{"id":5980,"date":"2018-06-13T16:16:01","date_gmt":"2018-06-13T16:16:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/?p=5980"},"modified":"2025-10-12T19:42:36","modified_gmt":"2025-10-12T19:42:36","slug":"pdm-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/pdm-2\/","title":{"rendered":"PDM-2: la risposta degli psicoanalisti al DSM 5"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">A differenza dei pi\u00f9 noti sistemi di classificazione delle malattie mentali, il manuale diagnostico degli psicoanalisti (il PDM-2) si concentra pi\u00f9 sull\u2019esperienza interna della persona che su sintomi e comportamenti, e si propone di formulare una diagnosi utile a comprendere le cause del disturbo e a impostare il trattamento. <\/span><\/p>\n<p><a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psico\/percorso-psicoterapia-adulti?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_PDM_2_DSM_5\">Prenota una seduta<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando si fa diagnosi di un disturbo mentale, \u00e8 essenziale considerare<\/span><b> il ciclo di vita della persona<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: diversa \u00e8 la situazione di un bambino, da quella di un adolescente, o quella di un adulto da un anziano. E quando si valutano le caratteristiche della personalit\u00e0 \u00e8 importante sottolineare le <\/span><b>risorse<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> oltre che i tratti patologici.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Questi sono alcuni degli elementi cardine della seconda edizione del Manuale diagnostico psicodinamico, il PDM-2, che per certi aspetti nasce in contrapposizione al pi\u00f9 noto DSM-5, lo strumento pi\u00f9 utilizzato dagli psichiatri per le diagnosi psicopatologiche. E in effetti gli obiettivi del PDM-2 sono pi\u00f9 in linea con la psicoterapia che con la psichiatria. Il manuale psicodinamico si propone infatti di individuare le caratteristiche psicologiche e psicopatologiche per scegliere il trattamento pi\u00f9 opportuno, rispettando l\u2019unicit\u00e0 della persona e senza insistere sul concetto di \u201ccategorie diagnostiche\u201d. Quelle proposte corrispondono infatti a <\/span><b>prototipi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, a <\/span><b>modelli di riferimento<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, pi\u00f9 che a un insieme di criteri che permettano di definire una sindrome.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Forse anche per questo l\u2019uscita di questo manuale, risultato della task force capeggiata dallo psichiatra italiano <\/span><b>Vittorio Lingiardi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e dalla psicoanalista americana <\/span><b>Nancy McWilliams<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, non \u00e8 stata accompagnata dalle aspre polemiche che hanno caratterizzato la pubblicazione del DSM 5, ma pi\u00f9 da una pacata curiosit\u00e0 e anche da qualche illustre elogio. &#8220;\u00c8 il pi\u00f9 sofisticato sistema diagnostico attualmente disponibile\u201d ha detto per esempio <\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Otto_Kernberg\"><span style=\"font-weight: 400;\">Otto Kernberg<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, psichiatra e psicoanalista tra i pi\u00f9 noti al mondo.<\/span><\/p>\n<h2>La crisi del DSM 5<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel campo delle malattie mentali, quello della diagnosi \u00e8 un problema annoso: tanti, infatti, sono i modi di leggere e interpretare i disturbi psichici e troppo spesso diversi specialisti formulano ipotesi diverse sullo stesso soggetto. Oggi i sistemi di classificazione pi\u00f9 noti e utilizzati sono il <\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Manuale_diagnostico_e_statistico_dei_disturbi_mentali\"><b>DSM<\/b><\/a> <span style=\"font-weight: 400;\">(Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, giunto alla sua quinta edizione) e l\u2019<\/span><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Classificazione_ICD\"><b>ICD<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> (la classificazione internazionale delle malattie stilata dall\u2019Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0, alla decima edizione). Si tratta tuttavia di sistemi poco utili dal punto di vista terapeutico: sia il DSM che l\u2019ICD &#8211; nati soprattutto per formulare diagnosi spendibili con le compagnie assicurative per ottenere i rimborsi &#8211; non forniscono strumenti per comprendere la radice dei disturbi n\u00e9 veri e propri criteri per impostare il trattamento.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il DSM, in particolare, secondo molti specialisti sta imboccando una parabola discendente. \u201cIl DSM ha fallito\u201d ha affermato lo psichiatra <\/span><b>Paolo Migone<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> nel corso del convegno di presentazione del PDM-2. \u201cNato con l\u2019intento di dare dignit\u00e0 scientifica alla psichiatria, ha ottenuto l\u2019effetto opposto: scegliendo di essere descrittivo e ateorico, cio\u00e8 di definire le sindromi a partire dai sintomi trascurando le ipotesi patogenetiche, ha imboccato un percorso in netta controtendenza con tutte le altre branche della medicina, che classificano le malattie a partire dalle cause, non certo dai sintomi\u201d. La sua edizione pi\u00f9 recente, il DSM 5, uscita molti anni dopo la data preventivata e dopo avere sforato ampiamente