{"id":28965,"date":"2025-11-14T11:31:25","date_gmt":"2025-11-14T11:31:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/?p=28965"},"modified":"2025-11-14T11:31:25","modified_gmt":"2025-11-14T11:31:25","slug":"autolesionismo-adolescenza-dbt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/autolesionismo-adolescenza-dbt\/","title":{"rendered":"L\u2019autolesionismo in adolescenza e la specificit\u00e0 dell\u2019approccio DBT"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;autolesionismo \u00e8 un comportamento in cui una persona infligge danni a s\u00e9 stessa in modo intenzionale e consapevole. Ci parlano dell&#8217;autolesionismo in adolescenza e della DBT (Terapia Dialettico Comportamentale) la dottoressa Alessia Bajoni e la dottoressa Claudia Cortesan, psicoterapeuta dell&#8217;\u00e8quipe adolescenti di Santagostino Psiche.<\/p>\n<h2><b>L\u2019autolesionismo in adolescenza<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi anni, <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/autolesionismo\/\">il fenomeno dell\u2019autolesionismo<\/a> negli adolescenti, soprattutto dopo la pandemia per il Covid-19, sta richiedendo sempre pi\u00f9 l\u2019attenzione e le cure di operatori sanitari, educatori, genitori, insegnanti: \u00e8 un fenomeno che segna, preoccupa, allarma e disorienta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Si parla di un\u2019incidenza del 15% tra adolescenti e giovani adulti<\/strong>, con un aumento tra il 50 % e il 60% del fenomeno nel periodo post pandemia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019autolesionismo si inserisce dunque in un momento specifico della nostra societ\u00e0 e cultura, momento nel quale i sistemi relazionali reali non sono riusciti pi\u00f9 a essere gli interlocutori di emozioni, di sofferenza, del bisogno di confronto tra pari: le restrizioni sociali, scelte per contenere la diffusione del virus, connesse alla difficolt\u00e0 nel pensare forti emozioni, sono state la miccia di un fenomeno, da sempre presente, che in quel momento storico \u00e8 diventato uno strumento privilegiato di comunicazione, espressione concreta\u00a0 e regolazione di un malessere interno nascosto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Attualmente, l\u2019autolesionismo \u00e8 diffuso soprattutto negli adolescenti e giovani adulti, <strong>nella fascia d\u2019et\u00e0 dai 13 ai 20 anni nella forma dell\u2019\u201dautolesionismo non suicidario, intenzionale\u201d<\/strong>, ovvero nella forma della \u201cferita\u201d indotta in maniera intenzionale, tramite taglio, graffio o bruciatura, su alcune parti del corpo, al fine di trovare un sollievo e\/o un contenimento a una sensazione negativa provata.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tale forma di autolesionismo ha acquisito nel 2013 una propria \u2018identit\u00e0 diagnostica\u2019 nel DSM V (Manuale diagnostico e statistico dei Disturbi Mentali, 2013).<\/span><\/p>\n<h2>Quali forme di autolesionismo esistono?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si distinguono tre forme di autolesionismo:\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><strong>autolesionismo <\/strong><b>maggiore<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, ovvero quando l\u2019autodanneggiamento appare legato a singoli episodi gravi, che causano gravi mutilazioni sul corpo;\u00a0<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><strong>autolesionismo <\/strong><b>stereotipico, <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">ovvero atti ripetuti in maniera costante e apparentemente slegati da un significato emotivo e relazionale;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><strong>autolesionismo <\/strong><b>moderato, <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">in cui vengono utilizzati strumenti come forbici, lamette, accendini per procurarsi un \u201cdolore fisico\u201d.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2>Perch\u00e8 l&#8217;autolesionismo \u00e8 diffuso tra gli adolescenti?