{"id":29041,"date":"2026-02-25T10:56:35","date_gmt":"2026-02-25T10:56:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/?p=29041"},"modified":"2026-02-25T10:57:51","modified_gmt":"2026-02-25T10:57:51","slug":"crans-montana-adolescenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/crans-montana-adolescenti\/","title":{"rendered":"Gli effetti emotivi della tragedia di Crans Montana su adolescenti e genitori"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli effetti emotivi relativi alla tragedia della Crans Montana sono molteplici. In questo articolo, ce ne parlano la dottoressa Alessia Bajoni, psicoterapeuta e Referente dell\u2019area specialistica per adolescenti di Santagostino Psiche, la dottoressa Rossella Bencivenga, psicoterapeuta e Referente dell&#8217;area specialistica genitori e famiglie di Santagostino Psiche e la dottoressa Simona Solimando, psicoterapeuta Equipe adolescenti, referente dei Progetti per le Scuole di Santagostino Psiche<\/p>\n<h2>Perch\u00e8 la tragedia di Crans Montana ci ha colpito cos\u00ec tanto?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La tragedia di Capodanno di Crans Montana ha scosso, toccato e coinvolto tutti, in quanto persone umane, in quanto genitori, adolescenti, insegnanti: tutti. <strong>La tragedia di Crans Montana ha toccato delle angosce profonde e fondanti l\u2019essere umano<\/strong>: come <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/angoscia\/\">l\u2019angoscia di morte<\/a>, l\u2019angoscia dell\u2019incontrollato e dell\u2019imprevedibilit\u00e0, l\u2019angoscia di un ordine che risulta invertito, confuso. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si tratta dell\u2019ordine e della differenza tra giovane e vecchio, giusto e ingiusto, tra piacere e distruzione. Il pensiero, drammatico, doloroso e tragico, di una morte di adolescenti (la maggior parte minorenni) per incendio in uno spazio senza via di uscita rievoca un passato storico che riguarda noi come esseri umani e un presente, con cui facciamo fatica a confrontarci. <strong>Una morte impensata, che blocca, toglie il fiato e non lascia via d\u2019uscita<\/strong> accanto a un presente in cui gli adolescenti, attraverso le loro fragilit\u00e0 e sofferenza, chiedono a gran voce di essere pensati, visti e ri-conosciuti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La disastrosa immagine di Crans Montana dunque <strong>ci ha colpito tutti attraverso i meccanismi di identificazione e rispecchiamento, che sono alla base dell\u2019empatia e del riconoscer-si negli altri.<\/strong> Tutti ci siamo identificati nei ragazzi di 16 anni, l\u00ec a divertirsi e a \u2018lasciarsi andare&#8217; per una notte: la notte di Capodanno. Tutti ci siamo un po\u2019 chiesti e identificati nei genitori che hanno compreso e concesso ai figli una notte di divertimento.\u00a0 Altri meccanismi psicologici ed emotivi come<a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/come-sfogare-rabbia\/\"> la rabbia<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/superare-paura-giudizio\/\">il giudizio<\/a> e la colpevolizzazione, sono di fatto tentativi per non riconoscere l\u2019angoscia profonda nel \u2018poter essere l\u00ec, al loro posto\u2019 .\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa \u00e8 anche la prima angoscia nominata da ragazzi che stiamo incontrando nelle nostre stanze di terapia che hanno conosciuto qualcuno che \u00e8 rimasto coinvolto o ferito nell\u2019incendio. Il contagio emotivo, amplificato dalle notizie, dai post nei social, evidenzia quanto in realt\u00e0 sia difficile da \u2018pensare e digerire\u2019 a livello individuale e sociale una morte di gruppo, improvvisa e incomprensibile in adolescenza. <strong>Di fronte a un trauma impensabile la disorganizzazione dei pensieri \u00e8 il primo segnale di una fatica a \u2018mettere un pensiero\u2019 ad angosce profonde<\/strong>, che lasciano senza parole. Come confrontarsi con una morte violenta in un\u2019et\u00e0 in cui si dovrebbe pensare e preservare il proprio futuro.