{"id":3400,"date":"2016-11-23T16:52:33","date_gmt":"2016-11-23T16:52:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.cmsantagostino.it\/?p=3400"},"modified":"2025-10-06T14:17:09","modified_gmt":"2025-10-06T14:17:09","slug":"contratto-terapeutico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/contratto-terapeutico\/","title":{"rendered":"Contratto terapeutico: il dibattito \u00e8 aperto"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Che cos\u2019\u00e8 un contratto terapeutico? Che cosa deve contenere? \u00c8 davvero utile? \u00c8 obbligatorio? Facciamo il punto su un tema importante per la psicoterapia sul quale tuttavia non esiste una visione condivisa.<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il contratto terapeutico \u00e8 un tema tanto importante quanto controverso. Pur essendoci un certo accordo tra i vari specialisti sui suoi fondamenti teorici e la sua applicazione, <strong>non esiste una visione unica e condivisa<\/strong> sui diversi aspetti che lo riguardano. Per esempio: che cosa \u00e8 un contratto terapeutico? Quali sono gli elementi che lo definiscono? \u00c8 facoltativo o obbligatorio?<\/span><\/p>\n<p><a class=\"content-cta\" href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/psico\/percorso-psicoterapia-adulti?utm_source=Psiche&amp;utm_medium=direct&amp;utm_campaign=CTA_Psiche_contratto_terapeutico\">Prenota una seduta<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Chi ha le idee pi\u00f9 chiare \u00e8 chi usa sistematicamente una forma di contratto scritto, che spesso riguarda solo le questioni logistiche (cadenza delle sedute) e amministrative (pagamento e vincoli in tal senso), in genere appreso nel <strong>percorso formativo di specializzazione<\/strong> da una scuola che ne prevede l\u2019uso (storicamente di orientamento psicodinamico, per quanto di recente anche scuole ad orientamento cognitivo l\u2019abbiano incluso tra gli insegnamenti).<\/span><\/p>\n<h3><b>Chi usa il contratto terapeutico e come?<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ognuno di noi, nel momento in cui inizia a praticare la professione di psicoterapeuta, si trova a dover decidere se introdurre o meno un contratto terapeutico. A volte consideriamo questa decisione implicita: concordiamo un tariffario e proponiamo al (potenziale, fino a quel momento) paziente di vederci con una cadenza specifica. L\u2019implicito, in questo caso, \u00e8 l\u2019impegno a presentarsi fino al termine del percorso con la cadenza concordata e che il pagamento sia corrispettivo alla prestazione eseguita. A volte basta questo a fondare una <strong>relazione terapeutica costruttiva<\/strong>, soprattutto se gli accordi vengono rispettati da entrambe le parti e se la comunicazione implicita non ha prodotto (per casualit\u00e0 o per cura) equivoci.<\/span><\/p>\n<p><b>Altre volte ci si trova a fare i conti con equivoci o differenti interpretazioni di quel messaggio implicito, spesso riguardanti la necessit\u00e0 di presenza alle sedute <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">per capitalizzare l\u2019efficacia del trattamento <\/span><b>o alle modalit\u00e0 con le quali il trattamento verr\u00e0 portato avanti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, elementi che entrano in gioco in modo variabile a seconda dell\u2019aderenza all\u2019accordo iniziale da parte del paziente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo pone un problema significativo di efficacia del trattamento che, tuttavia, prescinde dall\u2019orientamento utilizzato ma risulta piuttosto dovuto a una non sufficiente chiarezza degli elementi in gioco, ovvero le responsabilit\u00e0 reciproche di terapeuta e paziente, gli obiettivi e le modalit\u00e0 in cui verranno perseguiti, cosa che pone un problema anche in termini di adempimento di un consenso realmente informato.<\/span><\/p>\n<h3><b>Quali sono gli elementi del contratto?<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il contratto terapeutico sancisce non solo gli aspetti logistici (luogo, cadenza) e amministrativi (pagamento), ma <\/span><b>dovrebbe soprattutto definire gli obiettivi del percorso e le modalit\u00e0 con cui saranno perseguiti.