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Comprendere cosa possa significare l\u2019autolesionismo e il perch\u00e9 un ragazzo\/a inizi a tagliarsi, vuol dire tenere insieme una complessit\u00e0 di fattori e spiegazioni, che si intrecciano in maniera specifica e soggettiva nel singolo adolescente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019adolescente si ritrova, per et\u00e0 e fase evolutiva, a dover effettuare delle operazioni \u201cmentali, emotive, cognitive\u201d complesse<\/strong>, come, ad esempio, l\u2019elaborazione del lutto dell\u2019infanzia, del S\u00e8 infantile e del rapporto di dipendenza dalle proprie figure genitoriali; affrontare \u201cdi fatto, una separazione\u201d, che non implica solo un cambiamento nella relazione con i genitori, ma anche uno spostamento di abilit\u00e0, processi emotivi e di pensiero che, fino a qualche mese prima, erano ancorati alle<a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/mio-figlio-mi-sta-distruggendo\/\"> figure genitoriali<\/a>; si trova a dover definire la propria identit\u00e0 nei termini di contatto con un corpo in cambiamento, con nuove sensazioni e pulsioni interiori, con pensieri e inclinazioni soggettivi e individuali di cui assumersi la scelta e la responsabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019autolesionismo si inserisce in questo vortice di processi, cambiamenti ed emozioni forti: segna il corpo e la pelle, come ad appropriarsi in maniera disfunzionale di un\u2019identit\u00e0 ancora abbozzata, creando una \u201crottura\u201d in quello che rappresenta il primo contatto mamma-bambino dopo la nascita, ovvero la pelle. Anzieu (1985) parla proprio di un\u201dIo pelle\u201d, che delimita e contiene l\u2019apparato psichico, contenitore, ma anche schermo della sofferenza interiore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I segni autoindotti dagli adolescenti sulla propria pelle possono dunque inserirsi in una <strong>difficolt\u00e0 nell&#8217;elaborare il<\/strong><\/span><b> passaggio da un corpo infantile a un corpo maturo e pubere,<\/b> con l\u2019implicita necessit\u00e0 di rimodulare la distanza dalle figure genitoriali e le identificazioni primitive che risiedono nel corpo, come spesso capita in storie familiari segnate da separazioni, lutti e traumi<span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2>Perch\u00e8 l&#8217;adolescente si ferisce?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Con la ferita, <strong>il ragazzo\/a cerca<\/strong><\/span><b> un contenimento fisico a un dolore emotivo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che non sa pensare e comunicare, che spesso deriva da emozioni forti, anche contradditorie tra loro. Paradossalmente, tagliarsi, come ogni forma di attacco al corpo (<a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/anoressia\/\">anoressia<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/bulimia\/\">bulimia<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/suicidio-adolescenti-segnali\/\">tentativi di suicidio<\/a>), resituisce al giovane un senso di potere rispetto a un vissuto di impotenza e disorientamento di fronte a una nuova complessit\u00e0 emotiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Molti studi e ricerche evidenziano come <strong>il taglio possa dunque essere un tentativo <\/strong><\/span><b>disfunzionale di regolazione emotiva<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"><strong> a fronte di emozioni spiacevoli<\/strong> (legate a <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">stressor<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> multipli, interni ed esterni) che il giovane non esprime perch\u00e8 <em>\u201csi vergogna\u201d<\/em> e spesso <em>\u201cnon sa cosa stia realmente provando!\u201d,<\/em> o avverte delle angosce profonde connesse con quello che vive e immagina, che non riesce a \u201cregolare\u201d con il pensiero: angosce di esclusione, morte e rifiuto, che in adolescenza vengono vissute come angosce annichilenti per la neo identit\u00e0 del giovane.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sottolineiamo come <strong>l\u2019autolesionismo ripetuto e costante possa trasformarsi in una vera e propria <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/superare-dipendenza\/\">\u201c<\/a><\/strong><\/span><b>dipendenza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, dal momento che vi \u00e8 un vissuto di unicit\u00e0 legato all\u2019associazione del proprio corpo alle ferite e al bisogno, in modo simile all\u2019uso di sostanze stupefacenti,\u00a0 di sensazioni di sollievo e piacere che i giovani provano dopo il taglio: tagliarsi fornisce un limite liberatorio rispetto al dolore emotivo e al peso mentale dei pensieri, che tendono a ripetersi, amplificarsi e a comprimere il giovane in una sorta di \u201cangolo senza via di uscita\u201d.