{"id":8254,"date":"2019-12-16T19:06:10","date_gmt":"2019-12-16T19:06:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/?p=8254"},"modified":"2023-08-10T10:59:23","modified_gmt":"2023-08-10T10:59:23","slug":"storia-di-un-matrimonio-lettura-psicologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/storia-di-un-matrimonio-lettura-psicologica\/","title":{"rendered":"Storia di un matrimonio (2019): recensione e lettura psicologica del film"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Storia di un matrimonio&#8221; (2019) \u00e8 un film sulle dinamiche psicologiche del matrimonio. A partire dal film, abbiamo cercato di capire come sposarsi e avere figli possa cambiare la coppia e la vita delle persone.<\/p>\n<p><em>Storia di un matrimonio<\/em> (titolo originale <em>Marriage Story<\/em>) \u00e8 uscito su Netflix il 6 dicembre 2019. \u00c8 un film scritto e diretto da Noah Baumbach e interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver. Parla soprattutto del percorso di divorzio tra Charlie e Nicole, lui regista di teatro lei attrice, dei loro feroci avvocati, della terapia di coppia, del figlio piccolo Henry e delle cose che si fanno, si dicono e si rimpiangono in una coppia e in un matrimonio. La trama quindi \u00e8 abbastanza semplice, e se volete saperne un po&#8217; di pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 un breve approfondimento sul Post che vi spiega <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/gianmariatammaro\/2019\/12\/10\/storia-di-un-matrimonio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">perch\u00e9 \u00e8 un film bello<\/a>.<\/p>\n<p>Se non avete ancora visto &#8220;Storia di un matrimonio&#8221; potete continuare a leggere, ma potreste trovare qualche spoiler minore, cio\u00e8 quelli che non vi rovinano il film ma che alcune persone preferiscono comunque evitare. Ad ogni modo, <em>Storia di un matrimonio<\/em> serve come punto di riferimento per parlare di matrimonio in ottica psicologica.<\/p>\n<h2>Come il matrimonio cambia una coppia<\/h2>\n<p>Il matrimonio \u00e8 un <strong>processo dinamico<\/strong> e interattivo, che si configura come <strong>uno dei principali eventi critici<\/strong> che una coppia deve affrontare. Il matrimonio infatti implica un cambiamento di contesto e della natura della relazione. La cerimonia nuziale, ad esempio, per quanto simbolica, segnala un&#8217;importante linea di demarcazione tra le\u00a0fasi del ciclo di vita dell&#8217;individuo e della coppia.<\/p>\n<p>Secondo la psicologa <strong>Marisa Malagoli Togliatti<\/strong>, esperta di interventi in ambito familiare, il matrimonio non implica di per s\u00e9 che una coppia sia pronta. Prima di arrivare a sposarsi, infatti, i partner sono chiamati ad affrontare <strong>compiti di sviluppo<\/strong> individuali precedenti. In particolare, questi riguardano lo sviluppo di una propria <strong>identit\u00e0<\/strong> autonoma e indipendente e lo <strong>svincolo<\/strong> dalla famiglia d&#8217;origine (sia in termini economici che emotivi). Solo se ci\u00f2 \u00e8 avvenuto con successo i partner saranno in grado di avere una relazione matura. Una rapporto di questo tipo, dice la Malagoli Togliatti, si raggiunge passando da una relazione basata sulla soddisfazione dei propri <strong>bisogni narcisistici<\/strong> (essere amati e gratificati, non sentirsi soli) a una caratterizzata da comprensione, cooperazione e reciprocit\u00e0 nell&#8217;impegno. Sono queste coppie che riescono, con aggiustamenti continui, a costruire un&#8217;<strong>identit\u00e0 comune<\/strong> stabile nel tempo.