{"id":8420,"date":"2020-01-30T16:31:34","date_gmt":"2020-01-30T16:31:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/?p=8420"},"modified":"2025-10-22T13:52:22","modified_gmt":"2025-10-22T13:52:22","slug":"you-la-psiche-di-joe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/you-la-psiche-di-joe\/","title":{"rendered":"YOU: cognitivismo e psicoanalisi a confronto per capire Joe"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cosa succede nella mente di un killer? Quali sono le regole dell\u2019attrazione? Un killer pu\u00f2 cambiare? Uno psicologo cognitivista e uno psicodinamico si confrontano per capire la mente di Joe, il protagonista di &#8220;You&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">[Questo articolo contiene spoiler su entrambe le stagioni]<\/span><\/p>\n<p><a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psico\/percorso-psicoterapia-adulti?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_you_la_psiche_di_joe\">Prenota una seduta<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><em><strong>You<\/strong><\/em>, di Greg Berlanti e Sera Gamble, \u00e8 una serie tv statunitense disponibile su <strong>Netflix<\/strong>,\u00a0basata sui due romanzi \u201cYou\u201d e \u201cHidden Bodies\u201d di Caroline Kepnes. Il soggetto principale della trama \u00e8\u00a0<strong>Joe<\/strong> (Penn Badgley), un ragazzo ossessionato dalla ricerca dell\u2019amore perfetto, che si scopre da subito essere\u00a0dedito allo <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2019\/11\/19\/stalking-come-difendersi\/\">stalking<\/a>.<br \/>\n<\/span>Anche se in teoria Joe potrebbe risultare &#8220;il cattivo&#8221; della storia, nel corso degli episodi gli sceneggiatori sono molto abili a portare il pubblico a simpatizzare per lui, ed \u00e8 anche per questo che la serie ha un po\u2019 diviso gli spettatori, tra chi l\u2019ha amata, e chi proprio non l\u2019ha apprezzata.<br \/>\nPartendo dalle sensazioni ambigue che <em>You<\/em> ci ha lasciato, quindi, abbiamo cercato di capire pi\u00f9 a fondo la psiche di Joe. Per fare questo abbiamo confrontato <strong>due prospettive teoriche<\/strong>, quella <strong>cognitivista<\/strong>\u00a0e quella <strong>psicoanalitica<\/strong>.<\/p>\n<h2><b>Cosa c\u2019\u00e8 nella testa di un serial killer?<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Luca Morganti, prospettiva cognitivista<\/span>:<\/span><br \/>\nPartiamo dalla perplessit\u00e0 che genera questa domanda. <b>Joe \u00e8 veramente un serial killer?<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Sicuramente s\u00ec, lo dicono i fatti. Eppure, la struttura della narrazione e la scarsa enfasi sulle indagini &#8211; lato debole della serie &#8211; ci restituiscono il profilo di una persona all&#8217;apparenza normale e ben voluta. Il classico vicino di casa che \u201csalutava sempre\u201d. Questo, se da un lato ci spaventa perch\u00e9 ci avvicina al \u201cmostro\u201d, dall&#8217;altro ci permette di capire che i meccanismi mentali di base sono simili in tutti noi: ci\u00f2 che crea patologia \u00e8 la <\/span><b>pervasivit\u00e0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, ovvero l\u2019incapacit\u00e0 di confinare un argomento nella nostra testa. Joe pensa solo alle ragazze di cui \u00e8 innamorato e per loro perde di vista ogni impegno lavorativo e progettualit\u00e0 esistenziale. Il pericolo, quindi, riguarda\u00a0<em>quanto<\/em> la nostra mente si focalizza su un unico obiettivo e lo rende totalizzante, facendo\u00a0<\/span><b>perdere di vista tutto il resto<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Anche per gli altri serial killer descritti in <em>You<\/em>, ad esempio, la situazione degenera quando un obiettivo diventa l\u2019unico protagonista sul palcoscenico mentale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La domanda potrebbe essere riformulata in \u201c<em>Com&#8217;\u00e8<\/em> la mente del serial killer?