<\/span><\/p>\n<h2><b>Quali sono gli effetti emotivi sugli adolescenti della tragedia di Crans Montana?<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le dinamiche degli eventi di Crans Montana, le immagini, i volti e la sofferenza dei protagonisti della vicenda, le narrazioni mediatiche, veicolate ed esperite on life si iscrivono purtroppo a pieno titolo in una definizione di trauma indiretto o vicario.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli adolescenti che abbiamo incontrato nelle nostre stanze di terapia ci hanno riportato con forza <strong>vissuti di <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/impotenza-appresa\/\">impotenza<\/a> e angoscia<\/strong> al pensiero di ragazzi della loro stessa et\u00e0 morti nell\u2019incendio; <strong>rabbia e disperazione<\/strong> al pensarsi in un luogo senza protezioni e vie di uscita;<strong> un vuoto enorme<\/strong> al sentire l\u2019assenza di amici che sono venuti a mancare; <strong>disorientamento<\/strong> nel rivedere con occhi diversi una notte che doveva essere di divertimento; <strong>senso di inganno<\/strong> nel non poter pensare a un \u2018futuro insieme\u2019 ai loro compagni, che sono rimasti feriti o che sono morti. <\/span><\/p>\n<p>Il valore di tale \u201clacerazione\u201d dipende da come esso viene e verr\u00e0 integrato nel sistema psichico individuale e collettivo in quanto, anche se indirettamente, <strong>\u00e8 una frattura lungo un continuum del ciclo vitale, un prima ed un dopo che pu\u00f2 minare attivamente<\/strong>: il senso di \u00a0fiducia nelle proprie risorse e nello spazio di vita, la percezione della prevedibilit\u00e0 degli eventi e il senso di sicurezza personale. La vulnerabilit\u00e0 che ne deriva pu\u00f2 divenire invalidante se non adeguatamente elaborata e portare con s\u00e9 manifestazioni sintomatologiche simili ad una trauma diretto come:<a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/disturbo-ansia-generalizzato\/\"> ansia<\/a>, evitamento di luoghi o persone che richiamano l&#8217;esperienza altrui, iperattivazione ma anche immagini, pensieri ricorrenti e pervasivi, irritabilit\u00e0, <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/igiene-del-sonno-le-buone-regole-per-migliorare-il-riposo\/\">disturbi del sonno<\/a> ed incubi legati ai racconti e\/o immagini altrui, distacco e distanziamento emotivo, reattivit\u00e0 eccessiva, difficolt\u00e0 di concentrazione e alterazioni dell\u2019umore e del pensiero.<\/p>\n<h2>Cosa possono fare gli adulti di riferimento?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questi segnali vanno intercettati, accolti e adeguatamente monitorati dagli adulti di riferimento nonch\u00e8 affidati ad una consultazione psicologica adeguata per evitare il rischio di aggravamento e cronicizzazione. Nella nostra esperienza clinica diretta, la ripresa post-evento dei percorsi terapici con i nostri adolescenti, i genitori e le famiglie ha evidenziato <strong>la necessit\u00e0 di stimolare attivamente una sintonizzazione con quanto accaduto, <\/strong>l\u2019espressione e la verbalizzazione di sentimenti di rabbia, colpa, vergogna e paura molto spesso associati alla necessit\u00e0 difensiva di distanziarsi dall\u2019esperienza mortifera oppure di codificare l\u2019esperienza al fine di renderla pi\u00f9 tollerabile. <strong>Riconoscerle in uno spazio di ascolto e condivisione<\/strong> in cui ogni sentimento, ogni pensiero ed ogni azione pu\u00f2 essere legittimo, sembra essere indispensabile oggi per co-costruire un sistema protettivo consapevole, maturo e non evitante in cui adolescenti e genitori possano ri-definire s\u00e9 stessi, il loro ruolo e le le loro aspettative sulla necessit\u00e0 di fare esperienze fisiologiche sentendosi protetti e sicuri.<\/span><\/p>\n<h2><b>Come affrontare ed elaborare un evento traumatico in adolescenza?