<\/span><\/p>\n<h2><b>Cosa dicono gli studi neurobiologici sull&#8217;autolesionismo\u00a0<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi anni, sono stati condotti <strong>diversi studi che hanno evidenziato come l\u2019autolesionismo in adolescenza sia significativamente correlato ad aspetti neurobiologici<\/strong>, che meritano sicuramente ulteriori approfondimenti e riflessioni cliniche da parte di tutti, utili anche a disincentivare l\u2019ipotesi che i ragazzi ricorrano \u201cvolontariamente\u201d o \u201cper dispetto\u201d a certi comportamenti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dagli studi \u00e8 emerso come il cervello, <strong>il sistema di gestione dello stress e i circuiti emotivi contribuiscano a rendere l\u2019autolesionismo un comportamento utile a regolare le emozioni e a ridurre la percezione del dolore fino ad annullarla,<\/strong> generando cos\u00ec un rinforzo positivo nel riattualizzare nuovamente il comportamento disfunzionale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nei diversi studi sono stati utilizzati metodi comuni, tra cui la risonanza magnetica funzionale (fMRI, sia con approccio <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">task-based<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, dove ai soggetti veniva richiesto di eseguire un compito specifico, sia con approccio <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">resting-state<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, dove ai soggetti veniva chiesto di restare in uno stato di riposo senza eseguire attivit\u00e0 specifiche), la risonanza magnetica con diffusione, la valutazione di misure endocrine (come il cortisolo salivare e quello prodotto dalle ghiandole surrenali) e alcuni studi genetici ed epigenetici. I limiti di tali studi sono stati la dimensione del campione, l\u2019eterogeneit\u00e0 diagnostica (erano presenti pazienti che non mettevano in atto solo NSSI, ma anche tentativi suicidari) e la comorbidit\u00e0 psichiatrica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel dettaglio, <strong>si \u00e8 visto come vi sia una disfunzione a carico dei circuiti cortico-limbici, nei quali si osserva una iperreattivit\u00e0<\/strong>: la risposta dell\u2019amigdala e dell\u2019insula anteriore agli stimoli emotivi spiacevoli \u00e8 pi\u00f9 alta e c\u2019\u00e8 un minore adattamento. Tale reattivit\u00e0 aumentata genera un\u2019anomalia a carico della processazione enterocettiva degli stimoli e un\u2019amplificazione degli stati affettivi negativi. <strong>Si \u00e8 visto anche come vi sia una ridotta attivazione dell\u2019area dei lobi frontali,<\/strong> in particolare della corteccia pre-frontale ventromediale<strong>, coinvolta nell\u2019elaborazione della paura e della corteccia pre-frontale dorsolaterale, fondamentale per le funzioni esecutive.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Questo fa s\u00ec che l\u2019adolescente \u201csenta troppo\u201d e \u201cregoli poco\u201d<\/strong> (Branas et al., 2021).<\/span><\/p>\n<h2>Autolesionismo e dopamina<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Altri studi hanno rilevato come vi sia anche una disfunzione del sistema dopaminergico<\/strong>, quindi dei circuiti di rinforzo e motivazione, situati a livello dello striato (nucleo caudato, putamen, nucleus accumbens). L\u2019autolesionismo genera una diminuzione dello stato di tensione interno e tale sollievo rinforza il comportamento di partenza (Case et al., 2021)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I comportamenti autolesivi, inoltre, attivano in maniera transitoria il sistema che produce gli oppioidi e che rilascia endorfine, facendo percepire al soggetto uno stato di quasi analgesia, dove il dolore fisico diventa un riferimento importante e stabile per un\u2019anedonia emotiva, oppure un sostituto del dolore emotivo. Gli adolescenti non percepiscono, dunque, il dolore che si causano come insopportabile, ma come un momento di intenso rilascio (Case et al., 2021).