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Il terapeuta verifica che l\u2019obiettivo del trattamento sia positivo, realistico e moralmente accettabile, avviando una relazione di collaborazione attiva in cui i soggetti sono in una posizione paritaria nel rispetto delle specifiche competenze. Il contratto diventa, in questo senso, l\u2019affermazione da parte del paziente di un cambiamento voluto nei pensieri, comportamenti, sentimenti e atteggiamenti; il terapeuta si applicher\u00e0 per facilitare tale cambiamento e, una volta ottenuto, l\u2019obiettivo diventer\u00e0 concordare con il paziente la fine della relazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il contratto stabilisce un<\/span><b> impegno reciproco ed esplicito a lavorare insieme<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">; \u00e8 un invito a mettersi in gioco, a essere entrambi protagonisti della relazione, a mettere in campo le proprie competenze, seppur differenti, e ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli aspetti logistici e amministrativi del contratto e tendono a variare anche in funzione del contesto in cui si esprime; in uno studio privato il contratto ha l\u2019obiettivo di definire le modalit\u00e0 di frequenza (o assenza) e il pagamento, tutelando il paziente nella misura in cui garantisce la presenza del terapeuta e tutelando il terapeuta nella misura in cui garantisce il suo onorario, quindi il valore del tempo che dedica, da parte del paziente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In un contesto istituzionale lo scopo rimane identico: costruire un setting terapeutico favorevole al percorso di cura. Se tuttavia nel contesto privato l\u2019elemento economico\/amministrativo e la sua sostenibilit\u00e0 sono arbitrariamente decisi dal terapeuta sulla base delle proprie disposizioni ed esigenze, in un contesto istituzionale lo scopo ultimo non \u00e8 la sostenibilit\u00e0 economica del singolo clinico ma della struttura stessa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo genera un\u2019esigenza di equilibrio tra gli spazi dedicati alla cura, gli investimenti per il futuro, il ritorno economico soddisfacente per la struttura e gli specialisti che ne fanno parte che aggiunge un ulteriore grado di complessit\u00e0 rispetto al tema della sostenibilit\u00e0, in particolare rispetto all\u2019aderenza dei pazienti al percorso di cura, ovvero alla loro presenza in seduta.<\/span><\/p>\n<h3><b>Come mai i pazienti saltano le sedute e con quali conseguenze?<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dai pochi studi pubblicati sui <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">no-show<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e sui <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">drop out<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (<\/span><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/26632020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">Clouse<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/22402096\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">DeFife<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/20854221\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\">Fenger<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">), emerge che <\/span><b>un quarto dei pazienti che accede a un servizio e ha un\u2019indicazione per un percorso psicoterapeutico non lo inizia mai e, tra coloro che lo portano avanti, il tasso di assenza dalle sedute \u00e8 intorno al 25 per cento (una al mese)<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le ragioni, fornite dai pazienti stessi o desunte dai clinici, sono molteplici:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">difficolt\u00e0 dovute ai sintomi (per esempio il paziente che, a causa del panico, non \u00e8 in grado di raggiungere il luogo di cura);<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">eventi di vita (imprevisti o riferiti tali);<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">problemi di tipo motivazionale (per esempio il paziente ancora non sa se portare avanti o meno il percorso);<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">reazioni negative al trattamento (per esempio difficolt\u00e0 a venire in seduta dopo che \u00e8 stato toccato un tema \u201ccaldo\u201d);<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">difficolt\u00e0 economiche, croniche o temporanee.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alcuni di questi elementi sono molto importanti dal punto di vista clinico e andrebbero chiaramente trattati in seduta. Le motivazioni potrebbero per\u00f2 avere anche altre ragioni, pi\u00f9 legate al contesto culturale: per esempio nel caso del <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.cmsantagostino.