<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le parole fondamentali per poter \u2018reagire\u2019 a un <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/sintomi-trauma-rimosso\/\">trauma<\/a>, personale, condiviso diretto e indiretto, sono quello <strong>dell\u2019ascolto e rispetto di s\u00e9 e dei propri tempi<\/strong>, cercando di \u2018non forzarsi a restaurare una quotidianit\u00e0 che non risponde al proprio vissuto del qui e ora\u2019. I primi a ricordarcelo sono propri i nostri pazienti adolescenti, addolorati e turbati da quanto accaduto: <\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"font-weight: 400;\"><em>\u2018ci ho pensato e tutto questo ha cambiato le mie priorit\u00e0\u2026in questo momento non \u00e8 uscire e andare nei locali, ma godermi i miei affetti, i miei amici\u2019.<\/em> <\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019esperienza del <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/fasi-del-lutto\/\">lutto<\/a> di un amico coetaneo in adolescenza \u00e8 un\u2019esperienza traumatica, non solo perch\u00e9 per gli adolescenti pu\u00f2 essere un primo momento di \u2018confronto con la perdita e la morte\u2019, ma anche e soprattutto perch\u00e9 la mancanza riguarda un ragazzo\/a della propria et\u00e0. <strong>Confonde, disorienta, terrorizza,<\/strong> contiene una contraddizione interna che si fa fatica a tenere insieme. <\/span><\/p>\n<blockquote><p><em><span style=\"font-weight: 400;\">&#8216;Perch\u00e9 \u00e8 accaduto a lui\/lei? Perch\u00e8 a quest\u2019et\u00e0?\u2019. <\/span><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sono domande spontanee, dirette che emergono dai loro racconti, lasciando noi adulti, psicoterapeuti, un po\u2019 impotenti ma con il ruolo prezioso e delicato di non lasciarli soli con quelle domande e nel stare accanto nel \u2018cercare una propria risposta\u2019, che magari richiede tempo, tanto tempo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I luoghi chiusi ora spaventano, contengono una minaccia che prima loro (e noi insieme a loro\u2026) non avevamo in mente cos\u00ec chiara: <strong>\u2018quali sono i sistemi di protezione presenti? C\u2019\u00e8 una via di fuga?\u2019<\/strong><\/span><\/p>\n<h2>Cosa si intende con &#8220;protezione&#8221;?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Uscire da quest\u2019ansia <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/claustrofobia\/\">\u2018claustrofobica\u2019<\/a> \u00e8 possibile, ma con un\u2019attenzione e una consapevolezza diversa: forse pi\u00f9 precisa, pi\u00f9 in grado di osservare rischi e pericoli, pi\u00f9 allenata, in grado di proteggersi. Ma cosa significa protezione? Pu\u00f2 essere che dopo un trauma la protezione assuma, in un primo momento, la valenza <strong>dell\u2019evitamento del luogo o della situazione che ricorda il trauma<\/strong> (discoteche, locali chiusi, cinema\u2026), per poi dover essere ripensata sia da soli che all\u2019interno di una relazione terapeutica di supporto. Pensiamo che sia fondamentale che gli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, educatori, psicoterepeuti) possano pensare e risignificare con gli adolescenti (che siano figli o studenti) la parola \u2018protezione\u2019, <strong>non come controllo o evitamento, ma come ascolto della propria bussola emotiva<\/strong>, rispetto dei propri tempi e\u00a0 dei propri bisogni fondamentali.<\/span><\/p>\n<h2>Come tornare alla normalit\u00e0?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tornare alla normalit\u00e0 dunque non pu\u00f2 essere pensato come un annullamento di quanto accaduto n\u00e9 degli effetti emotivi che ha lasciato. Devono essere dunque in questo momento ripensati i momenti di socialit\u00e0 sia come adulti che come adolescenti, in cui <strong>la paura va ascoltata e rispettata<\/strong> come un segnale di quanto ci sentiamo a proprio agio e al sicuro, con gli altri e fuori di casa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In ogni processo di ridefinizione e rielaborazione di una \u201cferita traumatica\u201d diretta o indiretta \u00e8 utile una ristrutturazione graduale su pi\u00f9 livelli.