\u00a0<\/span><\/p>\n<h2>Autolesionismo e traumi precoci<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Altri studi evidenziano come<strong> l\u2019aver subito traumi precoci e aver vissuto in contesti familiari cronicamente invalidanti abbia un impatto sull\u2019asse HPA <\/strong>(asse ipotalamo-ipofisi-surrene)<strong>, come se il cervello \u201csi abituasse\u201d allo stress:<\/strong> il battito cardiaco e la pressione sanguigna non aumentano durante un evento stressante, vi \u00e8 un ridotto rilascio di ormoni dello stress (come, ad esempio, il cortisolo) in risposta a un evento stressogeno e vi \u00e8 un ridotto controllo degli impulsi (Klimes-Dougan et al., 2019; Gorels et al. 2023).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si \u00e8 visto, infine, come<strong> vi sia una vulnerabilit\u00e0 genetica nel sistema serotoninergico<\/strong>, coinvolto nella gestione dell\u2019impulsivit\u00e0 e delle emozioni; tale vulnerabilit\u00e0 pu\u00f2 facilmente incontrare un ambiente invalidante, generando in tal modo un terreno di rischio per lo sviluppo dei comportamenti autolesivi (Liao et al. 2024).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Riassumendo, possiamo dedurre che il periodo dell\u2019adolescenza \u00e8 sicuramente una finestra critica per lo sviluppo di comportamenti autolesivi non suicidari, dal momento che i circuiti deputati all\u2019elaborazione delle emozioni sono attivi, ma, parallelamente, il controllo prefrontale non \u00e8 totalmente raggiunto e c\u2019\u00e8 un\u2019elevata sensibilit\u00e0 allo stress psicosociale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>L\u2019adolescente si fa del male per regolare emozioni intense, ridurre la tensione interna, sentirsi \u201cvivo\u201d e comunicare il suo dolore. <\/strong>Non si tratta di un \u201cgesto incomprensibile\u201d, ma dell\u2019esito di uno sbilanciamento neurobiologico dei circuiti emotivi, che risultano iperattivi, della corteccia prefrontale, che risulta ipoattiva, del sistema dello stress, che \u00e8 disregolato e del sistema oppioidergico e dopaminergico, che vengono attivati durante i comportamenti autolesivi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il taglio (o qualsiasi suo sostituto) \u00e8 quindi un disperato tentativo di regolare un\u2019emozione che la mente dell\u2019adolescente non sa n\u00e9 nominare, n\u00e9 gestire.<\/strong> Come clinici, il nostro compito \u00e8 quello di validare la funzione del sintomo (l\u2019approccio DBT considera la validazione uno dei capisaldi della terapia), proporre strumenti alternativi di regolazione delle emozioni (anche in questo caso, la terapia con approccio DBT allena la capacit\u00e0 della mente di valutare soluzioni differenti a quelle abitualmente utilizzate) e aumentare la tolleranza della sofferenza.<\/span><\/p>\n<h2><b>Autolesionismo e social<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Negli ultimi anni il fenomeno dell\u2019autolesionismo tra gli adolescenti si \u00e8 intrecciato con <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/magazine-psiche\/adolescenti-e-social\/\">la diffusione di \u201c<\/a><\/span><b><i>challenge<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">,<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> vale a dire giochi pericolosi che si sono diffusi sulle piattaforme social in cui la \u201cpopolarit\u00e0 online\u201d si conquista attraverso foto di se stessi in situazioni pericolose o, ancora peggio, in situazioni dove il comportamento esibito \u00e8 una sorta di dimostrazione di un\u2019escalation mortale in cui \u201c<em>vince che si avvicina di pi\u00f9 al limite mortifero\u201d.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In uno studio condotto nel 2017 (<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Patchin, Sameer, Hinduja\u00a0 2017), viene riportata un\u2019incidenza del 6% di adolescenti che inizia ad avere comportamenti autolesionistici online.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alcuni esempi di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">challenge<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> a contenuto autolesionistico suicidario o non suicidario sono le <\/span><b>\u201c<\/b><b><i>blackout challenge<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d (ad es. le <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">choking game challenges<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> o <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">scarf game challenges<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">), dove i giovani si sfidano a \u201cprovocarsi\u201d uno svenimento temporaneo attraverso la compressione delle arterie del collo, con l\u2019obiettivo di provare lo stato di \u201ceuforia\u201d dovuto alla mancanza di ossigeno al cervello, riprendendosi appena prima di perdere conoscenza, o, ancora, \u201c<\/span><b>la challenge della cicatrice francese<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, dove vi \u00e8 la provocazione a indursi ematomi in corrispondenza degli zigomi attraverso una forte pressione delle guance.