<\/p>\n<div id=\"attachment_8278\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8278\" class=\"wp-image-8278 size-medium\" src=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MarriageStorySubway-1-min-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" \/><p id=\"caption-attachment-8278\" class=\"wp-caption-text\">Nicole e Charlie distanti in metropolitana<\/p><\/div>\n<h2><strong>Quando arriva un figlio bisogna fare spazio<br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<p>A un certo punto della vita ognuno \u00e8 chiamato a fare una scelta: continuare a vivere per se stessi, dedicandosi solo a s\u00e9 e rimanendo al centro del palco, oppure farsi da parte, almeno un po&#8217;. Un punto centrale di <em>Storia di un matrimonio<\/em> sembra proprio questo, la scelta di impegnarsi. Durante la litigata pi\u00f9 furibonda e lacerante del film, ad esempio, Charlie rimpiange &#8211; salvo poi scusarsi disperato &#8211; di aver <strong>sprecato i suoi migliori anni<\/strong> in una relazione stabile quando avrebbe potuto avere molte altre esperienze (con altre donne), essendo stato un giovane regista in ascesa in una grande citt\u00e0.<\/p>\n<p>Di solito, in effetti, avere famiglia e figli significa accettare di compiere il passaggio da protagonista della scena a <em>sfondo di qualcun altro<\/em>. \u00c8 inevitabile. Le energie utilizzate solo per se stessi e il proprio piacere devono ora essere convogliate nell&#8217;accudimento di un essere vivente la cui sopravvivenza dipende da noi. Essere genitori non \u00e8 una condizione temporanea o reversibile. Sposarsi e avere figli implica allora una <em>rinuncia narcisistica. <\/em>Bisogna fare posto, creare uno spazio mentale e cercare di risolvere le tensioni che possono emergere dai differenti stili educativi dei genitori. Se il bambino arriva senza trovare spazio, e se non si pone presto rimedio, \u00e8 possibile che avere un figlio provocher\u00e0 rabbia, <strong>risentimento e fastidio<\/strong> nel genitore, che si sentir\u00e0 &#8220;derubato&#8221; di qualcosa. Non a caso, in uno studio recente \u00e8 emerso che chi si sentiva &#8220;pronto&#8221; a impegnarsi <a href=\"http:\/\/spsp.org\/news-center\/press-releases\/tick-tock-relationships\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">viveva meglio la relazione<\/a>, sperimentando maggiore benessere e coinvolgimento.<\/p>\n<p>La genitorialit\u00e0 \u00e8 una scelta fisiologicamente masochistica, e sarebbe preferibile esserne consapevoli, prima di fare un bambino.<\/p>\n<div id=\"attachment_8280\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8280\" class=\"wp-image-8280 size-medium\" src=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MS_Unit_07203_R_Cropped-2-min-e1576580327147-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MS_Unit_07203_R_Cropped-2-min-e1576580327147-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MS_Unit_07203_R_Cropped-2-min-e1576580327147-768x503.jpg 768w, https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MS_Unit_07203_R_Cropped-2-min-e1576580327147.jpg 770w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-8280\" class=\"wp-caption-text\">Marriage story parla delle dinamiche di un matrimonio moderno<\/p><\/div>\n<div class=\"slate-resizable-image-embed slate-image-embed__resize-middle slate-image-embed--active\">\n<h2>Il matrimonio come rinuncia<\/h2>\n<p>Nel film, Charlie e Nicole sono sposati e hanno un figlio, ma i loro bisogni narcisistici (cio\u00e8 quelli legati alle proprie soddisfazioni personali) sembrano essere rimasti piuttosto insoddisfatti. Charlie ad esempio, \u00e8 alla costante ricerca di un&#8217;affermazione come regista e il conferimento di un importante premio lo porter\u00e0 a riversare maggiormente le sue energie sui progetti professionali, sottraendoli alla coppia e alla famiglia. Nicole, d&#8217;altra parte, vive una situazione lavorativa paradossale, che la porta a provare risentimento verso Charlie. Tutto ci\u00f2 finisce per creare attrito nella coppia, perch\u00e9 ognuno imputa parte della propria insoddisfazione all&#8217;altro (&#8220;per stare con te ho rinunciato a tutto&#8221;). Insomma, sembra che l&#8217;identit\u00e0 dei due sia intrecciata in un groviglio confuso, fatto di cose lasciate alle spalle, rimpianti e invidia.