{"id":5887,"date":"2018-05-16T13:11:09","date_gmt":"2018-05-16T13:11:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/?p=5887"},"modified":"2025-10-12T19:38:06","modified_gmt":"2025-10-12T19:38:06","slug":"perche-ci-piace-larte-astratta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/perche-ci-piace-larte-astratta\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 ci piace l\u2019arte astratta?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9 ci piacciono le opere di Pollock, Mondrian o Rothko? Perch\u00e9 offrono un\u2019esperienza percettiva particolare, che stimola la creativit\u00e0 del cervello. Il premio Nobel per la medicina Eric Kandel, analizzando i capolavori dell&#8217;arte astratta, spiega come artisti e scienziati possono diventare alleati nell\u2019aiutarci a comprendere come percepiamo e interpretiamo il mondo. <\/span><\/p>\n<p><a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psico\/percorso-psicoterapia-adulti?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_arte_astratta\">Prenota una seduta<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Che rapporto c\u2019\u00e8 tra le neuroscienze e l&#8217;arte? In che modo queste due grandi discipline si incontrano? <\/span><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Eric_Kandel\"><b>Eric Kandel<\/b><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, considerato tra i massimi neuroscienziati viventi (nel 2000 gli \u00e8 stato assegnato il <\/span><b>premio Nobel<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> per i suoi studi sulla memoria), ha provato a rispondere attraverso un libro di recente pubblicazione, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Arte e Neuroscienze, le due culture a confronto<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Raffaello Cortina).<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Per mettere in relazione arte e neuroscienze, Kandel si \u00e8 concentrato sugli artisti astratti che hanno adottato un <\/span><b>approccio riduzionista<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: invece di raffigurare un oggetto in tutta la sua ricchezza, ne hanno esplorato una o comunque poche componenti. Importante per loro non \u00e8 la qualit\u00e0 formale del dipinto, ma l\u2019<\/span><b>atto creativo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;arte astratta moderna si basa cio\u00e8 sulla liberazione di linee, forme e colori, e non pi\u00f9 su una rappresentazione reale di oggetti, figure e paesaggi. In un certo senso gli artisti astratti utilizzano un approccio simile a quello scientifico: scompongono l\u2019esperienza percettiva nei suoi elementi essenziali, permettendoci di comprenderla meglio. In altre parole, con lo sviluppo dell&#8217;arte astratta, gli artisti si sono, in un certo senso, alleati con gli scienziati. Le neuroscienze e l\u2019approccio riduzionista ci permettono infatti di comprendere come percepiamo e interpretiamo un\u2019opera d&#8217;arte. D\u2019altronde, come sostenne <\/span><b>Mark Rothko<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cUn quadro non \u00e8 l\u2019immagine di un\u2019esperienza. E\u2019 un\u2019esperienza\u201d.<\/span><\/i><\/p>\n<h2>Bottom up e top down<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alcuni scienziati (in particolare <\/span><b>Ernst Kris<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><b>Ernst Gombrich<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">) hanno messo in luce come noi osservatori, interpretando ci\u00f2 che vediamo sulla tela in modo personale, contribuiamo a \u201ccreare\u201d l\u2019opera d&#8217;arte: ogni osservatore, infatti, risponde all\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019opera sulla base delle proprie esperienze e dei propri conflitti. Il cervello, cio\u00e8, prende l\u2019opera incompleta e la completa a modo suo. In che modo? Attraverso i processi \u201c<\/span><b>bottom up<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d e \u201c<\/span><b>top down<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, due modalit\u00e0 di <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/2018\/04\/10\/attenzione-distrazione-dalluomo-primitivo-allera-internet\/\">elaborazione dell\u2019informazione<\/a>. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Con i processi bottom-up (dal basso all\u2019alto) il cervello parte dalla realt\u00e0 e ne estrae le informazioni che gli interessano: l\u2019immagine bidimensionale, le caratteristiche dell\u2019oggetto, le linee, la forma, il colore, l\u2019orientamento, la funzione. Ma esiste anche un\u2019elaborazione top-down (dall\u2019alto al basso), grazie a cui diverse aree del cervello entrano in azione per dare un senso a ci\u00f2 che vediamo. Attenzione, apprendimento e memoria intervengono per aiutarci a interpretare l\u2019informazione \u201cdecidendo\u201d che cosa vedere: ci permettono di cogliere le caratteristiche principali dell\u2019oggetto, della persona o del paesaggio e di trascurare i dettagli non importanti; confrontano l\u2019immagine con quelle incontrate in passato in modo, per esempio, di riconoscere un oggetto anche se ne vediamo solo un dettaglio. \u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nel nostro cervello avvengono 3 tipi di elaborazione: di basso, intermedio e alto livello. Le prime due sono di tipo bottom-up: l\u2019elaborazione di basso livello rileva l\u2019immagine, quella a