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un errore comune \u00e8 quindi rifugiarsi nello schema della<strong> illusoria \u201cprevedibilit\u00e0\u201d<\/strong> delegittimando invece la necessit\u00e0 di: stimolare una ristrutturazione del proprio accesso al mondo; riflettere su nuove modalit\u00e0 per sentirsi al \u201csicuro\u201d; \u00a0potenziare i propri strumenti di protezione e <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/self-control-come-sviluppare-un-autocontrollo-dacciaio\/\">controllo<\/a>; ricontattare in senso primitivo il proprio istinto di sopravvivenza. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sul piano emotivo l\u2019ansia di accelerare il processo di esposizione alle proprie attivit\u00e0 realizzatrici, anche se graduale, senza che esse siano state adeguatamente gestite, non annulla, ma anzi potrebbe amplificare l\u2019angoscia sperimentata. <strong><a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/non-sentirsi-altezza\/\">Sentirsi inadeguati<\/a> e a \u201crischio\u201d nelle situazioni in cui prima ci sentivamo a nostro agio<\/strong>, potrebbe esporci ad un corto circuito psichico e minare sicurezze molto profonde, annullando il \u201cpermesso\u201d di poter apprendere dagli stimoli critici sperimentati, ma anche nuove risorse.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2>Cosa ci insegnano gli eventi della Crans Montana?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La nostra mente apprende dall\u2019esperienza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E dunque \u2018cosa stiamo apprendendo dal tragico evento di Capodanno?\u2019.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pensiamo, come professionisti che si occupano quotidianamente di adolescenti e genitori di adolescenti, che ci sia una possibilit\u00e0 di <strong>ripensare la socialit\u00e0 come momento in cui guardare e affrontare insieme agli altri la possibilit\u00e0 \u2018di divertirsi, ma anche di condividere le paure e ansie\u2019.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La percezione dell\u2019ansia \u00e8 il primo segnale di allarme che proviamo dentro di noi. <strong>Crans Montana insegna, con il dolore e la morte,<\/strong> <strong>quanto sia essenziale il recupero di un aiuto reciproco e collaborativo ai primi segnali di ansia e dunque di rischio.\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa rilettura pu\u00f2 aiutare ora a coniugare la socialit\u00e0 con l\u2019ascolto e il rispetto delle proprie paure, in una dimensione di recupero del ruolo fondamentale e protettivo della condivisione e riconoscimento \u2018delle ansie proprie e altrui\u2019 come un sistema protettivo umano e condiviso, che supera <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/vergogna-psicologia\/\">il senso di vergogna<\/a> e la vulnerabilit\u00e0 individuale.<\/span><\/p>\n<h2>Quali sono le reazioni degli adolescenti nel contesto scolastico dopo la tragedia di Crans Montana?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando un evento cos\u00ec improvviso e doloroso colpisce una realt\u00e0 scolastica, il trauma non resta confinato alla dimensione individuale: entra nelle aule, nei corridoi, nei silenzi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nelle classi dove erano presenti i ragazzi coinvolti nella tragedia, il \u201cbanco vuoto\u201d \u00e8 diventato un simbolo potente, una presenza-assenza capace di generare smarrimento, tristezza e senso di vulnerabilit\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Molti studenti hanno reagito <strong>cercando una nuova coesione, stringendosi tra loro, creando spazi di ascolto informali, ridefinendo equilibri e ruoli all\u2019interno del gruppo.