il budget inizialmente stanziato, \u00e8 finora quella che ha scatenato le polemiche pi\u00f9 accese. In prima linea tra i detrattori c\u2019\u00e8 <\/span><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Allen_Frances\"><b>Allen Frances<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, il curatore della quarta edizione, che ha accusato il nuovo manuale di avere \u201ccalcato un po\u2019 la mano\u201d, medicalizzando condizioni normali come il lutto o il comportamento bizzoso dei bambini, al punto che a leggere il DSM 5 potremmo credere di essere tutti malati (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Primo, non curare chi \u00e8 normale<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00e8 il pamphlet che Frances ha pubblicato per Bollati &amp; Boringhieri). Per non parlare del fatto che, dopo un lungo e accalorato dibattito, la task force che ha redatto il DSM-5 non \u00e8 riuscita a introdurre il tanto auspicato modello dimensionale dei disturbi della personalit\u00e0 (cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di identificare il livello di gravit\u00e0 dei singoli disturbi): il tentativo c\u2019\u00e8, per la verit\u00e0, ma \u00e8 rimasto confinato nell\u2019appendice come proposta migliorativa, risolvendosi in un nulla di fatto. \u201cUna rivoluzione mancata\u201d ha commentato Lingiardi. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<h2>Il punto di vista degli psicoterapeuti<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Del resto il DSM non \u00e8 mai stato molto simpatico a psicologi e psicoterapeuti: per molti porre \u201cetichette\u201d diagnostiche non \u00e8 utile alla terapia e rischia di intrappolare in condizioni patologiche invece che aiutare a uscirne. Nell\u2019ottobre 2013 l\u2019<\/span><a href=\"http:\/\/www.apsa.org\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">American Psychoanalytic Association<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> pubblicava sul suo sito che <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201canche per quei disturbi psichiatrici che hanno una forte base biologica, vi sono fattori psicologici che contribuiscono all\u2019esordio, al peggioramento e al modo in cui si esprime la malattia\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. In altre parole, le malattie mentali, comprese le pi\u00f9 gravi, sono sempre influenzate da fattori psicologici (se non nelle cause, certamente nel modo in cui il paziente partecipa al trattamento) e possono quindi beneficiare di una psicoterapia, cio\u00e8 di un trattamento pi\u00f9 basato sulla relazione che sull\u2019uso di farmaci. E questa \u00e8 una questione chiave, poich\u00e9 <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c\u00e8 ormai appurato che la qualit\u00e0 dell\u2019alleanza terapeutica \u00e8 il miglior predittore dell\u2019esito terapeutico, indipendentemente dal disturbo per cui si cerca aiuto\u201d.<br \/>\n<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">Come fare in modo che la diagnosi non ostacoli la relazione terapeutica e sia invece utile per impostare il trattamento? Gli autori del PDM hanno preferito fare una scelta diversa rispetto ai colleghi del DSM: invece che diagnosi basate su un semplice elenco di sintomi e comportamenti presenti o assenti, sono partiti dalle teorie psicodinamiche pi\u00f9 diffuse. Il modello principale utilizzato \u00e8 quello della <\/span><b>psicoanalisi relazionale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (con particolare attenzione al controtransfert del terapeuta), ma integrato con concetti condivisi dagli psicoterapeuti di vari orientamenti (come la <\/span><b>teoria dell\u2019attaccamento<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, l\u2019attenzione all\u2019influenza delle <\/span><b>dinamiche familiari<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> nello sviluppo del disagio, vari elementi di <\/span><b>psicologia cognitiva<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">) e con le <\/span><b>neuroscienze<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Inoltre hanno messo l\u2019accento non tanto sui disturbi quanto sul funzionamento complessivo della personalit\u00e0 (considerando aspetti quali l\u2019espressione e la regolazione delle emozioni, le difese, la capacit\u00e0 di comprendere se stessi e gli altri, la qualit\u00e0 delle relazioni, le strategie di coping). Se il DSM descrive le malattie, il PDM descrive piuttosto gli individui, cercando di fornire informazioni per capire <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cche cosa una persona \u00e8, e non solo che cosa una persona ha\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Un altro punto di forza del PDM-2 \u00e8 che non si rivolge a un pubblico strettamente psicoanalitico o psicodinamico. Negli ultimi anni la ricerca in psicoterapia ha fatto passi da gigante. Sono stati sviluppati diversi strumenti affidabili per valutare la personalit\u00e0 e i processi interpersonali (tra cui la <\/span><a href=\"http:\/\/www.raffaellocortina.it\/scheda-libro\/jonathan-shedler-drew-westen-vittorio-lingiardi\/la-valutazione-della-personalita-con-la-swap-200-9788860306401-1514.html\"><b>SWAP-200<\/b> <\/a><span style=\"font-weight: 400;\">di Drew Westen e Jonathan Shelder, la<\/span><a href=\"http:\/\/www.raffaellocortina.it\/scheda-libro\/autori-vari\/la-diagnosi-strutturale-di-personalita-secondo-il-modello-di-kernberg-9788860305572-1447.html\"> <b>STIPO<\/b><\/a> <span style=\"font-weight: 400;\">secondo il modello di Kernberg e l\u2019<\/span><a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2018\/02\/06\/opd-2-diagnosi-psicoterapia\/\"><b>OPD<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">) su cui ci si pu\u00f2 basare per pianificare il trattamento. Le scale di valutazione e gli strumenti diagnostici per le singole condizioni sono sempre pi\u00f9 trasversali, e la psicoterapia si avvia a diventare un campo del sapere unico, in cui i diversi orientamenti si integrano piuttosto che contrapporsi. La classificazione proposta del PDM-2 \u00e8 quindi potenzialmente rivolta a tutti gli psicoterapeuti.