{"id":9042,"date":"2020-06-01T15:12:48","date_gmt":"2020-06-01T15:12:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/?p=9042"},"modified":"2025-10-22T14:17:23","modified_gmt":"2025-10-22T14:17:23","slug":"emozioni-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/emozioni-pandemia\/","title":{"rendered":"Emozioni: come sono cambiate durante la pandemia?"},"content":{"rendered":"<p>La terza puntata del nostro podcast Streaming of Consciousness ripercorre le emozioni che abbiamo attraversato nei mesi di isolamento e quarantena<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/832221598&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p><a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psico\/percorso-psicoterapia-adulti?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_emozioni_pandemia\">Prenota una seduta<\/a><\/p>\n<p><strong>Testo del podcast<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Verso l\u2019ultima settimana di febbraio stavo lavorando ad <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2020\/03\/10\/come-gestire-attacco-di-panico\/\">alcuni articoli sull&#8217;ansia<\/a> e non riuscivo a togliermi dalla testa un\u2019immagine. Pensavo a una bolla di sapone che fluttua in controluce. E almeno cento persone che la osservano con il fiato sospeso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da l\u00ec a pochi giorni avremmo tutti iniziato a percepire la nostra vita allo stesso modo, una fragile bolla di sapone, da proteggere facendo meno rumore possibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Io sono Riccardo Germani &#8211; psicologo, e questa \u00e8 la terza puntata di <strong>Streaming of Consciousness<\/strong>, il podcast della Finestra sulla Mente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Provare a raccogliere tutte le sensazioni sperimentate negli ultimi quattro mesi non \u00e8 facile. Cercare di mettere ordine nella mente, nei ricordi, nelle emozioni di questo periodo \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 complicata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ripensare a ci\u00f2 che \u00e8 successo da febbraio a oggi fuori e dentro di noi \u00e8 strano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un po\u2019 come quando qualcuno ti comunica una notizia importante parlando molto velocemente in modo concitato e hai bisogno di rallentare, prendere pezzo per pezzo il discorso e analizzarlo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Allora ho provato a raccogliere le idee e fare un bilancio, perch\u00e9 conoscere le nostre emozioni di questo periodo ci aiuter\u00e0 anche ad affrontare e capire ci\u00f2 che succeder\u00e0 da qui in poi, nella nostra mente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Partiamo dall&#8217;inizio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra dicembre e gennaio inizia a diffondersi la notizia di un nuovo virus.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nessuno ci fa molto caso: \u00e8 qualcosa che sta succedendo in Cina, lontano da noi. Laggi\u00f9 accadono tante cose strane, sono miliardi di persone e ogni tanto ne combinano qualcuna. Non ci riguarda. Al limite ci spaventiamo un po\u2019 e decidiamo di rinunciare al sushi per qualche tempo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I giorni passano e questa cosa del virus per\u00f2 non accenna a placarsi. Anzi, se ne parla sempre di pi\u00f9. Comunque sembra solo un\u2019influenza, anche ammalandoci, dicono, non dovremmo avere conseguenze gravi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Intanto i ristoranti asiatici si svuotano. Qualche timore inizia a serpeggiare, ma ancora guardiamo straniti le persone che indossano guanti e mascherine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nella seconda met\u00e0 di febbraio i primi contagi italiani. Pensiamo tutti \u201cEcco, \u00e8 arrivato il momento\u201d, ma continuiamo la nostra vita di sempre, con fiducia, con l\u2019idea che quelle poche persone saranno isolate e curate. Poco dopo vengono emesse ordinanze restrittive per prevenire il contagio, ma contestualmente vediamo il lancio dell\u2019hashtag #milanononsiferma, e pensiamo che le chiusure di scuole e locali siano solo misure di cautela momentanee, destinate a essere presto rimosse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche l\u2019istituzione delle zone rosse non preoccupa pi\u00f9 di tanto. Le immagini di Codogno chiusa dalle forze dell\u2019ordine e dei suoi abitanti costretti a essere isolati dai propri familiari e amici sembrano &#8211; a chi non \u00e8 di quelle parti &#8211; qualcosa di insolito e strano: \u201c\u00e8 un problema loro\u201d. Codogno o la Cina, insomma, poco