<\/strong> Altri hanno manifestato chiusura, difficolt\u00e0 di concentrazione, oscillazioni emotive.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche per i docenti\u00a0 l\u2019evento ha rappresentato uno spartiacque: la percezione della fragilit\u00e0 dei ragazzi si \u00e8 fatta pi\u00f9 intensa, alimentando un bisogno di protezione, ma anche interrogativi su come accompagnarli senza soffocarli troppo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In questo processo di riorganizzazione, <strong>la scuola \u00e8 diventata un luogo cruciale di elaborazione collettiva del lutto,<\/strong> dove la dimensione relazionale \u2013 tra pari, tra adulti e tra ragazzi \u2013 ha assunto un valore centrale nel tentativo di trasformare il dolore in memoria condivisa e sostegno reciproco.<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cLa cosa pi\u00f9 difficile \u00e8 stato rientrare in classe e vedere il suo posto l\u00ec, come se dovesse tornare da un momento all\u2019altro\u201d,<\/em> racconta una compagna.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un altro studente aggiunge:<em> \u201cPassare davanti alla loro aula mi fa ancora fermare il respiro. Ho paura di sentire quel vuoto addosso\u201d.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per alcuni il rientro \u00e8 stato graduale, segnato da esitazioni e da una fatica silenziosa:<em> \u201cNon \u00e8 solo tristezza, \u00e8 come se mancasse un pezzo del nostro gruppo. Entrare l\u00ec significa accettare che non ci sono pi\u00f9\u201d.<\/em><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Queste sono le frasi che risuonano nella stanza di terapia e che ci affidano alcuni compagni dei ragazzi vittime della tragedia, in memoria di quei sorrisi che non incontreranno pi\u00f9 tra i corridoi della scuola.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alcuni di loro si sentono in colpa: <em>\u201cse avessimo saputo che prima delle vacanze di Natale sarebbe stata l\u2019ultima volta\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Accanto al dolore per l\u2019assenza, in molti ragazzi si \u00e8 affacciato anche un sentimento pi\u00f9 difficile da nominare: <strong>la colpa del sopravvissuto. <\/strong><\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"font-weight: 400;\"><em>\u201cPerch\u00e9 io s\u00ec e loro no?\u201d,<\/em> \u00e8 una domanda che ritorna nei pensieri, spesso in modo silenzioso.<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Alcuni adolescenti riferiscono di sentirsi in colpa nei momenti di leggerezza, quando ridono o tornano a progettare il futuro,<\/strong> come se la possibilit\u00e0 di andare avanti fosse una forma di tradimento.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Riconoscere e legittimare questo vissuto \u00e8 fondamentale: solo attraverso uno spazio di ascolto autentico e condiviso si pu\u00f2 aiutare i ragazzi a comprendere che continuare a vivere, crescere e sperare non significa dimenticare, ma portare con s\u00e9 chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 in una memoria che accompagna.<\/span><\/p>\n<h2><b>Quale \u00e8 il ruolo dei genitori e degli adulti nel supportare i figli adolescenti nell\u2019elaborazione di un trauma?<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il ruolo degli adulti significativi \u00e8 centrale e oggi ne va sollecitata l&#8217;indispensabilit\u00e0 non solo a sostegno e supporto dell\u2019adolescente e della sua necessit\u00e0 di essere ascoltato, accolto, compreso e validato nelle emozioni che sta sperimentando, ma nel tentativo sinora purtroppo abbastanza mancato di avviare un processo attivo di collaborazione nel porre al centro la \u201cresponsabilit\u00e0\u201d del futuro. Un <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/paura-del-futuro\/\">futuro<\/a> disatteso e \u201ctradito\u201d nella vicenda Crans Montana. <strong>Molteplici sono le strategie che possono aiutare un adolescente a dare senso a quanto accaduto,<\/strong> riducendo il rischio di cronicizzare sintomi di ansia ed isolamento.