\u201d, spostando l\u2019attenzione <strong>dai contenuti ai<\/strong> <\/span><b>processi mentali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Gli ultimi sviluppi della terapia cognitivo-comportamentale, infatti, propongono interventi che potenziano i processi mentali per renderci <strong>pi\u00f9 adatti e flessibili<\/strong> alla gestione degli eventi avversi (dagli <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2019\/07\/08\/gestire-stress-con-smartphone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">stress<\/a> ai <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/dossier\/il-trauma-ptsd-emdr-dossier\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">traumi<\/a>) e delle emozioni che sono in grado di turbarci.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Riccardo Germani, prospettiva psicoanalitica<\/span>:<\/span><br \/>\nA cosa pensate quando immaginate un killer? La rappresentazione pi\u00f9 comune \u00e8 forse quella di <span style=\"font-weight: 400;\">un disadattato solitario che si aggira di notte per uccidere senza motivo, spinto solo dalla sua malvagit\u00e0. La psicologia del killer &#8211; e di Joe &#8211; per\u00f2, \u00e8 molto pi\u00f9 complessa di cos\u00ec. Quando immaginiamo un omicida in questo modo, infatti, stiamo compiendo un\u2019operazione di <\/span>distacco<span style=\"font-weight: 400;\">. Stiamo definendo <\/span><b>un \u201cnoi\u201d e un \u201cloro\u201d<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: noi (spettatori) siamo al sicuro, siamo i buoni, immuni dalla violenza; loro (gli assassini) sono i malati, i pazzi. Bene contro male. Questa azione \u00e8 un <\/span><b>meccanismo di difesa<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che ci protegge dall&#8217;ansia di riconoscere in noi quelle stesse parti &#8220;sporche&#8221; (aggressivit\u00e0, rabbia folle, possessivit\u00e0) che vediamo nei killer. Storie come\u00a0<em>You<\/em> o <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dexter_(serie_televisiva)\">Dexter<\/a> (una serie concettualmente simile)\u00a0sono\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">molto efficaci proprio perch\u00e9 mostrano che<strong>\u00a0<\/strong><\/span><strong>in ognuno agiscono le stesse forze<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si potrebbe allora riformulare la domanda iniziale in \u201ccosa c\u2019\u00e8 <em>nella<\/em> <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">nostra<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> testa, che pu\u00f2 renderci serial killer?\u201d. Ci sono di sicuro <strong>amore e morte<\/strong>, due facce della stessa medaglia. I traumi\u00a0<\/span>infantili\u00a0<span style=\"font-weight: 400;\">di Joe (la violenza del padre, il suo omicidio, la separazione dalla madre) fanno prevalere nella vita del protagonista rabbia, solitudine, paura. E cos\u00ec per Joe l\u2019abbandono diventa una frustrazione intollerabile e l\u2019amore un ideale morboso. Cos\u00ec nella testa del killer si annidano due pensieri ossessivi:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">la <strong>ricerca di un amore perfetto<\/strong> e incondizionato, che possa \u201criparare\u201d il fatto di sentirsi rotto dentro;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">il <strong>potere di vita e di morte<\/strong>, che possa compensare il senso di impotenza sperimentato nell&#8217;infanzia.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quanto pi\u00f9 l&#8217;amore viene negato nell&#8217;infanzia, tanto pi\u00f9 una volta cresciuti si avr\u00e0 il <strong>bisogno di controllarlo<\/strong>, per difendersi dalla sua forza travolgente.<\/span><br \/>\nE questo a volte pu\u00f2 portare a modalit\u00e0 relazionali perverse e a risvolti tragici come l&#8217;omicidio, che \u00e8 il tentativo di negare il potere dell&#8217;amore su di noi.<\/p>\n<h2><b>Quali sono le regole dell\u2019attrazione?