cambia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Intanto dai supermercati iniziano a sparire Amuchina, alcol, farina, pasta e altri beni di prima necessit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La paura vera iniziamo per\u00f2 a sentirla l\u20198 marzo, con la chiusura della Lombardia che provoca scene di panico alle stazioni di Milano. Migliaia di persone fuggono cercando di raggiungere i propri cari in citt\u00e0 lontane, ammassandosi negli ultimi treni notturni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pochi giorni dopo il blocco viene esteso a tutto il paese, che si ritrova improvvisamente congelato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Entriamo in quarantena. Siamo sopraffatti dalla paura e dall&#8217;ansia. Ogni giorno assistiamo con gli occhi sgranati a scene di morte e sofferenza. Siamo increduli, disorientati e ci sentiamo iper-vulnerabili, esposti a un pericolo invisibile di cui sappiamo ancora troppo poco.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Guardando i camion militari trascinare via le vite degli abitanti di Bergamo, sentiamo qualcosa rompersi dentro di noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Accettiamo di chiuderci in casa, di stare lontani. La paura accompagna i rituali ossessivi di disinfezione e igienizzazione. Cerchiamo di rendere asettico il nostro spazio vitale. Ci sentiamo chiusi in una bolla, una fragile bolla di sapone che pu\u00f2 scoppiare da un momento all&#8217;altro, lasciandoci cadere nel vuoto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mentre contiamo i morti, cerchiamo di rimanere vivi. Diventiamo come astronauti. La nostra casa diventa come una navicella spaziale. Non possiamo uscire perch\u00e9 fuori c&#8217;\u00e8 un vuoto capace di uccidere. Dobbiamo mangiare cibi a lunga conservazione e fare un sacco di esercizi che ci fanno sentire buffi, per allenare muscoli che altrimenti si atrofizzerebbero. L&#8217;isolamento colpisce i nostri bisogni fondamentali di:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; contatto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; appartenenza<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; sicurezza<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; rispecchiamento nell&#8217;altro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dobbiamo cercare di rimanere sani di mente. E per farlo sviluppiamo una sorta di <strong>anoressia verso i desideri<\/strong>, che teniamo lontani come veleno. Marzo e aprile sono mesi durissimi, fatti di giorni sempre uguali, di frustrazione, sirene di ambulanze e solitudine. Non sappiamo quando finir\u00e0 e lentamente iniziamo ad accorgerci che \u00e8 cambiato tutto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per sentirci ancora vivi, nelle citt\u00e0 deserte dove iniziano a migrare i droni, nella penombra insicura delle nostre case, iniziamo ad affacciarci dai balconi per cercare l\u2019altro, gli occhi di qualcuno che possano ricordarci che siamo vivi, che il mondo fuori esiste ancora. Che stiamo tutti vivendo le stesse emozioni, anche quelle che non hanno ancora un nome.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Capiamo che stiamo vivendo un nuovo sentimento, chiamato Covid. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Un misto di rabbia, frustrazione, tristezza, malinconia e rassegnazione che ci sale quando pensiamo a quello che vorremmo fare e non possiamo fare. Alle persone che vorremmo vedere e non possiamo incontrare, ai progetti che vorremmo attuare e non possiamo portare avanti. A ci\u00f2 che abbiamo perso o visto sfumare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I nostri desideri non trovano spazio nel mondo e allora tornano indietro come rimbalzando su un muro, come se tentassimo di lanciare lontano una pallina da tennis e ce la ritrovassimo invece attaccata alla mano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come in un mediocre film americano riviviamo pi\u00f9 volte lo stesso giorno, come se dovessimo trovare il nodo da risolvere per poter andare avanti. Oppure ci sentiamo dentro Jumanji: in quarantena dovrai stare, finch\u00e9 un nuovo decreto non compare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Fuori c\u2019\u00e8 la primavera, dentro una rabbia feroce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cerchiamo in tutti i modi di contrastare il silenzio e il vuoto. Iniziamo a fare il pane, la pizza, i corsi online, i webinar. Alle sei e mezza la sera parte sempre l\u2019inno d\u2019italia da qualche balcone d dopo un po\u2019 iniziamo a vivere con fastidio anche questo. Cos\u00ec come strapperemmo i cartelli con gli arcobaleni e la scritta \u201candr\u00e0 tutto bene\u201d. Una