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Primo fra tutti \u00e8 <strong>generare uno spazio attivo in cui poter esprimere e verbalizzare immagini, pensieri ed emozioni<\/strong> altamente disturbanti e alfabetizzare gli strumenti emotivi in campo al fine di renderli pi\u00f9 consapevoli e meno angoscianti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Limitare l\u2019esposizione mediatica e\/o le narrazione indirette,<\/strong> filtrarle o rielaborare i contenuti con loro potrebbe aiutarli a desensibilizzarne gli effetti, cos\u00ec come accettare la fisiologica sfida a ristrutturare le<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> convinzioni preesistenti, supportando la possibilit\u00e0 di costruire una nuova visione del proprio mondo e di s\u00e9 stessi.\u00a0 <strong>Potenziare il loro senso di <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/autoefficacia-salute\/\">autoefficacia<\/a> percepita<\/strong> potrebbe essere fondamentale per aiutarli ad integrare l&#8217;esperienza traumatica definendola come parte di un processo trasformativo di crescita. Sembra essere importante anche tentare di <strong>tollerare e rispettare tempi e modalit\u00e0 graduali di ripresa della propria routine<\/strong> ed introdurre nuove \u201cquotidianit\u00e0 attive\u201d che incontrino con maggiore autenticit\u00e0 ci\u00f2 che ci si sente pronti ad affrontare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>\u201cPensare al futuro\u201d<\/strong> degli adolescenti per genitori, insegnanti, adulti di riferimento<strong> vuol dire provare a \u201cstare\u201d con loro nella paura e nell\u2019angoscia<\/strong> senza spingerli altrove, senza provare a sostituirne competenze, senza attribuire a loro ruoli che non gli spettano, senza adultizzare nel tentativo di delegare responsabilit\u00e0. L&#8217;obiettivo \u00e8 invertire la rotta dell\u2019 illusorio \u201ccontrollo\u201d come sinonimo di sicurezza, per accogliere invece la necessit\u00e0 di un pensiero pi\u00f9 sistematico rispetto ai bisogni dei nostri figli, quelli di tutti,<strong> in cui venga accolta l\u2019umana fragilit\u00e0 che la tragedia di Crans Montana ha messo in luce.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Evidenziamo come dunque le azioni protettive che gli adulti di riferimento possano mettere in campo, debbano assumere sempre pi\u00f9<strong> l\u2019accezione del supporto emotivo, dell\u2019ascolto e del pensare insieme a loro limiti e rischi attraverso un dialogo tra generazioni,<\/strong> che non nasconda la paura che entrambi possano provare dopo un tale evento, ma che riconosca la paura come punto di ri-partenza\u00a0 e una possibilit\u00e0 per ripensarsi nella realt\u00e0 attuale.<\/p>\n<p><br style=\"font-weight: 400;\" \/><br style=\"font-weight: 400;\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli effetti emotivi della tragedia di Crans Montana sono molteplici. Ne parliamo in questo articolo scritto dalle nostre specialiste<\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":29043,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_se_main_payload":"","_se_review":"","_se_options":"","_se_confidence_fields":"","_se_evidence":"","_se_backfill_skipped":"","_se_main_type":"","_se_template_id":"","_se_main_name":"","_se_main_code":"","_se_confidence_global":"","_se_review_enabled":"0","_gst_type":"","_gst_payload":"","_gst_conditions":"","footnotes":""},"categories":[304],"tags":[],"temi":[1114,1111,1104],"typology":[3],"class_list":["post-29041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-minori","percorsi-psicoterapia-adolescenti","percorsi-psicotraumatologia","temi-adolescenti","temi-attualita","temi-genitorialita","typology-text"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v26.5 (Yoast SEO v26.5) - 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