<\/p>\n<p>Quando i due si confrontano su tutto questo, l&#8217;idea iniziale di un confronto costruttivo degenera presto in un&#8217;<em>escalation<\/em> <em>simmetrica<\/em> distruttiva in cui ognuno dei due accusa l&#8217;altro di rappresentare tutte le parti negative delle figure del proprio passato (&#8220;sei come mio padre&#8221;, &#8220;sei come mia madre&#8221;).<\/p>\n<\/div>\n<p><a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psiche\/?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_storia_di_un_matrimonio_lettura_psicologica\"> <img decoding=\"async\" class=\"visible-md\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Rev_04_SanAgostino_banner_desktop_low.gif\" \/><img decoding=\"async\" class=\"hidden-md\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Rev_04_SanAgostino_banner_mobile_low.gif\" \/><\/a> <a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psiche\/?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_storia_di_un_matrimonio_lettura_psicologica\"> <img decoding=\"async\" class=\"visible-md\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Rev_04_SanAgostino_banner_desktop_low.gif\" \/><img decoding=\"async\" class=\"hidden-md\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Rev_04_SanAgostino_banner_mobile_low.gif\" \/><\/a><\/p>\n<h2><strong>Come l&#8217;inconscio pu\u00f2 rovinare un matrimonio<br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<p>Le relazioni spesso assomigliano a un tritacarne. Amore e sofferenza non sono cose separate, ma due facce della stessa medaglia. Per questo il matrimonio a volte degrada le coppie, amarsi le consuma, convivere le prosciuga.<\/p>\n<p>Questo succede perch\u00e9 sulle persone di cui ci innamoriamo puntiamo la posta pi\u00f9 alta. Ci giochiamo tutto. La coppia appare infatti al nostro inconscio come il terreno migliore per risolvere alcuni conflitti interni. In altre parole, ognuno <em>usa l&#8217;altro<\/em> in diversi modi:<\/p>\n<ul>\n<li>Cercando nell&#8217;altro <strong>qualcosa che non ha mai ricevuto<\/strong> nelle relazioni con i genitori (ad esempio amore incondizionato), o che ha ricevuto ma non abbastanza, o che vorrebbe ritrovare;<\/li>\n<li>Cercando nell&#8217;altro <strong>aspetti di s\u00e9 complementari<\/strong>, ovvero che completano (ad esempio una persona timida che viene attratta da una estroversa);<\/li>\n<li>Sperando che l&#8217;altro si faccia <strong>contenitore delle proprie angosce<\/strong> restituendole pi\u00f9 tollerabili (ad esempio la <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2020\/10\/19\/paura\/\">paura<\/a> della <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2019\/03\/20\/paura-solitudine\/\">solitudine<\/a>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sembra contraddittorio, ma nelle persone che amiamo tendiamo a sfogare (inconsciamente) la rabbia e la distruttivit\u00e0. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 \u00e8 con l&#8217;odio che mettiamo alla prova l&#8217;amore. Ma perch\u00e9 facciamo cos\u00ec? Da dove viene questa distruttivit\u00e0?<\/p>\n<div id=\"attachment_8257\" style=\"width: 276px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-8257\" class=\"wp-image-8257\" src=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/index-mm.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"160\" \/><p id=\"caption-attachment-8257\" class=\"wp-caption-text\">Nicole e Charlie prima del litigio pi\u00f9 intenso del film<\/p><\/div>\n<h2>Da dove viene l&#8217;amore\/odio<\/h2>\n<p>L&#8217;amore\/odio deriva da una <strong>sofferenza inconsapevole<\/strong> legata al fatto di essere vivi, dallo stesso &#8220;sapere di esistere&#8221;. Quando nasciamo siamo esseri inermi ed estremamente vulnerabili. Nel momento in cui veniamo al mondo e siamo strappati dal grembo materno si incide dentro di noi una rabbia intensa, ancestrale, riflesso della nostra condizione umana. Nel corso della vita e con lo sviluppo delle abilit\u00e0 verbali e di pensiero, ci accorgiamo che il mistero dell&#8217;esistenza \u00e8 inconoscibile.