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Centro Santagostino di Milano<\/a><\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">, gli utenti possono considerare la psicoterapia una sorta di servizio a consumo da iscrivere in un ritmo di vita gi\u00e0 frenetico, quindi le giustificazioni alle assenze riguardano soprattutto eventi di vita quotidiana, che di fatto segnalano la difficolt\u00e0 a costruire e tutelare, anche a livello personale, uno spazio di riflessione e cura di s\u00e9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quali sono, tuttavia, le implicazioni per il clinico o per un\u2019istituzione? Per il terapeuta c\u2019\u00e8 prima di tutto la necessit\u00e0 di tutelare se stesso e la relazione con il paziente da reazioni negative (frustrazione e rabbia) che possono generarsi nel momento in cui ci si rende conto che le condizioni di trattamento (frequenza in primis) non sono consone, per il paziente c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di tutelare le condizioni di riuscita del percorso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Esistono tuttavia anche questioni legate alla sostenibilit\u00e0 del contesto di cura, sia essa pratica privata o istituzionale: il tasso di assenza dalle sedute dei pazienti, se non gestito, \u00e8 sufficiente a generare problemi di natura finanziaria allo specialista o all\u2019istituzione? Il rischio \u00e8 quello, per analogia, di costruire un albergo con cento stanze per poi vederne stabilmente impiegate solo tre quarti. In un contesto ad altissima redditivit\u00e0 (quindi con prestazioni molto onerose per il paziente) questo elemento non rappresenta un grande problema ma in un contesto, come quello attuale, in cui sia per gli specialisti privati, sia per alcune istituzioni (come il <\/span><a href=\"http:\/\/www.cmsantagostino.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Centro Medico Santagostino<\/strong>)<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> il tentativo \u00e8 di rendere l\u2019accesso alla psicoterapia fruibile ai pi\u00f9, sicuramente la questione \u00e8 prioritaria.<\/span><\/p>\n<h3><b>L\u2019assenza dalle sedute ha valenza solo amministrativa o anche terapeutica?<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Forse <\/span><b>l\u2019elemento cardine del contratto terapeutico, cos\u00ec come utilizzato dai pi\u00f9, riguarda il pagamento delle sedute saltate<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. La prassi di farle comunque pagare (con diversi margini di manovra a seconda degli accordi presi a inizio trattamento) previene senza dubbio la possibilit\u00e0 di problematiche relative alla sostenibilit\u00e0 del contesto di cura. Ma ha anche valenza terapeutica?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Storicamente la letteratura clinica rispetto alle sedute mancate ha dato un\u2019interpretazione dell\u2019assenza del paziente (soprattutto se comunicata all\u2019ultimo momento) come di una resistenza non consapevole al cambiamento, dunque alla cura, resistenza da affrontare rigorosamente in seduta affinch\u00e9 il paziente possa comprenderla e risolverla. Concretamente, <\/span><b>il processo di cambiamento \u00e8 emotivamente provante, pu\u00f2 comportare una fatica che non \u00e8 sempre semplice sostenere e che pu\u00f2 portare in modo pi\u00f9 o meno consapevole a prendere le distanze dalla terapia stessa<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, o definitivamente (interrompendo) o parzialmente (saltando la seduta). Questo comporta un problema di efficacia: \u00e8 quindi fondamentale e inevitabile approfondire gli elementi emotivamente provanti mentre si verificano nel qui e ora della seduta. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vale la pena menzionare come la scarsit\u00e0 di letteratura scientifica rispetto al vantaggio terapeutico derivante dal pagamento di sedute saltate vada probabilmente presa <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">cum grano salis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, in primis a causa della difficolt\u00e0 di separare la variabile contratto dagli altri elementi che compongono la relazione terapeutica, la cui valutazione rappresenta una delle sfide pi\u00f9 importanti dell\u2019attuale ricerca sul processo e sull\u2019esito. <\/span><\/p>\n<h3><b>Che relazione ha con il Consenso Informato e con quali implicazioni?