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vi sono poi forme di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">challenge<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> che sfidano ad attuare comportamenti non autolesionistici, ma che contengono un alto rischio suicidario, come, ad esempio, le \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">challenge train surfing<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d o \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">planking challenge<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, che portano i giovani ad assumere posizioni rigide o a viaggiare aggrappati sui treni in situazioni al limite (treni in movimento, binari dei treni\u2026). Sono ormai molteplici i racconti di ragazzi che hanno perso la vita o hanno avuto conseguenze gravi per la propria salute fisica e mentale dopo aver partecipato a queste <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">challenge<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e non essersi fermati in tempo.<\/span><\/p>\n<h2>Cosa influenza le challenge online?<\/h2>\n<p><b>Due fattori da evidenziare nel fenomeno dell\u2019autolesionismo legato a <\/b><b><i>challenge<\/i><\/b><b> online sono l\u2019imitazione e il contagio, <\/b>fattori che determinano l\u2019alta probabilit\u00e0 di ripetizione del comportamento tra gli adolescenti<span style=\"font-weight: 400;\">: sembra che l\u2019autolesionismo venga vissuto come un canale primitivo per favorire l\u2019accettazione tra i pari, il riconoscimento del proprio valore e l\u2019appartenenza a una community pi\u00f9 ampia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il bisogno di esplorare, di testare i limiti di un comportamento e il fare esperienza delle conseguenze negative che ne possono derivare fa parte del processo di crescita dell\u2019adolescente, in cui l\u2019agito pu\u00f2 assumere il valore positivo di un \u201csalto\u201d e diviene strumento tramite cui acquisire un\u2019autoregolazione, attraverso il confronto con la realt\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nelle <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">challenge<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> sopra menzionate e nell\u2019autolesionismo, \u00e8 evidente come tale meccanismo arrivi a toccare i limiti della morte, della salute e dell\u2019integrit\u00e0 personale e, per questo motivo, \u00e8 fondamentale che vi siano attenzione, cura, ascolto e dialogo con degli adulti in grado di nominare il rischio e di aiutare i givoani a trovare altri canali di affermazione e riconoscimento di s\u00e9.<\/span><\/p>\n<h2><b>L\u2019approccio DBT agli adolescenti con autolesionismo<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019interno di questa cornice appare sempre pi\u00f9 importante avere una bussola su cui orientare le richieste di aiuto dei giovani con autolesionismo e dei loro genitori\/famiglie.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra i vari approcci terapeutici,<strong> l\u2019approccio DBT (Terapia Dialettica comportamentale) \u00e8 stato riconosciuto, sulla base di evidenze scientifiche, come efficace nella cura dell\u2019autolesionismo:<\/strong>\u00a0si tratta di un approccio cosiddetto <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">evidence based<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il modello DBT \u00e8 stato sviluppato a partire dalla tradizione comportamentale, ma ha affiancato alla dimensione del cambiamento un lavoro di accettazione e ristrutturazione cognitiva attraverso il pensiero dialettico.<\/span><\/p>\n<h2>Cosa prevede la DBT?