<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Luca Morganti, prospettiva cognitivista<\/span>:<\/span><br \/>\nLe motivazioni per cui ci innamoriamo di una persona hanno spesso radici nei nostri <b>schemi interpersonali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, ovvero nelle modalit\u00e0 con cui impostiamo le relazioni con chi ci circonda. L\u2019amore resta, per fortuna, un sentimento non completamente spiegabile a parole, che pu\u00f2 fare molto ma, di certo, non &#8220;trasformare l\u2019acqua in vino&#8221;. Il tipo di acqua che presentiamo dipende da quali fonti siamo abituati a raccoglierla. Love \u00e8 un nome azzeccatissimo per la ragazza di cui Joe si innamora nella seconda stagione, perch\u00e9 lui punta all&#8217;amore in s\u00e9, pi\u00f9 che ad una ragazza reale: la storia di vita che viene svelata nell&#8217;avanzare delle stagioni ci mostra una serie di situazioni reali da cui Joe non pu\u00f2 far altro che fuggire, rifugiandosi ora in uno sgabuzzino, ora in una libreria o una gabbia protettiva. Per questo motivo Joe sembra innamorarsi pi\u00f9 di un\u2019idea dell\u2019amore che di una persona reale. Infatti, quando Love si mostra molto simile a lui, Joe si allontana perch\u00e9 quella situazione rende Love &#8220;troppo umana&#8221; e sicuramente una regina troppo reale per il nostro eroe.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche nelle relazioni sviluppate con le differenti protagoniste delle due stagioni, inoltre, Joe manifesta un procedimento schematico che diventa un dogma: le seduce e supera le crisi quotidiane con loro esclusivamente dando ulteriore dimostrazione del suo amore. Avere un&#8217;unica <\/span><b>strategia di coping\u00a0<\/b>(<span style=\"font-weight: 400;\">ovvero un&#8217;unica modalit\u00e0 per gestire gli eventi) rischia di far innamorare l\u2019altra persona di questa strategia pi\u00f9 che di noi stessi.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Riccardo Germani, prospettiva psicoanalitica<\/span>:<\/span><br \/>\nCi innamoriamo <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2018\/05\/02\/amore-patologico-innamorarsi-diventa-un-problema\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">in modi diversi<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0di persone diverse. I nostri schemi relazionali in questo senso hanno un ruolo fondamentale. <strong>Sigmund<\/strong>\u00a0<\/span><b>Freud<\/b>, fondatore della psicoanalisi,\u00a0<span style=\"font-weight: 400;\">descrisse <\/span><b>due modalit\u00e0 principali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> di scelta dell&#8217;oggetto d&#8217;amore:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">via narcisistica<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. In questo caso amiamo chi \u00e8 simile a noi, oppure la persona che ci piacerebbe essere;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">via dell&#8217;attaccamento<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, e allora amiamo &#8220;la\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">donna che ci ha nutriti o l&#8217;uomo che ci ha protetti\u201d.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ci innamoriamo anche di chi potrebbe darci <\/span><b>ci\u00f2 che non abbiamo avuto<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> in passato (sostegno, vicinanza, affetto&#8230;), oppure di q<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">ualcuno che <\/span><b>conferma i nostri schemi<\/b>. A<span style=\"font-weight: 400;\">d esempio, semplificando molto, se siamo stati maltrattati nelle relazioni passate cerchiamo persone abusanti. Gli schemi, infatti, anche se disadattivi sono familiari e per questo in qualche modo &#8220;rassicuranti&#8221; (ne abbiamo parlato <\/span><a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2018\/02\/20\/gli-schemi-condizionano-la-vita\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">qui<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> in modo pi\u00f9 approfondito).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La coppia \u00e8 il miglior teatro in cui far rivivere i <strong>nodi irrisolti<\/strong> del nostro passato. Secondo alcuni psicoanalisti i partner diventano l\u2019uno il contenitore delle angosce dell\u2019altro (magari con vetri antiproiettile e serrature&#8230;).\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">E cos\u00ec in <em>You\u00a0<\/em>Joe usa lo stalking per affrontare l\u2019ansia dell\u2019abbandono sviluppata nell&#8217;infanzia, cercando la donna &#8220;perfetta&#8221; che non lo abbandoner\u00e0 mai.