<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019inizio di una psicoterapia, il paziente e il terapeuta definiscono gli obiettivi e le modalit\u00e0 della cura, prendono accordi sulla frequenza e durata delle sedute, fissano i giorni settimanali e gli orari in cui esse avverranno, concordano le rispettive ferie, stabiliscono l\u2019onorario. Questo insieme di definizioni oggi viene chiamato \u2018contratto\u2019 e nella prassi costituisce il contenuto del consenso informato e vincola entrambi i contraenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.irpa.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Cresci-Italia-Saltari.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">normativa<\/a><\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"> prevede per lo specialista l\u2019obbligo professionale e morale di informare l\u2019assistito riguardo:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">la sua preparazione;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">il suo modo di operare;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">i rischi (eventuali) del trattamento;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">vantaggi e svantaggi.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nella pratica di tutti i giorni, in realt\u00e0, dove spesso capita di vedere in seduta <\/span><b>pazienti che gi\u00e0 hanno portato avanti e concluso un percorso precedente<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, l\u2019elemento che colpisce \u00e8 <\/span><b>quanto poco sappiano del tipo di trattamento affrontato, sia in termini di modalit\u00e0 che di obiettivi perseguiti<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al di l\u00e0 delle intenzioni, dunque, si rischia di porre l\u2019accento sulle variabili amministrative o logistiche senza riuscire realmente a costruire un consenso informato; \u00e8 lecito immaginare che le difficolt\u00e0 cliniche siano ancora pi\u00f9 ostiche da percepire e affrontare per il paziente se non \u00e8 in grado di dare loro una cornice, ovvero se non \u00e8 stato aiutato a costruirsi un\u2019idea del suo processo di cambiamento che includa anche una chiave di lettura di questi aspetti che lo sostenga nella volont\u00e0 di portarli in seduta e approfondirli (o, per dirla in altri termini, a pensarli e non ad agirli).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In questo senso,<\/span><b> il contratto scritto pu\u00f2 essere uno strumento prezioso per il paziente fornendogli un punto di riferimento cui tornare<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, nel momento in cui mettesse in discussione gli elementi concordati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vale dunque la pena immaginare che molti elementi che emergono come difficolt\u00e0 nell\u2019alleanza terapeutica potrebbero essere affrontati con pi\u00f9 agio e per tempo se si dedicasse pi\u00f9 spazio a una fase di consultazione il cui scopo \u00e8 <\/span><b>co-costruire i presupposti per il trattamento stesso<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<h3><b>In conclusione<\/b><\/h3>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Il contratto \u00e8 sempre quantomeno implicito nell\u2019accordo con cui comincia un percorso terapeutico.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Se non si esplicita (meglio in forma scritta), tuttavia, \u00e8 molto probabile si generino problemi di alleanza terapeutica, quindi di efficacia.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Esiste una normativa che prevede l\u2019obbligo al Consenso Informato.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Dovrebbe contenere soprattutto obiettivi e modalit\u00e0 in cui verranno perseguiti.<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Dovrebbe rappresentare la sintesi delle esigenze logistico-amministrative e di quelle cliniche, con lo scopo di tutelare contemporaneamente paziente e terapeuta, ergo la terapia stessa.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2><strong>E voi che cosa ne pensate? Per conoscere il vostro punto di vista vi chiediamo di rispondere a questo <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/a\/cmsantagostino.it\/forms\/d\/e\/1FAIpQLSdZqWPJ0AXojtJ3FzHRRBSSeSDsg6UDc7pVY6xw2lOgcVNX6w\/viewform\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sondaggio<\/a>.<\/strong><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos\u2019\u00e8 un contratto terapeutico? Che cosa deve contenere? \u00c8 davvero utile? \u00c8 obbligatorio? 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