico per avere una diagnosi di conferma è il primo passo per curare la dislalia. Lo specialista sarà in grado di accertare le cause del problema e di consigliare il trattamento più indicato.

Nel caso in cui i disturbi del linguaggio siano risolvibili tramite un percorso terapeutico, il bambino sarà affidato a un logopedista che, dopo una valutazione delle strutture fonatorie e dell’articolazione per mezzo di specifici test, predisporrà un piano di intervento. 

Le attività finalizzate a correggere la dislalia andranno a:

  • Lavorare sulla muscolatura coinvolta nella pronuncia e migliorare i movimenti articolatori responsabili della produzione dei fonemi
  • Correggere l’impostazione fonetica dei suoni distorti

Il bambino imparerà a distinguere i diversi fonemi e ad acquisire, tramite un processo di imitazione, lo schema articolatorio per la riproduzione dei suoni. Successivamente potrà esercitarsi a riprodurre i singoli fonemi all’interno di sillabe, parole e frasi, e con il tempo finirà per automatizzarli nell’eloquio spontaneo.

Laddove l’origine del disturbo sia invece una malformazione fisica, si potrà valutare di intervenire chirurgicamente per correggerla.