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La DBT prevede una presa in carico del paziente autolesionista a pi\u00f9 livelli:\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">terapia individuale<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">partecipazione ad un gruppo di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">skills training<\/span><\/i><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">gestione del caso in equipe\u00a0<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">coaching telefonico per gestire le crisi.\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il terapeuta individuale costituisce la principale figura di riferimento del paziente<\/strong>: nel corso delle sedute egli lavora, insieme al paziente, sulla motivazione al trattamento e crea con lui un linguaggio emotivo comune, che permette di ridurre gli effetti delle emozioni spiacevoli e aiuta a sviluppare e recuperare strategie utili per tollerare le suddette emozioni, la cui disregolazione \u00e8 alla base dei comportamenti autolesionistici e degli stati di malessere generale del paziente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">skills training<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00e8 invece un percorso di natura psicoeducativa e, in un contesto di gruppo, mira a sviluppare una serie di abilit\u00e0 e competenze a cui il paziente pu\u00f2 ricorrere per gestire la propria quotidianit\u00e0 e le proprie relazioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2>Quali sono le abilit\u00e0 centrali nella DBT?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le abilit\u00e0 centrali nell\u2019approccio DBT specificamente rivolto agli adolescenti (Rathus, Miller, 2015)\u00a0 riguardano:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Mindfulness:<\/strong> capacit\u00e0 di essere concentrati e consapevoli delle proprie sensazioni, emozioni e pensieri nel \u201cqui e ora\u201d;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Regolazione delle emozioni:<\/strong> capacit\u00e0 di riconoscere e comprendere gli stati emotivi per poterli gestire in modo funzionale e non autolesivo;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Tolleranza della sofferenza:<\/strong> capacit\u00e0 di tollerare e comprendere la sofferenza emotiva senza che si generino comportamenti disfunzionali;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Efficacia interpersonale:<\/strong> capacit\u00e0 di comunicare e di stare in relazione efficacemente con le altre persone;<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Percorrere il sentiero di mezzo:<\/strong> capacit\u00e0 di sviluppare il pensiero dialettico per poter assumere una posizione di pensiero e relazionale di mezzo, che protegga da pensieri estremi.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Tali abilit\u00e0, usate in maniera combinata e all\u2019interno della relazione terapeutica, aiutano i ragazzi\/e a costruire una capacit\u00e0 di ascolto interno, a pensare le emozioni piuttosto che agirle e a mettere \u201cun ordine negli strumenti a disposizione\u201d<\/strong>: dove prima venivano adottate modalit\u00e0 autodistruttive e auto invalidanti, con l\u2019approccio DBT si crea, all\u2019interno della crisi, la possibilit\u00e0 di distinguere i pro e i contro di ogni scelta e di differenziare un comportamento impulsivo da uno riflessivo. Viene data inoltre fondamentale importanza alla strategia dell\u2019accettazione della realt\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Evidenziamo come sia essenziale, per gli adolescenti, lo sviluppo del \u201cpensiero di mezzo\u201d e del \u201cpensiero dialettico\u201d, alla luce della frequente polarizzazione del comportamento e delle letture relazionali associate, che spesso sono alla base della sofferenza agita con l\u2019autolesionismo (\u201cnon sono in grado\u201d\u2026\u201dnon sono importante per gli altri\u201d\u2026\u201dsono sempre messo nella posizione di essere quello sbagliato\u201d). Il pensiero dialettico aiuta a vedere gli opposti come veri entrambi e a trovare una modalit\u00e0 di mezzo, che consenta di calmare la mente e vedere soluzioni nuove di comportamento nella relazione con se stessi e con gli altri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Va sottolineato come tale programma di intervento richieda, ad ogni passaggio, una motivazione elevata dell\u2019adolescente, che va sempre rafforzata e sostenuta nel lavoro terapeutico, in quanto le abilit\u00e0 DBT devono poi essere \u201cinteriorizzate e messe in campo\u201d dal giovane nella vita di tutti i giorni.