<\/p>\n<p>Chi siamo? Dove andiamo? Perch\u00e9 siamo vivi? Si pu\u00f2 impazzire a pensarci troppo. Non sappiamo perch\u00e9 siamo nati, non sappiamo cosa c&#8217;\u00e8 dopo la morte, sappiamo solo che un giorno siamo venuti al mondo e che da questo, un giorno, ce ne andremo. Cos\u00ec come siamo in grado di percepire ancora la radiazione cosmica del Big Bang, anche la nostra psiche \u00e8 permeata dalla follia. Chiediamo a chi amiamo di pensare insieme a noi, o <em>per<\/em> noi, una parte di questa incertezza radicale ed esistenziale, che per tutta la vita non smettiamo mai di sperimentare.<\/p>\n<p>Per fortuna riusciamo a gestire questa cosa cacciandola nel profondo, nel buio dell&#8217;<strong>inconscio<\/strong>. E l&#8217;amore ci salva da questa follia, perch\u00e9 d\u00e0 un senso all&#8217;esistenza, finalmente! E chiediamo a chi ci ama: da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Perch\u00e9 siamo vivi? sperando che l&#8217;altro conosca la risposta. Come facciamo da bambini quando chiediamo queste cose ai nostri genitori, cos\u00ec crescendo lo chiediamo in modo implicito al partner, all&#8217;Altro (la A maiuscola indica un &#8220;altro&#8221; da noi in senso generico).<\/p>\n<h2>Tra estasi e invidia<\/h2>\n<p>Charlie e Nicole di <em>Storia di un matrimonio<\/em> rappresentano in modo perfetto il modo in cui nelle relazioni si oscilli dall&#8217;estasi all&#8217;angoscia, dalla pienezza al vuoto, dalla <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2020\/02\/05\/gioia-5-consigli-vivere-piu-a-lungo\/\">gioia<\/a> alla rabbia. Queste oscillazioni ricordano molto quelle del neonato. Nei primissimi mesi di vita, nella fase di dipendenza totale, il neonato oscilla tra estasi (quando qualcuno lo accudisce) e stati di rabbia angosciosa (quando nessuno si prende cura di lui). Quando riceviamo il nutrimento necessario, insomma, sperimentiamo sentimenti ambivalenti. <strong>L&#8217;estasi implica l&#8217;invidia e la paura<\/strong>. Il nutrimento infatti viene sempre fornito da un Altro (la mamma che allatta ad esempio) e mai da se stessi. Cos\u00ec anche il seno della madre \u00e8 qualcosa di buono, ma che odio, perch\u00e9 non \u00e8 mio.<\/p>\n<p>\u00c8 un po&#8217; complicato da comprendere, ma \u00e8 una metafora utile per capire le relazioni. Ad esempio, quando amiamo qualcuno, in quell&#8217;amore ci sono allo stesso tempo odio e invidia: l&#8217;<strong>odio<\/strong> dipende dalla possibilit\u00e0 che il partner possa tradirci e abbandonarci, sottraendo il suo amore (nutrimento), l&#8217;invidia invece dipende dal fatto che una parte della nostra felicit\u00e0 \u00e8 delegata a qualcun altro. Allora abbiamo bisogno che l&#8217;altro sopravviva alla nostra <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2020\/06\/15\/aggressivita-gestire-la-propria-quella-degli-altri\/\">aggressivit\u00e0<\/a>. \u00c8 una questione di fiducia. <em>Quando l&#8217;altro sopravvive all&#8217;odio disperato ci permette di vivere, di condividere la sofferenza e l&#8217;incertezza dell&#8217;essere al mondo<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la religione funziona e la fede \u00e8 un sentimento cos\u00ec forte: Dio si \u00e8 fatto uomo, noi con il nostro odio l&#8217;abbiamo ucciso, ma lui \u00e8 sopravvissuto alla nostra distruttivit\u00e0, donandoci in questo modo amore e perdono.