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La prostatite

La prostatite, nelle sue diverse forme, è una patologia che interessa la prostata. È molto frequente negli uomini sotto i 50 anni e non deve mai essere trascurata. Ci spiega tutto il Dott. Rocchini, urologo del Centro Medico Santagostino.

Cos’è la prostatite

La prostatite è un'infiammazione della prostata, la ghiandola più grande del sistema riproduttivo maschile. La prostata, nello specifico, è deputata alla produzione del secreto prostatico, che durante l’eiaculazione si mescola allo sperma proveniente dai testicoli, dando origine al liquido seminale. Il secreto prostatico, segnatamente, serve a proteggere gli spermatozoi nell’ambiente acido della vagina, e a prolungarne la vita al fine della riproduzione. 

L’infiammazione della prostata è una condizione molto comune che colpisce gli uomini di età inferiore ai 50 anni. Vediamo come si manifesta.

Sintomi

I sintomi della prostatite sono molteplici e possono cambiare in base al tipo e alle caratteristiche della patologia. Molti dei sintomi sono dovuti per lo più allo spasmo dei muscoli del bacino e della vescica. Ecco quelli più comuni:

Classificazione

L’infiammazione della prostata può essere una condizione acuta o cronica, a seconda del modo in cui insorge. Inoltre può essere classificata in base alle caratteristiche e ai sintomi che presenta. Vediamo quali sono i diversi tipi di prostatite.  

Prostatite batterica acuta

La prostatite batterica acuta è provocata da infezioni batteriche a carico della prostata. Ha un esordio brusco e improvviso. Si presenta solitamente con dolore pelvico-perineale (sovrapubico, che interessa i genitali esterni e il perineo), associato alla comparsa improvvisa di:

  • Dolore alla minzione
  • Necessità di andare in bagno molto spesso
  • In alcuni casi, ritenzione urinaria 

Spesso si presentano anche sintomi sistemici:

  • Febbre
  • Malessere generale
  • Nausea e vomito 

Prostatite batterica cronica

La prostatite batterica cronica è caratterizzata dalla ricorrenza delle infezioni delle vie urinarieSolitamente i pazienti riferiscono un relativo benessere tra un episodio e l'altro, oppure i soggetti possono riferire una storia clinica tipica della tipologia successiva.

Prostatite non batterica

La prostatite non batterica, anche detta sindrome dolorosa pelvica cronica, è una condizione molto debilitante. I sintomi comprendono:

  • Dolore fisso o alternante (localizzato nella zona perineale, sovrapubica, a carico dei testicoli e del pene)
  • Forte dolore durante e dopo l’eiaculazione 
  • Necessità di correre in bagno alla comparsa di stimolo della minzione
  • Bisogno di urinare più frequentemente 
  • Diminuzione della potenza del getto urinario. 
  • Deficit erettile 
  • Eiaculazione precoce 

Prostatite infiammatoria asintomatica

La prostatite infiammatoria asintomatica è caratterizzata dall'assenza di sintomatologia. Il paziente non riferisce dolori o fastidi, ma sono rilevabili segni di infiammazione o infezione a livello dello sperma o del liquido prostatico.

La diagnosi è solamente bioptica, avviene, cioè, mediante il prelievo di tessuto prostatico.

Cause della prostatite e fattori di rischio

È difficile trovare l'agente patogeno coinvolto nelle prostatiti: spesso i batteri possono essere presenti nei dotti della ghiandola prostatica che si ostruiscono a seguito dell'infezione e di conseguenza non vengono rilevati negli esami colturali.

La maggior parte delle prostatiti acute è causata da:

  • Batteri intestinali (in particolare Escherichia coli), acquisiti per via endogena o esogena
  • Batteri responsabili delle infezioni alle vie urinarie (cistite, uretrite)
  • Batteri che causano le malattie sessualmente trasmissibili (gonorrea, clamidia etc.)