<\/span><\/p>\n<h2><b>Il ruolo del gruppo e della famiglia<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>La specificit\u00e0 dell\u2019approccio DBT per adolescenti risiede anche nel coinvolgimento dei genitori<\/strong> con sedute effettuate insieme al giovane paziente e con gruppi di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">skills training<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> genitori-figli che permettono di lavorare su alcune modalit\u00e0 fondamentali di relazione, comunicazione e comportamento, al fine di modificare alcune polarizzazioni nella relazione genitori-figli, tra cui:\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">eccessiva indulgenza vs controllo autoritario;\u00a0<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">favorire la dipendenza vs forzare l\u2019autonomia;\u00a0<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">normalizzare il comportamento patologico vs patologizzare un comportamento normale.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019interno delle sedute di terapia familiare o nei gruppi di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">skills training<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, <strong>il terapeuta conduttore aiuta i genitori a riconoscere quei dilemmi dialettici che possono rendere difficile la comunicazione genitori-figli<\/strong> e che invalidano il lavoro terapeutico del giovane, rendendo pi\u00f9 frequenti crisi e malessere del figlio\/a.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alcuni dilemmi dialettici che il paziente adolescente si trova a vivere sono, per esempio, il passare da una crisi incessante a un\u2019inibizione dell\u2019esperienza, da una eccessiva vulnerabilit\u00e0 emotiva a una modalit\u00e0 auto invalidante di soppressione delle emozioni, da una competenza apparente a una passivit\u00e0 attiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel gruppo multifamiliare, che affianca il lavoro individuale o di gruppo del paziente adolescente, i genitori vengono aiutati a individuare i segnali di rischio di una crisi autolesiva, tra cui proprio il conflitto e la tensione familiare, che rappresentano uno dei fattori che incide maggiormente sulla ripetizione del comportamento disfunzionale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Risulta, per esempio, <strong>centrale l\u2019insegnamento ai genitori dell\u2019importanza della validazione delle emozioni<\/strong> nella relazione con il figlio adolescente e l\u2019abilit\u00e0 del percorrere \u201cil sentiero di mezzo\u201d, per poter vedere le verit\u00e0 di entrambe le prospettive (la propria e quella del figlio\/a) e cercare una soluzione integrata e pi\u00f9 rispettosa della diversit\u00e0 delle posizioni relazionali.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tale \u201csentiero di mezzo\u201d aumenta la gestione degli imprevisti e favorisce il cambiamento relazionale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Evidenziamo, infine, come sia centrale l\u2019aspetto di condivisione in gruppo<\/strong>, sia per la parte terapeutica rivolta agli adolescenti, sia per lo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">skills training<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> genitori-figli, dal momento che\u00a0 vengono favoriti i processi di rispecchiamento reciproco e l\u2019assunzione di un ruolo validante, accettante e privo di giudizio nei confronti delle reazioni altrui. Il setting di gruppo accelera i processi di cambiamento personali e del sistema familiare all\u2019interno del quale l\u2019adolescente \u00e8 inserito.<\/span><\/p>\n<p><b>All\u2019interno dell&#8217;\u00e9quipe dell\u2019Area Adolescenti del Santagostino <a href=\"https:\/\/www.santagostino.it\/it\/ambulatori\/psicologia-e-neuropsicologia-area-adolescenti\">\u00e8 presente un percorso specifico di gruppo rivolto ad adolescenti con autolesionismo non suicidario con approccio DBT<\/a>, co-condotto dalle autrici dell\u2019articolo. <\/b><b>mettere link a pagina Area Adolescenti<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;autolesionismo \u00e8 un comportamento in cui una persona infligge danni a s\u00e9 stessa in modo intenzionale e consapevole e pu\u00f2 essere affrontato con successo grazie alla DBT (Terapia Dialettico 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