rassicurazione vuota che cambieremmo volentieri con \u201ctutto passer\u00e0\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Maggio diventa un\u2019ancora di salvezza. La possibilit\u00e0 di uscire e respirare. La fase 2. Una seconda chance. Uscire \u00e8 ancora strano e fa ancora molta paura. Ci muoviamo cautamente in una realt\u00e0 strana e diversa da prima. Non sappiamo bene cosa ci attende e come andranno le cose, ma in qualche modo ci siamo abituati al rischio. Forse siamo davvero diventati anche pi\u00f9 fatalisti e abbiamo accettato di vivere oltre la paura. L\u2019ansia c\u2019\u00e8 ancora. Lo stress \u00e8 presente. Ma la voglia di mettere di nuovo piede sul pianeta terra \u00e8 troppo forte. Cos\u00ec scendiamo dalla navicella, che odora di alcol e ammoniaca, sperando che il peggio sia passato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Intanto penso a chi in questo periodo ha perso qualcuno o qualcosa di importante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel momento in cui sto registrando questo podcast ci sono pi\u00f9 di trentamila morti in Italia. Provate a pensarci. Non abbiamo la capacit\u00e0 di immaginare un numero cos\u00ec grande, \u00e8 un limite del nostro cervello. 10 morti o centomila morti non fanno grande differenza nella nostra mente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Immaginate la vita di una sola di queste persone: i suoi desideri, le paure, le speranze, i progetti di vita. I ricordi, le cose fatte. I momenti di felicit\u00e0 e le emozioni vissute. Le canzoni che ha ascoltato. I libri che ha letto. I suoi valori, le sue idee. I piatti che ha assaggiato, quelli che gli sono piaciuti e quelli che non gli sono piaciuti. Le volte che si \u00e8 innamorato, le ha volte che ha sorriso, quelle in cui ha pianto. I momenti di paura e quelli di tenerezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Moltiplicate tutto questo per trentamila volte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non siamo ancora fuori dalla pandemia, non siamo al sicuro. E non possiamo ancora renderci conto di quello che abbiamo vissuto perch\u00e9 siamo in uno stato di allerta. Capiremo gli effetti psicologici di della pandemia solo quando tutto questo sar\u00e0 finito. Solo quando potremo rilassarci.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando recupereremo un senso di normalit\u00e0, forse ci dimenticheremo in fretta di ci\u00f2 che abbiamo vissuto. Faremo finta che non sia mai successo o che non abbia avuto conseguenze. Ma qualcosa rimarr\u00e0 dentro di noi, anche se penseremo di aver cancellato tutto. Questi giorni rimarranno impressi e forse lasceranno cicatrici. Quando torneremo definitivamente a sentirci al sicuro, sar\u00e0 la memoria, non l\u2019oblio, a guarire le ferite. Solo se terremo vivi i ricordi di questi mesi saremo in grado di lasciare andare la sofferenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In questo percorso non possiamo fare tutto da soli, abbiamo bisogno di stabilire legami empatici, di comprensione e condivisione reciproca. Abbiamo bisogno di parlare. Dopo quasi quattro mesi dall&#8217;inizio dell\u2019epidemia non sono ancora stati ideati interventi psicologici per la popolazione, per far fronte allo stress, ai traumi e alla sofferenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"> Questo ritardo fa male a tutti: la salute psicologica \u00e8 un diritto e come tale non pu\u00f2 essere ignorato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Io sono Riccardo Germani. Questo era Streaming of Consciousness un podcast per La Finestra sulla Mente.<\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascolta la terza puntata del nostro podcast Streaming of Consciousness<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":9054,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_se_main_payload":"","_se_review":"","_se_options":"","_se_confidence_fields":"","_se_evidence":"","_se_main_type":"","_se_template_id":"","_se_main_name":"","_se_main_code":"","_se_confidence_global":"","_se_review_enabled":"0","_gst_type":"","_gst_payload":"","_gst_conditions":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"temi":[],"typology":[3],"class_list":["post-9042","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psichiatria","percorsi-psicoterapia-adulti","typology-text"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v25.9 (Yoast SEO v25.9) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Le nostre emozioni durante la pandemia: come sono cambiate?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Dalla diffusione del virus a oggi abbiamo sperimentato molte emozioni diverse e complicate. 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