<\/p>\n<h2>Il problema delle proprie ombre<\/h2>\n<p>In ogni relazione c&#8217;\u00e8 una parte di noi nascosta, la nostra <strong>ombra<\/strong>, che si allunga sull&#8217;altra persona, fino a renderla irriconoscibile. I nostri &#8220;fantasmi del passato&#8221; &#8211; quelli di Lucio Battisti in &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UKYohc4P21c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Il mio canto libero<\/a>&#8221; &#8211; cercano di impossessarsi del partner. Questi fantasmi riguardano le nostre paure e tutto ci\u00f2 che \u00e8 andato storto nell&#8217;infanzia e nell&#8217;adolescenza con le figure significative per noi. Quando le ombre si allungano stiamo <em>proiettando<\/em> qualcosa nell&#8217;altro, e nello stesso tempo stiamo <em>interiorizzando<\/em> gli spettri del partner. Se non ne siamo consapevoli, rischiamo di esserne posseduti. Cos\u00ec, ad esempio, se l&#8217;altro proietta su di noi il ricordo di un padre o una madre trascurante, se non capiamo ci\u00f2 che sta succedendo rischiamo di identificarci con quella rappresentazione, e agire davvero come un padre o una madre trascurante.\u00a0E a quel punto, forse neanche un esorcista potr\u00e0 aiutarci. \u00c8 colpa di un fenomeno chiamato &#8220;<a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2018\/07\/12\/profezie-autoavverano-effetto-rosenthal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">profezia che si autoavvera<\/a>&#8221; (in psicoanalisi invece si chiama &#8220;identificazione proiettiva&#8221;).<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che le relazioni sono cos\u00ec complesse. Entrano in gioco meccanismi a volte incomprensibili o perversi e bisogna essere molto preparati, molto forti, capaci di superare lo stress, motivati a lavorare su se stessi. E non ci sono mai certezze, comunque. Le relazioni finiscono, o magari vanno avanti per decenni, ma prosciugano le energie e il benessere delle persone. Insomma, prima si riesce a fare contatto con il mondo sotterraneo dell&#8217;inconscio, prima si riuscir\u00e0 ad affrontare la follia delle relazioni.<\/p>\n<p>Chi aveva detto che l&#8217;amore \u00e8 una cosa semplice?<\/p>\n<div class=\"slate-resizable-image-embed slate-image-embed__resize-middle\"><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Storia di un matrimonio | Trailer ufficiale | Netflix Italia\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/t6YNekYevQ0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psiche\/?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_storia_di_un_matrimonio_lettura_psicologica\"> <img decoding=\"async\" class=\"visible-md\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Rev_04_SanAgostino_banner_desktop_low.gif\" \/><img decoding=\"async\" class=\"hidden-md\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Rev_04_SanAgostino_banner_mobile_low.gif\" \/><\/a> <a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psiche\/?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_storia_di_un_matrimonio_lettura_psicologica\"> <img decoding=\"async\" class=\"visible-md\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Rev_04_SanAgostino_banner_desktop_low.gif\" \/><img decoding=\"async\" class=\"hidden-md\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Rev_04_SanAgostino_banner_mobile_low.gif\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come l&#8217;inconscio pu\u00f2 distruggere un matrimonio<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":8258,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"temi":[],"typology":[3,536],"class_list":["post-8254","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psichiatria","typology-text","typology-recensione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v25.3.1 (Yoast SEO v25.3.1) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Storia di un matrimonio (2019): recensione e lettura psicologica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Storia di un matrimonio \u00e8 un film di Noah Baumbach interpretato da Scarlett Johansson e Adam Driver. 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