<br \/>\n<\/span>Infine, una delle innovazioni pi\u00f9 importanti \u00e8 una divisione pi\u00f9 accurata per <b>fasce di et\u00e0<\/b>: oltre a una distinzione pi\u00f9 chiara tra infanzia e adolescenza (cicli di vita profondamente diversi eppure per molto tempo assimilati), la vera novit\u00e0 \u00e8 quella di avere introdotto una vasta sezione dedicata agli <b>anziani<\/b>, il cui disagio psicologico rischia spesso di essere ignorato o scambiato perl decadimento cognitivo, quando invece pu\u00f2 essere il risultato di esigenze e caratteristiche specifiche dell\u2019ultima fase della vita, ancora troppo poco esplorate.<\/p>\n<h2>Tre assi<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La classificazione proposta dal PDM si basa su tre assi. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">1) <\/span><b>L\u2019asse P<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> valuta la <\/span><b>personalit\u00e0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> secondo due aspetti: l\u2019<\/span><b>organizzazione<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> della personalit\u00e0 (che pu\u00f2 andare da un livello sano a un livello psicotico attraversando il livello nevrotico e quello borderline) e lo <\/span><b>stile<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> di personalit\u00e0. I vari stili ricordano in parte i disturbi di personalit\u00e0 presentati sul DSM, ma chiamarli \u201cstili\u201d significa sottolinearne anche le <\/span><b>risorse<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> oltre agli aspetti potenzialmente patologici (uno stile ossessivo, per esempio, \u00e8 connotato spesso da precisione e buon rendimento lavorativo). \u00c8 quindi l\u2019organizzazione della personalit\u00e0 pi\u00f9 che lo stile a indicarne il livello psicopatologico (\u00e8 il famoso aspetto dimensionale mancante nel DSM). Per esempio: l\u2019organizzazione nevrotica \u00e8 un po\u2019 rigida e la sofferenza in genere limitata a un\u2019area specifica, mentre l\u2019organizzazione borderline \u00e8 pi\u00f9 disturbata (in particolare in situazioni di intimit\u00e0 emotiva e nella regolazione degli impulsi). La novit\u00e0 della seconda edizione \u00e8 che viene incluso anche un livello \u201cpsicotico\u201d dell\u2019organizzazione della personalit\u00e0, cio\u00e8 particolarmente disorganizzato, che porta a un crollo dell\u2019esame di realt\u00e0 (possono avere aspetti psicotici, per esempio, l\u2019anoressia nervosa e il disturbo di accumulo).<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">2) <\/span><b>L\u2019asse M<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (ampliato rispetto alla prima edizione) valuta il profilo del <\/span><b>funzionamento mentale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. In altre parole i disturbi che una persona pu\u00f2 presentare non dipendono solo dalla sua personalit\u00e0, ma anche da come funziona la sua mente. L\u2019asse M comprende capacit\u00e0 quali l\u2019elaborazione delle informazioni, la regolazione degli impulsi, la capacit\u00e0 di stabilire e mantenere relazioni, la regolazione dell\u2019autostima, l\u2019adattamento e la resilienza. Per valutarle vengono proposte una serie di scale e di test di varia provenienza, in gran parte di area cognitivista.<br \/>\n<\/span>3) L\u2019<b>asse S<\/b> valuta i <b>sintom<\/b>i ed \u00e8 quello che richiama pi\u00f9 direttamente il\u00a0<span style=\"font-weight: 400;\">DSM e l\u2019ICD. Da segnalare in questa sezione un l\u2019ampio spazio dedicato al <\/span><b>trauma<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e alla <\/span><b>dissociazione<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e l\u2019inclusione del<\/span><b> disturbo post-traumatico complesso<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, temi emergenti &#8211; diremmo anzi ben consolidati &#8211; in campo psicoterapeutico. Anche in questo il PDM-2 si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 in linea con le pi\u00f9 recenti ricerche cliniche rispetto al DSM 5. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 uscita la nuova edizione del manuale diagnostico psicodinamico<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5982,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_se_main_payload":"","_se_review":"","_se_options":"","_se_confidence_fields":"","_se_evidence":"","_se_main_type":"","_se_template_id":"","_se_main_name":"","_se_main_code":"","_se_confidence_global":"","_se_review_enabled":"0","_gst_type":"","_gst_payload":"","_gst_conditions":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"temi":[],"typology":[3],"class_list":["post-5980","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psichiatria","percorsi-psicoterapia-adulti","typology-text"],"yoast_head":"<!-- This site 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