<\/span><br \/>\nLa scelta degli sceneggiatori di chiamare \u201cLove\u201d la donna ideale in questo senso \u00e8 quasi profetica. Dopo tante donne non all&#8217;altezza del suo ideale malato, alla fine Joe trova\u00a0<i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019Amore<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, quello<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0perfetto e tanto desiderato. Ma anche lei si rivela incredibilmente deludente, perch\u00e9 umana e reale, e anzi, forse ancora pi\u00f9 <strong>terrificante proprio perch\u00e9 cos\u00ec simile a lui<\/strong>.<\/span><\/p>\n<h2><b>\u00c8 possibile cambiare?<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Luca Morganti, prospettiva cognitivista<\/span>:<br \/>\nTra la prima e la seconda stagione, l\u2019impegno di Joe con s\u00e9 stesso \u00e8 esplicitato dalla sua voce narrante: <b>vuole migliorare e si impegna a farlo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Nei suoi tentativi di cambiamento, Joe racconta a se stesso (e a noi pubblico) di come stia provando a modificare i suoi comportamenti quotidiani. Nella seconda stagione per\u00f2, scopriamo subito, ad esempio, che la scelta del nuovo posto di lavoro \u00e8 legata alla necessit\u00e0 di controllare la nuova ragazza di cui \u00e8 innamorato. Una tecnica di cambiamento in terapia cognitivo-comportamentale \u00e8 la prescrizione di <\/span><b>modifiche specifiche di comportamenti reali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Nella serie, Joe fa proprio questo, e cerca di individuare e modificare i comportamenti inadeguati che fanno soffrire gli altri e lui stesso. Il problema \u00e8 che questo processo diventa molto pi\u00f9 efficace se guidato da uno psicoterapeuta. In una terapia, infatti, \u00e8 possibile concordare un cambiamento del comportamento avendo ben presente l\u2019obiettivo pi\u00f9 profondo dietro la modifica pratica (che pu\u00f2 essere anche molto piccola e simbolica).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Riccardo Germani, prospettiva psicoanalitica<\/span>:<\/span><br \/>\nLa vicenda di Joe \u00e8 articolata in modo parallelo a quella di Raskol&#8217;nikov, il protagonista di \u201c<b>Delitto e castigo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, romanzo capolavoro di Dostoevskij. Nella seconda stagione, ad esempio, Joe comincia a capire la gravit\u00e0 delle sue azioni con un percorso molto simile a quello di Raskol\u2019nikov, arrivando a pensare, in alcuni momenti, di meritare una pena. L\u2019incontro con la vera Love per\u00f2 fa crollare tutto, e nelle scene che chiudono la seconda stagione diventa chiaro che Joe \u00e8 tornato al punto di partenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il percorso di cambiamento, comunque, sembra improbabile fin dall&#8217;inizio. Ogni volta che Joe si rende conto della gravit\u00e0 delle sue azioni, infatti, sembra scivolare in uno stato quasi psicotico (le allucinazioni di Beck o delle mani insanguinate ne sono un indizio).\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Per difendersi da<\/span><b>\u00a0quest&#8217;ansia <\/b>Joe\u00a0<span style=\"font-weight: 400;\">deve quindi perseverare nella costruzione di un \u201c<\/span><b>falso-S\u00e9<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d (il ragazzo perfetto, il padre di famiglia\u2026), che per\u00f2 non basta per<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0proteggere se stesso e gli altri dai propri demoni.<\/span><br \/>\nNel mondo reale, allora, l\u2019unica possibilit\u00e0 di cambiamento potrebbe essere l\u2019inserimento in una <b>struttura carceraria<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"><strong> adeguata<\/strong>, attenta al percorso psicologico del detenuto e alla sua riabilitazione. In questo modo Joe potrebbe lavorare sulle sue angosce in un contesto sicuro.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte foto: ciakclub.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due prospettive teoriche a confronto per svelare la mente di Joe, protagonista della serie 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