Altre cause possono essere:

  • Fimosi (restringimento anomalo del prepuzio)
  • Traumi a livello del perineo
  • Ostruzioni del collo della vescica

Fattori di rischio

Alcuni fattori di rischio possono favorire la comparsa della patologia, per esempio:

  • Infezioni trascurate del basso apparato urinario
  • Rapporti sessuali non protetti e a rischio
  • Bere poca acqua
  • Catetere vescicale
  • Irregolarità intestinale
  • Immunodepressione
  • Orchite o altre infiammazioni ai testicoli
  • Stress

Diagnosi

In caso di prostatite, la diagnosi parte sempre da un'attenta valutazione della storia clinica del paziente mediante un'accurata anamnesi patologica e fisiologica.

Molto importante risulta la valutazione dei sintomi, l'inizio della loro comparsa, il loro andamento durante il giorno e la notte, e le eventuali limitazioni della vita del paziente. Molto importante sarà anche la valutazione della sintomatologia sistemica (nausea, febbre, vomito).

Si valuteranno, inoltre, gli eventuali fattori di rischio.

L'esame fisico si concentrerà sulla regione del basso addome, sulla valutazione dei genitali esterni, con la palpazione dell'area perineale e l'esame prostatico per via transrettale.

Esami di laboratorio

Gli esami maggiormente impiegati per la diagnosi delle prostatiti sono gli esami colturali del liquido seminale e delle urine, eventualmente completati da esame colturale su tampone uretrale.

È sempre utile, inoltre, valutare lo stato di salute del soggetto mediante esami del sangue specifici ed esami volti alla valutazione dello stato di infiammazione del soggetto. 

Può essere utile, inoltre, l'esame del PSA (antigene prostatico specifico) che risulta spesso elevato durante le prostatiti batteriche e solitamente si normalizza in circa 4 settimane dopo un trattamento efficace.

L'ecografia prostatica può evidenziare la presenza di ascessi prostatici, calcificazioni ed eventuali dilatazioni delle vescicole seminali.

Trattamento, cure e prevenzione

Il trattamento si avvale di diverse classi di farmaci, ma la terapia d’elezione resta quella antibiotica. Nello specifico, il trattamento delle forme acute batteriche e croniche batteriche si basa sull'utilizzo di antibiotici ad alto dosaggio per un lungo periodo di tempo.

Per le prostatiti acute batteriche, il trattamento dovrebbe essere protratto per 2-4 settimane dopo la scomparsa della febbre. 

La terapia antibiotica è raccomandata anche per le prostatiti non batteriche.

Altri farmaci impiegati sono:

  • ​Farmaci antinfiammatori
  • Farmaci alfalitici
  • Farmaci fitoterapici

Vista l'elevata tendenza alla cronicizzazione e la successiva difficoltà terapeutica, è molto importante che i pazienti vengano sempre seguiti dallo specialista urologo. Lo specialista, in base alla sintomatologia riportata, all'esito degli esami di laboratorio e clinici e alla risposta del paziente, interviene con terapie combinate volte al miglioramento sostanziale della qualità della vita.

Consigli per la prevenzione

La prevenzione principale consiste nell’evitare comportamenti a rischio, come i rapporti sessuali non protetti con partner non stabili. 

È utile inoltre, evitare tutte quelle condizioni che possano portare ad un'alterazione della funzione del sistema immunitario. È importante quindi:

  • Limitare lo stress
  • Mantenere un alvo regolare
  • Consumare elevate quantità di frutta e verdura
  • Non fumare
  • Limitare l'assunzione di alcolici
  • Evitare quanto più possibile una vita sedentaria
  • Assumere elevate quantità giornaliere di acqua (almeno 1.5 litri per il soggetto sano)

È utile, inoltre, che i soggetti con prostatite cronica batterica o non batterica evitino:

  • Alimenti irritanti come: caffè, tè, cioccolato, bibite gassate, cibi piccanti
  • Le bevande zuccherate e gli alcolici
  • L'utilizzo di cicli e motocicli

FONTE

“EAU (European Association of Urology) Guidelines on urological infection” e  “Chronic Pelvic Pain”; “Campbell-Walsh Urology 10th edition, Elsevier Health”