livello intermedio discerne le superfici e i confini che appartengono all\u2019oggetto e lo differenzia dallo sfondo integrandone i contorni. La terza \u00e8 top-down: l\u2019elaborazione visiva di alto livello integra le informazioni provenienti \u201cdal basso\u201d con l\u2019esperienza e i ricordi immagazzinati, creando di fatto un\u2019immagine nuova. Come sostengono Kris e Gombrich, infatti, la percezione visiva \u00e8 un processo creativo del cervello. <\/span><\/p>\n<h2><b>Cervello a tutto campo<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma il cervello non comprende solo la vista. Secondo le neuroscienze la fruizione di un\u2019opera d&#8217;arte coinvolge anche altri sistemi: gli altri sistemi sensoriali (come l\u2019udito e il tatto), i sistemi motori (che ci inducono all\u2019azione e ci permettono di costruire la nostra percezione del mondo esterno), e i centri emotivi.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Per esempio le neuroscienze hanno rivelato, attraverso studi di imaging, che alcune regioni del cervello, un tempo ritenute specializzate nell\u2019elaborazione dell\u2019informazione visiva, vengono attivate anche dal <\/span><b>tatto<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: questo processo ci permette di classificare i diversi materiali, come avviene per esempio con le opere di <\/span><b>Pollock<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><b>de Kooning<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Oltre a interagire tra loro, vista e tatto sono in grado di reclutare i sistemi emotivi del cervello: l\u2019<\/span><b>amigdala<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che si occupa di dirigere le emozioni positive e negative; l\u2019<\/span><b>ipotalamo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che d\u00e0 espressione alle emozioni e ce le fa sentire; il <\/span><b>sistema modulatorio dopaminergico<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che regola le emozioni; l\u2019<\/span><b>ippocampo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e i centri della memoria, che ricollegano quanto vediamo a esperienze personali.<\/span><\/p>\n<h2>Artisti \u201criduzionisti\u201d<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La forza dell&#8217;arte astratta sta nel ridurre tutto a linee, forme e colori o luci: questo d\u00e0 maggior peso all\u2019elaborazione top-down, e quindi alle nostre emozioni, alla nostra immaginazione e alla nostra creativit\u00e0.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Uno dei primi artisti a utilizzare questo approccio \u201criduzionista\u201d fu <\/span><b>William Turner<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">: nella <\/span><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Snow_Storm:_Steam-Boat_off_a_Harbour%27s_Mouth#\/media\/File:Joseph_Mallord_William_Turner_-_Snow_Storm_-_Steam-Boat_off_a_Harbour%27s_Mouth_-_WGA23178.jpg\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">Tempesta di neve, battello a vapore al largo di Harbour\u2019s Mouth<\/span><\/i><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> nel 1842, ancor prima della teoria sulla relativit\u00e0 di Einstein, metteva in discussione il concetto di spazio e tempo. In quegli anni la percezione dell\u2019immagine e del mondo stava cambiando attraverso l\u2019influenza della fotografia. Turner utilizz\u00f2 in quest\u2019opera oli trasparenti e il colore per esaltarne la purezza e lo spostamento verso l\u2019astrazione, mostrando come la rimozione di elementi figurativi da un dipinto non elimina la capacit\u00e0 della mente di chi la guarda di richiamare associazioni e \u201ccostruire\u201d un soggetto.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Influenzati da Turner, <\/span><b>Claude Monet <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">e gli altri impressionisti costruivano i loro dipinti a partire dal colore steso liberamente e non da linee e contorni; i contorni erano sfocati e le immagini appiattite. Questo gruppo di artisti (tra cui <\/span><b>Pierre-Auguste Renoir<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><b>Alfred Sisley<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><b>Paul Cezanne<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">) dipingeva all\u2019aria aperta catturando le qualit\u00e0 mutevoli della luce su un oggetto o un paesaggio: si trattava dei primi segnali dell&#8217;arte astratta.<\/span><\/p>\n<h2>La nascita dell\u2019astrattismo<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Successivamente <\/span><b>Vasilij Kandinsky<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> si interess\u00f2 dell\u2019analogia tra arte e musica influenzato da <\/span><b>Arnold Sch\u00f6nberg<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che aveva introdotto una nuova concezione di armonia (la variazione di timbro e tono senza una nota centrale). Kandinsky si disse: \u201cSe la musica che risulta astratta \u00e8 in grado di generare associazioni ed emozioni, lo pu\u00f2 fare anche l&#8217;arte\u201d. Si liber\u00f2 cos\u00ec dalle convenzioni tradizionali dell&#8217;arte figurativa per avvicinarsi sempre di pi\u00f9 a un approccio astratto, come dimostra il suo quadro <\/span><a href=\"https:\/\/www.kollectium.com\/prodotto\/studio-per-composizione-v-1911\/#&amp;gid=1&amp;pid=1\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">Studio per composizione V<\/span><\/i><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> (1911), un intreccio di forme astratte con colori, segni e simboli. Tutto ci\u00f2 richiedeva all\u2019osservatore maggiore immaginazione (cio\u00e8 stimolava soprattutto un processo di tipo top-down). L\u2019artista russo aveva cio\u00e8 intuito che non era necessario rappresentare esattamente ci\u00f2 che vedeva, ma ci\u00f2 che sentiva, dal momento che l\u2019osservatore avrebbe associato tali segni, simboli e colori a immagini, idee, eventi ed emozioni richiamate dalla memoria.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Un altro esponente importante dell&#8217;arte astratta fu il pittore olandese <\/span><b>Piet Mondrian<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> che, influenzato da Cezanne e dal cubismo analitico, pervenne all\u2019idea che tutte le forme naturali potessero essere ridotte a cubo, cono e sfera. Svilupp\u00f2 cos\u00ec un nuovo linguaggio dell&#8217;arte basato su forme geometriche semplici, riducendo il colore ai minimi termini (rosso, giallo e blu), costruendo l\u2019essenza dell\u2019immagine e liberandola dal contenuto senza influenzare lo spettatore, che invece era libero di costruire la propria percezione dell\u2019immagine. Nel frattempo David Hubel e Torsten Wiesel \u00a0della Harvard University confermarono la teoria di Mondrian, poich\u00e9 scoprirono che ogni cellula nervosa nella corteccia visiva primaria del cervello risponde a <\/span><b>linee semplici<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> con un orientamento specifico: verticale, orizzontale e obliquo. Questo spiega come mai le opere di Mondrian, anche se ridotte all\u2019essenza, catturano l\u2019attenzione di chi le guarda.<\/span><\/p>\n<h2><b>La scuola di New York<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Verso la fine degli anni Quaranta il centro dell&#8217;arte si spost\u00f2 da Parigi a New York. Qui <\/span><b>Willem de Koonig <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">utilizz\u00f2 il riduzionismo in maniera differente: riduceva la figura e intensificava pennellate e colore per inserire nel quadro pi\u00f9 elementi <\/span><b>emotivi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e concettuali come la rabbia, il dolore, l\u2019amore o l\u2019idea di spazio, abolendo la distinzione tra figura e sfondo. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><b>Jackson Pollock<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> cambi\u00f2 ancora il modo di fare arte fondando l\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">action painting <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(atto di dipingere): faceva gocciolare il colore sulla tela stesa a terra (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">dripping<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) usando pennelli o bastoncini attraverso cui disegnava nello spazio. Le tele di Pollock sono dinamiche: il suo <\/span><b>movimento<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> attorno alla tela porta anche l\u2019occhio dell\u2019osservatore a un continuo movimento. Inoltre, abbandonando la figurazione, Pollock toglieva i vincoli all\u2019inconscio e stimolava il processo creativo (elaborazione top-down). Riusciva anche a creare una sensazione tattile, applicando uno spesso strato di colore che dava tridimensionalit\u00e0 al quadro su una base strutturata e caratterizzata da sovrapposizione di linee di colore. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><b>Mark Rothko<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, infine, si concentr\u00f2 sulla potenza espressiva del <\/span><b>colore<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> riducendolo a grandi campi, liberandolo da contesti oggettivi, inibendo l\u2019accesso alle associazioni figurative e rendendo il colore un soggetto in s\u00e9. Affermava infatti: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cSolo spingendo al limite colore, astrazione e riduzione l\u2019artista pu\u00f2 creare un\u2019immagine che ci liberi dalle associazioni convenzionali con il colore e la forma e permetta al nostro cervello di plasmare idee, associazioni e relazioni nuove e nuove risposte emotive a esse\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eric Kandel spiega la relazione tra arte e neuroscienze <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5889,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_se_main_payload":"","_se_review":"","_se_options":"","_se_confidence_fields":"","_se_evidence":"","_se_main_type":"","_se_template_id":"","_se_main_name":"","_se_main_code":"","_se_confidence_global":"","_se_review_enabled":"0","_gst_type":"","_gst_payload":"","_gst_conditions":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"temi":[],"typology":[536],"class_list":["post-5887","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psichiatria","percorsi-psicoterapia-adulti","typology-recensione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v25.9 (Yoast SEO v25.9) - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Perch\u00e9 ci piace l&#039;arte astratta? Rispondono le neuroscienze<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Perch\u00e9 ci piacciono le opere di Pollock, Mondrian o Rothko? Perch\u00e9 offrono un\u2019esperienza percettiva particolare, che stimola la creativit\u00e0 del cervello. 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